<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Global Voices in Italiano &#187; Portoghese</title>
	<atom:link href="http://it.globalvoicesonline.org/-/languages/portuguese/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://it.globalvoicesonline.org</link>
	<description>Il mondo ti parla. Stai ascoltando?</description>
	<lastBuildDate>Fri, 04 Dec 2009 04:39:50 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.4</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Video-intervista con Diego Casaes, autore di Global Voices</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/11/video-intervista-con-diego-casaes-autore-di-global-voices/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/11/video-intervista-con-diego-casaes-autore-di-global-voices/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 04:37:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beatrice Borgato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Brasile]]></category>
		<category><![CDATA[Cyber-attivismo]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Portoghese]]></category>
		<category><![CDATA[Profili dei blogger]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.globalvoicesonline.org/?p=10629</guid>
		<description><![CDATA[Autore e traduttore residente a Salvador, in Brasile, tra l'altro Diego ha fatto informazione sulle potenziali restrizioni alla libertà online con la "Legge Azeredo" nel suo Paese e ora si appresta a fare lo stesso dalla conferenza sul cambiamento climatico di Copenhagen.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://advocacy.globalvoicesonline.org/author/david-sasaki/">David Sasaki</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/beatriceborgato/'>Beatrice Borgato</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/11/22/featured-author-diego-casaes/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p><center><iframe title="Video su dotsub.com" src="http://dotsub.com/media/fe55dd2f-0a54-408f-af56-f61a819f75eb/e/m" frameborder="0" height="347" width="420"></iframe></center></p>
<p>La scorsa settimana al <a title="Link al sito del Forum in portoghese" href="http://culturadigital.br/blog/2009/11/18/relatorios-das-curadorias-dos-eixos-do-forum-contribua-nas-plenarias/">Forum sulla Cultura Digitale Brasiliana</a> [pt] ho avuto l&#39;opportunità d&#39;incontrare Diego Casaes, autore e traduttore per Global Voices della città di Salvador, in Brasile. La maggioranza dei suoi post su Global Voices hanno contribuito a renderci consapevoli delle minaccie, provenienti dal sistema legislativo brasiliano, alla libertà di espressione sul web: la pericolosa “<a title="Leggi il post originale su GV in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2006/11/11/holding-the-line-for-internet-freedoms-in-brazilian-cyberspace/">Legge Azeredo</a>&#8221; [in] ne è un esempio concreto. Diego ha anche descritto le figure di cyber-attivisti come <a title="Post originale su GV in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/11/15/blogger-profiles-caribe-an-incurable-idealist-and-cyberactivist-in-brazil/">João Carlos Caribé</a> [in] e <a title="Post su GV in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2009/11/brasile-rip-daniel-padua-pioniere-dellattivismo-digitale/">Daniel Pádua (recentemente scomparso per un cancro)</a> [it] e i loro sforzi a tutela della libertà individuale e dei legami sociali resi possibili grazie a Internet.</p>
<p><img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/11/4120335948_8635361049_b.jpg" alt="4120335948_8635361049_b.jpg" border="0" height="463" width="500"></p>
<p>Presto Diego partirà per Copenhagen, dove dal 7 al 18 dicembre documenterà la <a title="Link al sito della COP15" href="http://en.cop15.dk/">Conferenza delle Nazioni Unite sul Cambiamento Climatico</a> [in]. È stato invitato a seguire la conferenza essendo uno dei 3 vincitori della competizione sul blogging &#8216;Think About It&#39; dove è possibile <a title="Pagina di Diego su Think about it" href="http://climatechange.thinkaboutit.eu/think2/blogger/silva">leggere i suoi post </a>[in] relativi al cambiamento climatico in Brasile.</p>
<p><strong>Trascrizione della video-intervista:</strong></p>
<p>Sono <strong>Diego Casaes</strong>, originario del Brasile e vivo a Salvador, nel nord-est del Paese. Sono il coordinatore della squadra di traduttori portoghesi e autore volontario per Global Voices Online.</p>
<p>David Sasaki: E come hai iniziato con Global Voices?</p>
<p>Diego Casaes: Ho iniziato con Global Voices quando ho incontrato Paula Goés (del gruppo traduttori portoghese) su Twitter. Mi ha proposto di scrivere sulle inondazioni in Brasile, era il maggio di quest&#39;anno. Da allora sono passati sette mesi.</p>
<p>DS: <em>Di quali altri argomenti ti sei occupato per Global Voices?</em></p>
<p>DC: Per la maggiore mi sono occupato di libertà d&#39;espressione e cyber-attivismo. Un paio di volte ho parlato dell&#39;ambiente. Principalmente cyber-attivismo.</p>
<p>DS: <em>Quali sono le differenze tra la blogosfera brasiliana e quelle del resto del mondo?</em></p>
<p>DC: Beh, sarà perchè siamo molto passionali quando discutiamo, ma la passione della vita quotidiana si fa evidente tra i blogger. Si mostrano ottimisti e discutono animatamente tra loro. Urlano su Twitter. Molti blog sono pieni di commenti … commenti piuttosto accesi. Persone appassionate. In effetti è interessante vedere come la blogsfera brasiliana si differenzi dalle altre.</p>
<p>DS: <em>E perchè credi sia così? È un fatto … culturale?</em></p>
<p>DC: Si, è possibile. Stavo parlando con un amico del Kazakistan e mi ha detto che la blogosfera locale non è molto attiva. I blog hanno parecchi post, ma non altrettanti commenti. In Brasile è assai diverso, i post dei blog hanno sempre tanti commenti. La gente ama discutere.</p>
<p>DS: <em>Bene, e quali sono gli argomenti di discussione tra i blogger brasiliani in questi giorni?</em></p>
<p>DC: In questo periodo, e in particolare nel 2009, si discute soprattutto di attivismo online, perchè ci sono tante leggi che vogliono controllare la libertà di espressione sul web. È questo l&#39;argomento centrale del momento con numerosi blog che ne parlano e discutono.</p>
<p>DS: <em>Di quali argomenti ti occupi nei tuoi blog personali?</em></p>
<p>DC: Esprimo il mio punto di vista su soggetti come la comunicazione e la libertà d&#39;espressione. Ho anche un blog sulla cultura giapponese: ascolto musica giapponese e vedo molti film d&#39;animazione. Poi scrivo di tutto ciò. Mi piace, nessuno immagina che puoi scrivere anche di cose simili. Non assomiglio affatto a un giapponese, ma amo questa cultura.</p>
<p>DS: <em>Andrai a Copenhagen, giusto? Per la Conferenza sul cambiamento climatico. Raccontaci di questa storia.</em></p>
<p>DC: Dunque, mi è stato chiesto da Global Voices di partecipare al concorso per blogger <em>Think About It</em> a Copenhagen. All&#39;evento di settembre per il lancio del concorso abbiamo saputo che avremmo dovuto occuparci del cambiamento climatico. E la settimana scorsa ci è arrivata notizia: io e altri due blogger siamo stati selezionati per rappresentare il Centro Europeo di Giornalismo alla COP15. Su 92 blogger ne sono stati scelti apprena tre.</p>
<p>DS: <em>Solana Larsen, direttore editoriale di Global Voices chiede: “Cosa hai intenzione di fare a Copenhagen dopo essere stato prescelto?&#8221;</em></p>
<p>DC: Spero di portare il punto di vista di blogger e giornalisti alla COP15. E avere la possibilità d&#39;incontrare qualche leader mondiale per chiedere se hanno proprio voglia di vedere la fine di questo pianeta! Vorrei provare a portare i media partecipativi dentro la discussione visto che ci saranno tanti giornalisti al COP15, ma per la prima volta ad un evento di tale rilevanza mondiale parteciperanno anche parecchi blogger. Perciò stavolta sarà diverso, e spero di fare un buon lavoro scrivendo sul cambiamento climatico.</p>
<p>DS: <em>Sylwia Presley chiede: “Com&#39;è cambiata la tua vita collaborando con Global Voices?”</em></p>
<p>DC: Da brasiliano metto molto passione in quel che faccio e penso che Global Voices fa parte di noi perchè impariamo dal sito e poi portiamo alcuni degli argomenti che discutiamo online nella nostra vita quotidiana, tra gli amici.</p>
<p>A volte parlo di temi quali le guerre di Paesi nella lontana Africa, o racconto della gente che muore di fame in Kazakistan. Penso che grazie a Global Voices sono più cosciente del mondo che mi circonda e di tutte le altre persone che vi vivono, non solo dei miei amici intimi.</p>
<p>DS: <em>Ethan, uno dei co-fondatori di Global Voices, chiede: “Dove posso imparare qualcosa sulla musica <a title="Vedi sito su Tecnobrega in inglese" href ="http://www.openbusiness.cc/2005/09/26/tecno-brega/">Technobrega</a> [in]?”</em></p>
<p>DC: Ho visto la sua domanda su Twitter e mi ha sorpreso perchè non ascolto <em><a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Tecno_brega">technobrega</a></em> [in]. Ma dopo qualche ricerca ho trovato un sito web, <a title="Sito originale in portoghese" href="http://www.bregapop.com/home/">bregapop.com</a> [pt], dove vengono raccolti diversi stili di musica brega, incluso il technobrega ed è interessante che i profili delle band compaiano anche su Orkut, inclusi i loro numeri di telefono. Quindi per contattarli basta visitare questa community dove trovate i nomi di molti artisti, alcuni provenienti da Belém do Pará, località dove è emerso il genere del technobrega.</p>
<p>Molti i video di technobrega ripresi da YouTube che arricchiscono la comunità, è interessante il modo in cui usano i citizen media e le altre risorse web 2.0 sul loro sito. </p>
<p>DS: <em>Cosa ti piacerebbe vedere nel futuro di Global Voices per i prossimi cinque anni?</em></p>
<p>DC: Penso che il futuro di Global Voices sia quello di arricchire di contenuti il progetto Lingua e sono convinto che costruiremo una comunità sempre più nota. Molte altre persone vorranno contribuire con Global Voices. Oggi, qui al Forum, sono venuti in parecchi a chiedermi come poter collaborare con Global Voices. Credo perciò che la nostra comunità continuerà a crescere.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.globalvoicesonline.org/2009/11/video-intervista-con-diego-casaes-autore-di-global-voices/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Brasile: RIP Daniel Pádua, pioniere dell&#039;attivismo digitale</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/11/brasile-rip-daniel-padua-pioniere-dellattivismo-digitale/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/11/brasile-rip-daniel-padua-pioniere-dellattivismo-digitale/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 04:26:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tindaro Cicero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Brasile]]></category>
		<category><![CDATA[Cyber-attivismo]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Portoghese]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.globalvoicesonline.org/?p=10604</guid>
		<description><![CDATA[Molti amici e conoscenti ricordano e salutano online uno dei pionieri del software open source e della libertà di cultura nel Paese. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/diego-casaes/">Diego Casaes</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/tinoc/'>Tindaro Cicero</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/11/20/brazil-the-loss-of-a-pioneer-digital-activist/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><div id="attachment_107480" class="wp-caption aligncenter" style="width: 365px;"><img class="size-full wp-image-107480  " title="DSC02980-462x259" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/11/DSC02980-462x2591.jpg" alt="Daniel Pádua è stato un celebre attivista digitale in Brasile. Foto fornita Cátia Kitahara su Wordpress-BR." width="355" height="199" /></p>
<p class="wp-caption-text">Daniel Pádua, noto attivista digitale brasiliano appena scomparso.<br />Foto di Cátia Kitahara su Wordpress-BR.</p>
</div>
<p>Il Brasile ha perso oggi uno dei suoi pionieri dell&#39;attivismo digitale. <a title="Sito di Daniel Pádua in portoghese" href="http://imaginarios.net/dpadua/">Daniel Pádua</a> [pt] (anche noto come <a title="Pagina Twitter di Daniel Pádua in portoghese" href="http://twitter.com/dpadua">@dpadua</a> [pt] su Twitter) qualche giorno fa ha perso la battaglia contro il cancro a Brasilia. Sempre presente negli eventi dedicati alla cultura libera e al software open source in Brasile, è stato un forte punto di riferimento per molti blogger riguardo il cyber-attivismo e la libertà d&#39;espressione su Internet.</p>
<p>Sul blog <em><a title="Sito originale in portoghese" href="http://www.wordpress-br.com">Wordpress-Br</a></em> [pt], Cátia Kitahara <a title="Post originale in portoghese" href="http://www.wordpress-br.com/novidades/geral/homenagem-ao-amigo-daniel-padua">ha scritto</a> [pt]:</p>
<blockquote><p>Hoje perdemos um amigo queridíssimo, aqui da comunidade, o Daniel Pádua. Sentiremos muito sua falta, não só pelo grande talento e inteligência que ele possuia, mas principalmente pelo seu caráter. Queremos manifestar nosso carinho para sua família e amigos.</p></blockquote>
<div class="translation">Oggi abbiamo perso Daniel Pádua, un carissimo amico di questa comunità. Ne sentiremo la mancanza, non solo per il grande talento e intelligenza, ma soprattutto per il suo carattere. Siamo vicini alla famiglia e agli amici che lo hanno perso.</div>
<p>Mentre la notizia ha preso a diffondersi sul web, gli utenti di Twitter che ne hanno conosciuto l&#39;attività e l&#39;impegno <a title="Pagina di Twitter in portoghese" href="http://search.twitter.com/search?q=%40dpadua">hanno onorato la memoria di Daniel</a> [pt] con l&#39;addio finale:</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-107492" title="emerluis saluta dpadua" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/11/emer.PNG" alt="emerluis saluta dpadua" width="417" height="46" /></p>
<div class="translation">Il tramonto rende omaggio a @dpadua. 408N.</div>
<p>Questopost è l&#39;omaggio di Global Voices per Daniel Pádua. Riposi in pace.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.globalvoicesonline.org/2009/11/brasile-rip-daniel-padua-pioniere-dellattivismo-digitale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Brasile: la crisi honduregna rilancia il dibattito sulle relazioni internazionali</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/brasile-la-crisi-honduregna-rilancia-il-dibattito-sulle-relazioni-internazionali/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/brasile-la-crisi-honduregna-rilancia-il-dibattito-sulle-relazioni-internazionali/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 05:47:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Ignone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Brasile]]></category>
		<category><![CDATA[Governance]]></category>
		<category><![CDATA[Honduras]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Portoghese]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.globalvoicesonline.org/?p=8654</guid>
		<description><![CDATA[Si fa sempre più intricata la crisi diplomatica avviata con il ritorno in Honduras del Presidente Manuel Zelaya, rimpiazzato da Roberto Micheletti con l'aiuto dei militari. Il Brasile ne è ben al centro, e anche i blogger continuano a discutere sul ruolo del Paese nella vicenda e sulla politica internazionale latinoamericana.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/roger-franchini/">Roger Franchini</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/stefano-ignone/'>Stefano Ignone</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/10/03/brazil-bloggers-on-international-politics-triggered-by-the-honduran-crisis/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Recentemente non sono certo mancate le <a title="Vai allo speciale di Global Voices Online sulla crisi honduregna" href="http://globalvoicesonline.org/specialcoverage/honduras-political-crisis-2009/">discussioni sulla costituzionalità della messa al bando, in Honduras, del Presidente Manuel Zelaya</a> [in]. La crisi ha raggiunto le prime pagine dei giornali in molti Paesi, e anche parecchi blogger latinoamericani, inclusi i brasiliani, partecipano al dibattito su tali eventi.</p>
<p>Il Brasile è rimasto invischiato in una situazione diplomatica decisamente insolita. Pur mancando alcuna prova sul ruolo del Brasile dietro la crisi honduregna, è probabile non esistano casi simili nella storia del diritto internazionale. La crisi ha raggiunto l&#39;ambasciata brasiliana di Tegucigalpa, spingendo i blogger locali a discutere sulla politica internazionale latinoamericana e sul ruolo del Brasile nei recenti eventi.</p>
<div id="attachment_99178" class="wp-caption aligncenter" style="width: 430px;"><a href="http://twitpic.com/jrtoa"><img class="size-full wp-image-99178" title="Zelaya nell'ambasciata brasiliana di Tegucigalpa. Foto di @kattracho pubblicata su Twitpic." src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/10/33210874.jpg" alt="Zelaya nell'ambasciata brasiliana di Tegucigalpa. Foto di @kattracho pubblicata su Twitpic." width="420" height="306" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">Zelaya nell&#39;ambasciata brasiliana di Tegucigalpa.<br />
Foto di @kattracho rirpesa da Twitpic.</p>
</div>
<p>Cesar Fonseca, che scrive su <em><a title="Blog in portoghese" href="http://independenciasulamericana.com.br/">Independência Sul Americana</a> [por]</em>, descrive gli eventi in Honduras come una disgrazia per i Paesi latino-americani, perchè si fa ricorso all&#39;uso della forza per esercitare il potere, per via dell&#39;intervento militare del <a title="Post in portoghese" href="http://independenciasulamericana.com.br/?p=4306">un vuoto nella legislazione</a> [por] vigente:</p>
<blockquote><p>Roberto Micheletti, presidente do Legislativo de Honduras, o Carlos Lacerda golpista hondurenho, errou o<em> time </em>histórico, ao aliar-se aos militares, para detonar governo constitucional de José Manuel Zelaya, que propôs referendo constitucional para respaldar nova Constituinte, que, entre outras determinações, suprimiria limite para mandatos presidenciais, como ocorre nas democracias européias.</p></blockquote>
<div class="translation">Roberto Micheletti, Presidente del Parlamento Honduregno, equivalente del golpista brasiliano <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Carlos_Lacerda">Carlos Lacerda</a> [in], ha sbagliato malamente i tempi quando si è alleato con l&#39;esercito per distruggere il Governo costituzionale di José Manuel Zelaya, che aveva proposto un referendum costituzionale per legittimare la nuova assemblea costituzionale che, tra gli altri scopi, vorrebbe imporre un limite ai mandati presidenziali (come è norma nella democrazie europee).</div>
<p>Per Bruno Kazuhiro, del blog <em><a title="Blog in portoghese" href="http://perspectivapolitica.com.br/">Perspectiva Política</a> [por]</em>, se Zelaya ha sbagliato a contravvenire al testo costituzionale, <a title="Post in portoghese" href="http://perspectivapolitica.com.br/2009/06/29/entendendo-todo-o-momento-instavel-de-honduras-zelaya-e-micheletti/">lo stesso</a> [por] può dirsi del Parlamento, delle forze militari e del sistema giudiziario che lo hanno espulso senza un giusto processo:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: left;">O que o exército hondurenho fez foi muito errado no modo, mas não, na essência. Não deveria ter sido o exército a retirar Zelaya do poder, porém, aceita a renúncia deste pelo Congresso e nomeado o novo Presidente, Manuel Zelaya deveria sim, no fim das contas, deixar o governo. Melhor que tivesse sido voluntariamente.</p>
<p style="text-align: left;">Para os que me disserem que o povo hondurenho desejava mais um mandato do grupo de Zelaya, pergunto:</p>
<p style="text-align: left;">Por que então Zelaya não indicou sucessor e respeitou a lei?</p>
</blockquote>
<div class="translation">
<p>L&#39;esercito honduregno ha decisamente sbagliato nei modi, ma non nel fatto di per se. Non stava all&#39;esercito deporre Zelaya; nondimeno, se il Parlamento ne avesse accolto le dimissioni e nominato un nuovo Presidente, Zelaya avrebbe dovuto lasciare immediatamente il Governo. Sarebbe stato meglio se l&#39;avesse fatto volontariamente.<br />
Domando a quanti sostengono che gli honduregni volevano affidare un nuovo mandato al partito di Zelaya:<br />
Allora perchè Zelaya non ha proposto un successore nel rispetto della legge?</p></div>
<div id="attachment_99177" class="wp-caption alignright" style="width: 250px;"><a href="http://twitpic.com/jfy6q"><img class="size-medium wp-image-99177" title="Foto di @jeneffermelo da TwitPic" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/10/32656850-300x161.jpg" alt="Foto di @jeneffermelo da TwitPic" width="240" height="129" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">Il Presidente Zelaya. Foto di @jeneffermelo ripresa da TwitPic</p>
