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	<title>Global Voices in Italiano &#187; News sui blogger</title>
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	<description>Il mondo ti parla. Stai ascoltando?</description>
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		<title>Azerbaijan: reazioni al processo contro due blogger locali per opinioni espresse online</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/11/azerbaijan-reazioni-al-processo-contro-due-blogger-locali-per-opinioni-espresse-online/</link>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 23:58:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberta Sichera</dc:creator>
				<category><![CDATA[Azerbaigian]]></category>
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		<description><![CDATA[Restano in carcere Andnan Hajizade e Emin Milli, arrestati per aver pubblicato l'8 luglio scorso un video su YouTube che ridicolizzava il governo nazionale per aver acquistato degli asini dalla Germania. Dopo nove processi ancora nulla di fatto su un evidente caso di libertà di parola.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/onnik-krikorian/">Onnik Krikorian</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/robertas/'>Roberta Sichera</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/11/07/azerbaijan-reaction-to-yesterdays-blogger-trial/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Mentre continua a Baku, il processo contro due giovani attivisti di video-blog, Adnan Hajizade e Emin Milli, due blogger inglesi che vivono in Azerbaigian reagiscono all&#39;<a title="Post originale in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/11/06/azerbaijan-activist-blogger-trial-resumes/">udienza interrotta ieri</a> [in]. Entrambi sembrano pessimisti e scontenti per il modo con il quale è stato finora condotto il processo, ma ciò nonostante continueranno a lottare per il rilascio dei due attivisti.</p>
<p>In particolare, il blog <em>L4L </em><a title="Post originale in inglese" href="http://sympathy4thedevil.wordpress.com/2009/11/06/amnezia/">riflette sull&#39;udienza di ieri</a> [in], e soprattutto sulla decisione di non ammettere registrazioni telefoniche come prove a difesa di Hajizade e Milli.</p>
<blockquote><p>Durante l&#39;udienza di oggi sul caso della “Selvaggia lotta tra i campioni di Taekwondo e i blogger Adnan e Emin” sono riuscito a entrare per la prima volta in un&#39;aula di tribunale. Sentimenti contrastanti per ciò che stava accadendo. Ho visto Emin e Adnan, e ne ho notato la forte convinzione. Ciò mi ha fatto sentire felice ed orgoglioso. Mi sono ritrovato a ridere una dozzina di volte a danno delle “vittime” Vusal e Babek. Per il resto mi sono irritato parecchio.</p>
<p>Azercell ha risposto alla richiesta del giudice e ha relazionato sulle telefonate dell&#39;8 luglio tra le “vittime” e Adnan. […] il rapporto sulle chiamate di Adnan rivela che si trovava nella stazione di polizia del distretto 39. Questo piccolo fatto demolisce il caso del procuratore. Ciò dimostra come Adnan e Emin non fossero stati portati alla stazione di polizia in manette. […]</p>
<p>[…]</p>
<p>Poi Vusal ha dimostrato di essere “un vero uomo caucasico” con coraggio e forti sentimenti da “qeyret” (<em>termine che indica un misto tra le concezioni tradizionali e i tabù che definiscono comunemente gli uomini in  Azerbaigian, come spiegato in un altro post sempre sul <a title="Post originale in inglese" href="http://sympathy4thedevil.wordpress.com/2009/10/29/those-amoral-westerners-those-pure-azeris/">blog L4L</a> [in]</em>) . Ha chiesto di non ammettere come prove a favore della difesa la relazione sulle telefonate di Azercell. “Non voglio creare problemi ai miei parenti e alle persone a me vicine”. […] Naturalmente anche il giudice è “un vero uomo caucasico”, ha capito i teneri sentimenti di Vusal ed è stato d&#39;accordo con lui su questo punto.</p>
<p>Ad ogni modo. Amnesia. Adnan e Emin hanno risposto ad alcune domande dopo Vusal e Babek in maniera talmente così chiara e precisa, il contrasto è stato quasi da paura. […]</p>
<p>[…] Persone come Emin e Adnan hanno fatto una scelta precisa e vi credono ancora con orgoglio. Non faranno marcia indietro. Dobbiamo sostenere il loro caso. Solo in questo modo, questa nazione potrà scuotersi dall&#39;AMNESIA.</p></blockquote>
<p>Nel frattempo, il blog <em>Flying Carpets and Broken Pipelines </em> ricorda gli eventi accaduti finora, <a title="Post originale in inglese" href="http://flyingcarpetsandbrokenpipelines.blogspot.com/2009/11/time-goes-by.html">guardando però anche al futuro</a> [in].</p>
<blockquote><p>Sono trascorsi 4 mesi dall&#39;arresto di Emin e Adnan, il tempo passa, ma sembra che certe cose non cambino. […]</p>
<p>[…] la felicità e il sapore della vittoria sono svanite lentamente quando a luglio, due giovani attivisti - Emin Milli (30) e Adnan Hajizada (26) - sono stati arrestati con l&#39;accusa di “teppismo” e ora rischiano fino a 5 anni di carcere. Non hanno fatto nulla, sono stati attaccati da due tipi, ora considerati come “vittime” e liberati, mentre Emin e Adnan sono ancora dietro le sbarre. Ma continuano ad avere il morale alto. […]</p>
<p>[…]</p>
<p>Guardando indietro, viene da chiedersi se cambiaerà mai qualcosa. La gente riuscirà a godersi la vita anziché preoccuparsi di fare più soldi per sfamare la famiglia? Potranno i nostri giovani studiare in università libere dalla corruzione per ottenere davvero una formazione? Riuscirà la gente a essere nuovamente felice? Per adesso, c&#39;è una sola risposta, sarà il tempo a dimostrarlo, pertanto lasciamolo trascorrere, ma con pazienza e ottimismo, noi o i nostri figli o i nostri nipoti vedremo qualche cambiamento…</p></blockquote>
<p>Tra l&#39;altro, la data fissata per la prossima udienza (11 novembre) coinciderà con <a title="Post originale in inglese" href="http://www.ceu.hu/events/2009-11-11/hooliganism-or-freedom-of-speech-the-case-of-two-bloggers-detained-in-azerbaijan">la tavola rotonda</a> [in] organizzata sul caso presso l&#39;Università Centrale Europea a Budapest, Ungheria.</p>
<blockquote><p>Teppismo o libertà di parola? Il caso dei due blogger detenuti in Azerbaigian</p>
<p>L&#39;8 luglio 2009 due blogger e politici attivisti, Andnan Hajizade e Emin Milli, sono stati attestati in Azerbaigian con l&#39;accusa di “teppismo”. I blogger sono stati arrestati poco dopo avere pubblicato un video su YouTube che ridicolizzava il governo nazionale per aver acquistato degli asini dalla Germania. Dopo nove processi, i due blogger (entrambi senza precedenti penali nel casellario giudiziario) rimangono in prigione. I quattro relatori daranno vita a una tavola rotonda per discutere sul caso specifico su cosa s&#39;intenda per libertà di parola in Azerbaigian e nell&#39;intera regione del Caucaso.</p></blockquote>
<p>All&#39;evento parteciperà Parvana Persiani, fidanzata di Hajizade e importante figura del Movimento Giovanile <em>OL!</em>, la quale la prossima settimana sarà anche al <a title="Post originale in inglese" href="http://worldbloggingforum.com/">World Blogging Forum</a> [in] di Bucarest, Romania.</p>
<p>In quell&#39;occasione <em>Global Voices Online </em> intervisterà Persiani, che interverrà poi in diretta su <em>Kosmoshow</em>.</p>
