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	<title>Global Voices in Italiano &#187; Serbo</title>
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	<description>Il mondo ti parla. Stai ascoltando?</description>
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		<title>Serbia: smantellate case di nomadi a Belgrado per far spazio ai Giochi Universitari Mondiali</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Apr 2009 03:17:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppina Manfredi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Case smantellate e trasferimento coatto in zone lontane dal centro della città con la scusa della manifestazione sportiva. Riemergono così discriminazioni razziali (mai sopite) contro l'etnia gitana. Le Ong protestano presso le autorità e i blogger rilanciano.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/sinisa-boljanovic/">Sinisa Boljanovic</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/giuseppina-manfredi/'>Giuseppina Manfredi</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/04/12/serbia-gypsies-houses-torn-down-in-belgrade/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Il prossimo luglio, Belgrado ospiterà la 25.ma edizione dei Giochi Universitari Mondiali. I partecipanti alloggeranno presso il villaggio universitario di recente costruzione, nelle cui vicinanze si trovavano circa 350 case di gitani, per lo più costruite abusivamente 30 anni fa. In base a un&#39;ordinanza del Dipartimento municipale per le ispezioni, il 3 di aprile sono state abbattute circa 50 abitazioni. Decine di bambini, donne, anziani e malati di etnia gitana hanno trascorso la notte all&#39;addiaccio.</p>
<p>Ne è seguita una protesta e la richiesta al Comune di assegnare loro altri alloggi a Belgrado. La controproposta delle autorità è stata invece quella di trasferirli in container temporanei a Boljevci, piccolo insediamento a circa 20 chilometri dal centro di Belgrado,</p>
<p>Ma anche i residenti di Boljevci hanno protestato. Si sono rifiutati di offrire un riparo ai nomadi: hanno minacciato di appiccare il fuoco ai container e agli occupanti.</p>
<p>L&#39;episodio ha fatto parlare di razzismo varie Ong schierate in favore dei gitani.</p>
<p>Il sindaco di Belgrado Dragan Ðilas ha dichiarato che la stessa misura verrà adottata in futuro dalle autorità cittadine, onde evitare che chiunque costruisca abusivamente sul suolo pubblico cittadino possa aspettarsi un appartamento nuovo. A suo dire, questi problemi sussistono dall&#39;anno scorso, intralciando l&#39;andamento e lo sviluppo della città. Il sindaco ha inoltre dichiarato che questi nomadi sarebbero stati trasferiti nei rispettivi luoghi di provenienza abbandonati alla volta di Belgrado. Poco dopo ha aggiunto che le autorità di Belgrado avrebbero aiutato solo donne e bambini con il reinsediamento forzato, mentre gli uomini dovevano cavarsela da soli per il rientro.</p>
<p>La tv nazionale ha trasmesso una dichiarazione del presidente del Partito dei nomadi, Srdjan Sain:</p>
<blockquote><p>Non siamo contro lo sport, ma contro quelli che lo strumentalizzano per scopi personali, smantellando le case altrui.</p></blockquote>
<p>Ha aggiunto che non consentiranno l&#39;ampiamento del divario esistente tra i nomadi e altre etnie.</p>
<p>Secondo il <a title="Leggi il post originale in bosniaco" href="http://www.mtsmondo.com/news/posao/story.php?vest=130119">Mondo</a> [bosn], domenica 5 aprile rappresentanti dell&#39;Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) in Serbia hanno fornito materassi e coperte ai nomadi da Nuova Belgrado. John Jang, responsabile del Servizio UNHCR per la difesa dei rifugiati, ha informato i giornalisti che l&#39;organizzazione ha distribuito circa 100 materassi e coperte ai gitani che avrebbero dovuto dormire da qualche parte nell&#39;attesa che si giungesse a un accordo con i rappresentanti cittadini su qualche soluzione permanente. Jang ha detto che la  UNHCR non si aspettava l&#39;abbattimento delle abitazioni dei gitani e l&#39;insufficienza degli aiuti predisposti, soprattutto a fronte della buona collaborazione precedentemente instaurata con i rappresentanti di Belgrado.</p>