</div>
<p>Il 22 settembre, Zelaya è riuscito a entrare clandestinamente in Honduras e a raggiungere l&#39;ambasciata brasiliana della capitale Tegucigalpa, trovando rifugio entro la giurisdizione della missione diplomatica per se e per altri 63 sostenitori. Immediatamente le autorià honduregne hanno circondato l&#39;edificio, bloccando l&#39;accesso e imponendo il coprifuoco su quanti vi lavorano. L&#39;energia elettrica e le linee telefoniche dell&#39;ambasciata sono state tagliate.</p>
<p>La controversia origina dal fatto che Zelaya non ha intenzione di fare domanda d&#39;asilo al Governo brasiliano, secondo quanto dichiarato all&#39;emittente <a title="Post in portoghese di GloboTV" href="http://g1.globo.com/Noticias/Mundo/0,,MUL1313949-5602,00-ZELAYA+DIZ+QUE+PEDIU+PROTECAO+AO+BRASIL+E+NAO+PRETENDE+PEDIR+ASILO+POLITICO.html">Globo TV Network</a> [por], e vi rimane per essere protetto e riorganizzare il consenso politico. Con questi propositi, va ponendo in una posizione delicata il Brasile,  il quale ospita a un politico perseguitato che non cerca asilo, ma piuttosto vuole raccogliere sostenitori per rivalersi contro chi lo ha destituito dalla Presidenza.</p>
<p>Il blog <em><a title="Blog in portoghese" href="http://movimentoordemvigilia.blogspot.com/">Movimento Ordem Vigília Contra a Corrupção</a></em> [por] sostiene che l&#39;accoglienza riservata a Zelaya dall&#39;ambasciata brasiliana sia frutto del sostegno diretto del Presidente venezuelano Hugo Chávez, e <a title="Post in portoghese" href="http://movimentoordemvigilia.blogspot.com/2009/09/foi-chavez-quem-decidiu-fazer-da.html">illustra una serie di incongruenze che dimostrerebbero le bugie</a> [por] di alcuni degli attori principali di questa crisi:</p>
<blockquote><p>A diplomacia terceiro-mundista tupiniquim inovou, em matéria de Direito Internacional, criando a figura do perseguido que pretende ENTRAR e não SAIR. Costuma-se conceder asilo para aquele que tenta sair do país, perseguido pelo seu governo, e Zelaya, ao contrário, entrou no país com uma súcia de 60 simpatizantes, o que desfigura a individualidade do asilo. Pior: Zelaya está usando o prédio diplomático como “bunker” da guerrilha para conclamar seus desordeiros e convulsionar as forças de ordem do país.</p></blockquote>
<div class="translation">
<p>La diplomazia terzomondista del Brasile ha aggirato il diritto internazionale creando la figura del rifugiato che vuole ENTRARE, piuttosto che USCIRE. In genere si offre asilo a chi vuole lasciare un Paese, perchè perseguitato da un Governo, ma Zelaya, piuttosto, è entrato in Honduras con 60 sostenitori, in un&#39;accezione distorta dell&#39;individualità delle richieste d&#39;asilo. Ciò che è peggio, Zelaya usa l&#39;edificio diplomatico come un bunker da cui fomentare i disordini ed esercitaedo pressione sulle forze di sicurezza nazionali.</p></div>
<p>Inoltre la figura di Chávez compare sempre più spesso nelle cronache sul ritorno in patria di Zelaya. Egli stesso <a title="Intervista in portoghese" href="http://www.bbc.co.uk/portuguese/noticias/2009/09/090923_chavez_zelaya_viagem_cj_np.shtml">ha dichiarato alla BBC</a> [por] di essere a conoscenza del rientro in Honduras di Zelaya e di averlo aiutato ad aggirare le autorità. Ma non tutti i blogger accettano l&#39;idea dell&#39;influenza di Chávez su questi avvenimenti. A detta di Leandro Fortes, che scrive su<em> <a title="Blog in portoghese" href="http://brasiliaeuvi.wordpress.com/">Brasília, eu vi</a></em> [por], questa teoria sarebbe il cavallo di battaglia della stampa latinoamericana e il punto debole dei mass media. Secondo il blogger, le recenti manifestazioni di sinistra sarebbero state rioprtate in modo superficiale e impreciso, <a title="Post in portoghese" href="http://brasiliaeuvi.wordpress.com/2009/09/26/sem-olhos-em-tegucigalpa/">ignorando le istanze locali</a> [por]:</p>
<div>
<blockquote><p>O jornalismo está abandonando, aos poucos, por motivos inconfessáveis, a valorização das personagens como elemento de narrativa. Emblemático é o caso de Honduras, um catalisador profundo das intenções de setores da imprensa cada vez mais perfilados em bloco sobre um ensaiado viés chavista (a nova panacéia editorial do continente) aplicado ao noticiário toda vez que um movimento de esquerda se insinua sobre velhos latifúndios – físicos e imateriais. Para tal, recorre-se cada vez mais a malabarismos de linguagem para se referir ao golpe militar que derrubou o presidente constitucionalmente eleito Manuel Zelaya.</p>
<p>Por conta disso, o governo golpista passou a ser chamado, aqui e acolá, de “governo de fato”, uma solução patética encontrada por alguns veículos para se referir a uma administração firmada na fraude eleitoral e na usurpação pura e simples de poder. Há, ainda, quem se refira à quadrilha de Roberto Micheleti como “governo interino”, o que só pode ser piada.</p></blockquote>
</div>
<div class="translation">
<p>Poco a poco, il giornalismo cessa di riconoscere i punti salienti di questa vicenda, e per ragioni oscure. Il caso honduregno è sintomatico delle intenzioni di ampi settori dei media, sempre più convinti del ruolo di fondo <em>chavista</em> (nuova panacea dell&#39;editoria sudamericana), sbattendolo in prima pagina non appena un movimento di sinistra comincia a sollevare questioni - concrete o idealiste - relative ai vecchi latifondi. In questo contesto, i media ricorrono a un linguaggio sempre più fuorviante parlando del colpo di Stato che ha estromesso il Presidente democraticamente eletto Manuel Zelaya.</p>
<p>A causa di questo atteggiamento, il Governo golpista è stato definito, in alcuni casi, un &#8220;governo de facto&#8221;, soluzione patetica cui han fatto ricorso alcune testate per parlare di un&#39;amministrazione nata dalla frode elettorale e dalla palese usurpazione di potere. C&#39;è anche chi definisce la gang di Roberto Micheletti &#8220;Governo ad interim&#8221; - dev&#39;essere uno scherzo.</p></div>
<div id="attachment_98824" class="wp-caption alignright" style="width: 220px;"><a href="http://www.flickr.com/photos/vredeseilanden/3947309844/"><img class="size-medium wp-image-98824" title="Manifestazione davanti all'ambasciata brasiliana in Honduras. Foto di vredeseilanden da Flickr" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/protest-brazil-embassy-300x225.jpg" alt="Manifestazione davanti all'ambasciata brasiliana in Honduras. Foto di vredeseilanden da Flickr." width="210" height="158" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">Manifestazione davanti all&#39;ambasciata brasiliana in Honduras. Foto di vredeseilanden da Flickr.</p>
</div>
<p>Si è parlato dell&#39;eventuale ruolo del Governo brasiliano nel promuovere il rientro in patria di Zelaya; non ci sono conferme ufficiali, ma anzi la secca smentita del Ministro per gli Affari Esteri brasiliano, Celso Amorim, in un&#39;intervista rilasciata al quotidiano <a title="Post in portoghese" href="http://www.estadao.com.br/noticias/internacional,amorim-nega-que-brasil-tenha-dado-asilo-a-zelaya,438683,0.htm">O Estado de São Paulo</a> [por]. Secondo Amorim, il Brasile ha  consentito a Zelaya l&#39;accesso alla sua ambasciata solo in ottemperanza alle norme di diritto internazionale sull&#39;asilo politico. Formalmente, il Governo brasiliano auspica il reinsediamento pacifico di Zelaya alla Presidenza dell&#39;Honduras perchè indica nuove elezioni. Il giornalista e blogger <a title="Blog in portoghese" href="http://colunistas.ig.com.br/luisnassif/"><em>Luis Nassif</em></a> [por] ha rilevato una certa preoccupazione nelle parole del Ministro nell&#39;intervista alla CNN, enfatizzando il fatto che il mutare del paradigma nel mondo politico richieda ora al Brasile di assumere una <a title="Leggi il post in portoghese" href="http://colunistas.ig.com.br/luisnassif/2009/09/23/a-entrevista-de-amorim-na-cnn/">posizione più netta su eventi simili a quelli dell&#39;Honduras</a> [por]:</p>
<blockquote><p>Mesmo que seja verdade (como disse Amorim) que o Brasil foi pego e surpresa no episódio (pedido de abrigo de Zelaya) um país que deseja se firmar como <em>global player</em> tem que estar preparado, não só para “surpresas” dsse tipo, como para assumir, sem hesitação ou insegurança, sua condição de protagonista, particularmente nas questões de politica continental. Para o bem ou para o mal.</p>
<p>Bom, espero que pelo menos a insegurança demonstrada por Amorim, (inegável na minha percepção) sirva de aprendizado.</p></blockquote>
<div class="translation">
<p>Pur se fosse vero (come dichiarato da Amorim) che il Brasile è rimasto sorpreso da quest&#39;episodio (la richiesta di asilo presentata da Zelaya), un Paese che mira a consolidare la propria posizione nell&#39;arena internazionale dev&#39;essere preparato non soltanto a simili &#8220;sorprese&#8221;, ma anche ad assumere il ruolo di protagonista che gli spetta senza esitazioni o tentennamenti, e in particolare quando si tratta di politica sudamericana, nel bene e nel male.</p>
<p>Beh, spero proprio che l&#39;indecisione di Amorim (che credo fosse piuttosto ovvia) serva da lezione.</p></div>
<p><em>Gabriel Purcelli</em>, del blog <em><a title="Blog in portoghese" href="http://desabafopais.blogspot.com/">Desabafo Brasil</a></em> [por], sostiene che il comportamento del Brasile ne riaffermerebbe la posizione di leader della regione. Ospitare il cosiddetto &#8220;presidente costituzionale&#8221; Zelaya, di fronte agli eccessi del &#8220;presidente de facto&#8221; Micheletti, è una misura che, indirettamente, gli consente di <a title="Post in portoghese" href="http://desabafopais.blogspot.com/2009/09/zelaya-e-aposta-ousada-de-lula.html">occupare il vuoto lasciato dal declino dell&#39;influenza statunitense in America Latina</a> [por]:</p>
<blockquote><p>A jogada brasileira, na qual já estão publicamente envolvidos o chanceler Celso Amorim e o próprio presidente Lula, e para a qual estão utilizando a caixa de ressonância da Assembléia Geral da ONU, em Nova York, deve ser vista à luz da inquietação provocada em Brasília pela remobilização da IV Frota dos Estados Unidos no Atlântico Sul e a presença desse país em bases militares colombianas. Convencidos de que esses movimentos se destinam a contrabalançar sua força como potência emergente, os brasileiros não deixarão passar a oportunidade de se projetar, reafirmando-a.</p></blockquote>
<div class="translation">
<p>La mossa del Brasile, in cui sono ormai pubblicamente coinvolti sia il Ministro degli Esteri Celso Amorim che il Presidente Lula, e per la quale stanno adoperando la cassa di risonanza dell&#39;Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York, andrebbe vista alla luce del trambusto provocato a Brasilia dalle nuove operazioni di mobilitazione della Quarta Flotta degli Stati Uniti nell&#39;atlantico meridionale, e della presenza statunitense nelle basi militari colombiane. Convinti che queste misure servano a controbilanciarne l&#39;avvento come potenza emergente, i brasiliani cercheranno di non farsi sfuggire l&#39;occasione per consolidare la propria posizione.</p></div>
<p><a title="Blog in portoghese" href="http://tsavkko.blogspot.com/"><em>Raphael Garcia Tsavkko</em></a> [por] prosegue lo stesso ragionamento e sottolinea alcuni fatti sul ruolo del Brasile nella risoluzione di questa crisi. Il blogger <a title="Post in portoghese" href="http://tsavkko.blogspot.com/2009/09/os-especialistas-do-atraso-e-nova.html">sostiene</a> [por]:</p>
<blockquote><p>O Brasil não sai prejudicado, na verdade foi forçado - a contragosto talvez - a mostrar porque é ou quer ser o líder da América Latina. Não mais o papo de que é mas ações concretas. Resolvendo ou ajudando a resolver o conflito no país o Brasil sai fortalecido como nunca, sai com mais força para pleitear a vaga permanente no Conselho de Segurança - que conta já com o apoio entusiasmado de Sarkozy - e sai fortalecido no cenário internacional.</p></blockquote>
<div class="translation">
<p>Il Brasile non verrà danneggiato dall&#39;episodio; si è trovato anzi costretto - probabilmente controvoglia - a dimostrare il motivo per cui è, o vorrebbe essere, il leader dell&#39;America Latina. Niente più fanfaronate sull&#39;argomento - ora serve dimostrarlo con azioni concrete. Risolvendo o contribuendo a risolvere la crisi honduregna, il Brasile potrà emergere più forte che mai; è un&#39;occasione per rafforzare le proprie velleità di un seggio permenente al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite - idea già sostenuta entusiasticamente da Sarkozy, e che va acquisendo sempre maggior spessore presso la comunità internazionale.</p></div>
<p>Le limitazioni imposte all&#39;ambasciata brasiliana vanno animando il dibattito sulla sovranità di uno Stato entro i limiti di tale edificio. Anche se sono in molti a ritenere che l&#39;ambasciata di un Paese equivalga a suolo straniero, il giurista e blogger <em>Túlio Vianna</em> <a title="Post in portoghese" href="http://tuliovianna.wordpress.com/2009/09/24/embaixada-nao-e-territorio-estrangeiro/">evidenzia</a> [por] come, pur senza definirlo tecnicamente tale, un attacco contro l&#39;ambasciata vada parimenti ripudiata:</p>
<blockquote><p>A teoria atualmente dominante para legitimar as imunidades da Missão Diplomática é a “teoria do interesse da função”. Ainda segundo Celso Mello, estes privilégios e imunidades podem ser classificados em: inviolabilidade, imunidade de jurisidição civil e criminal e isenção fiscal (v2., nº511). Nas suas palavras:</p>
<p><em>“A inviolabilidade significa que nestes locais o Estado acreditado não pode exercer nenhum ato de coação (ex: ser invadido pela polícia), a não ser que haja o consentimento do chefe da Missão. Do mesmo modo, não pode ser efetuada uma citação dentro da Missão.”</em></p>
<p>Se os golpistas hondurenhos invadirem a embaixada brasileira em Honduras para capturar Zelaya, não estarão invadindo o território brasileiro, mas violando uma imunidade diplomática.</p>
<p>Pode ser tão grave quanto, mas não é a mesma coisa.</p></blockquote>
<div class="translation">
<p>La teoria al momento dominante per giustificare l&#39;immunità delle missioni diplomatiche è la &#8220;teoria degli interessi funzionali&#8221;. Secondo Celso Mello, questi privilegi e immunità possono essere così classificati: inviolabilità, immunità dalla giurisdizione civile e penale, ed esenzione dalle tasse (v2., n°511). Nelle sue parole:</p>
<p><em>“L&#39;inviolabilità significa che in quei luoghi lo Stato ospitante non può praticare alcun atto coercitivo (per esempio, irruzioni della Polizia), a meno che non vi sia il consenso del capo della missione diplomatica. Allo stesso modo, all&#39;interno della missione non possono essere presentati ordini di comparizione in tribunale&#8221;.</em></p>
<p>Se i governanti golpisti dell&#39;Honduras dovessero fare irruzione nell&#39;ambasciata brasiliana in Honduras per arrestare Zelaya, non starebbero invadendo il territorio brasiliano, bensì violando l&#39;immunità diplomatica.</p>
<p>Sembra una cosa seria al pari dell&#39;invasione territoriale, ma non è la stessa cosa.</p></div>
<p>È stato confermato che il 25 settembre c&#39;è stato un attacco a base di gas lacrimogeni all&#39;ambasciata brasiliana, allarmando il personale presente nell&#39;edificio. <a title="Post in portoghese" href="http://www1.folha.uol.com.br/folha/mundo/ult94u629609.shtml">Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite</a> [por] ha fortemente condannato l&#39;episodio.</p>
<p>Il Governo brasiliano sostiene di essere impegnato nella ricerca di una soluzione pacifica allo stallo, provocato dal ritorno di Zelaya in Honduras. Non è possibile ricorrere a gesti bellicosi, perchè sfocerebbero in azioni militari contro un Paese straniero. Eppure, i blogger continuano a discutere sul ruolo del Brasile in questa vicenda tuttora in evoluzione.</p>
<p><em>Altri articoli sulla crisi istituzionale in Honduras sono raccolti nello <a title="Vai allo speciale di Global Voices Online sulla crisi honduregna" href="../specialcoverage/honduras-political-crisis-2009/">speciale di Global Voices Online.</a> [in] </em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/brasile-la-crisi-honduregna-rilancia-il-dibattito-sulle-relazioni-internazionali/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Danimarca: al via concorso internazionale per blogger sul cambiamento climatico</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/danimarca-al-via-concorso-internazionale-per-blogger-sul-cambiamento-climatico/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/danimarca-al-via-concorso-internazionale-per-blogger-sul-cambiamento-climatico/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 04 Oct 2009 04:54:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beatrice Borgato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Bulgaro]]></category>
		<category><![CDATA[Ceco]]></category>
		<category><![CDATA[Cyber-attivismo]]></category>
		<category><![CDATA[Danimarca]]></category>
		<category><![CDATA[Europa centrale & orientale]]></category>
		<category><![CDATA[Europa occidentale]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Portoghese]]></category>
		<category><![CDATA[Profili dei blogger]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[foto]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.globalvoicesonline.org/?p=8178</guid>
		<description><![CDATA[Copenhagen ha ospitato l'inaugurazione della competizione TH!NK ABOUT IT, alla quale partecipano di 92 blogger europei e vari ospiti d'onore provenienti da Paesi quali Brasile, Cina, India, Messico, Sud Africa e USA. Il concorso dura tre mesi e i vincitori parteciperanno alla conferenza mondiale COP15 di dicembre.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/deborah-goldemberg">Deborah Goldemberg</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/beatriceborgato/'>Beatrice Borgato</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/09/30/denmark-international-bloggers-meet-up-to-think-about-climate-change/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p><a title="Sito inglese di TH!NK ABOUT IT" href="http://climatechange.thinkaboutit.eu/"><img class="alignright size-full wp-image-97784" title="banner_180x150" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/banner_180x1501.png" alt="banner di TH!NK ABOUT IT" title="banner di TH!NK ABOUT IT" width="180" height="150"></a>La scorsa settimana la città di Copenhagen ha ospitato l&#39;apertura della &#8220;Competizione europea di blogging TH!NK ABOUT IT - 2° Round: il Cambiamento Climatico&#8221;. All&#39;evento hanno partecipato 92 blogger provenienti da tutta Europa, e alcuni ospiti d&#39;onore da Brasile, Cina, India, Messico, Sud Africa e Stati Uniti.</p>
<p>Il concorso dura tre mesi e punta a far aumentare la consapevolezza sul cambiamento climatico in corso, discutendo le conseguenze ambientali che colpiscono tutti i Paesi, evidenziando punti di vista diversi e il modo in cui media locali e pubblico trattano l&#39;argomento. Organizzato dal <a title="Sito web dell'European Journalism Centre in inglese" href="http://ejc.net/">EJC (European Journalism Centre)</a> [in], la fase inaugurale dell&#39;evento è stata divisa in due giornate: la prima caratterizzata da una serie di conferenze tenute da esperti in tema di cambiamento climatico, e la seconda destinata alla visita del villaggio ecologico danese di <a title="Sito del villaggio in inglese" href="http://dyssekilde.dk/ix.asp?m=97">Dyssekilde</a> [in], situato nel nord del Paese.</p>
<p>Il calcio d&#39;inizio è stato dato dal Direttore dell&#39;EJC <em>Wilfried Rütten</em> con un intervento di benvenuto, seguito dal Capo del Dipartimento e della Logistica della conferenza ONU COP15, <em>Svend Olling</em>. Il Sig. Olling ha presentato il lavoro svolto dal governo danese per il concorso e ha parlato delle speranze riposte nella conferenza <a title="Link al sito ufficiale della conferenza"href="http://en.cop15.dk/">COP15</a> [in].</p>
<p>Giornalisti di tutto il mondo hanno poi partecipato alla tavola rotonda moderata da Raymond Frenken di <a title="Canale video su YouTube di EUX-TV in inglese" href="http://www.youtube.com/user/EUXTV">EUX-TV</a> [in], canale televisivo europeo digitale indipendente. Professionisti dello spessore di <em>Tasha Eichenseher</em>, produttore ed editore scientifico del <a title="Sito di notizie del National Geographic in inglese"href="http://news.nationalgeographic.com/news/">National Geographic</a> [in], <em>Gerald Traufetter</em>, corrispondente di scienza e tecnologia per Der Spiegel, <em>Asbjørn Jørgensen</em>, della <a title="Sito web della Scuola in inglese" href="http://www.dmjx.dk/international/">Århus School of Media and Journalism</a> [it] in Danimarca, e <em>Ramesh Jaura</em>, <a title="profilo di Ramesh sul sito IPS" href="http://www.ips.org/institutional/our-global-structure/biographies/ramesh-jaura/">Direttore regionale di IPS (Inter Press Service) Europa </a> [it], hanno discusso del modo in cui i media informano sulle problematiche connesse ai cambiamenti climatici e ambientali.</p>