<p><center><object id="viddler_86f1d9ff" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="440" height="372" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="Movie" value="http://www.viddler.com/player/86f1d9ff/" /><param name="Src" value="http://www.viddler.com/player/86f1d9ff/" /><param name="WMode" value="Window" /><param name="Play" value="0" /><param name="Loop" value="-1" /><param name="Quality" value="High" /><param name="SAlign" value="LT" /><param name="Menu" value="0" /><param name="AllowScriptAccess" value="always" /><param name="Scale" value="NoScale" /><param name="DeviceFont" value="0" /><param name="EmbedMovie" value="0" /><param name="SeamlessTabbing" value="1" /><param name="Profile" value="0" /><param name="ProfilePort" value="0" /><param name="AllowNetworking" value="all" /><param name="AllowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.viddler.com/player/86f1d9ff/" /><param name="wmode" value="Window" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="quality" value="High" /><embed id="viddler_86f1d9ff" type="application/x-shockwave-flash" width="440" height="372" src="http://www.viddler.com/player/86f1d9ff/" allowfullscreen="true" allownetworking="all" profileport="0" profile="0" seamlesstabbing="1" embedmovie="0" devicefont="0" scale="NoScale" allowscriptaccess="always" menu="0" salign="LT" quality="High" loop="-1" play="0" wmode="Window" movie="http://www.viddler.com/player/86f1d9ff/"></embed></object></center></p>
<p>La copertura integrale della detenzione e del processo ad Adnan Hajizade e Emin Milli è disponibile nella <a title="Post originale in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/-/world/central-asia-caucasus/azerbaijan/">sezione sull&#39;Azerbaigian</a> [in] di <em>Global Voices Online</em> e sul blog di <em>OL!</em> (in <a title="Blog originale in inglese" href="http://ol-en.blogspot.com/">Inglese</a> [in] e in <a title="Blog originale in Azero" href="http://ol-az.blogspot.com/">azero</a> [az). L&#39;<em>hashtag</em> usato su Twitter è <a title="Ricerca su Twitter" href="http://twitter.com/#search?q=%23EminAdnan">#EminAdnan</a> [in].</p>
<p><center><img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/10/emin_adnan_poster.jpg" alt="Poster sul processo ad Adnan Hajizade e Emin Milli" title="Poster sul processo ad Adnan Hajizade e Emin Milli"/></center> </p>
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		<title>Al via Threatened Voices per tutelare attivismo e libertà di parola online</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 05:35:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Galati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Annunci]]></category>
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		<description><![CDATA[Global Voices lancia un nuovo progetto per seguire e informare al meglio sulla repressione della libertà d'espressione su Internet. Oltre a una mappa mondiale e uno schema cronologico interattivo, la piattaforma (aperta a tutti) centralizza le informazioni sui casi specifici provenienti dalle organizzazioni e dagli attivisti più impegnati ma anche da chiunque abbia notizie utili.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/sami-ben-gharbia/">Sami Ben Gharbia</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/davideg/'>Davide Galati</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/11/03/introducing-threatened-voices/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p><center><a href="http://threatened.globalvoicesonline.org/"><img title="Logo di threatened voices" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/11/threatened-logo-1.gif" alt="logo di threatened voices" width="352" height="77" /></a></center></p>
<p>Mai come oggi così tante persone sono state o vengono minacciate o incarcerate per ciò che hanno scritto online.</p>
<p>Insieme all’uso sempre più intenso di Internet da parte di attivisti o di semplici cittadini per esprimere le proprie opinioni o interagire con gli altri, anche i governi stanno aumentando i livelli della sorveglianza, del filtraggio, delle azioni legali e di disturbo. Molte volte le conseguenze peggiori sono state l’arresto politicamente motivato di blogger e scrittori online per le proprie attività in rete e/o offline, in alcuni tragici casi arrivando anche alla morte. Giornalisti online e blogger rappresentano il <a title="Articolo originale in inglese" href="http://cpj.org/imprisoned/cpjs-2008-census-online-journalists-now-jailed-mor.php">45% di tutti gli operatori dei media</a> [in] oggi detenuti nelle carceri del mondo.</p>
<p>Ecco dunque che <a title="Pagina originale in inglese" href="http://advocacy.globalvoicesonline.org">Global Voices Advocacy</a> [in] lancia un nuovo sito-progetto chiamato <a title="Pagina originale in inglese" href="http://threatened.globalvoicesonline.org">Threatened Voices</a> [in] con l’obiettivo di contribuire a seguire i casi di repressione della libertà d&#39;espressione online. Il sito presenta una mappa mondiale e uno schema cronologico interattivo che aiutano a visualizzare gli episodi di minacce e arresti di blogger in tutto il mondo, e rappresenta una piattaforma centralizzata per la raccolta di informazioni diffuse da organizzazioni e attivisti maggiormente impegnati su questo tema, tra cui <a title="Pagina originale in inglese" href="http://www.committeetoprotectbloggers.org">Committee to Protect Bloggers</a>, <a title="Pagina originale in inglese" href="http://www.anhri.net/en/">The Arabic Network for Human Rights Information</a>, <a title="Pagina originale in inglese" href="http://rsf.org">Reporters without Borders</a>, <a title="Pagina originale in inglese" href="http://hrw.org">Human Rights Watch</a>, <a title="Pagina originale in inglese" href="http://cyberlaw.org.uk/">CyberLaw Blog</a>, <a title="Pagina originale in inglese" href="http://www.amnesty.org/">Amnesty International</a>, <a title="Pagina originale in inglese" href="http://www.cpj.org/">Committee to Protect Journalists</a>, <a title="Pagina originale in inglese" href="http://advocacy.globalvoicesonline.org">Global Voices Advocacy</a> [tutti siti in inglese].</p>
<p><center><a href="http://threatened.globalvoicesonline.org/"><img class="alignnone size-full wp-image-104336" title="Schermata di Threatened Voices" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/11/threatened_voices1.jpg" alt="Schermata di Threatened Voices" width="450" height="352" /></a></center></p>
<p><strong>Quali sono e dove vivono i blogger minacciati e silenziati?</strong></p>
<p>Per diverse ragioni è difficile trovare informazioni accurate su blogger o giornalisti online arrestati, filtrati o minacciati, .</p>
<p>Primo, la segretezza intorno alla censura e alla repressione su Internet rende particolarmente difficile essere accurati. Non passa settimana senza resoconti di arresti di sempre nuovi giornalisti o attivisti online in Paesi quali l’Egitto o l’Iran, ma i dettagli e le motivazioni degli arresti sono spesso avvolti nel mistero.</p>
<p>Secondo, esiste ancora una certa confusione sulla definizione di “blogger”. Giornalisti professionisti vanno migrando sempre più spesso nei media online e sui blog alla ricerca di maggiore libertà, rimescolando i tradizionali ambiti operativi. E molti cosiddetti cyber-dissidenti in Cina, Tunisia, Vietnam o Iran non hanno dei blog personali. Altre volte, i blogger vengono arrestati per attività svolte offline anziché per quanto hanno pubblicato in rete.</p>
<p>Alcune volte questa confusione ha messo in difficoltà i difensori della libertà d&#39;espressione nel riuscire a definire strategie e alleanze positive per aiutare i blogger e gli attivisti online, ma è sempre più importante continuare a insistere.</p>
<p><strong>L&#39;importanza del lavoro di gruppo</strong></p>