<p>Dorit Nisom, responsabile dell&#39;Organizzazione Mondiale della Sanità in Serbia, si è detta molto orgogliosa della Serbia per gli atteggiamenti positivi adottati in passato verso i nomadi, ma ha aggiunto che l&#39;attuale distruzione delle loro case ha avuto ricadute negative sull&#39;immagine del Paese, che ricopre la presidenza del Decennio dei Gitani e cura l&#39;organizzazione dei Giochi Universitari.</p>
<p>Qualche giorno dopo, un gruppo di neonazisti ha aggredito dei nomadi a Nuova Belgrado.</p>
<p>Dusan Maljkovic <a title="Leggi il post originale in serbo" href="http://blog.b92.net/text/8973/Novi%20napadi%20na%20Rome%21/">ha scitto quanto segue:</a> [ser]:</p>
<blockquote><p>L&#39;altro ieri sera, alle ore 2,30 del mattino del 7 aprile, un gruppo di neonazisti ha assaltato un insediamento nomade nei pressi del centro commerciale e del mercato di Nuova Belgrado.</p>
<p>Testimoni oculari hanno visto arrivare sul posto 20-30 aggressori a bordo di furgoncini e armati di coltelli e spranghe di metallo. Al grido di “Vi cacceremo via” hanno aggredito un gruppo di uomini, donne e bambini seduti per terra. Diversi bambini sono stati feriti e un uomo, colpito con una bottiglia, ha riportato una grave ferita.  Impauriti e in preda al panico, molti anziani hanno perso i sensi. I neonazisti sono poi stati messi in fuga da 50 uomini delle vicine baracche accorsi per difendere l&#39;insediamento. Cinque o sei poliziotti in servizio presso l&#39;insediamento non sono intervenuti adducendo di non essere autorizzati a farlo.</p>
<p>I giornalisti che nei giorni precedenti avevano informato sugli insediamenti, non hanno riportato l&#39;incidente [&#8230;].</p></blockquote>
<p>Sul suo blog Jasmina Tesanovic <a title="Leggi il post originale in bosniaco" href="http://blog.b92.net/text/8945/Stop%20Rasizmu!/?start=100">ha rilanciato una lettera aperta </a> [bosn] inviata da 43 Ong al Presidente della Repubblica Serba, al Primo Ministro, al Vice Presidente del Governo serbo e al sindaco di Belgrado. Eccone un estratto:</p>
<blockquote><p>[…] Finora il razzismo dichiarato o velato nei confronti dei gitani è rimasto impunito. Allo stesso tempo, dal 2000 a oggi si sono registrati trasferimenti coatti e smantellamenti degli alloggi messi in atto con l&#39;ausilio della polizia.</p>
<p>Tenendo presente che la Serbia è firmataria del Trattato Internazionale sui diritti economici, sociali e culturali che sancisce il diritto al possesso di un&#39;abitazione, anche alternativa in caso di reinsediamento forzato, è d&#39;obbligo procurare tempestivamente un tetto alle 47 famiglie. Occorre occuparsi preventivamente di quei cittadini che alla fine saranno costretti a trasferirsi. […]</p>
<p>[…] I firmatari della lettera chiedono alle massime autorità di Stato di condannare tutte le dichiarazioni lesive del diritto fondamentale alla libertà di insediamento di cui godono i nomadi. Diritto sancito dall&#39;Art. 39 della Costituzione della Repubblica di Serbia. […]</p>
<p>[…] Al contempo, le ultime dichiarazioni delle autorità di Belgrado, secondo cui verrà prestata assistenza solo a donne e bambini, mentre gli uomini dovranno cavarsela da soli, violano le normative europee sul rispetto della vita privata, familiare e abitativa, sancito dall&#39;Art. 8 della Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti umani e delle libertà fondamentali, suggellato dal Tribunale Europeo per i diritti uomani. […]</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Serbia: attacchi coordinati contro il programma radio liberal &#8216;Pescanik&#039;</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/02/serbia-attacchi-coordinati-contro-il-programma-radio-liberal-pescanik/</link>
