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	<title>Global Voices in Italiano &#187; Ebraico</title>
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	<description>Il mondo ti parla. Stai ascoltando?</description>
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		<title>Israele-Palestina: strumenti video per aiutare i giovani a comprendere il conflitto</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/11/israele-palestina-strumenti-video-per-aiutare-i-giovani-a-comprendere-il-conflitto/</link>
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		<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 04:56:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Adamo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Due diverse organizzazioni, una in Israele e l'altra nei territori palestinesi occupati, ricorrono a video e altri progetti editoriali collaborativi per aiutare sia la gioventù araba che quella ebrea a capire le ragioni del conflitto e colmare l'incomprensione che li divide. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/juliana-rincon-parra/">Juliana Rincón Parra</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/antonellaa/'>Antonella Adamo</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/11/06/israeli-and-palestinian-youth-use-video-to-understand-the-conflict/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Due diverse organizzazioni, una in Israele e l&#39;altra nei territori palestinesi occupati, si servono di video per aiutare sia la gioventù araba che quella ebrea a capire le ragioni del conflitto e colmare l&#39;incomprensione tra loro, creando spazi per l&#39;interazione e la comunicazione dove condividere sogni, riflessioni e preoccupazioni rispetto alla complessa situazione in cui vivono.</p>
<p>Una delle iniziative è l&#39;associazione <a title="Post originale in inglese" href="http://en.reutsadaka.org">Sadaka Reut</a> [in], e questo è quanto si legge nel <a title="Post originale in inglese" href="http:///">loro programma</a> [in]:</p>
<div class="translation">Con la maggior parte dei giovani palestinesi ed ebrei, separati fisicamente gli uni dagli altri (in comunità e scuole diverse), e che ha come risultato paure, razzimo e pregiudizi, cerchiamo di costruire modelli alternativi per l&#39;interazione tra i due gruppi. Il programma &#8220;Costruiamo una cultura di pace&#8221; mira a creare uno spazio in cui sia i giovani palestinesi che ebrei possano sentirsi uguali, rispettati e riconosciuti come individui e per la loro nazionalità.</div>
<p>I partecipanti hanno anche preso parte al progetto &#8220;Video da un minuto&#8221;, dove imparano a fare attivismo tramite i video durante il corso di una settimana. Ecco di seguito alcuni risultati, mentre altri video sono disponibili sul relativo <a title="Sito originale in inglese" href="http://en.reutsadaka.org/?p=846">sito</a> [in]:</p>
<p><a title="Video su Youtube" href="http://www.youtube.com/watch?v=XkxUC30UNug">Arab</a>:</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/XkxUC30UNug&amp;hl=es&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/XkxUC30UNug&amp;hl=es&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p><a title="Video su Youtube" href="http://www.youtube.com/watch?v=US6QtYDVzB8">AM/FM</a>:</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/US6QtYDVzB8&amp;hl=es&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/US6QtYDVzB8&amp;hl=es&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p><a title="Video su Youtube" href="http://www.youtube.com/watch?v=gT9KX9fKgT0">Few Love Singing</a>:</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/gT9KX9fKgT0&amp;hl=es&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/gT9KX9fKgT0&amp;hl=es&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p>Un&#39;altra iniziativa è il progetto &#8220;<a title="Post originale in inglese" href="http://www.win-peace.org/home.html">Windows for Peace</a>&#8221; [in], lanciato nel 1991 come tentativo di produrre una rivista bilingue e biculturale per giovani, e come modo per metterli in contatto e far loro conoscere il conflitto, promuovere la parità e dare potere ai giovani. Tuttavia non è stato facile, come spiegano sul <a title="Post originale in inglese" href="http://www.win-peace.org/about.html">sito</a> [in]:</p>