<p>All&#39;interno del progetto <a title="Sito originale in inglese" href="http://globalvoicesonline.org">Global Voices</a> prosegue l&#39;impegno della comunità di autori, editor e traduttori per tenerci informati sulle violazioni della libertà d&#39;espressione e dei diritti umani. Con <a title="Pagina originale in inglese" href="http://threatened.globalvoicesonline.org/">Threatened Voices</a> ci poniamo l’obiettivo di <a title="Pagina originale in inglese" href="http://threatened.globalvoicesonline.org/submit">espandere il processo di raccolta di tali notizie</a> [in], fino a raggiungere anche il singolo individuo che possa disporre d&#39;informazioni utili.</p>
<p>Facciamo perciò appello a tutti coloro i cui amici, parenti, colleghi o compatrioti siano stati minacciati, di aiutarci a <a title="Pagina originale in inglese" href="http://threatened.globalvoicesonline.org/submit">creare</a> [in] e aggiornare i profili delle persone scomparse, censurate o arrestate, in modo da poter aggiungere ulteriori fonti, verificarle e integrarle nelle campagne online per la loro liberazione.</p>
<p>Attraverso tutto questo, speriamo di ottenere maggiori informazioni su quando, dove e fino a che punto i blogger abbiano subito violazioni dei propri diritti nei diversi Paesi, in modo da poter condividere queste notizie con giornalisti, ricercatori e attivisti, e lavorare per la creazione di una Rete dove tutti possano esercitare il proprio diritto alla libertà di parola, e dove i blogger in prigione non vengano dimenticati.</p>
<p><strong>Aiutateci a diffondere il messaggio. Scrivetene su Twitter, sui blog e aggiornate Facebook, diffondendo il lancio del progetto <a title="Pagina originale in inglese" href="http://threatened.globalvoicesonline.org/">Threatened Voices</a>!</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Cina: quando uno stupro di gruppo diventa segreto di Stato</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/07/cina-quando-uno-stupro-di-gruppo-diventa-segreto-di-stato/</link>
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		<pubDate>Mon, 20 Jul 2009 23:00:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Intra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia orientale]]></category>
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		<description><![CDATA[Alcuni netizen sono stati arrestati con l'accusa di diffamazione per aver pubblicato notizie sullo stupro e l'omicidio di una ragazza di 25 anni, caso che sembra le autorità vogliano insabbiare. Su forum e blog locali s'estende la discussione sulla mancanza di libertà di espressione, la crescente corruzione e il ruolo del governo. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/oiwan/">Oiwan Lam</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/elenai/'>Elena Intra</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/07/17/china-when-a-gang-rape-scandel-turns-into-state-secrets/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Il 16 luglio scorso, di prima mattina, l&#39;utente di Twitter <a title="Vai alla pagina su Twitter" href="http://twitter.com/amoiist">amoiist</a> [in] ha inviato dal cellulare un messaggio su Twitter: <a title="Messaggio originale su Twitter" href="http://twitter.com/amoiist/statuses/2657651984">“Sono stato arrestato dalla polizia di Mawei, SOS”</a> [in]. E il secondo messaggio diceva: <a title="Leggi messaggio su Twitter" href="http://twitter.com/amoiist/statuses/2658073951">“Per favore aiutatemi, ho afferrato il telefono mentre la polizia mi arrestava”</a> [in]. Da allora, non ci sono più stati aggiornamenti sulla sua pagina di Twitter.</p>
<p><strong>Netizen arrestati</strong></p>
<p>Si ritiene che l&#39;arresto sia collegato allo scandalo di uno stupro di gruppo che le autorità di Fujian hanno cercato di insabbiare. Lo scandalo sessuale, definito come “Yan Xiaoling （嚴曉玲）molto più triste di Deng Yujiao（鄧玉嬌)”, era stato inizialmente pubblicato sul forum Kaidi alla fine di giugno e poi ripreso dai principali forum online. Racconta la storia di Yan Xiaoling, 25 anni, stuprata da un gruppo di uomini e uccisa da una triade locale, proprietaria di un KTV [karaoke], nel febbraio di quest&#39;anno. Il post sosteneva inoltre che il proprietario del KTV avvesse legami con le autorità locali della provincia di Fujian.</p>
<p><strong>La morte di Yan Xiaoling</strong> </p>
<p>Poiché il post ha catturato l&#39;attenzione di milioni di netizen, le autorità locali hanno rilasciato una dichiarazione ufficiale spiegando che Yan era morta a causa di un&#39;emorragia durante la gravidanza. Tuttavia la madre ha spiegato che, secondo quanto diceva il personale dell&#39;ospedale, la figlia era stata stuprata da un gruppo di almeno cinque persone. Quando il suo corpo è stato portato in ospedale, era senza mutande e aveva l&#39;utero lacerato e mutilato.</p>
<p>Il 24 giugno, la polizia di Fuzhou ha tenuto una conferenza stampa dichiarando che tutte le notizie riguardanti Yan erano dicerie. Oltre ad Amoiist, altri 6 netizen sono stati arrestati per aver pubblicato la notizia. La polizia della città di Fuzhou ha spiegato che erano sospettati di “diffamazione” ma va ancora identificato chi esattamente stessero diffamando.</p>
<p><strong>Dalla diffamazione ai segreti di Stato</strong></p>
<p>Il 15 luglio tre avvocati a sostegno dei diritti umani, Lin Zhong（林忠), Lin Hungnan (林洪楠), Liu Xiaoyuan（劉曉原), hanno cercato di visitare tre dei netizen arrestati, Fan Yinqiong, You Jingyou, nella stazione di polizia del distretto di Mawei ma sono stati respinti. <a title="Post originale in cinese" href="http://bit.ly/wIWeZ">L&#39;accusa di “sospetta diffamazione” è stata mitigata con l&#39;implicazione in “questioni di segreto di Stato”</a>.</p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1524" title="amoiist" src="http://advocacy.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/07/amoiist-300x225.jpg" alt="Amoiist" title="Amoiist" width="300" height="225" />Il vero nome di Amoiist è Guo Bofeng o Peter Guo（郭寶峰), un traduttore professionale che vive nella città di Xiamen, nella provincia di Fujian. Il suo blog  è <a title="Vai al sito ufficiale del blog" href="http://www.amoiist.com/">amoiist.com</a>. Dove recentemente ha pubblicato un&#39;intervista con la madre di Yan Xiaoling, la quale ha spiegato come la figlia fosse minacciata dalla triade locale e il tentativo delle autorità di insabbiare la questione:</p>
<p><object title="Video da Tinypic" alt="Video da Tinypic" width="440" height="420" data="http://v5.tinypic.com/player.swf?file=15pg03m&amp;s=5" type="application/x-shockwave-flash"><param name="src" value="http://v5.tinypic.com/player.swf?file=15pg03m&amp;s=5" /></object></p>
<p>L&#39;altra sera la polizia di Mawei ha contattato il supervisore di Guo per informarlo dell&#39;arresto di Guo. Molti giornalisti hanno chiamato la stazione di polizia per controllare i fatti sui sei casi di arresto, ma la polizia ha risposto: <a href="http://it.sohu.com/20090717/n265281355.shtml" title="Post originale in cinese">i giornalisti non hanno il diritto di controllare i fatti di questo caso!</a> [cin]. Gli amici di Guo su Twitter continuano a diffondere notizie aggiornare via Twitter, cercando con @amoiist e #amoiist.</p>
<p><strong>I consigli dei blogger alle autorità</strong></p>
<p>Lianyue <a title="Post originale in cinese" href="http://www.lianyue.net/blogs/rosu/archives/133956.aspx">offre una serie di suggerimenti alle autorità locali</a> [cin]:</p>
<blockquote><p>1、给马尾警方的建议：1、案件进入公众视野，被带走调查者虽然不开心，警方也会受到更严厉的监督，双刃剑；2、如果过度或不当使用警力将会使警方骑虎难下；3、不要与舆论为敌，否则事态将滚雪球一样变大。</p></blockquote>
<div class="translation">Consiglio numero 1 alla polizia di Mawei: 1. il caso è di dominio pubblico e ora è diventato un&#39;arma a doppio taglio. Coloro che sono stati arrestati ne soffriranno, ma anche la polizia sarà sotto stretto controllo; 2. se la polizia adotterà azioni inappropriate, non avrà vie d&#39;uscita; 3. non inimicatevi l&#39;opinione pubblica o il caso si trasformerà in una valanga che diventerà sempre più grande.</div>