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		<pubDate>Sat, 07 Feb 2009 04:50:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Ignone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Recentemente il sito www.pescanik.net è stato oscurato, così come l'omonima trasmissione radio settimanale, in onda su Radio B92, storica voce della contestazione anti-Milosevic degli anni '90. Ecco alcune reazioni della blogosfera serba - incluse aperte accuse al presidente Boris Tadić. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/sinisa-boljanovic/">Sinisa Boljanovic</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/stefano-ignone/'>Stefano Ignone</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/02/02/serbia-pescaniks-web-site-down-radio-broadcast-disrupted-editors-car-destroyed/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Dopo le critiche a Tadic, oscurata la trasmissione radio, bloccato il sito e data alle fiamme la macchina di una redattrice di Pescanik.</p>
<p>La scorsa settimana il sito web serbo <a title="Verifica la disponibilità del sito di Pescanik" href="http://www.pescanik.net/"><em>www.pescanik.net</em></a> [se] è stato oscurato, così come l&#39;omonima trasmissione radio settimanale. Anche la macchina di Svetlana Lukic, una dei due redattori di <em>Pescanik</em> [clessidra, in serbo], è stata distrutta.</p>
<p>Il 28 gennaio Jovana Gec, che scrive per la Associated Press, ha pubblicato questo articolo: “<a title="Leggi l'articolo in inglese da salon.com" href="http://www.salon.com/wires/ap/world/2009/01/28/D96046TO0_eu_serbia_media/index.html">Attentati e oscuramenti contro un programma radio progressista</a>” [In]. Nell&#39;articolo la giornalista parla degli episodi violenti e spiega che il programma settimanale era &#8220;molto popolare tra i serbi filo-occidentali&#8221; e che tramstteva &#8220;interviste con intellettuali progressisti, critici dell&#39;elite conservatrice serba e intransigenti esponenti della Chiesa ortodossa&#8221;.</p>
<p>Srdja Popovic, nota avvocato di Belgrado, ha scritto nel suo blog <a title="Post originale in serbo" href="http://radna-soba.blogspot.com/2009/01/background.html">Radna soba</a> [se]:</p>
<blockquote><p>Per prima cosa, cos&#39;è Pescanik?</p>
<p>Pescanik è una ONG composta da due giornaliste: Svetlana Lukic e Svetlana Vukovic. Sono nove anni che insieme realizzano trasmissioni della durata di novanta minuti: il lavoro è completamente volontario, e le trasmissioni vengono poi affidate a <a title="Visita il sito di Radio B92 in inglese" href="http://www.b92.net/eng/">radio B92</a> [in], che le trasmette ogni settimana, il venerdì, e in replica il sabato. Ogni settimana, il programma viene seguito da circa 350.000-400.000 persone.</p>
<p>Dopo ogni trasmissione, le giornaliste realizzano una trascrizione del programma che viene inserita in una pubblicazione trimestrale, stampata finora in 26.000 copie. I libri vengono venduti a prezzo di costo, o regalati per promuovere la trasmissione. Ci sono state finora 354 puntate di Pescanik, 300 di queste sono già state riversate in DVD, e distribuite in tutto il Paese con le stesse modalità dei libri.</p>
<p>Dall&#39;anno scorso Pescanik aveva un proprio sito web, <em>www.pescanik.net</em>, dove tutti i collaboratori del programma potevano pubblicare articoli su temi politici, in particolar modo su integrazione europea, crimini di guerra, cultura e società. […]</p>
<p>Il programma viene abitualmente aperto dall&#39;editoriale di Svetlana Lukic.</p>
<p>Nell&#39;ultima trasmissione, la trecentocinquantaquattresima, la giornalista ha parlato degli eventi della settimana precedente: in primo piano <a title="Leggi la voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Boris_Tadi%C4%87">Boris Tadić</a> [It], Presidente della Repubblica, apparentemente un &#8220;intoccabile&#8221;. La giornalista ne ha fatto notare i passi falsi:</p>
<p>È stato l&#39;unico al mondo a non aver fatto gli auguri al neo-Presidente Barack Obama;<br />
È responsabile dell&#39;isolamento della Serbia e dell&#39;innalzamento di una nuova &#8220;cortina di ferro&#8221;;<br />
Negli ultimi sette mesi, vale a dire da quando è in carica, il suo &#8220;governo europeista&#8221; ha fatto calare nella popolazione il sostegno all&#39;integrazione europea di sei punti percentuali;<br />