<div class="translation">Non è semplice per i giovani israeliani e palestinesi superare l&#39;enorme quantità di cattiva informazione e gli stereotipi che vengono insegnati sugli uni e sugli altri. La limitata possibilità di interazione, conseguenza del vivere quasi sempre in comunità separate e del violento conflitto politico in atto, non fa altro che perpetuare le antiche paure, il pregiudizio, e l&#39;odio che divide i due popoli. <em>Windows</em> è quindi dedicato alla promozione di un cambiamento su larga scala del modo in cui i giovani israeliani e palestinesi vedono sè stessi, &#8220;l&#39;altro&#8221; e il conflitto. I partecipanti al programma <em>Windows</em> vivono esperienze che promuovono la trasformazione di come i due popoli vedono il conflitto, verso una realtà pacifica in cui possano convivere entrambi. Riteniamo che una pace giusta e duratura debba basarsi su valori democratici, sui diritti umani, la conoscenza reciproca e l&#39;accettazione &#8220;dell&#39;altro&#8221;.</div>
<p>Il gruppo sta lavorando anche a una nuova iniziativa denominata &#8220;<a title="Post originale in inglese" href="http://www.win-peace.org/youth%20media%20program.html">Through the Lens</a>&#8221; [in] dove i giovani dai 15 ai 17 anni &#8220;formati&#8221; dalla rivista, continuano a sviluppare le competenze per creare cortometraggi, bollettini informativi e altre produzioni video destinate a promuovere &#8220;un dialogo produttivo e portatore di pace, oltre ad un&#39;interazione positiva&#8221;.</p>
<p>Ecco un <a title="Video su Youtube" href="http://www.youtube.com/watch?v=zsxLrfzyAIo">video</a> [in] in cui i partecipanti a <em>Windows</em> raccontano l&#39;esperienza nel gruppo e come hanno affrontato la sfida rappresentata dal fatto di uscire dalla propria zona di benessere per parlare di argomenti difficili, come il conflitto tra Palestina e Israele:</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/zsxLrfzyAIo&amp;hl=es&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/zsxLrfzyAIo&amp;hl=es&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p>Come precisano i bambini nel video con parole proprie: è possibile che sia difficile accettare gran parte delle opinioni e delle percezioni espresse dagli altri bambini, ma avere la possibilità di discutere dei problemi in modo sano e tranquillo, li aiuta a capire il mondo in cui vivono, permette loro di interagire, imparare, condividere riflessioni con altri bambini e ragazzi, e persino cambiare opinione.</p>
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		<title>Israele: attivismo e partecipazione sulle questioni ambientali</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/israele-blog-action-day-per-lambiente/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/israele-blog-action-day-per-lambiente/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 05:12:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Intra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mentre il 15 ottobre c'è stato il Blog Action Day sul mutamento climatico, attivisti e blogger dell'area mediorientale preparano una serie di manifestazioni in varie località e altre iniziative online per sabato 24 ottobre. Ecco una raccolta di opinioni e materiali diffusi nella blogosfera locale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/maya-norton/">Maya Norton</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/elenai/'>Elena Intra</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/10/16/israel-blog-action-day-for-the-environment/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p><em>Questo post è parte dei <a title="Leggi post in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/il-cambiamento-climatico-nelle-voci-di-blogger-e-cittadini/">contributi di <em>Global Voices Online</em></a> [it] per il Blog Action Day 2009 sul cambiamento climatico.</em></p>
<p>Mentre il 15 ottobre scorso i blogger di tutto il mondo si sono occupati del cambiamento climatico e dell&#39;ambiente, la blogosfera israeliana si è concentrata su una data diversa. Quest&#39;anno, le organizzazioni ambientaliste, gli attivisti, e forse anche i blogger, segneranno il 24 ottobre come la giornata della protesta per il cambiamento climatico in tutto il Medio Oriente.</p>
<p>Si stanno organizzando eventi sotto gli auspici di <a title="Sito ufficiale in inglese" href="http://foeme.org/events.php?ind=56">Friends of the Earth Middle East</a> [in] e <a title="Sito ufficiale in inglese" href="http://www.350.org/">350.org</a> [in]. È prevista la parteciperazione di molti attivisti in Israele, Egitto, Giordania, Libano, Palestina e Siria. 350.org fornisce l&#39;elenco delle manifestazioni regionali, tra cui quelle in <a title="Vai alla lista" href="http://www.350.org/action-list?country=il&amp;city=">Israele</a> [in], mentre il blog <em>Green Prophet </em> pubblica un&#39;<a title="Post originale in inglese" href="http://www.greenprophet.com/2009/09/04/11764/middle-east-climate-change-protest/">ulteriore lista</a> [in] di tutte le iniziative previste in Medio Oriente.</p>