<blockquote><p>2、给马尾警方的上级机关的建议：1、赶快介入控制事态，以防被下属拖进不必要的困局；2、对网络传播的责任认定，与时俱进，从宽不从严，否则网络舆论同仇敌忾，权力此时反将被动；3、别激网民就此事开始发声，那舆论将会如台风一样生成。</p></blockquote>
<div class="translation">Consiglio n. 2 alle autorità superiori della polizia di Mawei: 1. intervenite il prima possibile nel caso o il governo ne rimarrà intrappolato; 2. dovreste riconoscere i diritti dei netizen alla diffusione delle informazioni o diventerete nemici dell&#39;opinione pubblica e dovrete reagire ricorredno alla forza; 3. non rilasciate alcuna dichiarazione che scateni i netizen o provocherete un tifone nell&#39;opinione pubblica.</div>
<blockquote><p>3、监督一件具体的事，我喜欢这些原则：1、盯事实，千万别辱及不相干公务员，更别扯所谓的体制问题。2、给对方退路。3、做自己认为该做的事，不鼓动他人，不指望他人。4、当事人权利第一位，别牺牲他们以成就悲情及批判。</p></blockquote>
<div class="translation">Consiglio n.3. Io adotto il seguente principio nel monitorare un incidente: 1. concentrarsi sul fatto e non insultare le autorità governative coinvolte nel caso. Inoltre, non portate la discussione sul piano politico. 2. lasciare la possibilità all&#39;oppositore di fare un passo indietro; 3. fate quello che vi sembra giusto, non create mobilitazione e non aspettatevi che gli altri facciano la vostra parte. 4. dobbiamo mettere al primo posto la sicurezza e i diritti delle persone coinvolte, non sacrificarli nell&#39;interesse del criticismo.</div>
<p><strong>Un cancro in crescita </strong></p>
<p>Qualcuno ritiene che questo caso rifletta la corruzione del governo locale e si aspetta che le maggiori autorità governative locali o il governo centrale si facciano avanti e intervengano. Tuttavia il blogger Ren Yunfei <a title="Post originale in cinese" href="http://www.bullogger.com/blogs/ranyunfei/archives/306093.aspx">non è d&#39;accordo</a> [cin]:</p>
<blockquote><p>由于极权的实质，中央政府与地方政府始终是利益同构的，中央政府再强大也不可能在越来越多的群体事件中，对地方政府整肃得 “干干净净”，那样反而会使中央政府陷入困境，因为你不能事必躬亲。就算你有能力有公正之心事必躬亲，也会因为时间、精力、财力、物力诸方面而有所不逮。 何况官场的官官相护是因为强大的利益链所致，县一级官员可能没有能力直接上通中央，但他们有省、市级政府官员的桥梁在其中暗通款曲，人人都有自身的保护 伞。中央政府了为了地方的安靖且怕涉及更多的高层官员，也会睁只眼闭只眼，除非民愤大到危及一地的安宁</p></blockquote>
<div class="translation">Per la natura stessa dello Stato autoritario, l&#39;interesse del governo centrale e di quello locale è essenzialmente coincidente. Al di là di quanto sia forte il governo centrale, non può essere coinvolto in tutti gli incidenti di massa e ripulire la corruzione a livello locale. Un tale coinvolgimento danneggerebbe il governo centrale in termini di tempo, energia, supporti materiali, ecc. Inoltre le collusioni tra le autorità governative hanno una catena d&#39;interessi e anche se gli ufficiali a livello di contea non possono arrivare al governo centrale, vantano pur sempre la protezione del governo della città e della provincia. Il governo centrale deve tenere conto della stabilità politica e non interverebbe in una questione locale a meno che quei casi non influenzino la stabilità dell&#39;intera regione.</div>
<blockquote><p>福建马尾警方在威胁民众而干坏事的效率上是非常高的，也是非常有作战能力的。他们持续不断地抓捕六名曝严晓玲被害案真相的 发帖者，大有一种有多少抓多少的气概，完全不理会民意里面的正义吁请。他们为何如此蛮横呢？那就是当地警方视当地政府、当地官员、直接领导为国家，调查他 们所犯过错，便是侵害国家，便是事涉国家机密。这种可怕的逻辑，在如今的中国各级政府那里蔓延，和维稳时滥用警力一样，已成为基层政治的毒瘤。</p></blockquote>
<div class="translation">La polizia di Fujian Mawei è efficace nel minacciare i concittadini. Hanno arrestato 6 persone che hanno pubblicato informazioni sulla verità del caso di Yan Xiaolin e hanno dato alla gente l&#39;impressione che arresterebbero chiunque si metta sulla loro strada senza considerare l&#39;opinione pubblica. Come possono essere così brutali? È perché la polizia locale considera qualsiasi indagine sulla propria autorità una violazione ai danni dello Stato e quindi legata ai segreti di Stato. Questa logica si è estesa a tutti i livelli governativi. È diventato come un cancro nelle amministrazioni locali.</div>
<p><small>Una versione ridotta di questo post è apparsa su <a title=Post su GV Advocay" href="http://advocacy.globalvoicesonline.org/2009/07/17/china-netizens-arrested-for-gang-raped-scandal-in-fujian/">Global Voices Advocacy</a> [in].</small></p>
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		<title>Azerbaijan: arrestati Blogger tra cui un autore di Global Voices Online a Baku</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/05/azerbaijan-arrestati-blogger-tra-cui-un-autore-di-global-voices-online-a-baku/</link>
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		<pubDate>Wed, 13 May 2009 20:24:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beatrice Borgato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia centrale & Caucaso]]></category>
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		<description><![CDATA[articolo originale diOnnik Krikorian  &#183; tradotto da Beatrice Borgato &#183;  vai all&#39;articolo originale 
Qualche giorno fa il blogger di Frontline Club e autore di Global Voices Online Ali S. Novruzov è stato trattenuto a Baku durante la preparazione di una manifestazione giovanile pianificata nella capitale arzebaijana. Una fonte affidabile ha scritto su Twitter [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/onnik-krikorian/">Onnik Krikorian</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/beatriceborgato/'>Beatrice Borgato</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/05/10/azerbaijan-bloggers-global-voices-online-author-reportedly-detained/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Qualche giorno fa il blogger di <em>Frontline Club</em> e autore di <em>Global Voices Online</em> <a title="Link al profilo dell'autore su GV" href="http://globalvoicesonline.org/author/ali-s-novruzov/">Ali S. Novruzov</a> <a title="Link al messaggio su Twitter"href="http://twitter.com/bartlemot/statuses/1753499257">è stato trattenuto a Baku</a> durante la preparazione di una manifestazione giovanile pianificata nella capitale arzebaijana. Una fonte affidabile ha scritto su Twitter <a title="Link al messaggio su Twitter"href="http://twitter.com/bartlemot/statuses/1753489670">che almeno un altro blogger è stato arrestato assieme al direttore dell&#39;Istituto Nazionale Democratico dell&#39;Azerbaijan</a>, mentre stavano <a title="Link al messaggio su Twitter"href="http://twitter.com/bartlemot/statuses/1753754299">semplicemente camminando per strada</a>. Ulteriori notizie e aggiornamenti sulla situazione si trovano <a title="Link ai commenti al post in inglese su GV"href="http://globalvoicesonline.org/2009/05/10/azerbaijan-bloggers-global-voices-online-author-reportedly-detained/#comments">tra i commenti al post originale in inglese su Global Voices</a>. Sembra circa 50 persone siano state trattenute, e poi rilasciate in giornata.</p>
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		<title>Egitto: Blogspot (Google) oscura un blog assai seguito</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2008/11/egitto-blogspot-google-oscura-il-blog-di-nawaras-blog/</link>
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		<pubDate>Thu, 20 Nov 2008 08:29:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo d&#39;Urbano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arabo]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Egitto]]></category>
		<category><![CDATA[Internet & telecomunicazioni]]></category>
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		<category><![CDATA[News sui blogger]]></category>