<p><em>François Roudié</em>, Coordinatore delle politiche della Commissione Europea, ha offerto una panoramica sulle risposte date dall&#39; Unione Europea in tema di cambiamento climatico. Al quale ha ribattuto <em>Andreas Barkman</em>, dell&#39;Agenzia Europea per l&#39;Ambiente e Responsabile del gruppo per la mitigazione del cambiamento climatico, sottolineando gli aspetti problematici delle negoziazioni che verranno tenute al COP15.</p>
<p>Il Direttore esecutivo di Greenpeace <em>Mads Christensen</em> ha anche sottolineato cosa possono fare i blogger per incoraggiare la discussione sul cambiamento climatico, esprimendo le aspettative di Greenpeace sul possibile accordo come risultato del COP15. Nel suo intervento ha speigato come, prendendo in considerazione le trattavive in corso e le parole dei leader nazionali di tutto il mondo, sarà improbabile poter avere un accordo idealistico e il drastico taglio delle emissioni di CO2.</p>
<p>Probabilmente la relazione più attesa della giornata è stata quella di <em>Søren Hermansen</em>. Søren è stato uno degli <a title="Leggi l'articolo sul TIME online in inglese" href="http://www.time.com/time/specials/packages/article/0,28804,1841778_1841782_1841789,00.html">Heroes of the Environment</a> [in] nominati dalla rivista TIME nel 2008, e ha presentato l&#39;<a title="Post sul progetto in inglese" href="http://www.energiakademiet.dk/default_uk.asp">esperimento Samso</a> [in] davanti al pubblico dei blogger. Questo esperimento ha l&#39;obiettivo d&#39;introdurre fonti di energia alternativa nell&#39;ambiente locale. In questo caso l&#39;energia eolica  saprà far fronte alla domanda complessiva di energia degli abitanti del villaggio. Le foto di <em>Phil Lacombe</em> sull&#39;esperimento Samso sono reperibili <a title="Vedi foto del progetto Samso" href="http://www.flickr.com/photos/phillacombe/sets/72157619735440222/">su Flickr </a> [in]. </p>
<p>Nel secondo giorno dell&#39;evento i blogger hanno visitato il villaggio ecologico di Dyssekilde nel nord del Paese. Il villaggio conta 70 famiglie e una popolazione di 130 adulti e 50 bambini. È stato creato oltre 20 anni fa e gli abitanti ne condividono l&#39;approcio ambientalista, cosapevoli dell&#39;urgenza di agire da pionieri in uno stile di vita sostenibile che consenta lo sviluppo di una comunità auto-sostenibile e dalla parte dell&#39;ambiente. Come nell&#39;esperimento Samso, il villaggio di Dyssekilde affida all&#39;energia eolica il fabbisogno energetico dell&#39;intero villaggio, e poiché non se ne usa molta, l&#39;energia inutilizzata viene rivenduta all&#39;azienda elettrica danese.</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 370px;"><a title="092220091052 por Diego Casaes, no Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/diegocasaes/3945524047/"><img title="Un nucleo familiare di Dyssekilde." src="http://farm4.static.flickr.com/3484/3945524047_3a79d1f1d6.jpg" alt="Un nucleo familiare di Dyssekilde" width="360" height="270"></a>
<p class="wp-caption-text">Un nucleo familiare di Dyssekilde.</p>
</div>
<p>Le case di Dyssekilde hanno un aspetto peculiare. I residenti le hanno costruite da soli e molte sono dotate di pannelli solari installati proprio per incoraggiare l&#39;uso di energia pulita. Le case hanno le finestre orientate verso sud così da sfruttare al massimo l&#39;energia solare e la luce naturale e per ridurre l&#39;uso dell&#39;illuminazione interna e del riscaldamento durante il giorno.</p>
<p>Un altro importante esempio di stile di vita sostenibile a Dyssekilde è il sistema di riciclaggio dell&#39;acqua potabile ideato senza l&#39;utilizzo di agenti chimici. I residenti hanno creato un sistema naturale usando 30.000 salici per purificare completamente l&#39;acqua, senza l&#39;ausilio di alcun prodotto, chimico o meno. Anche se l&#39;attuale sistema ha raggiunto la capacità massima nel 2006, stanno già progettando di costruire il più grande sistema di purificazione dell&#39;acqua potabile senza prodotti chimici al mondo.</p>
<p><strong>Chi sono questi blogger?<br />
</strong></p>
<p>“Ti piacerebbe partecipare ad una competizione internazionale di <em>blogging</em> che si svolge a Copenhagen in relazione al cambiamento climatico?&#8221; Una novantina di persone da ogni parte del mondo hanno risposto SI a questa domanda e hanno appena trascorso tre giorni in Danimarca partecipando all&#39;inaugurazione dell&#39;evento TH!NK ABOUT IT. Ma chi sono queste persone? E perchè hanno deciso di impegnarsi nel cyberattivismo ambientale?</p>
<p>La maggior parte dei partecipanti viene dall&#39;Europa, ma la novità di questa seconda edizione di TH!NK ABOUT IT è stato il coinvolgimento di cittadini di alcuni Paesi in via di sviluppo come Brasile, India, Messico, Cina e Sud Africa. Molti dei partecipanti vengono dall&#39;Europa dell&#39;Est ma anche l&#39;Europa Occidentale è ben rappresentata, con parecchi blogger britannici e italiani. La natura dei rispettivi blog e le motivazioni che li hanno spinti a pertecipare all&#39;evento sono diverse tanto quanto i loro Paesi d&#39;origine.</p>
<div id="attachment_98514" class="wp-caption alignright" style="width: 190px;"><a href="http://www.flickr.com/photos/diegocasaes/3962101863/"><img class="size-medium wp-image-98514" title="Charles Nisz Lourenço giornalista brasiliano" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/IMG_4503-225x300.jpg" alt="Charles Nisz Lourenço giornalista brasiliano" width="180" height="240"></a>
<p class="wp-caption-text"> Charles Nisz Lourenço, giornalista brasiliano</p>
</div>
<p>Anche molti giornalisti professionisti hanno preso parte al concorso, dimostrando come il <em>blogging</em> possa arricchire una professione già centrata su diffusione ed espressione di particolari visioni del mondo. Charles Nisz Lourenço dal Brasile lavora come giornalista e sta per iniziare un PhD in economia. È ancora nuovo in questo mondo, ha aperto un blog personale <a title="Bblog di Charles Nisz Lourenço in portoghese" href="http://charlesnisz.wordpress.com/"><em>Fragmentos da Realidade Cotidiana</em></a> [pt] a febbraio di quest&#39;anno trattando di argomenti politici, finanziari e ambientali. Scrive anche sul blog <a title="Blog in portoghese" href="http://lixoeletronico.org/">Lixo Eletrônico</a> [pt], gruppo promotore del <a title="Leggi il post su GV in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/07/30/brazil-fighting-for-more-recycling-with-the-electronic-waste-manifesto/">Manifesto dei Rifiuti Elettronici</a> [in].</p>
<p>Il giornalista maltese, <a title="Profilo di Keith Demicoli in inglese" href="http://climatechange.thinkaboutit.eu/think2/blogger/demicoli"><em>Keith Demicoli</em></a> [in] dirige un programma TV sulla politica nel &#8220;luogo più felice del mondo&#8221;, come ha descritto il proprio Pese d&#39;origine, e partecipando per la seconda volta alla competizione TH!NK ABOUT IT .</p>
<div id="attachment_98262" class="wp-caption aligncenter" style="width: 262px;"><a href="http://www.flickr.com/photos/diegocasaes/3946311420/"><img class="size-large wp-image-98262" title="Il giornalista maltese Keith Demicoli" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/092220091062-768x1024.jpg" alt="Il giornalista maltese Keith Demicoli" width="252" height="335"></a>
<p class="wp-caption-text">Il giornalista maltese Keith Demicoli</p>
</div>
<p>Il traduttore cinese-ispano <em>Ding Dawei</em>, noto anche con il nome spagnolo di Diego,  lavora come giornalista professionista per il <em><a title="Quotidiano del popolo in inglese" href="http://english.people.com.cn/">Quotidiano del popolo cinese</a></em> [in], ma è nuovo nel mondo dei blog, tramite cui si augura di ampliare i propri orizzonti e osservare da vicino le problematiche relative al cambiamento climatico.</p>
<p style="text-align: center;">
<div id="attachment_97790" class="wp-caption aligncenter" style="width: 246px;"><a href="http://www.flickr.com/photos/diegocasaes/3941848657/in/set-72157622419293730/"><img class="size-large wp-image-97790" title="Ding Dawei, giornalista cinese e neoblogger" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/092120091000-768x1024.jpg" alt="Ding Dawei, o &quot;Diego&quot;, giornalista cinese e neoblogger " width="236" height="314"></a>
<p class="wp-caption-text">Ding Dawei, giornalista cinese e neoblogger.</p>
</div>
<p>Comunque la maggior parte dei blogger non sono giornalisti. Due amichevoli ragazzi indiani di Pilani, <em>Abhishek</em> <em>Nayak</em> e la sorella <em>Anindita Nayak</em>, hanno partecipato all&#39;inaugurazione della competizione. Lei ha solo 18 anni ma scrive già nei blog per la <em><a title="Leggi il post di Anindita sul blog Agent of Change indiano" href="http://iycnagents.blogspot.com/">AoC (Agent of Change) Initiative</a> [in]</em>, delegazione di giovani presso le Nazioni Unite che si occupa delle Negoziazioni sui Cambiamenti climatici. Lui è stato evasivo con riguardo al suo blog che ha detto essere &#8220;pieno di ironicissimi commenti&#8221;, ma con un po&#39; d&#39;insistenza gli abbiamo strappato l&#39;<a title="Blog di Abhishek in inglese" href="http://abhishake.wordpress.com/">URL</a> [in] dove scrive dal 2006 su politica e questioni indiane,  condividendo anche foto e notizie sugli eventi a cui partecipa.</p>
<p style="text-align: center;">
<div id="attachment_98509" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px;"><a href="http://www.flickr.com/photos/diegocasaes/3962100335/"><img class="size-medium wp-image-98509" title="Anindita Nayak e Abhishek Nayak, partecipanti dall'India" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/IMG_4511-300x225.jpg" alt="Anindita Nayak e Abhishek Nayak, partecipanti dall'India" width="300" height="225"></a>
<p class="wp-caption-text">Anindita Nayak e Abhishek Nayak, partecipanti dall&#39;India</p>
</div>
<p><em><a title="Link al blog di Lucy in bulgaro" href="http://www.lucyset.blogspot.com/">Lucy Setian</a></em> [bg], lavora come giornalista in Bulgaria, ma vorrebbe realizzare il sogno del progetto letterario online con il fidanzato, intitolato <a title="Blog originale in bulgaro"href="http://www.azcheta.com/">Azcheta.com</a> [bg], dove scrivono recensioni di libri e organizzano eventi letterari a Sofia. Finora hanno acquisito popolarità con l&#39;evento “Prendi libri col caffè, non le sigarette”. Curare un blog sull&#39;ambiente le permette inoltre di delineare meglio le proprie aspirazioni politiche.</p>
<p style="text-align: center;">
<div id="attachment_98505" class="wp-caption aligncenter" style="width: 245px;"><a href="http://www.flickr.com/photos/diegocasaes/3962876200/"><img class="size-full wp-image-98505" title="Lucy Setian" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/IMG_4504.JPG" alt="Lucy Setian" width="235" height="314"></a>
<p class="wp-caption-text">Lucy Setian</p>
</div>
<p>Il californiano <em>Devin McIntire</em> ha appena avviato il blog <a title="Blog The Green Cadet in inglese" href="http://www.thegreencadet.com/">The Green Cadet</a> [in] nella speranza di diffondere opportunità per l&#39;imprenditoria ecologica online e, chi lo sa, magari un giorno farli diventare realtà. Devin crede che le soluzioni ai problemi ambientali non verranno dalla politica bensì da iniziative imprenditoriali ecologiche locali.</p>
<div id="attachment_98519" class="wp-caption aligncenter" style="width: 235px;"><a href="http://www.flickr.com/photos/diegocasaes/3962170835/"><img class="size-medium wp-image-98519" title="Devin McIntire" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/IMG_4518-225x300.jpg" alt="Devin McIntire dagli USA" width="225" height="300"></a>
<p class="wp-caption-text">Devin McIntire dagli USA</p>
</div>
<p>Alcuni blogger possiedono chiaramente maggiori capacità tecniche di altri, come nel caso dell&#39;italiano <a title="Vai al blog personale di Federico in italiano" href="http://www.federicopistono.org/"><em>Federico Pistono</em></a> [it], che partecipa in non meno di 12 blog! E produce anche video: ha ripreso i blogger fin dall&#39;inizio dell&#39;inaugurazione (durante gli interventi, sulla metro, ecc.), e proporrà sicuramente interessanti video-clip sulla competizione. Questi altri blog dove seguire i suoi lavori: <em><a title="Blog in italiano" href="http://eigakyou.blogspot.com/">AsianCineBlog</a></em> [it] e <em><a title="Blog in italiano" href="http://www.zeitgeistitalia.org/">Activism</a> </em>[it]<em>.</em></p>
<div id="attachment_97797" class="wp-caption aligncenter" style="width: 272px;"><a href="http://www.flickr.com/photos/diegocasaes/3946312566/in/set-72157622419293730/"><img class="size-large wp-image-97797" title="Federico Pistono" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/092220091065-768x1024.jpg" alt="Federico Pistono" width="262" height="348"></a>
<p class="wp-caption-text">Federico Pistono dall&#39;Italia</p>
</div>
<p>All&#39;evento erano presenti altri video-blogger. Lo studente di teatro britannico <em>Matthew Turner</em> ha creato un proprio <a title="Canale di Matt Turner su YouTube" href="http://www.youtube.com/TheMattieBoosh"> canale su YouTube </a> [in] dove “si diverte a prendersi in giro” online - in tipico stile inglese, gli piace trattare di argomenti seri in modo ironico.</p>
<p style="text-align: center;">
<div id="attachment_98507" class="wp-caption aligncenter" style="width: 235px;"><a href="http://www.flickr.com/photos/diegocasaes/3962878570/"><img class="size-medium wp-image-98507" title="Matthew Turner" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/IMG_4472-225x300.jpg" alt="Matthew Turner dalla Gran Bretagna" width="225" height="300"></a>
<p class="wp-caption-text">Matthew Turner dalla Gran Bretagna</p>
</div>
<p><em><a title="Blog di Radka Lankasova in ceco"href="http://lankasova.blog.idnes.cz/">Radka Lankasova</a></em> [ceco] ha un blog personale e collabora anche al più importante blog della Reppublica Ceca, ma suo maggiore obiettivo è quello di fare nuovi amici e viaggiare grazie alle opportunità offerte da TH!NK ABOUT IT.</p>
<p style="text-align: center;">
<div id="attachment_98508" class="wp-caption aligncenter" style="width: 235px;"><a href="http://www.flickr.com/photos/diegocasaes/3962877082/"><img class="size-medium wp-image-98508" title="Radka Lankasova" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/IMG_4464-225x300.jpg" alt="Radka Lankasova" width="225" height="300"></a>
<p class="wp-caption-text">Radka Lankasova dalla Repubblica Ceca</p>
</div>
<p>Alcuni dei blogger protagonisti della competizione stanno ancora imparando a muoversi o sperimentando nella blogosfera per varie ragioni, ma la EJC spera di incoraggiarli a scrivere anche riguardo all&#39;ambiente. Dal 23 Settembre al 16 Dicembre 2009 i blogger discuteranno del cambiamento climatico sulla <a title="Vai alla piattaforma di discussione online in inglese" href="http://climatechange.thinkaboutit.eu/">piattaforma ufficiale della competizione </a> [in]. Sebbene ci siano premi in palio, uno di questi sarà il sogno degli ambientalisti - di partecipare alla conferenza COP15 per due settimane a Copenhagen tutto pagato dal EJC - esiste un senso di comunità piuttosto che di rivalità tra i blogger. Come potete vedere ci sono moltissime ragioni per scrivere sull&#39;ambiente!</p>
<div class="notes">Articolo scritto in collaborazione con <a title="Profilo dell'autore GV"href="http://globalvoicesonline.org/author/diego-casaes/">Diego Casaes</a> e rivisto da <a title="Profilo dell'autrice su GV" href="http://globalvoicesonline.org/author/maisie-fitzpatrick/">Maisie Fitzpatrick</a>.</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/danimarca-al-via-concorso-internazionale-per-blogger-sul-cambiamento-climatico/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Timor Est: a dieci anni dall&#039;indipendenza, ancora nessuna giustizia per il Massacro di Suai</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/09/timor-est-a-dieci-anni-dallindipendenza-ancora-nessuna-giustizia-per-il-massacro-di-suai/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/09/timor-est-a-dieci-anni-dallindipendenza-ancora-nessuna-giustizia-per-il-massacro-di-suai/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 05:07:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Ignone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia orientale]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[East Timor]]></category>
		<category><![CDATA[Governance]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra & conflitti]]></category>
		<category><![CDATA[Indonesia]]></category>
		<category><![CDATA[Indonesiano]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà d'espressione]]></category>
		<category><![CDATA[Portoghese]]></category>
		<category><![CDATA[Protesta]]></category>
		<category><![CDATA[foto]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.globalvoicesonline.org/?p=7522</guid>
		<description><![CDATA[Nel decimo anniversario del "Settembre Nero" locale, i timoresi piangono ancora i caduti per i sanguinosi crimini contro l'umanità compiuti dalle milizie filo-indonesiane - mentre crescono gli appelli per identificare e punire i responsabili di quelle violenze, passo necessario prima della riconciliazione nazionale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/sara-moreira/">Sara Moreira</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/stefano-ignone/'>Stefano Ignone</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/09/06/east-timor-where-is-the-justice-for-the-suai-church-massacre/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Dieci anni fa, il 6 settembre 1999 - due giorni dopo l&#39;annuncio del risultato del referendum - la città di Suai, nel sudovest di Timor Est, soffrì le conseguenze del risultato, per l&#39;80% favorevole al <em>ukun rasik-an</em>: l&#39;indipendenza, l&#39;autodeterminazione. Il <a title="Leggi la voce wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Suai_Church_Massacre">massacro della Chiesa di Suai</a> [in] costò la vita a tre preti e a dozzine - probabilmente centinaia - di persone che avevano cercato rifugio nella chiesa locale, in maggioranza donne e bambini.</p>
<p>Questo atroce episodio è noto come il Settembre Nero di Timor Est. Secondo questo <a title="Guarda il video in inglese su youtube " href="http://www.youtube.com/watch?v=GD_kgMPcK7k">documentario</a> [in], la violenza fu tale che la <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Laksaur">Laksaur</a> [in] (una milizia filoindonesiana) non impiegò armi da fuoco, preferendo massacrare le vittime a colpi di machete, per risparmiare preziosi proiettili.</p>
<div id="attachment_94695" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px;"><a href="http://www.flickr.com/photos/22730171@N07/2186310480/"><img class="size-medium wp-image-94695" title="La Chiesa di Suai" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/SuaiChurchPatfranca-300x200.jpg" alt="La Chiesa di Suai. Foto di J. Orosco, pubblicata su Flickr da Patfranca" width="300" height="200" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">La Chiesa di Suai. Foto di J. Orosco, pubblicata su Flickr da Patfranca</p>
</div>
<p>Nel Paese la campagna di terrore era stata avviata diversi mesi prima della <a title="Post da GVO in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/08/30/east-timor-happy-day-of-freedom-vote/">consultazione popolare</a> [in] da una milizia filoindonesiana chiamata <em><a title="Articolo sulle atrocità del BMP dal sito di globalsecurity.org" href="http://www.globalsecurity.org/military/library/news/1999/06/990618-timor01.htm">Besih Merah Putih</a> [in]</em> (Ferro bianco rosso, i colori della bandiera indonesiana). Pur puntando a impedire le operazioni elettorali, il 90% degli elettori andò a votare e i risultati dimostrarono che un&#39;ampia maggioranza della popolazione voleva la libertà. Recentemente Mari Alkatiri, capo dell&#39;opposizione, ha insinuato la presenza di brogli, a cui l&#39;ex ambasciatore portoghese a Jakarta, Ana Gomes (<a title="Pagina su Ttwitter dell'ambasciatore portoghese in indonesia" href="http://twitter.com/anargomes">@anargomes</a> [por]) ha replicato così su Twitter:</p>
<blockquote><p><a href="http://twitter.com/anargomes/status/3684433281"><span><span>12:54 AM Sep 1st:</span></span></a> Alkatiri disse LUSA resultados referendo seriam 90/cento, mas ONUalterara-os para salvar face a Indonesia. Mas 80/cento salvam face?</p></blockquote>
<div class="translation">Alkatiri ha dichiarato alla LUSA che i favorevoli al referendum, in realtà, sarebbero stati il 90%, ma le Nazioni Unite avrebbero alterato i dati per salvare la faccia all&#39;Indonesia. Perchè, l&#39;80% sarebbe un risultato per &#8220;salvare la faccia&#8221;?</div>