Tramite il suo discepolo, il Ministro degli Esteri, ha accusato l&#39;UE di aver posto condizioni speciali per l&#39;ingresso della Serbia (noi vogliamo entrare in Europa, sono loro a non volere noi);<br />
È colpevole di aver usurpato competenze che la Costituzione non gli assegna;<br />
Non ha fatto nulla per sostenere la risoluzione con cui il Parlamento Europeo ha designato l&#39;11 luglio come giornata per le vittime del <a title="Leggi la voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Massacro_di_Srebrenica">genocidio di Srebrenica</a> [it];<br />
Grazie alla collaborazione di alcuni componenti di spicco del suo partito (come <a title="Leggi la pagina wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Dragoljub_Mi%C4%87unovi%C4%87">Dragoljub Micunovic</a> [in]), ha convinto il popolo serbo che la Corte di Giustizia avrebbe escluso ogni responsabilità serba nel genocidio [di Srebrenica].</p>
<p>E alla fine, il miracolo!</p>
<p>A causa di alcuni inspiegabili guasti a diversi trasmettitori, avvenuti durante la trasmissione di venerdì 23 gennaio, e nel corso della replica del 24, molta gente a Vojvodina, a Belgrado e nella Serbia centro-meridionale non ha potuto ascoltare quest&#39;editoriale, nè buona parte della trasmissione.</p></blockquote>
<p><a title="Leggi il profilo della drammaturga dal sito di Repubblica" href="http://www.repubblica.it/online/dossier/diario/diario/diario.html">Biljana Srbljanovic</a> [it], nota drammaturga serba, ha riattivato il suo blog sul sito di radio B92 dove, tra le altre cose, <a title="Post originale in serbo" href="http://blog.b92.net/text/7083/pescanik%20na%20blogu/">ha pubblicato</a> [se] una lettera scritta da <a title="Leggi la pagina wikipedia in serbo" href="http://sh.wikipedia.org/wiki/Petar_Lukovi%C4%87">Petar Lukovic</a> [se], redattore del sito <a title="Visita il sito del giornale online in serbo" href="http://www.e-novine.com/"><em>e-novine</em></a> [se], già inviata al Presidente Boris Tadić. Nella missiva, Lukovic scrive:</p>
<blockquote><p>[…] Ad ogni modo, caro Presidente Tadić, il problema di Pescanik travalica i confini nazionali dei media; l&#39;oscuramento della trasmissione ricorda tanto l&#39;epoca del &#8220;noto&#8221; <a title="Leggi lavoce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Slobodan_Milo%C5%A1evi%C4%87">Slobodan Milošević</a> [it], quando il compito dei servizi segreti era di controllare, interrompere o oscurare le trasmissioni; oggi, quando lo slogan &#8220;Tadić è la Serbia&#8221; si è trasformato in dottrina nazionale, nulla mi impedisce di rivolgermi a lei da questo spazio virtuale - e-novine - (che, tra l&#39;altro, lei non legge) per ricordarle alcuni semplici fatti:</p>
<p>Nella trasmissione oscurata l&#39;editoriale di Svetlana Lukic era dedicato a lei, Presidente; il fatto che solo lei, oltre Putin e Hamas, non si sia congratulato con Barack Obama per l&#39;elezione alla Presidenza statunitense, andava commentato, così come il fatto che il sostegno all&#39;integrazione europea sia calato proprio durante il suo &#8220;governo europeista&#8221;, come le piace definirlo. […]</p>
<p>[…] Ciò che è stato, o eccezionale Presidente, è stato: nessuno ha potuto ascoltare la replica di Pescanik, perchè l&#39;oscuramento ha funzionato alla perfezione. Neppure il sito funziona ancora, perchè ci sono migliaia di hacker al lavoro per impedire che torni online. La cosa più interessante è che possiamo ancora leggere, e non solo su e-novine, ma su tantissimi forum diversi, che dietro quest&#39;azione c&#39;è Boris Tadić. […]</p></blockquote>
<p>L&#39;utente Condor <a title="Leggi il commento originale in serbo" href="http://forum.b92.net/index.php?showtopic=50443">ha così commentato la notizia</a> [se] sul forum di B92:</p>
<blockquote><p>[…] Non penso che Tadić abbia ordinato gli attacchi contro il sito, l&#39;oscuramento della trasmissione radio di Pescanik o la distruzione della macchina di Svetlana - credo però che abbia reso queste azioni possibili e plausibili. […]</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Benvenuto a Global Voices in Serbo!</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2008/12/benvenuto-a-global-voices-in-serbo/</link>