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		<description><![CDATA[Sembra che non siano solo i regimi autoritari del terzo mondo a oscurare i blog della gente comune. A quanto pare, Blogspot/Blogger di Google ha deciso di allungare questa lista, oscurando il blog di Nawara Negm senza alcun motivo specifico. Immediate le reazioni della blogosfera locale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/tarek-amr/">Tarek Amr</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/paolo/'>Paolo d&#39;Urbano</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2008/11/16/egypt-blogger-blocks-nawaras-blog/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Sembra che non siano solo i regimi autoritari del terzo mondo a oscurare i blog della gente comune. A quanto pare, Blogger/Blogspot di Google ha deciso di allungare questa lista, oscurando il blog di Nawara Negm (<a title="Blog in arabo" href="http://tahyyes.blogspot.com/">Tahyees</a> [ar]) senza alcun motivo specifico. Sul suo blog <a title="Blog in arabo" href="http://shokeir.blogspot.com/2008/11/blog-post_15.html">Ahmed Shokeir</a> [ar] descrive così l&#39;accaduto: </p>
<div class="arabic">
مع الساعات الأخيرة من الليل وبينما الكل يتأهب للذهاب للفراش ، فوجئ مجتمع المدونين على الجايكو بخبر غير متوقع صطدم الجميع &#8230; وهو تعليق مدونة نوارة نجم الشهيرة بجبهة التهييس الشعبية &#8230; لمخالفتها شروط الإستخدام حسب تعبير البلوجر</div>
<div class="translation">Stavamo per andare tutti a dormire, quando dei blogger hanno scoperto un messaggio sconcertante su <a title="Messaggio in arabo" href="http://tafatefo.jaiku.com/presence/48940548#c-1801244">Jaiku</a> [ar] in cui si diceva che il blog di Nawara Negms (Gabhet El Tahyees El Shaabeya) era stato bloccato in seguito a violazioni delle norme sui contenuti previste dalla piattaforma.</div>
<div class="arabic">
نوارة &#8230; وطبقا لإحصائيات جوجل ريدر تنشر أربعة وعشرون وسبعة من عشر تدوينة في الإسبوع أي مايزيد عن أكثر من ثلاث تدوينات ونصف يومياً .. مَن مِن البشر يستطيع أن ينشر هذا الكم من التدوينات التي تحمل رأي وفكر وتحليل ؟ ، تدوينات نوارة بلاشك مدرسة خاصة في الكتابة حملت أسلوباً مبتكراً وجديداً في الكتابة العامية لا يجيده أحد سواها</div>
<div class="translation">Nawara &#8230; secondo le statistiche di Google Reader pubblica qualcosa come 24.7 post a settimana, vale a dire più di 3.5 post al giorno. Chi altro riuscirebbe a fare così tanto e produrre materiale pieno di idee e analisi? Inoltre Nawara ha sviluppato un originale stile di scrittura poiché utilizza uno slang arabo non tradizionale.</div>
<div class="arabic">أتوقع أن مدونتها سوف تعود في خلال أيام قليلة بعد مراجعة بلوجر لها ورفع التعليق ، فلايوجد في مدونتها مايخرق بأي شكل من الأشكال شروط بلوجر ، ولكن حتى العودة يظل الجميع متشككاً في عودتها
</div>
<div class="translation">Voglio sperare che il blog venga sbloccato nel giro di qualche giorno, dopo che Blogger ne avrà controllato i contenuti, perché non c&#39;è nulla che ne violi le norme. Ma fino a quel momento, meglio non fidarsi troppo.</div>
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		<title>Assegnato alla blogger egiziana Nora Younis il premio Human Rights First</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2008/10/assegnato-alla-blogger-egiziana-nora-younis-il-premio-human-rights-first/</link>
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		<pubDate>Tue, 28 Oct 2008 08:37:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo d&#39;Urbano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cyber-attivismo]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Egitto]]></category>
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		<description><![CDATA[Nora Younis, blogger-attivista sul fronte dei diritti umani, ha ricevuto il premio annuale di Human Rights First per le sue continue cronache sulle repressioni contro i rifugiati sudanesi e su altri abusi dei diritti umani in Egitto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/marwa-rakha/">Marwa Rakha</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/paolo/'>Paolo d&#39;Urbano</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2008/10/23/egyptian-female-blogger-nora-younis-receives-human-rights-first-award/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p><a title="Blog in arabo" href="http://norayounis.com/">Nora Younis</a> [ar], blogger egiziana e attivista nel campo dei diritti umani, ha ricevuto oggi lo <a title="Sito in inglese" href="http://www.humanrightsfirst.org/media/hrd/2008/advisory/350/index.htm">Human Rights Award</a> [in].</p>
<blockquote><p>Human Rights First ha voluto dedicare la cena annuale e i festeggiamenti per il 30° anniversario a coloro in prima linea nella lotta a tutela dei diritti umani, invitando l&#39;attrice Sigourney Weaver, che condurrà la cerimonia, Caroline Kennedy, che accetterà un premio per conto dello zio, il Senatore USA Ted Kennedy, e la cantante Mary Chapin Carpenter.</p>
</blockquote>
<p>Ecco cosa scrive <a title="Blog in inglese" href="http://fustat.blogspot.com/2008/10/nora-younis-recives-human-rights-first.html"><em>Fustat </em></a> [in]: </p>
<blockquote><p>La blogger egiziana divide il premio con Oleg Kozlovsky, un giovane attivista democratico russo - Paese che sembra allontanarsi ogni giorno di più dal percorso democratico. Anche il Senatore Ted Kennedy riceverà un premio per la sua lunga e brillante carriera a sostegno dei diritti umani.</p>
<p>Durante gli ultimi anni Human Rights First ha seguito molto da vicino la situazione dei diritti umani in Egitto, partecipando anche alla campagna a sostegno di Saad Eddin Ibrahim, a cui venne assegnato lo stesso riconoscimento nel 2002, di Alaa e Kareem tra gli altri, e in questa occasione festosa vorrei porgere loro i miei saluti e i miei umili ringraziamenti per il continuo supporto.</p>
</blockquote>
<p><em>Fustat</em> rilancia orgogliosamente il profilo della blogger egiziana per come lo ha proposto Human Rights First:</p>
<blockquote><p>Ecco come viene descritta Nora:</p>
<p>&#8230; Quando i soldati egiziani hanno usato cannoni ad acqua e manganelli per cacciare brutalmente i rifugiati sudanesi da una piazza pubblica del Cairo, Nora Younis era lì, a prendere appunti e scattare fotografie. Il suo blog sull&#39;incidente ha attirato l&#39;attenzione internazionale sugli abusi perpetrati dal governo egiziano contro questi rifugiati indifesi. Grazie ai suoi avvincenti post, Nora continua a far crescere il livello di consapevolezza sull&#39;aumento degli abusi dei diritti umani in Egitto.</p>
</blockquote>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Marocco: assoluzione per Mohammed Erraji e congratulazioni per &#8216;Blogoma&#039;</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2008/09/marocco-assoluzione-e-congratulazioni-per-mohammed-erraji/</link>
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		<pubDate>Thu, 25 Sep 2008 08:19:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Ignone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cyber-attivismo]]></category>
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		<description><![CDATA[Finisce con la giusta assoluzione il caso di Mohammed Erraji, arrestato per aver criticato online certi atti di beneficienza del Re. La blogosfera marocchina, nota come 'Blogoma', si congratula con il blogger – e con se stessa per il successo della mobilitazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/jillian-york/">Jillian York</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/stefano-ignone/'>Stefano Ignone</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2008/09/19/moroccan-blogger-mohammed-erraji-acquitted/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Su &#8220;Blogoma&#8221;, com&#39;è anche nota la blogosfera marocchina, si fa un gran parlare dell&#39;<a title="Leggi la notizia su Reuters in inglese" href="http://africa.reuters.com/top/news/usnBAN857134.html">assoluzione</a> [in] del blogger <a title="Leggi il post in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2008/09/marocco-solo-temporanea-la-scarcezione-di-mohammed-erraji//">Mohammed Erraji</a> [it]. Il quale era stato arrestato per aver scritto, sul testata online <em>Hespress</em>, che la beneficienza del Re verso la popolazione incoraggia i marocchini a permanere nelle condizioni di indigenza piuttosto che a lavorare duro.</p>