<p>Il nome <a title="Articolo originale in inglese" href="http://www.350.org/about/science">“350″</a> [in] deriva dall&#39;idea che:</p>
<blockquote><p>350 parti per milione è quello che molti scienziati, esperti del clima e governi nazionali progressisti, ritengono sia il limite massimo di sicurezza per il CO2 nella nostra atmosfera.</p></blockquote>
<p>Il nostro livello attuale è 387.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/dqof641pWys&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube.com/v/dqof641pWys&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><em><strong>Blog Action Day</strong></em><br />
Diversi blog istraeliani hanno deciso di utilizzare il Blog Action Day per portare in primo piano la questione del cambiamento climatico, sollecitando una continua attenzione verso questo tema anche dopo la specifica giornata.</p>
<p><em>JGooders</em> <a title="Post originale in inglese" href="http://blog.jgooders.com/index.php/jews-challenge-climate-change/">promuove</a> [in] la <a title="Vai al sito ufficiale" href="http://www.jewishclimatecampaign.org/index.php">Jewish Climate Change Campaign</a> [in] invitando i lettori a coinvolgersi nel <a title="Vai al sito ufficiale" href="http://globaljsam.ning.com/">Jewish Social Action Month (JSAM)</a> [in], che inizia nel mese ebraico Cheshvan, il 19 ottobre. Ricorrenza, spiega <em>JGooders</em>, che verrà commemorato da eventi sociali nelle comunità ebraiche in tutto il mondo.</p>
<p>Mentre gruppi e attivisti verdi cercano di aumentare la consapevolezza nella comunità globale, quale miglior idea di diffondere le proprie idee se non attraverso immagini e soprattutto video online?</p>
<p>Alison Avigayil Ramerm, di <em>Your Virtual Community Organizer</em>, <a title="Leggi post originale in inglese" href="http://alisonramer.com/2009/10/15/top-10-climate-change-videos/#more-208">ha ripubblicato</a> [in] i 10 migliori video realizzati in occasione del Blog Action Day di Change.org. Tra questi c&#39;è un video intitolato “Flat,” del produttore cinematografico Israeliano  Nitsana Bellehesen, che propone come sarà il mondo nel 2050. Il video mostra dei ragazzi con i padri mentre visitano un&#39;esibizione dedicata al seno femminile – ormai inesistente nelle donne, a causa del cancro provocato dalle tossine presenti nell&#39;ambiente e nell&#39;atmosfera.</p>
<p>Ad un certo punto, uno dei ragazzi indica una fotografia nella galleria e dice, “Guarda lì. Quel bambino le sta mangiando il seno.” Il padre risponde, “In realtà, era così che si dava da mangiare ai neonati&#8221;.</p>
<p>La visione di questo importante video è altamente consigliata, pur se presenta alcune scene di nudità.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/k66TtU31DlY&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube.com/v/k66TtU31DlY&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Ramer ha il questo film quando è stato mostrato al <a title="Vai al sito ufficiale" href="http://www.breastfestfilmfest.com/">Breast Fest 2009: Film-Festival sul cancro al seno</a> [in], tenutosi al centro per imprenditori sociali dove lavora lei a Tel Aviv. E scrive:</p>
<blockquote><p>I video online possono essere un metodo estremamente efficace per aumentare la consapevolezza riguardo una causa o un&#39;attività sostenibile. Il video è un grande interludio a tutto il testo online ed è relativamente economico da creare, condividere e guardare. Le immagini in movimento e la musica possono catturare il pubblico e riassumere migliaia di parole in appena pochi minuti. Specialmente al giorno d&#39;oggi, quando abbiamo a disposizione numerosi metodi per condividere filmati sui social network e sui blog, il video ha un grande potenziale virale e avvicina migliaia o addirittura milioni di visitatori verso alla vostra organizzazione o attività non-profit .</p></blockquote>
<p>È bene tenere a mente che, pur se pensare al cambiamento climatico può essere sconvolgente, tale sentimento di scontentezza dovrebbe portare all&#39;azione non all&#39;apatia. Su <em>Judaism and the Environment in the Talmud</em>, Carmi Wisemon, direttore esecutivo di <a title="Vai alla pagina ufficiale" href="http://svivaisrael.wordpress.com/">Sviva Israel</a> [in], prominente organizzazione ambientalista, interviene sul ruolo della riflessione nella pratica ebraica.</p>