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		<pubDate>Wed, 24 Dec 2008 03:39:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Annalisa Del Greco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Parte ufficialmente Global Voices in Serbo, che va così ad aggiungersi alle attuali 15 localizzazioni del progetto Lingua. Il gruppo (tre traduttori principali) è comunque alla ricerca di altri volontari. Congratulazioni Global Voices in Serbo!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/portnoy/">Portnoy</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/annalisa/'>Annalisa Del Greco</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2008/12/23/global-voices-in-serbian-now-online/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Siamo onorati di annunciare il lancio ufficiale di <a title= "Vai al post originale in serbo" href="http://sr.globalvoicesonline.org/">Global Voices in Serbo</a> [ser], che viene così ad aggiungersi agli altri importanti siti web del <a href="http://globalvoicesonline.org/lingua/">progetto Lingua</a>.</p>
<p><img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2008/08/sinisa2.jpg" alt="Sinisa Boljanović" title="Sinisa Boljanović" align="right">Il maggior promotore di Global Voices in Serbo è <a title="Vai alla biografia di Siniša Boljanović" href="http://globalvoicesonline.org/author/sinisa-boljanovic/">Siniša Boljanović</a> [ser], laureato in lingua e letteratura serba e già autore di Global Voices. Chi non lo conosce, può leggere <a title="Vai al post originale in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2008/08/31/blogger-of-the-week-sinisa-boljanovic/">questa sua intervista</a> [in], già tradotta in tre diverse lingue del progetto Lingua.</p>
<p>I <a title="Vai al link originale in serbo" href="http://sr.globalvoicesonline.org/lista-prevodilaca/">tre traduttori principali</a> [ser] di Global Voices in Serbo (<a title="Vai alla biografia di Vera Serkovic" href="http://sr.globalvoicesonline.org/author/vera-serkovic/">Vera Serkovic</a>, <a title="Vai alla biografia di Dijana Djurickovic" href="http://sr.globalvoicesonline.org/author/dijana-djurickovic/">Dijana Djurickovic</a> [ser] e Siniša) sono alla ricerca di altri volontari animati dallo stesso entusiasmo desiderosi di entrare nel gruppo traduttori.</p>
<p>Al momento ci sono altre sei localizzazioni in corso alla costante ricerca di volontari. Si tratta di nepalase, urdu, polacco, indonesiano, russo e swahili. Se potete scrivere o tradurre in una di queste lingue, non esitate a <a title="Vai al post originale in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/lingua/">contattarci subito</a> [in]. </p>
<p>Il <a title="Vai al progetto Lingua in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/lingua/">progetto Lingua</a> [in] è senz&#39;altro uno dei progetti di traduzione online più ampi, interessanti e impegnativi presenti sul web.</p>
<p>Con 15 lingue ufficiali (altre se ne aggiungeranno quanto prima) e gli sforzi continui di oltre 100 traduttori volontari, sono molto onorato di far parte di questo progetto. Lasciate dei commenti in segno di incoraggiamento (forza ragazzi, continuate così!).</p>
<p>Congratulazioni Global Voices in Serbo!</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Serbia: monitoraggio e violazioni della privacy per utenti Internet?</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2008/08/serbia-monitoraggio-e-violazioni-della-privacy-per-utenti-internet/</link>