<p>Il caso di Erraji ha fatto risvegliare Blogoma, reminescente della mobilitazione dei blogger a sostegno a <a title="Leggi il post in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2008/09/marocco-blogger-arrestato-e-processato-per-direttissima/">Fouad Mourtada</a> [it], arrestato nei primi mesi dell&#39;anno per aver creato un finto profilo su Facebook a nome di un membro della Famiglia Reale. Ispirati dai prolifici blog di <a title="Vai al blog di Larbi" href="http://larbi.org"><em>Larbi</em></a> [fr] e <a title="Vai al blog DigiActive" href="http://www.digiactive.org">DigiActive</a> [en], i blogger di tutto il mondo hanno espresso il proprio sostegno diffondendo una serie di <a title="Foto su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/helperraji/">immagini</a> e lunedì hanno dato vita allo <a href="http://globalvoicesonline.org/2008/09/17/moroccan-bloggers-strike-for-erraji/">sciopero dei blog</a>.</p>
<p>Ora finalmente i blogger possono festeggiare la liberazione di Erraji e la mobilitazione di Blogoma. <em>Myrtus</em> si <a href="http://myrtus.typepad.com/myrtus/2008/09/happy-day-for-m.html">congratula</a> con Erraji e auspica un cambiamento:</p>
<blockquote><p>Felicitazioni a Mohamed Erraji!</p>
<p>Ti auguro ogni bene! (:</p>
<p>Ma giustizia non sarà fatta finché coloro che lo hanno accusato ingiustamente non verranno puniti in modo adeguato. Cose del genere non devono più accadere.</p>
<p>Questa è l&#39;occasione perfetta perchè il sistema giudiziario dimostri il suo valore e riconquisti la fiducia [del popolo]. Obiettivo ultimo dovrebbe essere la cooperazione, e non questa continua lotta tra cittadini e autorità marocchine.</p>
<p>Dobbiamo collaborare in nome della pace e dell&#39;armonia per avere finalmente un Paese di cui tutti possiamo dirci orgogliosi.</p>
<p>Che Dio vi benedica!</p></blockquote>
<p><em>Omar el Hyani</em> è felice per lassoluzione di Erraji ma <a title="Vai al blog di Omar" href="http://www.maroc-it.com/blogs/omar/?p=166">denuncia</a> [fr] le condizioni della giustizia in Marocco:</p>
<blockquote><p>Le blogueur Mohammed Erraji a été acquité par la cour d’appel d’Agadir. Encore une affaire qui finit bien, mais qui montre à quel point notre justice est malade…</p></blockquote>
<div class="translation">La Corte d&#39;Appello di Agadir ha assolto il blogger Mohammed Erraji. È Un altro caso a lieto fine, rivelando però le pessime condizioni del nostro sistema giudiziario.</div>
<p><em>Navire Ivre</em> <a title="Vai al blog di Navire" href="http://www.7didane.org/2008/09/18/mohamed-erraji-est-libere-qu%E2%80%99on-se-le-dise/">esprime</a> [fr] un sentimento simile:</p>
<blockquote><p>Mohamed Erraji, premier blogueur à subir les foudres des autorités marocaines, a été acquitté en appel après abandonnant des charges retenues contre lui.</p>
<p>Est-ce que sa libération est un nouveau signal des autorités envers la jeunesse marocaine qui s’exprime sur internet, ou une erreur (une exception) qui ne peut faire jurisprudence ?</p></blockquote>
<div class="translation">Mohammed Erraji, il primo blogger a incorrere nell&#39;ira delle autorità marocchine, è stato assolto in appello dopo che le accuse contro di lui erano venute meno.</p>
<p>Che sia l&#39;inizio di un nuovo atteggiamento delle autorità verso la libertà di espressione su internet dei giovani marocchini, o un errore (un&#39;eccezione) del diritto?</p>
</div>
<p><em>Larbi</em>, che ha svolto un ruolo di primo piano nella mobilitazione di Blogoma, ritiene che si debba proprio a tale moblitazione la decisione del giudice. Ecco <a title="Vai al post originale" href="http://www.larbi.org/post/2008/09/La-Cour-d-appel-d-Agadir-decide-l-abandon-des-poursuites-contre-le-blogueur-Mohamed-Erraji">cosa scrive</a>:</p>
<blockquote><p>La mobilisation extraordinaire  a poussé à accélérer la procédure et arrêter cette mascarade judiciaire. Sans cette mobilisation on n’en serait pas là. Alors bien sûr il est facile de venir après coup dire que ce n’était qu’une erreur judiciaire qui a été « normalement » corrigée. C’est faux, c’est malhonnête.</p>
<p>Il était beaucoup question dans mes écrits du roi Mohamed VI. Je n’entends pas m’en excuser. Encore une fois le fond du problème est celui là : Le roi Mohamed VI règne et gouverne, l’Etat c’est lui, il concentre l‘essentiel du pouvoir, il est dès lors naturel qu’il soit objet de critiques acerbes, excessifs et durs. Et il n’est pas acceptable que cette épée de Damoclès qui s’appelle  « atteinte au respect dû au roi »  plane sur chacun de ceux qui critiquent le chef d’Etat marocain. Voilà le problème. Maintenant si d’autres préfèrent « blâmer les victimes » (pour reprendre la jolie expression de l’indispensable écrivain <a href="http://lailalalami.com/2008/blame-the-victim/">Laila Lalami</a> ) c’est leur droit.</p>
<p>Il faut songer à une chose : C’est la première fois dans l’histoire du Maroc qu’un accusé soit acquitté après avoir être poursuivi pour manque de respect dû au roi. C’est la première fois. Tous les procès précédents ont été conclu automatiquement par des condamnations.  Alors au vu du lourd casier du Maroc en la matière qu’on ne vienne pas parler d’une simple erreur de justice.</p></blockquote>
<div class="translation">Questa straordinaria mobilitazione ha contribuito all&#39;accelerazione del processo e a mettere fine a questo teatrino giudiziario. Senza una simile risposta della blogosfera, non avremmo mai ottenuto lo stesso risultato. Certo, è facile dichiare ex-post-facto che si è trattato di un errore giudiziario ora &#8220;normalmente&#8221; corretto. [Affermare ciò] è falso e disonesto.</p>
<p>Ho scritto parecchie cose su Re Mohamed VI. Non intendo scusarmi per questo. In poche parole, ciò che voglio dire è: Re Mohamed VI regna e governa, rappresenta lo Stato, concentra su di se tutto il potere, e pertanto è normale che sia soggetto a critiche dure, pesanti ed eccessive. Non possiamo accettare che questa spada di Damocle, il cosiddetto &#8220;minare alla base il rispetto dovuto al Re&#8221; penda su chi di noi critica il Capo dello Stato del Marocco. Ecco il problema. Ora, se qualcuno preferisce &#8220;incolpare la vittima&#8221; (per quotare la meravigliosa espressione adoperata dall&#39;indispensabile blogger <a title="Vai al post originale" href="http://lailalalami.com/2008/blame-the-victim/">Laila Lalami</a> [in]) ne ha tutto il diritto.</p>
<p>Dobbiamo prendere in considerazione un aspetto: è la prima volta nella storia del Marocco che qualcuno viene assolto dopo essere stato accusato di aver mancato di rispetto al Re. La prima volta in assoluto. Tutti i precedenti processi hanno portato automaticamente alla condanna. Pertanto, considerati i numerosi precedenti del Marocco in materia, come si può parlare di un semplice errore giudiziario. Negli scorsi giorni, ho visto mobilitarsi [in sostegno] di Mohamed Erraji molte persone da ogni parte del mondo. Ho visto gli attivisti e le organizzazioni internazionali impegnarsi duramente per il suo rilascio. Molti sono anonimi e ordinari utenti della Rete. Si sono coinvolti anche molti blogger marocchini. Purtroppo non così tanti, se consideriamo le dimensioni della &#8220;Blogoma&#8221;. Devo proprio dire che non posso giudicare nessuno: a ognuno la propria libertà&#8221;.