<p>Nel 1999, gli est-timoresi sapevano che qualcuno sarebbe dovuto morire affinchè Timor Est fosse dichiarata indipendente. Tuttavia nessuno poteva immaginare che si sarebbero verificati <a title="Leggi un paper in pdf in inglese sull'episodio" href="http://socrates.berkeley.edu/~warcrime/ET-Docs/MP-SCU%20Indictments/2003/09-2003%20Egidio%20Manek%20et%20al%20Indictment.pdf">crimini contro l&#39;umanità</a> [in] così violenti come quelli accaduti a Suai. Nonostante le violenze, il trauma e le devastazioni, durante le commemorazioni per il decimo anniversario del referendum, il Presidente Ramos Horta ha invocato il perdono, in quella che <a title="Appello in inglese diffuso da Amnesty international" href="http://www.amnestyusa.org/document.php?id=ENGNAU2009082711934&amp;lang=e&amp;rss=recentnews">Amnesty International</a> [in] descrive come &#8220;cultura dell&#39;impunità&#8221;, inviatndo la Corte Penale Internazionale a prendere in esame &#8220;<a title="Appello di Amnesty international in inglese dal suo profilo twitter" href="http://twitter.com/AmnestyIRL/statuses/3579837877">le violazioni dei diritti umani a Timor Est</a>“ [in].</p>
<div id="attachment_94694" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px;"><a href="http://www.flickr.com/photos/rustystewart/300046450/"><img class="size-medium wp-image-94694" title="Suai, Timor Est" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/EastTimorSuai-RustyStewart-300x282.jpg" alt="Timor Est, Suai 2000. Foto di Rusty Stewart pubblicata su Flickr" width="300" height="282" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">Timor Est, Suai 2000. Foto di Rusty Stewart pubblicata su Flickr.</p>
</div>
<p>Nel frattempo, l&#39;ex comandante della milizia <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Laksaur">Laksaur</a> [in], Martenus Bere, che <a title="Articolo in inglese dal sito di theage.com" href="http://www.theage.com.au/world/rift-looms-as-dili-mourns-dead-20090829-f3bg.html">si crede</a> [in] abbia guidato l&#39;assalto alla chiesa nella città di Suai nel settembre 1999, è uscito di prigione. <a title="Articolo in inglese dal blog thedillinsider" href="http://thediliinsider.blogspot.com/2009/08/martenus-bere-militia-commander.html">The Dili Insider</a> [in] traduce <a title="Articolo originale in indonesiano" href="http://www.kapanlagi.com/h/martenus-bere-dibebaskan-pemerintah-timor-leste.html">l&#39;articolo</a> [ind] dall&#39;indonesiano all&#39;inglese:</p>
<blockquote><p>Proprio mentre si svolgeva la cerimonia per l&#39;anniversario, le autorità di Dili hanno rilasciato un cittadino indonesiano accusato di aver condotto uno dei peggiori massacri avvenuti a Timor Est nel 1999. <a title="Leggi l'articolo in inglese dal blog thedillinsider" href="http://thediliinsider.blogspot.com/2009/08/10-years-later-gotchya.html">Martenus Bere</a> [in] è stato trasferito dal maggior carcere di Dili e consegnato alle autorità indonesiane. Bere, che comandava una violenta milizia filo-indonesiana, responsabile di aver instaurato il regno di terrore, comandò l&#39;assalto a una chiesa nella città di Suai nel corso del quale vennero uccisi tre preti e dozzine di persone. Le autorità carcerarie hanno affermato che Bere sarebbe stato rilasciato su ordine del Primo Ministro Xanana Gusmao. L&#39;uomo era stato accusato nel 2003 di crimini contro l&#39;umanità dalla Serious Crime Unit delle Nazioni Unite. Le autorità indonesiane hanno esercitato pressioni su Timor Est perchè rilasciassero Bere dopo il suo arresto di due settimane fa, per aver tentato di attraversare il confine verso Timor occidentale, che appartiene all&#39;Indonesiana.</p></blockquote>
<p>Un gruppo sempre più ampio di netizen contrari al rilascio di Martenus Bere ha divulgato la notizia, dando vita a molte discussioni e alla nascita di diversi gruppi su Facebook (come <a title="Gruppo in inglese su Facebook" href="http://www.facebook.com/home.php#/group.php?gid=130612071380&amp;ref=mf">Don&#39;t let Martenus Bere Escape Justice</a> [in] e <a title="Gruppo in inglese su Facebook" href="http://www.facebook.com/group.php?gid=125287803286&amp;ref=mf">Justice NOW for East Timor</a> [in]).</p>
<p>Sempre nel giorno del decimo anniversario, una <a title="Notizia in inglese" href="http://temposemanaltimor.blogspot.com/2009/09/east-timor-president-shoots-down.html">manifestazione</a> [in] pacifica a Dili è culminata con un&#39;ulteriore attacco alla giustizia e alla democrazia. <a title="Leggi la voce wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Ana_Maria_Gomes">Ana Gomes</a> [in] è stata la prima a parlarne su Twitter, e poi ha riportato la notizia sul blog <a title="Leggi la notizia in portoghese dal blog originale" href="http://causa-nossa.blogspot.com/2009/09/reportagem-de-timor-leste-twitando-8.html">Causa Nossa</a> [por]:</p>
<blockquote><p><a title="Tweet originale in portoghese" href="http://twitter.com/anargomes/status/3684294381">12:39 AM Sep 1st</a>: [por] Pedro conta 3 estudantes foram presos véspera em manif sobre Justiça. Arrancamos p/ Policia Dili</p></blockquote>
<div class="translation">Pedro ci ha detto che durante la manifestazione sulla giustizia sono stati arrestati tre studenti. Ci dirigiamo verso la Stazione di Polizia di Dili.</div>
<blockquote><p><a title="Tweet originale in portoghese" href="http://twitter.com/anargomes/status/3684313778">12:41 AM Sep 1st:</a> [por] Esquadra Policia Dili, dia 31/8 - confirmam-nos presos. Razões suharto/salazarentas: manif ilegal.</p></blockquote>
<div class="translation">Il 31 agosto la Polizia di Dili ha confermato gli arresti.  Una motivazione che fa ripensare a Suharto e Salazar: manifestazione non autorizzata.</div>
<blockquote><p><a title="Tweet originale in portoghese" href="http://twitter.com/anargomes/status/3684352846">12:45 AM Sep 1st</a>: [por] Telefonema a Vice PM, velho amigo Lugo: “Sabes dos presos?”. Nao sabia. 10 minutos depois: “Vao já ser soltos”. Excesso zelo policial.</p></blockquote>
<div class="translation">Telefonata al vice PM, il vecchio amico Lugo: &#8220;Conosci i prigionieri?&#8221; Non li conosceva. Dieci minuti dopo: &#8220;Sono già stati rilasciati&#8221;. Eccesso di zelo della polizia.</div>
<blockquote><p><a title="Tweet originale in portoghese" href="http://twitter.com/anargomes/status/3684371953">12:47 AM Sep 1st</a>: [por] Conclusao: Policia timorense precisa muito aprender democracia.</p></blockquote>
<div class="translation">Conclusione: la polizia timorese ha ancora molto da imparare sulla democrazia.</div>
<p>Disilluso dalla politica e dalle scelte di Governo a Timor Est, Loro Foho rflette sulle implicazioni future che una simile azione antidemocratica potrebbe avere, specialmente sulla popolazione più giovane. In un <a title="Post originale in portoghese" href="http://timorlorosaenacao.blogspot.com/2009/09/liberdade-para-os-criminosos-repressao.html">post</a> [por] apparso sul blog <em>Timor Lorosae Nação</em> scrive:</p>
<blockquote><p>Liberdade para os criminosos, repressão para o Povo, é o lema que nos parece estar a ser seguido pelos governantes.</p>
<p>A libertação de Martenes Bere, que liderou crimes contra timorenses, a punição de estudantes que pacifica e justamente (felizmente já libertados) pediam o fim da impunidade reinante em Timor-Leste, a política insana da AMP persistindo em duvidar da nossa clareza de análise, levam-nos a manter o sentimento de que urgente se torna reconquistar os valores que fizeram de nós Gente Respeitável. (…)</p>
<p>A realidade Mundial que muitos ainda não perceberam, flui na direcção da Justiça, da Verdade, do Desenvolvimento e Integridade dos Povos. Sabemos que a nossa luta flui na direcção certa, e é comum à luta de qualquer povo que se sinta injustiçado e descriminado. Fomos afastados e perseguidos, mas isso já é para nós a força da nossa da razão.</p>
<p>É previsível que os grandes senhores das cadeiras do poder dominante se irão gloriar futuramente de nos terem transformado num povo desprezível, cujos filhos irão cultuar o roubo, a mentira, a repressão… não nos bastando a cultura deixada no tempo das milícias desumanas e cruéis, eis os exemplos de uma política que facilita a impunidade a quem matou e destruiu massivamente, e que nos rouba a dignidade da justiça.</p></blockquote>
<div class="translation">Libertà per i criminali, repressione per la gente: sembra questo il motto che vuole seguire il Governo. Il rilascio di Martene Bere, che si è macchiato di crimini contro i timoresi, e la punizione per gli studenti (fortunatamente già rilasciati), che invocavano pacificamente e giustamente la fine dell&#39;impunità a Timor Est, la folle politica dell&#39;AMP (Alleanza di Maggioranza Parlamentare), che insiste nel gettare ombre sulla nostra capacità di produrre analisi indipendenti, tutto questo ci suggerisce la necessità di recuperare quei valori che ci hanno reso persone rispettabili (…).</p>
<p>La realtà globale di cui ancora molti non si sono resi conto porta alla giustizia, alla libertà, all&#39;integrità, e allo sviluppo. Sappiamo che la nostra battaglia ci porta nella direzione giusta, e che è una lotta analoga a tutte quelle condotte da ogni popolo che si sia mai sentito vittima di torti o discriminazioni. Siamo stati emarginati e perseguitati, ma è ciò che dà la forza alla nostra posizione.</p>
<p>Ci aspettiamo che i gran signori che occupano i posti di comando si glorieranno in futuro di averci reso persone deprecabili, i cui figli adorano il ladrocinio, la menzogna, la repressione&#8230; come se la cultura lasciataci in eredità dalle milizie crudeli e disumane non fosse abbastanza, oggi abbiamo esempi di una politica che assicura l&#39;impunità a quanti hanno ucciso e devastato su ampia scala, e che ci depriva della dignità della giustizia.</p></div>
<p>Questa serie di eventi rappresenta un pericolo per la prima democrazia del nuovo millennio, e dimostra ancora una volta la necessità di creare opportunità per la vera autodeterminazione del popolo timorese, che deve poter piangere i suoi morti, prima che si arrivi <a title="Articolo originale in inglese" href="http://www.eurekastreet.com.au/article.aspx?aeid=16043">alla giustizia e alla riconciliazione</a> [in]. <em>Ivete de Oliveira</em> racconta la tragica storia del padre, <a title="Post originale in inglese" href="http://timorleste.livejournal.com/194269.html">Manuel Magalhaes</a> [in], già leader del Congresso Nazionale per la Ricostruzione di Timor Est per il Distretto di Bobonaro durante l&#39;occupazione indonesiana. Venne ucciso il 9 settembre 1999, vicino a una laguna nei pressi di Maliana:</p>
<blockquote><p>(…) Ha combattuto col cuore, e non ha mai potuto sperimentare in cosa consistesse l&#39;indipendenza. È troppo chiedere giustizia?</p>
<p>Fino a oggi mi sono sempre chiesta come sia stato ucciso mio padre. Non abbiamo mai trovato il corpo, che fu fatto a pezzi e gettato in mare.</p>
<p>Qualche anno fa, la Serious Crime Unit raccolse alcune prove dalla nostra famiglia, vale a dire ciò che rimaneva dei vestiti indossati da mio padre il giorno in cui venne ucciso. Da allora non abbiamo avuto alcuna notizia sullo sviluppo nelle indagini.</p>
<p>Certo, si tratta della singola storia di una sola persona, e non credo certo di poter parlare a nome di tutti, ma sono convinta che le vittime vorrebbero che giustizia sia fatta, prima di poter andare avanti. Non dovremmo dimenticare il passato, perchè è il passato che ci ha portati qui, dove ci troviamo oggi.</p></blockquote>
<p>Una <a title="Pagina della petizione online in inglese" href="http://www.ipetitions.com/petition/1999easttimorcrimesagainsthumani/">petizione online</a> [in] implora &#8220;le istituzioni delle Nazioni Unite a intraprendere ogni azione necessaria per istituire un tribunale internazionale che porti i responsabili delle gravi violazioni del diritto internazionale a Timor Est a rispondere alla giustizia, e senza ulteriore indugio&#8221;. L&#39;Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani ha già <a title="Post originale in inglese" href="http://easttimorlegal.blogspot.com/2009/09/nations-unies-haut-commissariat-aux.html">reagito</a> [in] inviando una lettera aperta al Presidente della Repubblica Democratica di Timor Est.</p>
<div id="attachment_94588" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px;"><a href="http://suaimediaspace.ning.com/photo/photo/show?id=2338731%3APhoto%3A4744"><img class="size-medium wp-image-94588" title="RockMosaicweb" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/RockMosaicweb-300x224.jpg" alt="A mosaic of rocks written and painted by residents in Port Phillip to send condolences for the people of Suai. From suaimediaspace.ning.com" width="300" height="224" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">Un mosaico di pietre con scritte e dipinti degli abitanti di Port Phillip per esprimere le condoglianze alla gente di Suai. Da suaimediaspace.ning.com</p>
</div>
<p><em>Un <a title="Post da GVO in inglese" href="../2009/02/15/east-timor-suai-media-space-challenging-the-digital-gap/">post</a> [in] apparso su Global Voices, e contenente un&#39;intervista con Jen Hughes di Suai Media Space mette in risalto un video-documentario con la ricostruzione del genocidio nella Chiesa di Suai. Questo articolo è l&#39;ultimo di una serie che commemora il decimo anniversario della consultazione popolare di Timor Est che portò all&#39;indipendenza, riconosciuta a livello internazionale. Nel</em><em> </em><em><a title="Post da GVO in inglese" href="../2009/09/02/2009/08/28/2009/08/21/east-timor-celebrating-global-solidarity-for-freedom/">primo articolo</a> [in]</em><em> parlavamo del sostegno espresso dalla comunità internazionale in favore dell&#39;indipendenza di Timor Est. Nel </em><em><a title="Post da GVO in inglese" href="../2009/09/02/2009/08/28/east-timor-abe-barreto-soares-poetry-for-nation-building/">secondo</a> [in]</em><em>, abbiamo intervistato Abe Barreto Soares, uno degli organizzatori degli eventi di solidarietà svoltisi a Timor nell&#39;agosto e nel settembre 2009. Il </em><em><a title="Post da GVO in inglese" href="../2009/08/30/east-timor-happy-day-of-freedom-vote/">terzo</a> [in] rilanciava le iniziative dei blogger timoresi, e si interrogava sulle condizioni odierne del Paese facendo un confronto con il passato. Nel</em><em> <a title="Post da GVO in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/09/02/east-timor-the-land-was-freed-but-who-owns-it/">quarto</a> [in] abbiamo ampliato il dibattito sulla proposta di legge su terreni, e tra le altre cose sulle relative implicazioni riguardo le proprietà demaniali.</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.globalvoicesonline.org/2009/09/timor-est-a-dieci-anni-dallindipendenza-ancora-nessuna-giustizia-per-il-massacro-di-suai/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Brasile: oltraggio e proteste per uno sgombero  forzato a  São Paulo</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/08/brasile-oltraggio-e-proteste-per-uno-sgombero-forzato-a-sao-paulo/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/08/brasile-oltraggio-e-proteste-per-uno-sgombero-forzato-a-sao-paulo/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 31 Aug 2009 06:17:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Rizzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Brasile]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Governance]]></category>
		<category><![CDATA[Portoghese]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.globalvoicesonline.org/?p=7239</guid>
		<description><![CDATA[Lunedì scorso 240 poliziotti hanno sfrattato 800 famiglie dall'insediamento abusivo Olga Benário. 240 poliziotti hanno sfrattato 800 famiglie (molte facenti parte del movimento sociale <em>Fronte di lotta per la casa</em>. Cittadini blogger e fotogiornalisti riferiscono delle violenze, dello sconforto e della mancanza di una giustizia sociale. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/janet-gunter/">Janet Gunter</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/filippor/'>Filippo Rizzi</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/08/28/brazil-outrage-at-violent-sao-paulo-eviction/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Lunedì 24 agosto, su ordinanza del tribunale, 240 poliziotti hanno sfrattato 800 famiglie dall’insediamento abusivo Olga Benário, nell’area di Capão Redondo che si estende nel sud dello Stato di São Paulo. Da due anni la proprietà era occupata da centinaia di famiglie, molte facenti parte del movimento sociale <em>Frente de Luta por Moradia</em> (Fronte di lotta per la casa). La società di trasporti proprietaria dello stabile è riuscita a ottenere dal giudice un’ordinanza di sfratto sebbene abbia delle imposte pendenti e nonostante il difensore d’ufficio dello Stato di São Paulo abbia tentato di tutelare i residenti. Lo sgombero si è concluso con case e automobili bruciate e centinaia di famiglie per strada, in mezzo al fango.</p>
<div id="attachment_93118" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><a href="http://ferrez.blogspot.com/2009/08/capao-redondo-24-de-agosto-de-2009.html"><img style="padding: 0px; margin: 5px; border: 0px none initial;" title="Foto di Ferrez, pubblicata col permesso dell’autore" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/08/ferrez4.JPG" alt="Foto di Ferrez, pubblicata col permesso dell’autore" width="400" height="300" /></a></p>
<p style="font-size: 11px; line-height: 17px; padding: 4px; margin: 0px;">Foto di Ferrez, pubblicata col permesso dell’autore</p>
</div>
<p>Le immagini del brutale sgombero, durante il quale le “truppe d’assalto” della polizia sono ricorse a proiettili di gomma e gas lacrimogeni, sono state trasmesse in diretta dalle principali emittenti televisive brasiliane e ampiamente riportate dalla carta stampata, scatenando diverse reazioni nella blogosfera e su Twitter. <em>Ferrez</em>, residente vicino al luogo dell’accaduto, <a title="Post in portoghese dal blog originale" href="http://ferrez.blogspot.com/2009/08/capao-redondo-24-de-agosto-de-2009.html">ha sfogato il proprio sdegno</a> [pt] scrivendo, dopo aver assistito ad alcuni degli sfratti forzati, “non potevo sopportarlo più”:</p>
<blockquote><p>Hoje o helicóptero voltou de madrugada, dezenas de famílias ficaram com suas coisas durante a noite, beirando o córrego amontoram as coisas e ficaram no sereno, uma mulher me perguntou se depois a mídia ou os polícia ia levar eles pra algum lugar, eu engoli seco e não consegui responder, ela entendeu, pois o silêncio também é uma resposta.<br />
Não tiveram pra onde ir, ninguém veio buscar. entre uma conversa e outra, um vacilão falando que tinha muito oportinista na favela, muito cara que pegou casa sem precisar, pois já tinha seu barraco, logo foi calado pela multidão que beirava o córrego, com gritos um tiozinho chegou e falou que ninguém tava brincando de ter lucro ali não, que ninguém tava fingindo que precisava morar, que ele havia perdido tudo pro trator.</p></blockquote>
<div class="translation">L’elicottero (della polizia) stamane è tornato all’alba, dozzine di famiglie hanno trascorso la notte all’addiaccio vicino al fiume, con le proprie cose accatastate una sull’altra. Una donna mi ha chiesto se i media o la polizia li avrebbero poi portati da qualche parte, io ho deglutito senza riuscire a rispondere: lei ha capito, anche il silenzio è una risposta.<br />
Non avevano un posto dove andare, nessuno è venuto a prenderli. Nella conversazione è intervenuto un fanfarone per dire che nel ghetto c’erano parecchi opportunisti che avevano occupato alcune abitazioni pur non avendone necessità vivendo già in qualche baracca. La folla raccolta vicino al fiume lo ha subito tacciato, un anziano si è fatto avanti dicendogli che nessuno lì stava cercando di specularci sopra o fingendo di dover vivere lì, e che lui aveva perso tutto sotto il bulldozer.</div>
<div id="attachment_93117" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><a href="http://ferrez.blogspot.com/2009/08/capao-redondo-24-de-agosto-de-2009.html"><img style="padding: 0px; margin: 5px; border: 0px none initial;" title="Foto di Ferrez, pubblicata col permesso dell’autore" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/08/ferrez2.JPG" alt="Foto di Ferrez, pubblicata col permesso dell’autore" width="400" height="300" /></a></p>
<p style="font-size: 11px; line-height: 17px; padding: 4px; margin: 0px;">Foto di Ferrez, pubblicata col permesso dell’autore</p>
</div>
<p>La maggior parte dei commenti su Twitter solidarizzano con gli sfrattati. Fra gli altri, <a title="Post in portoghese su Twitter" href="http://twitter.com/fefoguimaraes/statuses/3549445955">@fefoguimaraes ritiene lo sgombero “un affronto alla dignità umana”</a> [pt] e sempre tramite Twitter ha domandato al segretario del sindaco dove sarebbero andate ora le famiglie coinvolte.<br />
<em>Raquel Rolnik</em>, inviata speciale delle Nazioni Unite per un adeguato abitare e originaria di São Paulo, <a title="Post in portoghese dal blog originale" href="http://raquelrolnik.wordpress.com/2009/08/24/familias-do-acampamento-olga-benario-sao-despejadas-com-violencia/">ha scritto sul proprio blog</a> [pt]:</p>