<p>Israele e il mondo ebraico hanno appena celebrato la festa di Sukot, durante la quale costruiscono capanne dove mangiano con le famiglie, trascorrono del tempo in meditazione e a volte dormono anche sotto le stelle. Come Shabbat (il Sabbath), e altre festività ebraiche, Sukot fornisce l&#39;opportunità di cessare ogni attività e riflettere sul nostro ruolo nell&#39;universo.</p>
<p>Wisemon <a title="Post originale in inglese" href="http://svivaisrael.wordpress.com/2009/10/15/sukkot-and-climate-change/">scrive</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Così in questa festività del Sukot, mentre ci rilassiamo nelle noste capanne e ammiriamo lo splendore naturale dei nostri lulav (rami di palma) e degli etrog (cedri), pensiamo al significato più profondo di questa ricorrenza. Tutti noi possiamo fare qualcosa per impedire il cambiamento climatico, tra cui seguire la tradizione antica di 2.000 anni di pregare perchè venga la pioggia – nè troppa nè troppo poca – in Israele, ma anche nelle Filippine, in Indonesia ed anche ad Atlanta.</p></blockquote>
<p>Sul mio blog, <em>The New Jew</em>, dedicato a filantropia e innovazione sociale, ho <a title="Leggi post originale in inglese" href="http://thenewjew.wordpress.com/2009/10/15/caring-about-the-environment-jewishly-blog-action-day-2009/">pubblicato</a> [in] un post sul fatto di prendersi cura dell&#39;ambiente &#8220;alla maniera ebraica&#8221;, dove ho condiviso un discorso tenuto da attivisti ambientalisti che incoraggiano a pensare a come le pratiche dell&#39;ebraismo tradizionale ci connettono al mondo naturale.</p>
<blockquote><p><em>Shabbat</em>– è un tesoro ecologico! Un giorno per riposare dallo shopping, dalla fabbricazione e dal traffico!</p>
<p><em>Kashrut (o Kosher)</em>– l&#39;idea secondo cui quanto mangiamo è importante, che sta a noi limitare la sofferenza degli animali! Dobbiamo aggiornarci su questo e assumerci la responsabilità dell&#39;impatto causato da quel che mangiamo, acquistiamo e buttiamo nelle discariche di rifiuti. Noi votiamo con i dollari e le forchette in base all&#39;intera storia del nostro cibo e delle nostre cose.</p>
<p><em>Brachot (le benedizioni sul nostro cibo)</em>– invita a stare attenti alla provenienza del nostro cibo. Per benedire il cibo dobbiamo capire se è stato coltivato in terra o su un albero; da qui il passo è breve a pensare a come sia stato coltivato, se le persone coinvolte nel processo che lo ha portato a noi siano state pagate il giusto oppure se il suo percorso ha aiutato o danneggiato l&#39;ambiente.</p></blockquote>
<p>Sempre sul tema della natura, Elisha su <em>O&#39;Sprinkles</em> <a title="Post con foto in inglese" href="http://osprinkles.blogspot.com/2009/10/some-bloom.html">esprime</a> [in] la bellezza attraverso la fotografia e ci ricorda il vero tema della nostra lotta: la crescita e il rinnovo nel mondo naturale.</p>
<p><center><img title="Garden 1 (Source: O Sprinkles Blog)" src="http://1.bp.blogspot.com/_VGn5s6NhiYU/SsvKZoM5vXI/AAAAAAAABcQ/aIFBwpWl1-g/s320/IMG_9920.jpg" alt="Foto di Elisha su O'Sprinkles" width="320" height="240" /><br />
<img title="Garden 2 (Source: O Sprinkles Blog) " src="http://1.bp.blogspot.com/_VGn5s6NhiYU/SsvKZCiPSJI/AAAAAAAABcI/22Ukqo4oSUU/s320/IMG_9918.jpg" alt="Foto di Elisha su O'Sprinkles" width="320" height="240" /></center></p>
<p>Anche se il 15 ottobre è passato, il <a title="Post in inglese su GVO e Blog Action Day" href="http://globalvoicesonline.org/2009/09/28/global-voices-and-the-blog-action-day-2009/"><em>Blog Action Day</em></a> [in] rimane parte di un continuum. Come puoi ridurre il tuo impatto nella <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Carbon_footprint">produzione dei gas-serra </a>[it], migliorare il modo in cui utilizzi le risorse naturali, e rivedere i tuoi modelli di consumo?</p>
<p>La <em>Jewish Climate</em> Campaign propone <a title="Post in inglese" href="http://www.jewishclimatecampaign.org/3x3.php">qui alcuni suggerimenti</a> [in].</p>
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		<title>Israele: credere nella coesistenza: intervista all&#039;attivista Ibn Ezra</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/07/israele-credere-nella-coesistenza-intervista-allattivista-ibn-ezra/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/07/israele-credere-nella-coesistenza-intervista-allattivista-ibn-ezra/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 24 Jul 2009 05:48:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo d&#39;Urbano</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Protesta]]></category>