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		<pubDate>Sat, 02 Aug 2008 09:08:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Ignone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La blogosfera serba propone contromisure e reagisce alle nuove direttive emanate dall'Agenzia per le Telecomunicazioni Serba - secondo cui i provider dovebbero fornire i dati personali degli utenti alle autorità, se richiesti, e consentire loro accesso alle email. Basterà la garanzia costituzionale a sostegno della privacy a tutelare la libertà degli utenti? ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/danica-radovanovic/">Danica Radovanovic</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/stefano-ignone/'>Stefano Ignone</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2008/07/26/serbia-new-instructions-and-law-regulations-on-online-privacy/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Il 21 luglio <a href="http://www.ratel.org.rs/index.php?page=home&amp;lang=srp">RATEL</a>, Agenzia della Repubblica Serba per le Telecomunicazioni, ha pubblicato sul suo sito ufficiale un <a href="http://www.ratel.org.rs/editor_files/File/dozvole/uputstva/Tehnicki_uslovi_za_internet.pdf">Documento di Istruzioni</a> per i Requisiti Tecnici per Sottosistemi, Apparecchiature, Hardware ed installazione di Reti Internet. Questa notizia non giunge inattesa per la comunità di internauti e blogger serbi, che si sono già espressi negativamente sulla misura, dichiarando di non condividerla perchè limiterebbe la privacy degli utenti.</p>
<p>Questo documento di istruzioni definisce i requisiti tecnici per il monitoraggio autorizzato di determinati ambiti delle telecomunicazioni, fornendo una lista di obblighi per gli operatori del settore, che è regolato dalla <a href="http://www.predsednik.yu/mwc/pic/doc/Ustav%20Srbije.pdf">Legge Costituzionale</a> in articoli specifici.</p>
<p>Secondo l&#39;articolo 55 (Legge sulle Telecomunicazioni), sezione 3, le nuove direttive sono state preparate da RATEL in concerto con gli operatori pubblici e l&#39;ente governativo responsabile del monitoraggio della rete informatica.</p>
<p>La misura comporterà l&#39;implementazione di una forma di sorveglianza molto invasiva, che archivierà ogni forma di comunicazione informatica a uso dell&#39;agenzia nazionale per la sicurezza.</p>
<p>I provider internet sono obbligati a consentire l&#39;accesso ai propri database agli enti governativi, che potranno quindi consultare i dati personali degli utenti, i loro contatti e indirizzi, l&#39;ampiezza di banda usata, nonchè accedere alle caselle di posta elettronica. I provider saranno altresì obbligati a fornire le attrezzature hardware e software necessarie al monitoraggio in tempo reale, alla raccolta e analisi dell&#39;attività internet, alla realizzazione di statistiche, all&#39;intercettazione delle email, del traffico video, audio, dei servizi di messaggistica instantanea (IM), dei network <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Peer-to-peer">peer-to-peer</a>, al servizio di posta elettronica ed all&#39;inoltro del contenuto delle email presso gli enti governativi responsabili della supervisione. Con software e hardware adeguato, si dovrebbe così ricostruire il traffico e filtrarlo in base a nome e numero di telefono dell&#39;utente, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Indirizzo_IP">indirizzo IP</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Indirizzo_MAC">indirizzo MAC,</a> nominativo di IM.</p>
<p>Questi requisiti tecnici esposti saranno sempre attivi, e vi si potrà ricorrere quando un ente pubblico o le forze dell&#39;ordine, richiederanno l&#39;accesso ai dati in caso di gravi violazioni o atti criminali. Questo Documento di Istruzione non definisce l&#39;accesso ai dati dei cittadini (pratica proibita nella telecomunicazioni) come violazione della privacy, la quale è tutelata dalla Legge sulle telecomunicazioni e dalla Costituzione serba.</p>
<p>Simili regolamentazioni e vademecum tecnici esistono già in altri Paesi. Dal punto di vista formale, è sicuramente positivo che esistano norme a tutela della privacy ma d&#39;altro canto occorre chiedersi se l&#39;Agenzia della Repubblica Serba per le Telecomunicazioni, l&#39;agenzia per la sicurezza nazionale e i provider sceglieranno, nei fatti, di violare o meno la privacy delle comunità online.</p>
<p>***</p>