<blockquote><p><a title="Immagini dello sfratto da www.estadao.com.br" href="http://www.estadao.com.br/interatividade/Multimidia/ShowGaleria.action?idGaleria=2110">As imagens do despejo</a> mostram a urgência de tratarmos a questão de moradia de forma definitiva. São mães com crianças de colo, idosos e trabalhadores que não terão alternativa para onde ir e podem acabar na rua.</p></blockquote>
<div class="translation"><a title="Immagini dello sfratto da www.estadao.com.br" href="http://www.estadao.com.br/interatividade/Multimidia/ShowGaleria.action?idGaleria=2110">Le immagini dello sfratto</a> mostrano quanto sia urgente affrontare la questione abitativa in maniera definitiva. Ci sono madri con i figli in grembo, anziani, lavoratori che non hanno un posto dove andare e diventeranno dei senzatetto</div>
<div id="attachment_93117" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><a href="http://ferrez.blogspot.com/2009/08/capao-redondo-24-de-agosto-de-2009.html"><img style="padding: 0px; margin: 5px; border: 0px none initial;" title="Foto di Ferrez, pubblicata col permesso dell’autore" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/08/ferrez5.JPG" alt="Foto di Ferrez, pubblicata col permesso dell’autore" width="400" height="300" /></a></p>
<p style="font-size: 11px; line-height: 17px; padding: 4px; margin: 0px;">Foto di Ferrez, pubblicata col permesso dell’autore</p>
</div>
<p><em>Panóptico</em> <a title="Post in portoghese dal blog originale" href="http://panoptico.wordpress.com/2009/08/25/governo-do-estado-tripudia-sobre-desabrigados-a-gente-faz-e-faz-bem-feito/">ha criticato lo Stato di São Paulo</a> [pt] e la campagna pubblicitaria da esso lanciata sui media, proprio il giorno dopo l’accaduto, sulla politica abitativa sociale, il cui motto è “Nello Stato di São Paulo, lo facciamo. E lo facciamo bene”:</p>
<blockquote><p>Mas num ponto a propaganda é bem verdadeira. Como todos nós vimos ontem, a tropa de choque e os tratores sempre funcionam: <em>“No Estado de São Paulo é assim: A gente faz. E faz bem feito”</em><br />
Se o governo seguir sua “política de habitação popular”, como observado na desapropriação do prédio do INSS, depois da expulsão das famílias de suas casas, virão as ordens para que a polícia toque o povo da rua. É o governo de SP sempre inovando: desaloja o desalojado.</p></blockquote>
<div class="translation">Su una cosa lo slogan dice la verità. Come abbiamo visto tutti ieri, la polizia antisommossa e i bulldozer sono sempre efficienti: “Nello Stato di São Paulo, lo facciamo. E lo facciamo bene”.<br />
Se il governo procederà secondo la propria “politica abitativa sociale”, come accaduto lo scorso giugno in occasione dello sgombero dell’edificio della Previdenza Sociale (400 famiglie coinvolte), dopo lo sfratto la polizia imporrà il coprifuoco. Ecco come lo Stato di São Paulo innova costantemente: dislocando i senzatetto.</div>
<p>Alcuni sono di parere diverso, sostenendo che si deve rispettare sopra ogni altra cosa la proprietà privata. <a title="Commento in portoghese sul blog originale" href="http://panoptico.wordpress.com/2009/08/25/governo-do-estado-tripudia-sobre-desabrigados-a-gente-faz-e-faz-bem-feito/">Xico, commentando il post di Panóptico</a> [pt], scrive:</p>
<blockquote><p>Pra começo de conversa, não deveriam ter ocupado uma área particular, ociosa ou não. Além disso, a prefeitura ofereceu abrigo às famílias, que se recusaram a aceitar. Finalmente, oferecer uma política habitacional NÃO significa fornecer suporte à invasão de propriedade privada.<br />
Não estou dizendo que essas famílias mereçam morar na rua. Estou dizendo que elas estão indo pelo caminho errado. Parte da responsabilidade é, sim, do governo, mas a responsabilidade pessoal pesa muito nessas horas. Não se pode esperar que o governo apóie esse tipo de atitude fornecendo infra-estrutura a pessoas que não têm o direito de estar ali pra começo de conversa.</p></blockquote>
<div class="translation">Innanzitutto, non avrebbero dovuto occupare una proprietà privata, fosse o no in disuso. Inoltre, la giunta comunale aveva offerto una sistemazione alle famiglie, che però hanno rifiutato. Infine, promuovere una politica abitativa NON significa appoggiare l’occupazione di una proprietà privata.<br />
Non dico che queste famiglie debbano vivere in strada. Dico che hanno preso la direzione sbagliata. Certo, il governo ha la propria parte di colpa, ma in casi come questo è il singolo il principale responsabile. Non ci si può aspettare che il governo approvi tale comportamento realizzando infrastrutture per gente che non ha il diritto di usufruirne.</div>
<div id="attachment_93124" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><a href="http://ferrez.blogspot.com/2009/08/capao-redondo-24-de-agosto-de-2009.html"><img style="padding: 0px; margin: 5px; border: 0px none initial;" title="Foto di Ferrez, pubblicata col permesso dell’autore" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/08/ferrez3.JPG" alt="Foto di Ferrez, pubblicata col permesso dell’autore" width="400" height="300" /></a></p>
<p style="font-size: 11px; line-height: 17px; padding: 4px; margin: 0px;">Foto di Ferrez, pubblicata col permesso dell’autore</p>
</div>
<p>Little Star Shining dissente da quest’ultima opinione, affermando di <a title="Post in portoghese dal blog originale" href="http://littleraca.blogspot.com/2009/08/na-ultima-segunda-feira-240809-dia.html">non avere parole per descrivere la notizia</a> [pt] di questo “sgombero brutale, violento, assurdo”:</p>
<blockquote><p>Cabe então refletimos, afinal o que é uma àrea ocupada (ou “invadida” como pronuncia pejorativamente nossa brilhante mídia)???<br />
Vamos lá…<br />
Uma àrea para ser ocupada tem que ser primeiramente uma àrea inativa, sem uso… ou seja, não tem ninguém morando, nenhum imóvel, nem fábrica, plantação, nada! A premissa é que ela não esteja em nenhuma forma de uso, afinal não dá pra ocupar uma casa de alguém está morando, por exemplo, apenas casas abandonadas, concordam?? Com a àrea é a mesma coisa… ela está lá imensa, abandonada e sem uso. Até que um grupo de pessoas, geralmente organizadas em movimentos de sem-tetos ou sem-terra, resolvem ocupar aquela àrea e dra uso à ela. […]<br />
Agora a indignação é você ainda crer que o governo, justiça, polícia ou seja qual for a instituição Estatal reguladora de poder, visa atender o povo!!!! Oraaaa… não caia nessa!</p></blockquote>
<div class="translation">È opportuno rifletterci su: cos’è un’area occupata abusivamente (o “invasa”, per riprendere la definizione peggiorativa delle nostre brillante testate)?<br />
Vediamo…<br />
Perché un’area venga occupata, dev’essere obbligatoriamente inattiva e in disuso…ossia disabitata, senza proprietà, impianti, piantagioni, niente! Il presupposto è che non sia adoperata in alcun modo, d’altronde non si può occupare una casa già abitata, dev’essere sgombra, giusto? Lo stesso vale per una zona aperta…Resta lì, enorme, abbandonata e in disuso, finché un gruppo di persone, di solito movimenti organizzati di senzatetto, decidono di usarla. […]<br />
È irritante la vostra convinzione che il governo, la giustizia, la polizia o quale che sia il potere regolatore stabilito dallo Stato abbia l’obiettivo di servire la gente! Ahhh…non cascateci!</div>
<p>Sul profilo Flickr del fotogiornalista freelance Anderson Barbosa sono reperibili <a title="Immagini su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/vidassemteto/sets/72157622016457473/">ulteriori agghiaccianti foto dello sfratto</a>.</p>
<div id="attachment_93126" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><a href="http://ferrez.blogspot.com/2009/08/capao-redondo-24-de-agosto-de-2009.html"><img style="float: right; padding: 0px; margin: 5px; border: 0px none initial;" title="Foto di Ferrez, pubblicata col permesso dell’autore" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/08/ferrez6.JPG" alt="Foto di Ferrez, pubblicata col permesso dell’autore" width="400" height="300" /></a></p>
<p style="font-size: 11px; line-height: 17px; padding: 4px; margin: 0px;">Foto di Ferrez, pubblicata col permesso dell’autore</p>
</div>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p>Articolo scritto in collaborazione con <a href="http://globalvoicesonline.org/author/paulagoes/">Paula Góes</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.globalvoicesonline.org/2009/08/brasile-oltraggio-e-proteste-per-uno-sgombero-forzato-a-sao-paulo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Brasile: la sanatoria per gli immigrati illegali suscita speranze e controversie</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/08/brasile-sanatoria-per-gli-immigrati-illegali-suscita-speranze-e-controversie/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/08/brasile-sanatoria-per-gli-immigrati-illegali-suscita-speranze-e-controversie/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2009 06:05:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Diel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Brasile]]></category>
		<category><![CDATA[Diaspora]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Legge]]></category>
		<category><![CDATA[Portoghese]]></category>
		<category><![CDATA[Razzismo]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.globalvoicesonline.org/?p=6651</guid>
		<description><![CDATA[Si prevede che la nuova amnistia beneficerà tra le 50.000 e 200.000 persone. La speranza è che porti migliori condizioni lavorative soprattutto per i molti immigrati clandestini sfruttati nei laboratori tessili locali, ma anche maggior comprensione per i brasiliani che vivono illegalmente all'estero.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/paulagoes/">Paula Góes</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/laurad/'>Laura Diel</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/07/18/brazil-amnesty-for-illegal-immigrants-sparks-hope-and-controversy/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><div id="attachment_86056" class="wp-caption alignright" style="width: 211px;"><a href="http://www.flickr.com/photos/ritabarreto/3669264636/in/set-72157620686393846/"><img class="size-medium wp-image-86056" title="imigration_2_rita_barreto" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/07/imigration_2_rita_barreto-201x300.jpg" alt="14th São Paulo's Immigrant Festival, in June 2009. Photo by Rita Barreto, published with permission." width="201" height="300" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">14. Festa degli immigrati a São Paulo, giugno 2009. Foto gentilmente concessa da Rita Barreto.</p>
</div>
<p>Il Brasile è stato storicamente <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Immigration_to_Brazil">un punto di arrivo per persone di svariate nazionalità</a> [in], un’apertura che ha ha conferito al Paese un carattere variegato e multiculturale tale da renderlo un vero e proprio <em>melting pot</em>. Mentre in passato l’immigrazione era una soluzione promossa dal governo per popolare i vasti territori del gigante sud-americano, negli ultimi anni il fenomeno ha riguardato immigrati, prevalentemente illegali, provenienti dai Paesi confinanti, soprattutto Paraguay, Perù e sempre più spesso Bolivia, emigrati in Brasile per ragioni economiche e politiche. Anche dalla Cina proviene un flusso consistente di persone alla ricerca di opportunità lavorative.</p>
<p>Si ritiene che solo dalla Bolivia arrivino ogni mese in Brasile tra i 1.200 e 1.500 immigrati in cerca di lavoro che vanno a infoltire le schiere dei lavoratori illegali. Si stima che nell’area metropolitana di São Paulo vivano 200.000 boliviani, la maggior parte senza documenti. Situazione però prossima a cambiare. Il Presidente Lula da Silva <a title="Articolo del Latin American Herald Tribune" href="http://www.laht.com/article.asp?ArticleId=338501&amp;CategoryId=14090">ha varato</a> [in] una nuova amnistia per gli immigrati, che consentirà agli stranieri irregolari di richiedere un permesso di residenza temporaneo e alla fine di ottenere lo status legale in Brasile. La norma riguarda gli immigrati arrivati prima del 1 febbraio 2009 – entrati illegalmente nel Paese o rimastivi una volta scaduto il visto – che otterranno il diritto alla libertà di movimento e al lavoro, oltre all&#39;accesso a servizi sanitari pubblici, educazione e strutture legali.</p>
<p>Secondo il Ministero di Giustizia, quasi 50.000 le persone potranno beneficiare della legge, ma le organizzazioni internazionali stimano che gli immigrati eligibili siano 200.000. Anche se solo un quarto dovessero trarne beneficio, si tratterà comunque della più grande sanatoria mai realizzata in Brasile. La speranza è che possa cambiare le sorti di chi ad esempio <a title="Articolo in inglese" href="http://www.laborrights.org/creating-a-sweatfree-world/525">viene sfruttato nei laboratori tessili (sweatshop)</a> [in] - una cruda realtà di São Paulo.</p>
<div id="attachment_84090" class="wp-caption aligncenter" style="width: 407px;"><a title="Profilo su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/thmacedo/3426230533/"><img class="size-full wp-image-84090" title="Immigrati andini a São Paulo. Foto gentilmente concessa da Thiago Macedo, aprile 2009" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/07/3426230533_c23bdb819e.jpg" alt="Immigrati andini a São Paulo. Foto gentilmente concessa da Thiago Macedo, aprile 2009" width="397" height="264" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">Immigrati andini a São Paulo. Foto gentilmente concessa da Thiago Macedo, aprile 2009.</p>
</div>
<p>L’obiettivo ultimo è ottenere clemenza e comprensione per gli immigrati brasiliani illegalmente residenti all’estero: secondo il Ministero di Giustizia i brasiliani che lasciano il Paese sono assai più numerosi delle migliaia che vi arrivano. Durante il recente convegno del G8 in Italia, il Presidente Lula, che sta anche facendo una campagna per il miglioramento e l’“umanizzazione&#8221; dello statuto sull’immigrazione del 1980, ha criticato le nazioni ricche per il duro atteggiamento assunto contro gli immigrati illegali e ha fatto appello alla solidarietà internazionale. Riuscirà il Brasile a far capire agli altri Paesi la necessità di trattare meglio gli immigrati? <a title="Post originale in portoghese" href="http://arielpontes.blogspot.com/2009/07/avancos-na-politica-de-imigracao.html">Ariel Pontes</a> [pt] ritiene che il Brasile stia insegnando qualcosa al mondo:</p>
<blockquote><p>Enquanto Estados Unidos criam leis e muro entre seu território e do México para impedir estrangeiros de entrar em seu país e Israel isola comunidade palestina, presidente Lula dá ao mundo demonstração de que é possível vivermos em tempos modernos a multicultura.</p></blockquote>
<div class="translation">Mentre gli Stati Uniti approvano leggi e tirano su muri tra il proprio territorio e il Messico per impedire agli stranieri di entrare nel Paese e Israele isola le comunità palestinesi, il Presidente Lula dimostra al mondo che oggi si può vivere nella multiculturalità.</div>
<p><a title="Post in portoghese" href="http://blogdobranquinho.blogspot.com/2009/07/anistia-imigrantes-ilegaisbrasil-da.html">Fernando Branquinho</a> [pt] elabora ulteriormente la questione:</p>
<blockquote><p>Em época de crise, onde as oportunidades de trabalho e negócios minguam, a mesquinhez humana aguça preconceitos numa “ética de bote salva-vidas”, onde a regra é: eu me salvo, você, não! É o caldo cultural onde os fascismos prosperam, e a história nos mostra que o ápice da direita como ideologia aconteceu após a 1a grande guerra, reforçado pela crise do capitalismo de 1929. Hoje na Europa o tema que tem elegido direitistas a cada urna aberta é a restrição a estrangeiros. A França tem cotas de expulsão mensais. A Itália incentiva a deduragem de estrangeiros com a aprovação de uma nova lei que criminaliza a imigração ilegal.</p>
<p>No Brasil, temos uma elite tão retrógrada quanto a que deu o golpe agora em Honduras, e que se manifesta no cotidiano espumando seu ódio ao “iletrado” presidente Lula, às cotas das políticas de afirmação racial e às transferências governamentais como o bolsa-família, Prouni, etc. E temos um governo que, apesar do grande defeito de não ter avançado mais nas conquistas sociais e de ter sucumbido aos defeitos da política tradicional, acaba de sancionar a anistia a cerca de 50 mil imigrantes ilegais que se encontravam no país até fevereiro de 2009, humanizando o problema migratório. Na contra-mão da discriminação, o Brasil se mostra como país acolhedor de imigrantes, dando exemplo ao mundo.</p></blockquote>
<div class="translation">Nei periodi di crisi, quando scemano opportunità d’impiego e d&#39;affari, la meschinità umana acuisce i pregiudizi in una specie di “etica da scialuppa di salvataggio” dove vige la regola: Io mi salvo, tu no! È il brodo culturale dove prospera il fascismo, la storia ci mostra come l’ideologia della destra abbia raggiunto l&#39;apice dopo la prima guerra mondiale, rafforzata dalla crisi del capitalismo nel 1929. Oggi in Europa la questione che porta la gente a votare per i politici di destra a ogni elezione è quella sulla restrizione dell&#39;immigrazione. La Francia ha delle quote mensili di espulsione. L’Italia incoraggia la denuncia degli stranieri con l’approvazione di una <a title="Articolo su Repubblica.it" href="http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/politica/ddl-sicurezza-8/ue-chiarimenti/ue-chiarimenti.html">legge che criminalizza l’immigrazione illegale</a> [it].</p>
<p>In Brasile, abbiamo un&#39;elite retrograda come quella che recentemente ha realizzato il colpo di Stato in Honduras e che nella vita di tutti i giorni si preoccupa di fomentare odio contro l&#39;”illetterato” Presidente Lula, contro<a title="Articolo in inglese di Global Voices" href="http://globalvoicesonline.org/2006/04/21/quotas-in-brazilian-universities-the-online-debate/">le quote delle politiche per l’affermazione razziale</a> [in] e i benefici statali come il <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Bolsa_Fam%C3%ADlia">sussidio familiare</a> [in], il Prouni [Programma Università per Tutti], ecc. E il nostro governo, nonostante il grande difetto di non aver ottenuto un maggiore sviluppo sociale ed essersi piegato ai difetti della politica tradizionale, ha appena firmato una sanatoria per quasi 50.000 immigrati illegali entrati nel Paese prima del febbraio 2009, umanizzando così il problema dell’immigrazione. Invece di discriminare gli immigrati, il Brasile gli accoglie, fornendo un esempio a tutti i Paesi del mondo.</div>
<div id="attachment_86054" class="wp-caption alignleft" style="width: 209px;"><a href="http://www.flickr.com/photos/ritabarreto/3671718495/in/set-72157620686393846/"><img class="size-medium wp-image-86054" title="14.a Festa degli immigrati a São Paulo. Foto gentilmente concessa da Rita Barreto, giugno 2009." src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/07/imigrantes_rita_barreto-199x300.jpg" alt="14.a Festa degli immigrati a São Paulo. Foto gentilmente concessa da Rita Barreto, giugno 2009." width="199" height="300" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">14.a Festa degli immigrati a São Paulo. Foto gentilmente concessa da Rita Barreto, giugno 2009.</p>
</div>
<p><a title="Vai al blog in portoghese" href="http://poncheverde.blogspot.com/2009/07/lula-sanciona-lei-que-anistia.html">Vitor Vieira</a> [pt] reagisce invece con sarcasmo alla notizia di un’altra amnistia, sottolineando come già in passato in Brasile ci siano state delle sanatorie, sia nel 1988 che nel 1998, con l&#39;ultima che ha riguardato quasi 60.000 persone:</p>
<blockquote><p>Estrangeiros de todas as latitudes, podem vir para o Brasil e podem ficar clandestinamente aqui, porque em poucos anos será feita outra lei legalizando todo mundo. O Brasil é a mãe do mundo. Membros da Yakuza, podem entrar à vontade. Membros da máfia russa, podem chegar.</p></blockquote>
<div class="translation">Stranieri da tutte le latitudini possono venire in Brasile e rimanervi illegalmente poiché dopo un paio d&#39;anni verrà fatta un&#39;altra legge che li legalizzerà tutti. Il Brasile è la madre del mondo. Membri della <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Yakuza">Yakuza</a> [it], potete venire quando volete. Membri della mafia russa, siete i benvenuti.</div>
<p>Anche <a title="Vai al blog in portoghese" href="http://mariabls.blogspot.com/2009/07/lula-o-bom-demagogo.html">Maria B</a> [pt] non è contenta:</p>
<blockquote><p>Que país de mierda.Enquanto a Itália torna crime a imigração ilegal, Lula, o bom transforma o Brasil na casa da Mãe Joana.Estou sendo polida.</p>
<p>Até hoje Lula só prestigiou o que não presta.Vamos aguardar o dia que vai privilegiar o que presta…sentados, por favor</p></blockquote>