</p></div>
<p>Per concludere, il blog <em>plus jamais d&#39;illusions…</em> ritiene che “Blogoma è quel che i blogger vogliono che sia&#8221;, e <a title="Vai al post originale" href="http://sonofwords.blogspot.com/2008/09/blogoma-is-what-bloggers-make-of-it.html">afferma</a>:</p>
<blockquote><p>Erraji a été acquitté pour vice de procédure, mais un autre débat est d’ores et déjà lancé. Difficile d’évaluer l’impact de la mobilisation (très relative) de la blogosphère marocaine dans cette issue heureuse. Difficile aussi de cerner les raisons d’une telle faiblesse de mobilisation (serait-ce le cursus du bloggeur ? La langue d’écriture ? Ou le sujet traité, en l’espèce touchant la personne du Roi?). Peut-être qu’une conjonction de pressions internes et une mobilisation internationale (certains blogs marocains jouant en l’occurrence un rôle d’intermédiaire), un mauvais calcul (selon moi à écarter vue l’existence du précédent de Fouad Mourtada) de la part du pouvoir, un message à passer et qui est déjà bien reçu et assimilé par bien de bloggeurs sur la sensibilité d’aborder certains sujets, ou comme le pensent certains, un excès de zèle, une justice dont les dysfonctionnements sont trop nombreux et un système que le pouvoir a mis en place, entretient, dont il est en principe imputable mais refuse (ou rechigne à) de démanteler car bien commode à blâmer suivant en cela la fameuse fable d’une monarchie bienveillante mais mal entourée et mal servie.</p></blockquote>
<p class="translation">Erraji è stato assolto per via di un errore procedurale, ma già è nata una nuova diatriba. È difficile valutare il ruolo avuto dalla mobilitazione della blogosfera marocchina (molto relativa) nel raggiungimento di questo risultato. È anche difficile identificare i motivi di una mobilitazione debole (potrebbe dipendere dalla provenienza del blogger? Dal linguaggio utilizzato nello scrivere? O piuttosto l&#39;argomento, in questo caso relativo al Re?). Forse è stata una combinazione tra la pressione interna e la mobilitazione internazionale (con alcuni blog marocchini nel ruolo di intermediari), una valutazione errata (dal mio punto di vista da escludere, dato il precedente di Fouad Mourtada) da parte del regime, [la necessità di comunicare] un messaggio già ben recepito e assimilato da molti blogger sul livello di sensibilità richiesto nel trattare determinati temi, oppure, come ritengono alcuni, uno zelo eccessivo, una giustizia i cui fallimenti sono innumerevoli e un sistema fondato e mantenuto da poteri del passato e che rifiutano (o sono riluttanti) a smantellarlo in quanto tale perché è assai comodo, e corrisponde perfettamente al mito di una monarchia benevolente mal servita e poco sostenuta [dal popolo].</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Macedonia: l&#039;uso dei nuovi media in campagna elettorale</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2008/05/macedonia-luso-dei-nuovi-media-in-campagna-elettorale/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 May 2008 01:47:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eleonora Pantò</dc:creator>
				<category><![CDATA[Europa centrale & orientale]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Macedone]]></category>
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		<category><![CDATA[News sui blogger]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Ultimora]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli autori del blog macedone sui media <em>Komunikacii.net</em>, hanno analizzato (MKD) l'utilizzo "senza precedenti" di Internet e dei nuovi media dai principali partiti politici nella campagna per le prime elezioni parlamentari, previste per il 1 Giugno 2008.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://www.globalvoicesonline.org/author/filip-stojanovski/">Filip Stojanovski</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/eleonora-panto/'>Eleonora Pantò</a> &middot;  <a href='http://www.globalvoicesonline.org/2008/05/23/macedonia-use-of-new-media-in-election-campaign/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p><img src='http://www.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2008/05/pravo131.jpg' alt='Macedonia' class='alignright' title='Macedonia'/>Gli autori del blog macedone sui media <em>Komunikacii.net</em>, <a href="http://komunikacii.net/2008/05/21/use-of-new-media-in-the-macedonian-pre-election-campaign/">hanno analizzato</a> (MKD) l&#39;utilizzo &#8220;senza precedenti&#8221; di Internet e dei nuovi media dai principali partiti politici nella campagna per le prime elezioni parlamentari, previste per il 1 Giugno 2008.</p>
<p>Gli esperti di media Sead Dzigal e Darko Buldioski forniscono un&#39;analisi congiunta della presenza su web del principale partito, VMRO-DPMNE, e del primo partito dell&#39;opposizione, SDSM:</p>
<blockquote><p>Bene: uso di blogs, YouTube , Myspace, Facebook, Hi5 ecc.<br />
[…]<br />
Bene anche: uso di video, audio, invio documenti, commenti, ecc.</p></blockquote>
<blockquote><p>La maggior parte - meglio, tutti - dei materiali della campagna sono inoltre online. I siti web sono aggiornati regolarmente&#8230; e c&#39;è un uso pesante di servizi online gratuiti, apparentemente per ridurre i costi, che sembra una mossa intelligente</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://http://www.makedonijaznae.blog.com.mk/"><img class="alignleft" style="float: left;" src="http://www.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2008/05/vmro.JPG" alt="International Macedonian Revolutionary Organization" /></a></p>
<p><img src="http://www.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2008/05/sdsm.jpg" alt="Democratic Party for Macedonian National Unity Social Democratic Union of Macedonia" /></p></blockquote>
<blockquote><p>Male: la porzione &#8220;sociale&#8221; è assente nel ricorso ai social media. I post dei blog sono prevalentemente trascrizioni dei discorsi elettorali, e il contenuto è fondamentalmente riciclato dalle TV commerciali e da altri materiali predisposti per i media tradizionali, analisti, giornalisti e soggetti simili, ma non è pensato per il blog. I post sono lunghi, ogni testo si rivolge a target diversi, e manca l&#39;esperienza personale o l&#39;input dei politici. Mancano persino impressioni sugli eventi citati, privando così il blog della prospettiva personale decisamente essenziale. I video clip sono fatti per la TV e non per i <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Vlog">vlog</a>, le campagne stampa non sono adatte ai <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Viral_phenomenon">media virali</a>, le foto sono decorative e prive di informazioni intrinseche. [&#8230;]</p>
<p>Probalbilmente queste sono le ragioni per cui questi blog non ricevono molte visite, ci sono pochi commenti, e sono semplicemente ignorati dalla discussione politica generale (almeno per ora).</p></blockquote>
<blockquote><p>Per concludere [&#8230;], è importante che i partiti politici adottino nuove opzioni e canali per la propaganda elettorale, ma gli effetti saranno probabilmente assai ridotti, perché i siti <strong>web sono usati come cataloghi o magazzini</strong> per caricare materiali invariabilmente prodotti per le campagne elettorali della Macedonia.</p></blockquote>
<p>In un commento allo stesso post, uno dei principali blogger locali <em><a href="http://ribaro.blog.com.mk/">Ribaro</a></em>, <a href="http://komunikacii.net/2008/05/21/use-of-new-media-in-the-macedonian-pre-election-campaign/#comment-20200">ha  scritto</a> (MKD):</p>
<blockquote><p>La cosa più interessante relativamente alla grande quantità di blog creata dai partiti politici per queste elezioni è che hanno qualche idiota incompetente incaricato di rispondere ai commenti degli utenti. Per esempio la risposta ad alcune domande rilevanti fatte da una persona è stata: &#8220;Chi è che scrive?&#8221; Complimenti! Finché sminuiranno il potere del blog e della blogosfera, i loro blog riceveranno un flusso irrilevante di visitatori composto solo dai loro adoranti membri di partito. La situazione è la stessa delle elezioni del 2006. Aumentano in quantità, ma non di un centimetro in qualità.</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Argentina: la campagna e il conflitto sociale</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2008/05/argentina-la-campagna-e-il-conflitto-sociale/</link>