<p>Ecco alcune delle reazioni e dei suggerimenti a tutela della privacy provenienti dalla blogosfera serba.</p>
<p>Tamburix, in un <a href="http://www.tamburix.com/2008/07/25/veliki-brat-te-gleda-slusa-i-snima/">post</a> intitolato  “Il Grande fratello ti guarda, ti giudica e ti registra&#8221;  [ser], paragona l&#39;invasione della privacy al <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Grande_Fratello_(1984)">Grande Fratello</a>:</p>
<blockquote><p>L&#39;ultima informativa tecnica emanata dall&#39;Agenzia per le Telecomunicazioni e per l&#39;installazione dell&#39;attrezzatura necessaria alle reti internet serbe, introduce elementi ripresi pari pari dal Grande Fratello, permettendo allo Stato di raccogliere e utilizzare ogni informazione disponibile sulla nostra attività online.</p></blockquote>
<p><a href="http://www.mmilan.com/tehnicki-uslovi-za-podsisteme-uredjaje-opremu-i-instalacije-internet-mreze/">Milan</a> rimanda ad un documento [ser] che mette in risalto gli aspetti positivi di questa direttiva:</p>
<blockquote><p>Proprio non so cosa pensare. Potrebbe essere una misura positiva&#8230; una misura adatta a portare ordine nell&#39;internet serba. D&#39;altro canto, si rischia chiaramente qualche uso improprio. Se qualcuno dovesse approfittarne, allora le conseguenze sarebbero davvero dannose. Censura, spionaggio, chiamatelo come volete.</p></blockquote>
<p><a href="http://rehash.eccegeek.info/2008/07/25/u-srbiji-je-zajem%C4%8Dena-je-za%C5%A1tita-podataka-o-li%C4%8Dnosti-kao-i-tajnost-pisama-i-drugih-sredstava-op%C5%A1tenja-a-onda-je-mrmot-zavio-%C4%8Dokoladu-u-foliju">Rehash blog</a> scrive [ser]:</p>
<blockquote><p>[…] Leggo molte critiche a questo documento, e concordo con la gran parte di esse. Non posso certo dire che non me l&#39;aspettassi. Anche negli Stati Uniti, nel Regno Unito ed in altri Paesi europei i governi limitano la libertà dei propri cittadini con simili pratiche. Le nostre proteste risolveranno qualcosa? Sono certo di no. Per troppo tempo, i nostri concittadini sono rimasti apatici, e adesso tollererebbero qualsiasi metodo repressivo impiegato dal governo pseudo-democratico (al mio primo anno di studi, i professori mi hanno detto che la democrazia non esiste) [&#8230;]. E va bene, un sacco di blogger, di fanatici e utenti protesteranno per un pò.  Poi tornerà il silenzio. E che faremo dopo?</p></blockquote>
<p><a href="http://www.vesic.org/blog/svakodnevnica/balkanski-spijun-na-ratel-bia-nacin">Il blog Vesic Tehnology</a> commenta [ser] le nuove direttive:</p>
<blockquote><p>Spia Balcana (titolo di un <a href="http://www.imdb.com/title/tt0086935/ ">film</a>) alla maniera di RATEL/BIA<br />
È incredibile vedere come alcune &#8220;agenzie&#8221; (leggasi: BIA et similia), attraverso le proprie organizzioni-fantoccio, provino ad implementare i più agghiaccianti documenti &#8220;tecnici&#8221;, che hanno un unico obiettivo: avere il completo controllo sulla nostra vita virtuale.</p>
<p>Costituzione? Legge? Giustizia?</p>
<p>Le avremo, forse, quando invece di agenzie &#8220;indipendenti&#8221; avremo agenzie davvero indipendenti, e quando il sistema giudiziario e le forze di polizia cominceranno a fare il loro lavoro, e quando i politici [&#8230;] inizieranno a pensare alle questioni cosiddette &#8220;irrilevanti&#8221;, come il benessere degli elettori che li hanno messi dove si trovano ora.</p>
<p>Pensate ancora che la notizia importante sia l&#39;arresto di Karadzic? Ripensateci. Lui è solo una persona, mentre noi avremo una &#8220;spia balcana&#8221; sempre alle calcagna.</p></blockquote>
<p><a href="http://www.jazzva.com">Jazzva</a>, studente d&#39;informatica, è critico con questa interpretazione [ser]:</p>
<blockquote><p>Forse questa direttiva parla di &#8220;utenti a caso&#8221; proprio per non giungere ad una situazione in cui vengono archiviati solo i dati personali di alcuni utenti in particolare. La Costituzione, poi, regola l&#39;accesso ai dati, che possono essere consultati solamente su ordine di un giudice, o nel caso in cui l&#39;attività violi la sicurezza della Repubblica della Serbia.</p></blockquote>