<div class="translation">Che Paese di merda. Mentre l’Italia criminalizza l’immigrazione, Lula, il buono, trasforma il Brasile in un bordello. Per parlare educatamente.<br />
Finora Lula ha dato prestigio solo agli inutili. Aspettiamo il giorno in cui darà priorità alle persone utili….. ma non terremo il fiato sospeso.</div>
<p><a title="Articolo in portoghese" href="http://colunistas.ig.com.br/sakamoto/2009/07/02/anistia-a-imigrantes-afinal-o-que-e-de-fato-ser-brasileiro/">Leonardo Sakamoto</a> [pt], blogger che segue da vicino i fenomeni dell’immigrazione e della schiavitù dei nostri giorni, concorda sul fatto che la legge sia un buon passo nella giusta direzione, ma sottolinea come sia ben lontana dal risolvere il problema:</p>
<blockquote><p>A notícia é ótima, mas os problemas para os imigrantes ilegais não serão resolvidos de um dia para noite. Primeiro, porque o valor não é tão baixo em se tratando de famílias pobres com muitos membros: por exemplo, cinco pessoas terão que desembolsar R$ 490,00 – o que não é pouca coisa para quem já não ganha quase nada. Além disso, para obter o registro definitivo, o estrangeiro terá que, entre outras coisas, comprovar que está trabalhando. Considerando que muitos estão na informalidade – como uma parte considerável do resto da população brasileira – quais serão os documentos exigidos? Contracheque fantasma de oficina de costura ilegal?</p>
<p>É um primeiro passo, mas o ideal seria atingir algo mais profundo, que mude também a forma como vemos a América do Sul e como a “Sudamerica” nos vê.</p>
<p>Os preços baixos de roupas em ruas de comércio paulistanas como a José Paulino ou a Oriente, que tanto atraem os consumidores do varejo e do atacado, muitas vezes são obtidos através da redução dos custos no processo de produção. A maior parte dos funcionários utilizados na confecção dessas roupas é composta por imigrantes latino-americanos em situação ilegal no Brasil. Bolivianos, paraguaios, peruanos, chilenos formam um verdadeiro exército de mão-de-obra barata e abundante em São Paulo. Saem de seus países de origem em busca de uma vida melhor em solo brasileiro, fugindo da miséria. Das comunidades latino-americanas na capital paulista, os bolivianos destacam-se por constituir a mais numerosa. Além disso, encontram-se nas situações mais graves de exploração e degradação do trabalho humano.</p></blockquote>
<div class="translation">È un’ottima notizia, ma non risolverà i problemi degli immigrati illegali da un giorno all’altro. Innanzitutto perché l’importo da pagare per la regolarizzazione non è indifferente per le persone povere con famiglie numerose, cinque persone ad esempio dovranno pagare R$ 490.00 (circa 254 dollari Usa), non poco per chi già non guadagna granché. Oltretutto, per ottenere il permesso di residenza permanente, gli stranieri devono, tra le altre cose, dimostrare che stanno lavorando. Considerando il fatto che molti di loro lavorano illegalmente - come d’altronde gran parte della popolazione brasiliana – quali saranno i documenti richiesti? Buste paga fantasma di laboratori tessili illegali?<br />
È un primo passo, ma si dovrebbe aspirare a ottenere qualcosa di più profondo, che possa cambiare anche il modo in cui noi vediamo l’America del Sud e quello con cui il “Sudamerica” vede noi.</p>
<p>I prezzi bassi dei capi d&#39;abbigliamento venduti nelle strade di São Paulo come José Paulino o Oriente, che attraggono acquirenti al dettaglio e all’ingrosso, sono spesso possibili grazie alla riduzione dei costi di produzione. La maggior parte della manodopera impiegata per la produzione di questi vestiti è composta da immigrati latinoamericani che si trovano in Brasile illegalmente. Boliviani, paraguayani, peruviani, cileni formano un vero e proprio esercito di manodopera a basso costo a São Paulo. Lasciano i loro Paesi di origine per fuggire dalla povertà e alla ricerca di una vita migliore in terra brasiliana. La comunità latinoamericana più numerosa a São Paulo è quella boliviana. Sono anche i lavoratori che si trovano nelle peggiori situazioni di sfruttamento e degrado.</p></div>
<p>Il blogger prosegue spiegando come molti di questi laboratori operino illegalmente in seminterrati nascosti, senza aria fresca né luce del sole per non suscitare sospetti. Il rumore dei macchinari è soffocato da musica boliviana a tutto volume e i “dipendenti” sono chiusi a chiave, rivolti verso le pareti senza potersi vedere o parlare, per impedire proteste e richieste per migliori condizioni lavorative. Essendo clandestini, guadagnano salari bassissimi e vivono con la paura costante di perdere il lavoro, in alcuni casi i datori di lavoro ne sequestrano addirittura  i documenti d&#39;identità, senza lasciare loro alcuna altra scelta. Al termine di questo lungo, lucido e completo post, <a title="Post in portoghese" href="http://colunistas.ig.com.br/sakamoto/2009/07/02/anistia-a-imigrantes-afinal-o-que-e-de-fato-ser-brasileiro/">Sakamoto</a> [pt]  si domanda: “Dopotutto, cosa vuol dire essere davvero un brasiliano?”</p>
<blockquote><p>A história de nosso país é uma história de migrações, de acolher gente de todos os cantos do mundo (não tão bem, é claro - São Paulo, por exemplo, é a maior cidade nordestina fora do Nordeste e, ao mesmo tempo, ostentamos um preconceito raivoso e irracional). Mas não faz sentido que viremos às costas aos que vêm de fora e adotam o Brasil, mesmo que a contragosto. Eles são tão brasileiros quanto eu e você, trabalham pelo desenvolvimento do país, mas normalmente passam invisíveis aos olhos da administração pública e do resto de nós.</p></blockquote>
<div class="translation">La storia del nostro Paese è una storia d’immigrazione, di accoglienza verso gente di ogni angolo del pianeta (non sempre funziona bene, naturalmente – a São Paulo, ad esempio, nonostante sia la città dove vive il maggior numero di persone provenienti dal Nordest brasiliano, esistono pregiudizi odiosi e irrazionali nei loro confronti). Ma non ha senso voltare le spalle a chi viene dall’estero e si stabilisce nel Paese, a volte anche contro la propria volontà. Sono brasiliani come noi, che lavorano per lo sviluppo del Paese, sebbene siano di solito invisibili agli occhi dell’amministrazione pubblica e al resto di noi.</div>
<div id="attachment_84088" class="wp-caption aligncenter" style="width: 395px;"><a href="http://www.flickr.com/photos/emersonik/3302157856/"><img class="size-full wp-image-84088" title="Centenario dell’immigrazione giapponese in Brasile. Foto di emersonik, pubblicata con Licenza Creative Commons." src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/07/3302157856_f49995159d.jpg" alt="Centenario dell’immigrazione giapponese in Brasile. Foto di emersonik, pubblicata con Licenza Creative Commons." width="385" height="288" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">Centenario dell’immigrazione giapponese in Brasile. Foto di emersonik, pubblicata con Licenza Creative Commons.</p>
</div>
<p>Gli immigrati che otterranno il permesso di residenza avranno tutti i diritti dei cittadini brasiliani, fatta eccezione per il diritto di voto e la possibilità di arruolarsi nell’esercito. La richiesta per la residenza temporanea deve essere presentata entro 180 giorni dalla pubblicazione della nuova legge e le domande vanno indirizzate al Ministero della Giustizia.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.globalvoicesonline.org/2009/08/brasile-sanatoria-per-gli-immigrati-illegali-suscita-speranze-e-controversie/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Brasile: &#8220;il Presidente Lula è un nerd!&#8221;</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/07/brasile-il-presidente-lula-e-un-nerd/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/07/brasile-il-presidente-lula-e-un-nerd/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2009 07:45:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Ignone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Brasile]]></category>
		<category><![CDATA[Cyber-attivismo]]></category>
		<category><![CDATA[Governance]]></category>
		<category><![CDATA[Idee]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Internet & telecomunicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Legge]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà d'espressione]]></category>
		<category><![CDATA[Portoghese]]></category>
		<category><![CDATA[Software]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.globalvoicesonline.org/?p=6117</guid>
		<description><![CDATA[Lula si è espresso contro il disegno di legge sui reati digitali, ha abbracciato il portavoce del controverso sharing <em>The Pirate Bay</em>, ha difeso l'uso del software open source e invitato gli utenti Internet a contribuire alla realizzazione del nuovo blog governativo. Iblogger locali lo salutano come un vero <em>geek</em>". O sarà che le elezioni del 2010 sono vicine?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/paulagoes/">Paula Góes</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/stefano-ignone/'>Stefano Ignone</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/07/04/brazil-the-president-lula-is-a-nerd/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><div id="attachment_82942" class="wp-caption alignleft" style="width: 209px;"><a rel="attachment wp-att-82942" href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=82942"><img class="size-medium wp-image-82942" title="Peter Sunde e il Presidente Lula" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/07/ed1_img_33991-199x300.jpg" alt="Peter Sunde e il Presidente Lula all'International Free Software Forum (FISL). Foto di Mariel Zasso." width="199" height="300" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">Peter Sunde e il Presidente Lula all&#39;International Free Software Forum (FISL). Foto di Mariel Zasso.</p>
</div>
<p>Questa foto del Presidente brasiliano Lula da Silva in compagnia del portavoce di <em>The Pirate Bay</em>, Peter Sunde, ha cominciato a circolare nella blogosfera, accompagnata da un <a title="Guarda il video in portoghese da YouTube" href="http://www.youtube.com/watch?v=g9YKmaXvhQM">video</a> [port] in cui, per la prima volta, il Presidente critica pubblicamente il <a title="Leggi l'articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/06/11/amplified-conversation-fighting-the-digital-crimes-bill-in-brazil/">disegno di legge sui reati digitali</a> [in]. Presentato nel 2005 dal senatore brasiliano Eduardo Azeredo, ora la proposta di legge è in discussione al Senato. Questa non tratta solamente questioni inerenti il copyright, ma mira a punire con tre anni di detenzione qualsiasi &#8220;attività online pericolosa&#8221; – dall&#39;inconsapevole diffusione di virus fino alla condivisione illegale di file.</p>
<p>A sostegno del[la causa del] software open source e libero, Lula ha portato conforto e speranza ai cyberattivisti brasiliani partecipanti all&#39;<a title="Leggi la voce wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/FISL">International Free Software Forum</a> [in] (FISL) dichiarando: “Internet deve restare libera&#8221;, “nel nostro Governo, è proibito proibire&#8221; e &#8220;la libertà è fonte di creatività&#8221;.  Sul sito di <em>Open Source Initiative </em> compare la <a title="Leggi la traduzione in inglese del discorso di Lula" href="http://www.opensource.org/node/446">traduzione in inglese del discorso tenuto dal Presidente</a> [in] (&#8230;). <a title="Vai al post originale in portoghese" href="http://tecnozilla.info/lula-fala-o-que-todos-querem-ouvir-no-fisl/"><em>Júlio Câmara</em></a> [port], che si auto-proclama un <em><a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Geek">geek</a></em> [it] definisce la visita del Presidente come &#8220;marketing politico&#8221; e conclude affermando che Lula ha semplicemente detto quel che tutti volevano sentire:</p>
<blockquote><p>A início do controle da segurança do presidente, próximo ao meio dia, decretou o final do terceiro dia de fórum para os participantes. A área onde estavam a maioria dos estandes teve o acesso restrito a poucas pessoas, o resto do pessoal teve de optar por ficar embolado na multidão na área livre ou sair pela cidade.</p>
<p>Embora tenha causado tantos tanstornos, Lula conseguiu cativar vários participantes do FISL, alguns até divulgaram materiais com a frase “O Lula é nerd”.</p>
<p>Para conquistar os eleitores geeks, Lula bateu na cara da Microsoft defendendo o uso de Software Livre e detonou o projeto de Lei do senador Azeredo, classificando o projeto como censura na internet</p></blockquote>
<div class="translation">Le misure di sicurezza per l&#39;arrivo del Presidente, a fine mattinata, hanno segnato la conclusione della terza giornata di lavori dei partecipanti al Forum. L&#39;area dove si trovavano la maggior parte degli stand è stata chiusa, l&#39;accesso consentito a pochissime persone, mentre tutti gli altri hanno dovuto scegliere tra rimanere nell&#39;affollatissima area riservata al pubblico o andare a vedere la città. Anche se l&#39;arrivo di Lula ha provocato un certo trambusto, l&#39;evento ha soddisfatto molti partecipanti al FISL: alcuni hanno addirittura distribuito dei volantini con la scritta &#8220;Lula è un <em>nerd</em>&#8220;.</p>
<p>Per conquistare la simpatia del pubblico di &#8220;geek&#8221;, Lula ha lanciato una frecciata alla Microsoft, plaudendo all&#39;uso del software libero e criticando il disegno di legge del Senatore Azeredo, definendolo come un tentativo per arrivare alla &#8220;censura di Internet&#8221;.</p>
<p>Nonostante il caos provocato alla visita del Presidente al Forum, <a title="Leggi il post originale in portoghese" href="http://liberdadenafronteira.blogspot.com/2009/06/lula-no-x-fisl-neste-governo-e-proibido.html"><em>Filipe Saraiva</em></a> [port] considera la sua apparizione positiva, ma dice anche che gli piacerebbe vedere adottate misure concrete per impedire l&#39;approvazione del disegno di legge:</div>
<blockquote><p>Agora, vamos esperar que o presidente não fique apenas no discurso. Muitos pediram que ele vetasse a lei, caso aprovada; porém, isso gera um fato complicado de se lidar.</p>
<p>Ainda existe a possibilidade que os partidos políticos possam fazer um movimento para barrar a aprovação da lei ainda nos plenários. Enquanto isso, os movimentos continuam fazendo pressão.</p>
<p>Não esqueça de assinar a <a href="http://www.petitiononline.com/veto2008/petition.html">petição contra o Projeto Azeredo.</a> Já são quase 150.000 assinaturas.</p></blockquote>
<div class="translation">Ora dal Presidente ci aspettiamo qualcosa di più che semplici parole. Molti gli hanno chiesto di opporre il veto alla bozza, qualora venisse approvata, ma una cosa del genere complica parecchio la faccenda. C&#39;è ancora una possibilità che i partiti politici vogliano impedire l&#39;approvazione della legge in Parlamento. Nel frattempo, le varie organizzazioni continuano a <a title="Leggi il post originale in portoghese" href="http://liberdadenafronteira.blogspot.com/2009/05/ato-publico-contra-o-ai-5-digital.html">esercitare pressione</a> [port].</p>
<p>Non dimenticate di firmare la <a title="Leggi il testo della petizione in portoghese" href="http://www.petitiononline.com/veto2008/petition.html">petizione online</a> [in] contro il disegno di legge Azeredo, già sottoscritto da quasi 150.000 persone.</div>
<div id="attachment_83291" class="wp-caption alignright" style="width: 278px;"><a rel="attachment wp-att-83291" href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=83291"><img class="size-medium wp-image-83291" title="Lula_is_nerd" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/07/1248353-3054-it2-268x300.jpg" alt="Lula è un nerd" – Cartoline distribuite al FISL" title="Lula è un nerd" – Cartoline distribuite al FISL" width="268" height="300" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">&#8220;Lula è un nerd&#8221; – Cartoline distribuite al FISL</p>
</div>
<p>Il principale obiettivo della partecipazione del Presidente Lula alla decina edizione del Forum (prima apparizione di un Capo di Stato in questa manifestazione), era il lancio della sua nuova strategia sui social media e del <em>Blog do Panalto</em>. Il Palazzo Planalto è la residenza del Governo federale, ma nella blogosfera il blog è già stato ribattezzato <em>Blog do Lula</em>, nonostante sia un gruppo di blogger, e non il Presidente in persona, a occuparsi dei contenuti. Il blog girerà su piattaforma Wordpress, con software open source, e punterà a quella fetta di popolazione che per informarsi utilizza primariamente Internet.</p>
<p>Per tastare il terreno, il Governo ha realizzato un <a title="Vai al form del sito Blog do Panalto in portoghese" href="http://spreadsheets.google.com/viewform?formkey=cjRpZjFadmlTa2hQRlAwcEFTV3ZMaFE6MA">questionario online</a> [port], iniziativa molto gradita dalla blogosfera. Il termine entro cui compilare il questionario è il 7 luglio, e dallo spoglio dei risultati verranno selezionati alcuni design per il blog su cui ancora una volta verranno invitati a esprimersi blogger e netizen. <a title="Leggi il post originale in portoghese" href="http://afinsophia.wordpress.com/2009/07/04/i-inda-tem-franceis-qi-diz-qi-a-genti-num-semo-sero-80/"><em>Afinsophia</em></a> [port] diffonde l&#39;iniziativa:</p>
<blockquote><p>E como mais uma evidência de um outro entendimento do que é comunicação social que carrega este governo, não compactuando com as forças reacionárias tradicionais, a chamada mídia sequelada, convida os internautas a participar da confecção do blogue. Desde o conteúdo até os softwares de código aberto que irão compor o portal, tudo será decidido em um fórum virtual, com participação livre. É o entendimento do público transbordando nas ondas virtuais da rede, a partir do entendimento democrático da comunicação social do governo federal.</p></blockquote>
<div class="translation">Come ulteriore dimostrazione della diversa modalità con cui il mio Governo intende usare i social media, liberi dal condizionamento di quelle forze reazionarie note come &#8220;big media&#8221;, gli utenti internet sono stati invitati a partecipare alla realizzazione del blog. Dal contenuto al software open source su cui girerà il sito, tutto verrà deciso su un forum online, aperto alla partecipazione di chiunque. Il governo federale fonda la propria comunicazione sociale a partire da un&#39;idea democratica: la convinzione che la popolazione stia strabordando nelle onde virtuali del web.</div>
<p>Se è vero che nelle ultime elezioni ci sono stati tentativi di <a title="Leggi l'articolo di Global Voices Online in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2008/03/30/brazil-blogs-banned-from-the-2008-elections/">ostacolare l&#39;accesso al dibattito pubblico ad alcuni blog</a> [in], l&#39;arrivo del <em>Blog do Planalto</em> segnerà un cambiamento nell&#39;atteggiamento e nella mentalità. <em><a title="Leggi il post originale in portoghese" href="http://sakuxeio.blogspot.com/2009/07/blog-do-presidente-lula-nao-aceita.html">J. Neto</a></em> [port] sottolinea tuttavia che, nonostante quanto annunciato nel pre-lancio, il blog non sarà aperto ai commenti, cosa che ritiene un grave errore:</p>
<blockquote><p>Com a intenção de ter uma aproximação maior com o público jovem das redes sociais e, visando as eleições do próximo ano (2010), o blog do presidente Lula deverá estar pronto até o final deste mês. E, semelhante a estratégia já adotada por Barack Obama nas eleições americanas, Lula também terá um canal no YouTube e no Twitter para interagir. (…) Agora, uma pergunta curiosa: Qual a vantagem de ter um blog se ele não aceita comentários (feedbacks)?</p></blockquote>
<div class="translation">Nell&#39;intento di avvicinarsi ulteriormente ai giovani utenti dei social media, e con un occhio alle elezioni dell&#39;anno prossimo (2010), il blog del Presidente Lula dovrebbe essere pronto entro fine mese. E, analogamente alla strategia adottata da Barack Obama nelle elezioni statunitensi, Lula si doterà presto di un canale interattivo su YouTube e su Twitter. (…) Ora, una domanda indiscreta: qual&#39;è il vantaggio di avere un blog se non lo apri ai commenti (feedback)?</div>
<div id="attachment_83402" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px;"><a href="http://www.infomaniaco.com.br/curiosidades/twitter-blog-e-canal-do-youtube-do-presidente-lula-by-obama/"><img class="size-medium wp-image-83402" title="Ehi, amico, mi aggiungerai all'elenco dei tuoi preferiti?". Vignetta da Infomaniaco.com.br" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/07/lula_obama_blog-300x225.jpg" alt="Ehi, amico, mi aggiungerai all'elenco dei tuoi preferiti?". Vignetta da Infomaniaco.com.br" width="300" height="225" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">&#8220;Ehi, amico, mi aggiungerai all&#39;elenco dei tuoi preferiti?&#8221;. Vignetta da Infomaniaco.com.br</p>
</div>