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		<pubDate>Sat, 24 May 2008 21:22:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eleonora Pantò</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Argentina]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel corso degli ultimi due mesi, l'agenda politica argentina è stata segnata dal conflitto fra il governo e "la campagna", una generica denominazione che raccoglie diversi gruppi: dai grandi proprietari terrieri alle compagnie private che affittano la terra per la raccolta della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Soia">soia</a>, ai piccoli produttori e contadini. I problemi sono iniziati quando il Governo ha annunciato la decisione di aumentare le tasse sull'esportazione dei prodotti agricoli, in particolare sulle granaglie.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://www.globalvoicesonline.org/author/jorge-gobbi/">Jorge Gobbi</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/eleonora-panto/'>Eleonora Pantò</a> &middot;  <a href='http://www.globalvoicesonline.org/2008/05/23/argentina-the-countryside-and-social-conflict/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p><img class="alignright" style="float: right;" title="Argentina" src="http://www.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2008/05/piquetethumb.jpg" border="1" alt="Argentina" width="75" height="75" />Nel corso degli ultimi due mesi, l&#39;agenda politica argentina è stata segnata dal conflitto fra il governo e &#8220;la campagna&#8221;, una generica denominazione che raccoglie diversi gruppi: dai grandi proprietari terrieri alle compagnie private che affittano la terra per la raccolta della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Soia">soia</a>, ai piccoli produttori e contadini. I problemi sono iniziati quando il Governo ha annunciato la decisione di aumentare le tasse sull&#39;esportazione dei prodotti agricoli, in particolare sulle granaglie.</p>
<p>Questa tassa è conosciuta come &#8220;retenzione&#8221; e permette al Governo di ottenere una parte del ricavato del totale delle vendite, che porta molto guadagno ai produttori, grazie alla politica economica che in questi ultimi anni ha mantenuto un valore molto alto del dollaro in relazione alla valuta locale.</p>
<p>Di conseguenza, è molto conveniente esportare perché si viene pagati in dollari mentre i prezzi locali sono in pesos, valuta di valore inferiore. Mentre questo scenario sta cambiando a causa dell&#39;alto tasso di inflazione locale, ci sono ancor molti incentivi a vendere all&#39;estero. L&#39;incremento delle retenzioni era basato su uno schema mobile: con l&#39;aumento del prezzo internazionale aumentava anche il tasso di cambio.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2008/05/piquete.jpg" alt="piquete.jpg" /></p>
<p style="text-align: center;"><small><a href="http://flickr.com/photos/pablodavidflores/2364560078/">Foto di un posto di blocco nella provincia di Córdoba</a>,<br />
scattata da  Pablo David Flores e usata con licenza  Creative Commons.</small></p>
<p>Ad esempio, attualmente l&#39;industria della soia paga il 40%-45% di tasse. L&#39;aumento ha portato ad un duro conflitto: per settimane, i settori collegati alla campagna hanno bloccato le strade e non hanno permesso la circolazione dei camion che trasportavano granaglie, latte e carne. Il risultato è stata la scarsità di molti prodotti di base nelle grandi città. Pur se le proteste sono state temporaneamente sospese in due occasioni, è ancora forte il conflitto fra il Governo, che non ha ridotto le tasse, e quei settori collegati alla campagna,  che richiedono invece la diminuzione delle tasse.</p>
<p>Ma qual è stata l&#39;informazione fornita dai blogger sul conflitto fra il Governo e &#8220;la campagna&#8221;? Vediamo qualche opinione.</p>
<p>Cominciamo da quei blogger che hanno un punto di vista critico sulle proteste. Su <a href="http://www.debatepolitico.com/?p=325"><em>Debate Politico [es]</em></a> è stato pubblicato l&#39;intervento di  <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Adolfo_Perez_Esquivel">Adolfo Perez Esquivel</a>, difensore dei diritti umani in Argentina e Premio Nobel per la Pace. Egli sostiene che &#8220;le grandi compagnie nazionali e internazionali della soia stanno manipolando e facendo pressioni sul Governo per abbassare la retenzione. Fanno milioni, ma ne vogliono sempre di più, e non si preoccupano dei danni ambientali, delle conseguenze delle monoculture, della riduzione delle foreste naturali, dell&#39;uso indiscriminato dei pesticidi, e della salute e del nutrimento della popolazione&#8221;.</p>
<p>Su <a href="http://artepolitica.com/motivos-para-estar-con-el-campo/"><em>Arte Política [es] </em></a> è riportato un comunicato del Frente Campesino (Fronte Contadino), in cui si criticano le proteste dei settori collegati alla campagna. Su <a href="http://www.claudiarivolta.com.ar/?p=532"><em>Claro de Luna [es]</em></a> si analizza e critica la posizione dei settori in favore di misure forti per il settore agricolo, con il tentativo di identificare &#8220;la campagna&#8221; con &#8220;la nazione&#8221;. E infine, su  <a href="http://los3chiflados.blogspot.com/2008/04/esperando-las-disculpas.html"><em>Los Tres Chiflados [es]</em></a>, blog che <a href="http://www.globalvoicesonline.org/2008/04/15/economists-blogs-in-argentina-conversations-about-economic-policy-2/">raduna vari economisti</a>, Larry, uno degli autori chiede scusa &#8220;per il secondo atto più antidemocratico dal ritorno della democrazia&#8221;, in riferimento alla decisione dei settori collegati alla campagna di chiudere le strade e provocare la scarsità di scorte alimentari nelle grandi città.</p>
<p>Prima di passare ai blog che criticano il Governo e hanno una posizione più favorevole nei confronti della campagna, vale la pena di dare un&#39;occhiata a due materiali interessanti. Da un lato <a href="http://towsa.com/wordpress/2008/04/09/rebelion-de-los-iguales/">Andy Tow [es] </a> ha realizzato una mappa delle strade chiuse e del coefficiente Gini, che misura il grado di sperequazione economica fra la popolazione. La sua conclusione: dove esiste minore sperequazione si sono avute le proteste più accesse. Ma, elemento interessante, c&#39;è stata anche una coincidenza fra le aree della protesta e quelle dove si raccoglie la soia, le maggiormente tassate. Dall&#39;altro lato, un gruppo di persone nella provincia di Entre Rios che si occupano design, hanno diffuso un ritratto della Presidente Argentina, Cristina Fernandez, <a href="http://blocdeperiodista.com/2008/05/cristina-sobre-rastrojo-de-soja.html">in un campo di soia</a>.</p>
<p>L&#39;altra fazione ha scelto di difendere &#8220;la campagna&#8221; e ciò ha portato a dure critiche contro il governo Kirchner. Interessante notare come molti di questi blog a sostegno delle posizioni della campagna siano stati creati dai produttori che partecipano alle proteste. <a href="http://marcaliquida.com.ar/blog/?p=11"><em>Marca Liquida [es]</em></a> critica il discorso del Governo sulle conseguenze negative della coltivazione di soia, sottolineando, ad esempio, come ciò non generi occupazione. Su <a href="http://patriachacarera.blogspot.com/2008/05/es-adrede.html"><em>Patria Chacarera [es</em>]</a> si sostiene che il Governo non vuole risolvere nessuno dei problemi che portano al conflitto e che, nei fatti, vanno incentivando le reazioni di protesta. Obiettivo di questo blog rimane tuttavia quello di pubblicare post a sostegno delle ragioni di coloro che ritengono le retenzioni solo misure fiscali inique. Un altro blog, <a href="http://www.vivaelcampo.com/"><em>Viva el Campo [es]</em></a> sta raccogliendo le firme per una petizione su Internet, allo scopo di dare sostegno alle proteste per l&#39;incremento delle retenzioni. Un gruppo di produttori di Trenque Lauquen, della provincia di Buenos Aires, hanno <a href="http://www.paroagropecuario.blogspot.com/">creato un sito [es]</a> per spiegare le loro ragioni a supporto delle manifestazioni. E su <a href="http://nuevarepublicaargentina.blogspot.com/"><em>Refundar la Republica Argentina [es]</em></a> non si risparmiano attacchi e insulti alla politica agricola del Governo.</p>
<p>In questi giorni, infine, i gruppi che rappresentano i settori della campagna hanno interrotto le misure di protesta e hanno ripreso i negoziati con il Governo, con l&#39;obiettivo di modificare l&#39;aumento delle tasse sull&#39;esportazione. Ma l&#39;accordo, per ora, non sembra affatto vicino.</p>
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