<p>Sul blog <a href="http://www.personalmag.co.yu/blog/?postid=1729">Personalmag</a> continua il paragone con il Grande Fratello [ser]:</p>
<blockquote><p>Ciò che sta succedendo oggi è qualcosa che ci saremmo aspettati da un regime totalitario, paradossalmente nel momento in cui abbiamo un governo &#8220;democratico&#8221; ed europeista. Emanando una direttiva di regolamentazione definita innocentemente &#8220;Requisiti Tecnici per Sottosistemi, Apparecchiature, Hardware ed installazione di Reti Internet&#8221; [&#8230;], viene introdotto il controllo totalitario delle comunicazioni elettroniche da parte del Governo.</p></blockquote>
<p>In calce a quest&#39;ultimo post compaiono due commenti interessanti:</p>
<blockquote><p>È completamente fuori di testa, eppure dovevamo aspettarcelo. Sapevo che sarebbe accaduto qualcosa di simile, e che sarebbe passato, per usare un modo di dire, &#8220;dalla finestra&#8221;. Comincerò a crittografare anche i miei pensieri, non soltanto le email. Bisogna reagire a tutto questo! È una violazione intollerabile dei diritti umani fondamentali.</p></blockquote>
<p>L&#39;altro commento dice:</p>
<blockquote><p>È&#39; una catastrofe. A chi ha scritto che si tratta delle stesse regolamentazioni attive nei Paesi occidentali, rispondo che sì, è vero, ma solo in presenza di una mandato dei giudici [per il monitoraggio]. Lì provider sarebbero i primi a reagire alla richiesta di inoltro di traffico e posta elettronica, per di più a proprie spese. Come credete che controlleranno il traffico VoIP (Voice over Internet Protocol) di Skype, che è crittografato? Forse il governo si aspetta che i provider si occupino anche di decodificarlo, per poi servirglierlo su un piatto d&#39;argento? Dobbiamo protestare e rivolgerci alle organizzazioni internazionali che difendono il diritto di parola e la libertà su Internet.</p></blockquote>
<p>Sasa Bodiroza, studente di Informatica all&#39;Università di Belgrado,  <a href="http://www.jazzva.com/2008/07/25/ratels-new-law-and-our-privacy/">sostiene nel suo blog:</a></p>
<blockquote><p>La RATEL <a href="http://www.ratel.org.rs/editor_files/File/dozvole/uputstva/Tehnicki_uslovi_za_internet.pdf">ha emanato una nuova direttiva</a> [ser] sull&#39;intercettazione del traffico internet. In pratica consente al Governo serbo di spulciare ogni bit delle nostre comunicazioni, incluso il traffico HTTP, VoIP, e-mail e IM. Non che abbia qualcosa da nascondere, ma credo si tratti di un&#39;incredibile violazione della privacy. E non mi piace affatto.</p>
<p>AGGIORNAMENTO: forse ho un pò esagerato nel mio commento. Questa misura legale non dovrebbe invadere la privacy, che in Serbia è protetta dalla Legge sulle Telecomunicazioni e dalla Costituzione. L&#39;intero scopo di questa misura, per come la vedo io, è di amendare l&#39;articolo 55 della Legge sulle Telecomunicazioni.</p></blockquote>
<p>E più avanti offre suggerimenti su come tutelare la propria privacy:</p>
<blockquote><p>Poichè a breve termine non riusciremo a modificare questa legge, come minimo dobbiamo difendere la nostra privacy. Possiamo ricorrere alla crittografia per proteggere le nostre comunicazioni. <a href="http://www.jazzva.com/2008/07/25/ratels-new-law-and-our-privacy/">Ecco qui alcune indicazioni pratiche</a>.</p></blockquote>
<p><a href="http://blog.urosevic.net/2008/07/25/525/dobro-dosli-u-godinu-kada-sam-posao-u-prvi-razred-osnovne/">Aleksandar Urosevic conclude</a> il suo post [ser] in modo più leggero ricorrendo all&#39;ironia:</p>
<blockquote><p>Dal libro delle ricette di Urke: domani anche voi, cari lettori, saprete qual&#39;è la mia carta igienica preferita, e quale dito mi metto nel naso. Perchè mai dovrebbe essere solo il governo ad accedere a queste informazioni? Sono convinto che &#8220;la gente debba sapere!&#8221;</p></blockquote>
<p>***</p>
<p><em>Domanda per i lettori di Global Voices: Quali sono le regolamentazioni del vostro Paese? Vi sentite mai spiati o monitorati?</em></p>
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