<p>L&#39;<a title="Leggi la voce wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/FISL">International Free Software Forum</a> (FISL) è un evento annuale sponsorizzato dall&#39;Ong brasiliana Free Software Association, e si svolge ogni anno a Porto Alegre. <a title="Leggi l'articolo dalla pagina del FISL in portoghese" href="http://fisl.softwarelivre.org/10/www/">Quest&#39;anno il forum ha attirato circa 8.000 visitatori tra il 24 e il 27 giugno</a> [port]. <a title="Visita la pagina con la rassegna web in portoghese e inglese" href="http://www.fisl.outraspalavras.net/">Qui si trovano</a> [port/ing] notizie, reazioni da Twitter e vari post, la gran parte in portoghese, Come <a title="Leggi l'articolo da GVO in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/06/11/amplified-conversation-fighting-the-digital-crimes-bill-in-brazil/">avevamo già scritto</a> [in], la contestazione sul disegno legislativo ha travalicato i confini della blogosfera per riversarsi nelle strade, e c&#39;è stata una <a title="Leggi il post originale in portoghese" href="http://meganao.wordpress.com/o-mega-nao/agenda-de-eventos/">serie di manifestazioni contro la Legge sui Reati Digitali</a> [port], nota anche come &#8220;Legge Azeredo&#8221;, in diverse città brasiliane, le più recenti nella prima settimana di luglio a Rio de Janeiro e a Vitoria.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.globalvoicesonline.org/2009/07/brasile-il-presidente-lula-e-un-nerd/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Angola: rilanci e commenti sull&#039;entrata in vigore del nuovo codice stradale</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/06/angola-rilanci-e-commenti-sullentrata-in-vigore-del-nuovo-codice-stradale/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/06/angola-rilanci-e-commenti-sullentrata-in-vigore-del-nuovo-codice-stradale/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2009 05:40:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Grazia Pozzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa sub-sahariana]]></category>
		<category><![CDATA[Angola]]></category>
		<category><![CDATA[Diaspora]]></category>
		<category><![CDATA[Governance]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Legge]]></category>
		<category><![CDATA[Portoghese]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.globalvoicesonline.org/?p=5927</guid>
		<description><![CDATA[Il nuovo codice della strada va alimentando la discussione nella blogosfera e dividendo la società locale. Da un lato è visto come un’iniziativa positiva perché educa i conducenti più avventati, mentre altri lo ritengono esoso per spese non alla portata di tutti. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/clara-onofre/">Clara Onofre</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/mgpozzi/'>Maria Grazia Pozzi</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/06/26/angola-new-highway-code-in-action/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><div id="attachment_3166" class="wp-caption alignleft" style="width: 235px"><a href="http://pululu.blogspot.com/2009/04/angola-tem-novo-codigo-de-estradas.html"><img class="size-full wp-image-3166" title="Patente di guida angolana" src="http://pt.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/06/carta-de-conducao.jpg" alt="Patente di guida angolana" width="225" height="317" /></a>
<p class="wp-caption-text">Patente di guida angolana</p>
</div>
<p>Il nuovo <a title="Vai al sito in portoghese"  href="http://www.novocodigodeestrada.com/home.html">codice della strada in Angola</a> [pt], entrato in vigore il 1° aprile, sembra aver spaccato in due la società. Da un lato viene visto come una misura adeguata intrapresa dal governo per educare alcuni conducenti che pare non diano molta importanza alla vita, dall&#39;altro il nuovo regolamento implica delle spese che non sono alla portata di tutti. Per esempio l’uso obbligatorio dei seggiolini per i bambini sotto i dodici anni. Adesso ci sono ladri ben informati che hanno iniziato a rubarli, uno solo di tali seggiolini costa circa 30 mila <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Kwanza_angolana">kwanza</a> [it] (quasi 385 dollari USA alla data di pubblicazione di questo post).</p>
<p>Fra gli altri interventi attuati, il nuovo codice impone l&#39;uso delle cinture di sicurezza e dei seggiolini per bambini oltre a rendere obbligatorio il casco per i conducenti di motocicli. Le multe in caso di violazione sono piuttosto salate. Tuttavia la maggior parte dei motociclisti sceglie di ignorare la legge. Questi fatti, sommati alle pessime condizioni della rete viaria del Paese, causano traffico congestionato e situazioni rischiose per chi utilizza le arterie pubbliche. Secondo qualcuno, se sai guidare in Angola puoi guidare ovunque.</p>
<p>Ai conducenti più scatenati, che offrono servizi di taxi, il nuovo codice della strada crea grossi problemi poiché la maggior parte guida senza documenti e senza le normali misure di sicurezza, come ad esempio l’eccesso di passeggeri. Per un mese la polizia stradale ha svolto la propria funzione in un’ottica educativa, spiegando, convincendo e sensibilizzando la gente sul nuovo comportamento che ci si aspetta da chiunque guidi un autoveicolo.</p>
<div id="attachment_3170" class="wp-caption aligncenter" style="width: 433px"><a href="http://pt.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/06/3355921131_be8ffb22e5.jpg"><img class="size-full wp-image-3170" title="3355921131_be8ffb22e5" src="http://pt.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/06/3355921131_be8ffb22e5.jpg" title="Foto pubblicata il 15 marzo 2009 da gabrieltomate Flickr con licenza Creative Commons" alt="Foto pubblicata il 15 marzo 2009 da gabrieltomate Flickr con licenza Creative Commons" width="423" height="317" /></a>
<p class="wp-caption-text">Foto pubblicata il 15 marzo 2009 da gabrieltomate Flickr con licenza Creative Commons.</p>
</div>
<p>Sul blog <a title = "Vai al blog originale" href="http://pululu.blogspot.com/2009/04/angola-tem-novo-codigo-de-estradas.html">Pululu</a> [pt] <em>Eugénio Costa Almeid</em> propone un’analisi del nuovo codice stradale e delle diverse reazioni:</p>
<blockquote><p>“Uma das alterações, e talvez a mais importante para quem está na Diáspora, deve-se ao facto dos novos documentos de licença de condução serem válidos em qualquer parte do mundo dado que o mesmo se adequa às convenções internacionais adoptadas no âmbito das Nações Unidas. Acaba-se, de vez, assim o esperamos, o “Caso Mantorras (nota autora: que causou mau estar nas relações diplomáticas entre Angola e Portugal, em relação à utilização das cartas de condução portuguesas em solo angolano, após o jogador do Benfica ter sido apanhado a conduzir em Portugal com a carta caducada).</p>
<p>A outras das significativas alterações e que Luanda já hoje sentiu, com a reduzida presença deles, prende-se com as novas normas que limitam a circulação de alguns taxistas dos “azuis e brancos” mais conhecidos por “candongueiros”. Entre as restrições a obrigatoriedade de uso de cintos de segurança em todos os bancos, embora, segundo pareça e a fazer fé em certos relatos de Luanda, a polícia ainda está só a exigir – o que se admite durante um período de adaptação – nos bancos da frente, a apresentação de uma licença de circulação legalizada – consta-se que a maioria não estava encartado – ter licença de aluguer e que as viaturas se mostrem estar técnica e legalmente adaptadas ao referido uso, além de não poderem transportar pessoas em veículos de transporte de mercadorias.”</p>
</blockquote>
<div class="translation">Un elemento nuovo, e forse il più importante per la popolazione, è che la nuova patente è valida anche nel resto del mondo poiché adesso rispetta le convenzioni internazionali adottate dalle Nazioni Unite. Mettendo quindi fine, si spera, al “Caso Mantorra” (nota dell’autore: questa circostanza ha originato tensioni nelle relazioni diplomatiche fra Angola e Portogallo per via dell’utilizzo della patente portoghese in territorio angolano dopo che un giocatore del <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Benfica">Benfica</a> [it] era stato fermato dalla polizia mentre guidava in Portogallo con la patente scaduta). L’altro cambiamento significativo, già oggi evidente a <a title="Vai a Wikipedia Italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Luanda">Luanda</a> [it] per la loro scarsa presenza, riguarda le nuove norme che limitano il movimento degli autisti dei taxi “blu e bianchi”,  noti come i <em>“candongueiros“ </em> [pulmini che svolgono la funzione di taxi pubblici]. Fra le restrizioni c’è l’uso obbligatorio delle cinture di sicurezza per tutti i passeggeri sebbene sembri (secondo alcune segnalazioni da Luanda) che la polizia le richieda solo per i passeggeri seduti davanti - temporaneamente in questa fase di adeguamento; c’è l’esibizione del libretto di circolazione – pare che la maggior parte non sia registrata – con licenza di auto a noleggio e l’esigenza che i veicoli siano idonei all’uso sia dal punto di vista tecnico che legale, e d&#39;ora in poi sarà vietato il trasporto passeggeri nei mezzi carichi di merci.</div>
<p>Lo stesso blogger prosegue evidenziando la necessità di migliorare le strade e potenziare i trasporti pubblici a disposizione degli angolani.</p>
<blockquote><p>“Vamos ver se Angola não segue as “normas” de um outro reconhecido país que tem restrições a certos “modos” no código mas que se esquece, em muitos casos, de melhorar as condições das estradas. Porque se estradas condignas não há códigos, por muito bons e penalizadores que sejam, que se safem. Já agora talvez seja o momento ideal para Luanda e arredores sejam dotados de melhores transportes colectivos municipais e que liguem com uma curta periodicidade exigível os diferentes bairros e municípios da capital obrigando as três actuais empresas de transporte se auto-regularem e auto-disciplinarem entre si.</p>
<p>Talvez que assim o fluxo rodoviário, nomeadamente em Luanda e arredores, fosse menor e mais fluido. Talvez assim as pessoas pudessem chegar mais depressa aos seus empregos e, ou, às suas casas. Talvez que assim houvesse menor perca de tempo e maior rentabilidade nos serviços e nas empresas; talvez, talvez, talvez…</p>
<p>Cabe ao Governo Provincial cogitar e ponderar bem no assunto!”</p>
</blockquote>
<div class="translation">Vediamo se l’Angola non decide di seguire le orme di un altro Paese che ha riconosciuto i “limiti” di certe “modalità” del codice ma dimentica facilmente di migliorare le condizioni della rete stradale. Perché senza strade decenti non c’è codice che tenga, anche se le norme sono positive e vengono applicate. A proposito, forse è il momento giusto per la città di Luanda e le zone limitrofe di adottare un servizio migliore nel trasporto pubblico creando connessioni veloci fra i diversi distretti e le municipalità della capitale, obbligando le tre aziende di trasporto esistenti a darsi un regolamento e un&#39;autodisciplina. Forse, allora, il traffico, specialmente a Luanda e nella periferia, sarebbe minore e più scorrevole. Forse in questo modo la gente potrebbe andare al lavoro e/o tornare a casa più velocemente. Forse si risparmierebbe del tempo con maggiore rendimento nei servizi e nelle attività, forse, forse, forse&#8230; </p>
<p>È compito delle autorità provinciali riflettere e considerare la questione!</p>
</div>
<p>Per maggiori informazioni si veda il sito <a title="Vai al sito originale" href="http://www.angolabelazebelo.com/2009/04/luanda-novo-codigo-de-estrada.html">AngolaBela</a> [pt] dove é possibile trovare una serie di domande e risposte sull’argomento.</p>
<div id="attachment_3167" class="wp-caption aligncenter" style="width: 468px"><a href="http://www.flickr.com/photos/joolee/2602467258/"><img class="size-full wp-image-3167" title="2602467258_d010b884e6" src="http://pt.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/06/2602467258_d010b884e6.jpg" title="Ingorgo a Luanda" alt="Ingorgo a Luanda" width="458" height="326" /></a>
<p class="wp-caption-text">Ingorgo a Luanda. Foto pubblicata il 23 giugno 2008 da azeite su Flickr, con licenza Creative Commons.</p>
</div>
<p><small>Questo post è stato scritto in portoghese e tradotto in inglese da <a title = "Vai al blog originale" href="http://globalvoicesonline.org/author/sara-moreira/">Sara Moreira</a> [pt].</small></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.globalvoicesonline.org/2009/06/angola-rilanci-e-commenti-sullentrata-in-vigore-del-nuovo-codice-stradale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Brasile: repressione e violenze nella più grande università del Paese</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/06/brasile-repressione-e-violenze-nella-piu-grande-universita-del-paese/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/06/brasile-repressione-e-violenze-nella-piu-grande-universita-del-paese/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2009 05:30:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Rizzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Brasile]]></category>
		<category><![CDATA[Governance]]></category>
		<category><![CDATA[Istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Portoghese]]></category>
		<category><![CDATA[Protesta]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.globalvoicesonline.org/?p=5836</guid>
		<description><![CDATA[Lo scorso 9 giugno una protesta pacifica contro l'occupazione da parte della polizia della principale università brasiliana è sfociata in un sanguinoso scontro. Non accadeva dagli anni '70, quando vigeva la dittatura militare. La blogosfera locale propone ampi resoconti, inclusi video e foto - oltre a riflessioni anche forti. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/paulagoes/">Paula Góes</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/filippor/'>Filippo Rizzi</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/06/20/brazil-the-countrys-largest-university-becomes-a-battlefield/ '>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><blockquote><p>Quando chegamos na altura do gramado, havia uma multidão de centenas de pessoas, a maioria estudantes correndo e a tropa de choque avançando e lançando bombas de concusão (falsamente chamadas de “efeito moral” porque soltam estilhaços e machucam bastante) e de gás lacrimogêneo. A multidão subiu correndo até o prédio da História/ Geografia, onde a assembléia havia sido interrompida e começou a chover bombas no estacionamento e entrada do prédio (mais ou menos em frente à lanchonete e entrada das rampas). Sentimos um cheiro forte de gás lacrimogêneo e dezenas de nossos colegas começaram a passar mal devido aos efeitos do gás – lembro da professora Graziela, do professor Thomás, do professor Alessandro Soares, do professor Cogiolla, do professor Jorge Machado e da professora Lizete todos com os olhos inchados e vermelhos e tontos pelo efeito do gás. A multidão de cerca de 400 ou 500 pessoas ficou acuada neste edifício cercada pela polícia e 4 helicópteros. O clima era de pânico. Durante cerca de uma hora, pelo menos, se ouviu a explosão de bombas e o cheiro de gás invadia o prédio.</p></blockquote>
<div class="translation">Giunti nel cortile vi trovammo una folla di persone, soprattutto studenti, in fuga dalla polizia che avanzava lanciando granate stordenti (ipocritamente dette “granate a effetto morale”, dal momento che le schegge prodotte fanno davvero male) e lacrimogeni. Tutti corsero verso il dipartimento di storia e geografia, dove l’assemblea era stata sospesa: poi alcuni esplosivi cominciarono a piovere nel parcheggio e all’ingresso dell’edificio (pressappoco di fronte alla caffetteria e alla rampa d’ingresso). Ci investì l’odore acre dei lacrimogeni e dozzine di miei colleghi cominciarono ad accusarne gli effetti. Ricordo i professori Graziela, Thomas, Alessandro Soares, Cogiolla, Jorge Machado e Lizeto, tutti frastornati e con gli occhi gonfi e rossi. Le 400-500 persone intrappolate nell’edificio erano circondate dalla polizia e da 4 elicotteri. Regnava il panico. Per almeno un’ora continuammo a sentire le granate esplodere e l’odore del gas che impregnava l’aria.</div>
<p>Tale testimonianza è tratta dal post del <em>Prof. Dott. Pablo Ortellado</em> pubblicato sul blog <em><a title="Post in portoghese dal blog originale" href="http://letrasemgreve.blogspot.com/2009/06/relato-do-prof-pablo-ortellado-each-usp.html">Letras em Greve</a></em> [Lettere in sciopero, pt], riguardo la manifestazione pacifica nell’Università di San Paolo (USP), la maggiore del Brasile, <a title="Leggi l'articolo in inglese da Socialistworkeronline" href="http://www.socialistworker.co.uk/art.php?id=18203">sfociata in un violento scontro con la polizia</a> [in], lo scorso martedì 9 giugno. Molti dimostranti hanno riportato ferite e altri sono stati arrestati. Un altro docente, <em><a title="Post in portoghese dal blog originale" href="http://marculus.net/">Marcos Ferreira Santos</a></em> [pt], ha pubblicato la seguente foto e il relativo resoconto:</p>
<div id="attachment_79563" class="wp-caption aligncenter"><a rel="attachment wp-att-79563" href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=79563"><img class="size-full wp-image-79563" title="marcosfe_gas_jun_2009" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/06/marcosfe_gas_jun_2009.jpg" alt="Il professore Marcos Ferreira Santos, colpito dal gas durante le proteste nel campus dell’Università di San Paolo" width="368" height="329" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">Il professore Marcos Ferreira Santos, colpito dal gas durante le proteste nel campus dell’Università di San Paolo.</p>
</div>
<blockquote><p>Esta é a maneira de “dialogar” da PM e da Reitoria. Na tentativa de conversar com o comandante da unidade de choque, o despreparo, má formação e autoritarismo de PMs na ação, levaram a me agredir com gás de pimenta, de maneira gratuita, violenta e sem nenhuma necessidade. Atingiram também minha esposa, Solange Francisco, funcionária. Ao falar com o comandante, Ten Cel Longo, me desrespeitou e ao me identificar como professor da USP, ameaçou me “prender”, com a mesma prepotência que somente havia visto com o Cel. Erasmo Dias, na invasão da PUC em 1977, quando eu era ainda estudante secundarista. O comando da PM no local também é despreparado. Depois com os professores Lisete Arelaro, Chico Miraglia e outros, tentamos novamente conversar para evitar o confronto, mas a resposta foi com bombas de gás lacrimogênio. O mesmo despreparo, má formação e autoritarismo da Reitora Suely Vilela, demonstrando sua incompetência em gerir conflitos na USP.</p></blockquote>
<div class="translation">Ecco il modo in cui la polizia e il rettore “dialogano”.<br />
Mentre cercavo di parlare con il comandante della squadra antisommossa, gli agenti impreparati, non adeguatamente istruiti e autoritari, mi hanno attaccato con spray al peperoncino, in maniera violenta e senza che ce ne fosse bisogno. Hanno colpito anche mia moglie, Solange Francisco, dipendente dell’università. Mentre parlavo con il comandante il col. Longo mi ha aggredito: quando gli ho detto che ero un docente dell’Università di San Paolo, ha minacciato d’arrestarmi con quell’arroganza che ho visto solo all’epoca del col. Erasmus, durante l’occupazione dell’università PUC; era il 1977, frequentavo ancora le scuole superiori. I comandanti della Policia Militar erano impreparati. Successivamente abbiamo tentato, assieme ad altri docenti fra cui Lisete Arelaro e Chico Miraglia, di ripristinare il dialogo ed evitare lo scontro, ma per tutta risposta ci hanno lanciato contro i lacrimogeni.<br />
Il rettore Suley Vilela, incapace di gestire le tensioni, si è rivelato altrettanto preso alla sprovvista, inadatto e autoritario.</div>
<p>Il seguente video, opera di un gruppo autonomo di studenti, mostra l’inizio pacifico e il tragico epilogo del 9 giugno:<br />
<object width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/umPd5Sz9tjQ&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=en&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/umPd5Sz9tjQ&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=en&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p><a title="Leggi il post in portoghese dal blog originale" href="http://www.edu-factory.org/edu15/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=171:scientific-community-teargassed-in-brazil-&amp;catid=34:struggles&amp;Itemid=53"><em>Pablo Ortellado</em></a> [pt] spiega i retroscena dell’accaduto in una lettera firmata da un gruppo di docenti che richiede il sostegno della comunità scientifica e accademica internazionale:</p>
<blockquote><p>Gli scontri sono iniziati dopo un mese di sciopero del personale universitario, il cui contratto è al momento in discussione a causa di una controversia legale riguardante l’autonomia dell’università di assumere dipendenti senza l’avallo dei rappresentanti statali. Oltre un migliaio di persone potrebbe perdere il posto: così il 5 maggio gli impiegati hanno cominciato a scioperare, chiedendo di conservare i propri posti di lavoro e aggiungendo altre rivendicazioni. Il 27 maggio hanno iniziato a impedire l’accesso a 4 edifici del campus poiché, secondo loro, la dirigenza dell’ateneo li stava minacciando nonostante stessero semplicemente esercitando il diritto sancito dalla costituzione di scioperare. Il 1 giugno la dirigenza ha chiesto alla Polizia di intervenire. Alcuni docenti il 4 giugno hanno aderito allo sciopero per protestare contro l’occupazione del campus da parte della polizia, e il 5 giugno si sono confrontati per due ore con i dirigenti, chiedendo che la situazione venisse risolta senza ricorrere alla forza. Tuttavia il buon senso ha perso e martedì 9 giugno la Polizia ha attaccato studenti e dipendenti che manifestavano pacificamente. 120 professori stavano discutendo della situazione di crisi quando è giunta la notizia dell’assalto. Pochi minuti dopo lacrimogeni e granate stordenti sono esplose all’interno dell’edificio. Diversi nostri colleghi e studenti sono rimasti feriti. La comunità accademica è sconvolta.</p></blockquote>
<p>Martedì 9 giugno la polizia si è scontrata con gli studenti, il personale universitario e i docenti durante una manifestazione che mirava proprio al ritiro delle forze dell&#39;ordine dall&#39;ateneo. L’evento è stato ben documentato e <a title="Resoconto online in portoghese" href="http://www.gpopai.org/greve2009/index.php?title=P%C3%A1gina_principal">online si possono trovare parecchie informazioni al riguardo</a>. <em><a title="Post in portoghese dal blog originale" href="http://passapalavra.info/?p=5786">Roque</a></em> [pt], uno studente dell’USP, dà il proprio resoconto e ricorda che già in passato nell’università si è assistito ad azioni repressive:</p>
<blockquote><p>Segundo informações do Sindicato dos Trabalhadores da USP, o Sintusp, a última vez em que houve uma intervenção policial no campus da Cidade Universitária foi em 1979, há exatamente 30 anos atrás, nos tenebrosos tempos da ditadura militar, e contando com um efetivo de 10 ou 15 policiais desarmados.</p></blockquote>
<div class="translation">Secondo il sindacato dei dipendenti dell’USP, il Sintusp, l’ultima volta che la polizia è entrata nella città universitaria risale al 1979: esattamente 30 anni fa, nei giorni più bui della dittatura militare. Allora si trattava di 10-15 poliziotti disarmati.</div>
<div id="result_box" dir="ltr">Trent’anni fa la USP era scesa in strada intonando lo slogan “abbasso la dittatura” per la prima volta. Tre decenni dopo la polizia ritorna nel campus perché il rettore Suley Vilela avrebbe fatto ricorso in tribunale contro l’occupazione delle strutture universitarie da parte del personale in sciopero. <em><a title="Leggi il post in portoghese dal blog originale" href="http://www.idelberavelar.com/archives/2009/06/serra_nao_pode_ser_presidente_notas_sobre_a_barbarie_na_usp.php">Idelber Avelar</a></em> [pt] ritiene che l’intervento della polizia sia stato traumatico e abbia innescato la rivolta, pregiudicando qualunque tentativo di giungere a un compromesso. Sostiene che lo Stato di San Paolo andrebbe ritenuto responsabile per le violenze:</p>
<blockquote><p>Os erros, excessos ou táticas reprováveis do movimento universitário são uma coisa. O envio do batalhão de choque da Polícia Militar, o espancamento de estudantes e o uso dos cassetetes e das bombas de gás lacrimogêneo são crimes, são acontecimentos de dimensão completamente distinta. São responsabilidade direta da Polícia subordinada ao governador. Ele tem obrigação de responder por ela. São atrocidades perpetradas pelo poder público.</p></blockquote>
<div class="translation">Una cosa sono gli errori, gli eccessi o le azioni inaccettabili dei sindacati del personale universitario. Tutt’altro, e incomparabile per gravità, il dispiego della polizia antisommossa, il pestaggio degli studenti e il ricorso a manganelli e lacrimogeni. Di ciò è direttamente responsabile la polizia, la quale fa capo al Governatore Statale. Egli è tenuto a rispondere delle atrocità perpetrate dalle autorità pubbliche</div>
<div id="attachment_80995" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.midiaindependente.org/pt/blue/2009/06/448626.shtml"><img class="size-medium wp-image-80995" title="448637" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/06/448637-300x200.jpg" alt="Una foto dal sito CMI Brasil" width="300" height="200" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">Una foto dal sito CMI Brasil</p>
</div>
<p>Secondo la polizia, gli scontri sarebbero iniziati quando un grupo di cinque o sei studenti avrebbe provocato degli agenti in motocicletta. <em><a title="Post in portoghese dal blog originale" href="http://www.verbeat.org/blogs/aleph/2009/06/preservacao-da-integridade-fisica.html">Pablo Pamplona</a></em> [pt] ribatte sarcastico alla versione dei fatti rilasciata durante un’intervista radiofonica del responsabile dell’operazione, il col. Cláudio Longo:</div>
<blockquote><p>Segundo o coronel, estudantes PEGARAM os policiais de suas motocicletas (que os pobres coitados não tiveram tempo de fugir ou se proteger, afinal todo seu equipamento não era páreo para os livro e mochilas <a title="Leggi il post in portoghese dal blog originale" href="http://hariprado.wordpress.com/2009/06/09/debelado-foco-guerrilheiro-na-usp/" target="_blank">mortais</a> [pt] dos <span>estudantes</span> terroristas) e os fizeram de REFÉNS. Tá. Esse mesmo senhor coronel, durante a mesma entrevista, discute com uma garota que lhe aparece aos gritos argumentando algo sobre os absurdos cometidos pela PM. Ele ameaça prendê-la. Ela quer saber a razão. <a title="Leggi il post in portoghese dal blog originale" href="http://incendioacidental.blogspot.com/2008/05/ditadura-no-acabou-camarada.html" target="_blank">Desacato</a> [pt] à autoridade, ele diz. O repórter finaliza falando que ainda há tensão no local, com “estudantes que <em>agridem</em> policiais e policiais queeee… <em>retiram</em> estudantes”. Onde quero chegar: está claro que as razões apresentadas pelos representantes da polícia são falsas. Não preciso explicar isso. As grandes mídias (ou seja, aquelas nas quais você não consegue expor a sua voz) dão sempre atenção especial às versões dos policiais. Tanto que na manifestação, os repórteres seguiram atrás do próprio batalhão da polícia, como a segunda fila de combate em um campo de guerra. Eles não querem as versões dos manifestantes, não lhes interessa. E essa mídia é a maior formadora de opinião da população. Façamos as contas.</p></blockquote>
<div class="translation">A sentire il colonnello, gli studenti si sarebbero impossessati delle moto dei poliziotti (poverini, non hanno avuto il tempo e il modo di scappare e proteggersi, dopotutto erano impotenti di fronte al terribile arsenale <span style="text-decoration: line-through;">degli studenti</span> dei terroristi, costituito da libri e zaini), e sarebbero stati presi in ostaggio.<br />
Ok.<br />
Lo stesso colonnello, nel corso dell’intervista, litiga con una ragazza che gli urla qualcosa riguardo all’assurda condotta della polizia. Minaccia d’arrestarla e, quando lei gli chiede con quale accusa, risponde “Oltraggio a pubblico ufficiale”.<br />
Il giornalista conclude il servizio dicendo che la situazione è ancora tesa, “gli studenti colpiscono i poliziotti e questi…si limitano a disperdere i dimostranti”.<br />
Ritengo che sia palese la falsità delle ragioni addotte dai rappresentanti della polizia. Non serve che spieghi perché. I mass media (che non danno spazio alle opinioni altrui) riservano sempre particolare attenzione alla versione dei fatti della polizia. Al punto che in questa occasione, i reporter seguivano da vicino le squadre antisommossa, quasi fossero truppe di seconda linea in zona di guerra. Non vogliono stare a sentire chi protesta, non gli interessa. E la maggior parte della popolazione si fa un’opinione attraverso i mass media. Basta fare un po&#39; di conti.</div>
<div id="attachment_80985" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.adusp.org.br/galeria/index.php?album=fotos%2F20090609&amp;image=IMG_2093.jpg"><img class="size-medium wp-image-80985" title="Police_Vs_Flowers" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/06/img_2093_595-199x300.jpg" alt="Un poliziotto armato calpesta i fiori offerti dagli studenti" width="199" height="300" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">Un poliziotto armato calpesta i fiori offerti dagli studenti</p>
</div>
<p>Molti concordano con la teoria che i media stiano dalla parte del governo e il rettore dell’università, accusando così i dimostranti di appartenere a un gruppo minoritario di dissidenti. Seguendo i servizi in TV e commentandoli sul proprio blog in tempo reale,  <em><a title="Post in portoghese dal blog originale" href="http://tsavkko.blogspot.com/2009/06/usp-invadida-policia-marginal-invade.html">Raphael Garcia</a></em> [pt] analizza l’atteggiamento della stampa, ritenendo che sostenga la polizia al 100%:</p>
<blockquote><p>1. Confronto entre Polícia e estudantes: Que confronto? Os estudantes protestavam pacificamente e foram atacados e em momento algum reagiram! 2. Provocação dos estudantes: Que provocação? O próprio repórter da rede afirmou que estavam distribuindo flores e haviam bloqueado uma rua! Bloquear uma rua em um protesto legítimo é suficiente para apanhar da PM? E para fechar ainda falam “vejam como eram poucos policiais contra centenas de estudantes!” Só esqueceram de avisar que os estudantes estavam “armados” com rosas e a polícia com armas e balas! Simplesmente um absurdo esta imprensa marrom, vendida, golpista!</p></blockquote>
<div class="translation">1. Scontro fra poliziotti e studenti: quale scontro? Gli studenti stavano manifestando pacificamente, sono stati attaccati e non hanno reagito!<br />
2. Gli studenti avrebbero cercato lo scontro: in che modo? Lo stesso inviato televisivo ha detto che stavano distribuendo fiori e bloccando una strada! È questo un motivo sufficiente per essere malmenati dalla polizia?<br />
Per concludere affermano: “Guardate quanti pochi poliziotti contro centinaia di studenti!”. Trascurano solamente di spiegare che gli studenti erano “armati” con rose, e i poliziotti con pistole e proiettili!<br />
Questi media sono semplicemente assurdi! Sporchi, venduti, golpisti!</div>
<p><em><a title="Post in portoghese dal blog originale" href="http://breviario.org/relances/2009/06/10/de-como-a-universidade-de-sao-paulo-se-converte-em-palco-de-desmandos/">Vinicius Justo</a></em> [pt] sostiene che sia il momento di reagire e invita a prendere l’iniziativa:</p>
<blockquote><p>Se enganam aqueles que dizem que foi algo “justo”. Não pode ser justo uma força da polícia perseguir pessoas por 500 metros adentro da universidade. Não pode ser justo todos os policiais presentes estarem sem a devida identificação. Não pode ser justo o comandante da polícia dizer que interviu porque policiais “tinham sido feito reféns”. Com quem este homem está brincando? É assim que ele pretende se sair da acusação de força desproporcional? É assim que pedem para que confiemos na polícia? Não é mais possível permanecer neutro, como eu disse acima. É preciso mostrar que não se pode tratar deste modo pessoas que protestam pacificamente contra um governo que impõe decisões, abstém-se do diálogo e pretende garantir o monopólio da razão. Havia os manifestantes que buscavam confronto direto com a polícia? Claro que havia. Estes são uma minoria. E não devem servir de base para fazer centenas de pessoas de bem passarem momentos de medo. Os vídeos estão na internet.</p></blockquote>
<div class="translation">Sbagliano quanti sostengono che l’intervento sia stato “giusto”. Non può essere giusto che una plotone di polizia bracchi per 500 metri delle persone all’interno del perimetro universitario. Non può essere giusto che i poliziotti entrino in azione senza opportuna identificazione. Non può essere giusto che il comandante della polizia affermi che si è intervenuti perché i poliziotti “erano tenuti in ostaggio”. A che gioco sta giocando? È così che vuole difendersi dall’accusa di uso sproporzionato della forza? E noi dovremmo fidarci della polizia?<br />
Ribadisco, non è più possibile rimanere neutrali. Dobbiamo far capire loro che non possono trattare così delle persone che stavano manifestando pacificamente contro un governo che impone i propri provvedimenti in tal modo, che si rifiuta di instaurare il dialogo e vuole arrogarsi tutta la ragione. Alcuni dimostranti hanno cercato lo scontro diretto con la polizia? Certo. Ma erano una minoranza. E ciò non dovrebbe legittimare il far vivere a centinaia di persone momenti di terrore. I filmati sono su internet.</div>
<div id="attachment_80988" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.adusp.org.br/galeria/index.php?album=fotos%2F20090609&amp;image=AA1_3116.jpg"><img class="size-medium wp-image-80988" title="aa1_3116_595-1" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/06/aa1_3116_595-1-300x199.jpg" alt="Foto pubblicata dal sindacato dei docenti dell’USP" width="300" height="199" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">Foto pubblicata dal sindacato dei docenti dell’USP</p>
</div>
<p>Dal post precedente si deduce che non tutti all’USP condannano l’intervento della polizia. <em><a title="Post in portoghese dal blog originale" href="http://stoa.usp.br/calsaverini/weblog/51705.html">Rafael Sola</a> </em>[pt] ritiene che sia ora di condannare le azioni di alcuni scioperanti, come ad esempio l’occupazione delle strutture universitarie, cosa che ha scatenato la scintilla:</p>
<blockquote><p>Quem acompanha de perto vê barricadas, cerceamento da liberdade, patrulhamento ideológico que chega até o limite da agressão física e de ameaças de sequestro. É preciso ir bem perto para ver como uma parte podre desse movimento grevista age de forma mafiosa e criminosa. Eu tenho amigos que sofreram ameaças de morte por protestarem contra os piquetes. Uma garota foi agredida na História por querer passar pelas barricadas e usar as salas de aula.</p></blockquote>
<div class="translation">Scavando sotto la superfice si scoprono le barricate, le limitazioni della libertà, le ronde ideologizzate che giungono al limite dell’aggressione fisica e a minacciare sequestri di persone. Bisogna indagare a fondo per rivelare come una parte marcia del movimento agisca in maniera criminale e mafiosa. Alcuni miei amici sono stati minacciati di morte perché protestavano contro i picchetti. Una ragazza è stata assalita nella sede del dipartimento di storia perché voleva scavalcare le barricate e entrare in aula.</div>
<p><a title="Post in portoghese dal blog originale" href="http://stoa.usp.br/catiapietros/weblog/51818.html"><em>Catia P</em></a> [pt] racconta di abusi commessi dagli studenti aderenti allo sciopero contro coloro che volevano frequentare le lezioni. Alcuni studenti del suo corso di traduzione hanno pubblicato il seguente manifesto:</p>
<blockquote><p>Ninguém queria ver esse tipo de coisa dentro do campus. O recurso à ilegalidade por parte desse pessoal é de longa data: fechamento de portões, barricadas, violência e destruição do patrimônio público, invasões de prédios, são coisas que já fazem parte do cotidiano da USP já faz muito tempo. A ação pela recuperação da legalidade foi muito protelada, por medo de que a sociedade interpretasse mal imagino. Nós sabemos que ao optar por fazer a prova estávamos, inevitavelmente, nos posicionando contra esta greve, mas não tínhamos sido avisados que a mobilização em favor de uma determinada ideologia é compulsória. Preferimos acreditar na autonomia da escolha do indivíduo. Nós lamentamos a truculência da polícia com os estudantes e nos posicionamos, também, contra isso. Porém, não admitimos que o nosso direito de escolha seja desrespeitado. Quando se tira o direito de escolha de alguém, tira-se sua alma. E não aceitamos que ninguém, nem mesmo os estudantes da Universidade de São Paulo, faça isso conosco.</p></blockquote>
<div class="translation">Nessuno avrebbe voluto assistere a eventi del genere all’interno dell’ateneo. L’inclinazione di queste persone a compiere azioni illegali ha una lunga storia alle spalle: cancelli sbarrati, barricate, violenze, proprietà governative devastate, edifici occupati. Tutto ciò si è visto quotidianamente all’USP per un lungo periodo. Si è tardato a ripristinare la legalità, presumo per timore che l’opinione pubblica fraintendesse.<br />
Sapevamo che, decidendo di sostenere l’esame, stavamo inevitabilmente schierandoci contro lo sciopero, ma non ci era stato ditto che era obbligatorio mobilitarsi a sostegno di una particolare ideologia. Preferiamo credere nell’autonomia della libertà di scelta. Ci dispiace dell’aggressività della polizia nei confronti degli studenti, e la deprechiamo. Ma non accettiamo che il nostro diritto di scegliere venga violato. Quando se ne priva un individuo, gli si ruba l’anima. E non tolleriamo che qualcuno, nemmeno gli studenti dell’USP, si permetta di farlo.</div>
<div id="attachment_81000" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.midiaindependente.org/pt/blue/2009/06/448626.shtml"><img class="size-medium wp-image-81000" title="448630" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/06/448630-300x200.jpg" alt="Foto: CMI Brasil" width="300" height="200" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">Foto: CMI Brasil</p>
</div>
<p>D’altro canto, <em><a title="Post in portoghese dal blog originale" href="http://inside-a-girls-mind.blogspot.com/2009/06/normal-0-21-microsoftinternetexplorer4.html">Mariana</a></em> [pt], che è d’accordo nel condannare il comportamento di alcuni studenti e manifestanti, ricorda che dobbiamo sempre e comunque difendere il diritto delle persone a lottare per qualunque cosa ritengano giusta o importante, senza essere per questo attaccati:</p>
<blockquote><p>Mas apoiar tal ato ditadorial? Achar que vale tudo para preservar a “ordem”? Que é válido utilizar sprays de pimenta e bombas de efeito moral como instrumentos políticos? É cuspir em cima de toda forma de liberdade que existe - ou que deveria existir. Não é “apenas” um crime, não é só porque faz todos aqueles que um dia já lutaram e/ou morreram pelo direito de se manifestar se revirarem nos caixões - ou cemitérios clandestinos. É você, ser humano (?), achar que tudo bem um outro ser humano APANHAR e ser PERSEGUIDO porque ele defende algo com o qual você não concorda e de alguma forma fez com que você se sentisse prejudicado. APANHAR e ser PERSEGUIDO. Daí pra ser assassinado/torturado porque discorda é um passo. Pequeno, eu diria. Que mundo é esse, gente? Que tipo de pessoas são essas?</p></blockquote>
<div class="translation">Approvare un tale atto dittatoriale? Credere che tutto sia concesso pur di mantenere “l’ordine”? Che si possa fare politica attraverso spray al peperoncino e granate stordenti?<br />
È come sputare su qualunque forma di libertà esistente o che dovrebbe esistere. Non si tratta “solo” di un crimine, non è solo qualcosa che fa rivoltare nella tomba (o nei cimiteri clandestini) coloro che un tempo hanno combattuto e/o sono morti per il diritto di esprimersi liberamente.<br />
Il  problema sei tu, essere umano (?) che ritiene accettabile che un altro essere umano venga PICCHIATO e PERSEGUITATO perché sostiene qualcosa che tu non approvi e che in qualche modo ti fa sentire in pericolo. PICCHIATO E PERSEGUITATO. Da qui a ucciderli o torturarli perché non si conformano al tuo pensiero il passo è breve. Molto breve.<br />
Che razza di mondo è questo? Che razza di gente è questa?</div>
<p>Gli studenti, il personale universitario e i docenti hanno continuato a discutere in assemblee generali riguardo l’opportunità di ulteriori azioni e di altre manifestazione di massa. Al momento lo sciopero prosegue. La settimana scorsa un altro paio di dimostrazioni, sia a favore che contro lo sciopero, sono sfociate nella violenza. L’Uuniversità di San Paolo è uno dei più grandi istituti d’educazione superiore dell’America Latina, con un’offerta didattica di 600 corsi per 75.000 studenti.</p>
<div id="attachment_79793" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://tudo-em-cima.blogspot.com/2009/06/realidade-paralela-invasao-da-usp-pela.html"><img class="size-full wp-image-79793" title="3" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/06/3.jpg" alt="Sono armati di righelli e quaderni! Merda! È meglio chiamare rinforzi!" width="400" height="300" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">&#8220;Sono armati di righelli e quaderni! Merda! È meglio chiamare rinforzi!&#8221; Una delle molte foto-fumettate dal tono ironico pubblicate sul blog Tudo de Bom</p>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.globalvoicesonline.org/2009/06/brasile-repressione-e-violenze-nella-piu-grande-universita-del-paese/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