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		<guid isPermaLink="false">http://it.globalvoicesonline.org/?p=6593</guid>
		<description><![CDATA[Anche se negli ultimi anni l'elettorato si è spostato a destra, non mancano gli israeliani che si oppongono alle politiche governative nei confronti dei palestinesi. Global Voices ha intervistato Joseph Dana, autore del sito Ibn Ezra, per parlare del suo coinvolgimento nell'attivismo pacifista e dell'ampio ricorso ai social media.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/ayesha-saldanha/">Ayesha Saldanha</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/paolo/'>Paolo d&#39;Urbano</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/07/22/israel-a-belief-in-coexistence-interview-with-activist-ibn-ezra/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Anche se negli ultimi anni l&#39;elettorato israeliano si è <a title="Leggi l'articolo in inglese" href="http://uk.reuters.com/article/idUKLB386884">spostato a destra</a> [in], esistono tuttavia degli israeliani che si oppongono alle politiche governative nei confronti dei palestinesi e fanno parte di gruppi come <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Peace_Now">Peace Now</a> [it], <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gush_Shalom">Gush Shalom</a> [it], <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/New_Profile">New Profile</a> [in], <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Machsom_Watch">Machsom Watch</a> [in], <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Israeli_Committee_Against_House_Demolitions">Israeli Committee Against House Demolitions</a> [in] e <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Anarchists_Against_the_Wall">Anarchists Against the Wall</a> [in]. <em>Global Voices Online</em> ha intervistato l&#39;attivista <em>Joseph Dana</em>, autore del sito web <a title="Visita sito in inglese" href="http://josephdana.com/"><em>Ibn Ezra</em></a> [in], per parlare della sua attività all&#39;interno di <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Ta%27ayush">Ta&#39;ayush</a> [in] (&#8221;coesistenza&#8221;), dell&#39;attivismo pacifista israeliano e dell&#39;uso dei social media per comunicare.</p>
<p><strong>Perché hai scelto il nome Ibn Ezra?</strong></p>
<blockquote><p>Sono uno studente di filosofia ebraica e così sono venuto a sapere del filosofo ebreo e spagnolo dell&#39;XI secolo <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Abraham_ibn_Ezra">Avraham ibn Ezra</a> [in]. Ibn Ezra era un commentatore della Bibbia e ha scritto parecchio sul tema della coesistenza tra arabi ed ebrei nella Spagna musulmana. Dovendo trovare un nome per il mio sito, questa mi è parsa la scelta naturale. Tra l&#39;altro è anche un interessante gioco di parole, visto che ibn Ezra significa letteralmente &#8220;figlio di Ezra&#8221;, come se noi attivisti discendessimo dal più grande di tutti, <a title="Sito in inglese" href="http://www.supportezra.net/">Ezra Nawi</a> [in], membro onorario di Ta&#39;ayush e figura di riferimento dei movimenti di sinistra sia israeliani che palestinesi a cui ho voluto rendere omaggio. </p>
</blockquote>
<div id="attachment_87070" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/07/ibnezra-300x225.jpg" alt="Joseph Dana documenta nuove costruzioni in un avamposto vicino agli insediamenti israeliani di Susya, zona meridionale della Striscia di Gaza" title="Joseph Dana documenta nuove costruzioni in un avamposto vicino agli insediamenti israeliani di Susya, zona meridionale della Striscia di Gaza" width="300" height="225" class="size-medium wp-image-87070" />
<p class="wp-caption-text">Joseph Dana documenta nuove costruzioni in un avamposto vicino agli insediamenti israeliani di Susya, zona meridionale della Cisgiordania.</p>
</div>
<p><strong>Raccontaci qualcosa su Ta‎’ayush. Come ti ci sei avvicinato?</strong></p>
<blockquote><p>Sin dall&#39;inizio, Ta&#39;ayush ha realizzato soltanto azioni dirette, senza manifesti e dibattiti ideologici. In questo modo, il gruppo che è andato formandosi ha voluto rovesciare la tradizionale scala di priorità: dopo aver capito che i comunicati non sempre superano la prova &#8216;della verità&#39;, si è scelto il ricorso all&#39;azione come unico mezzo per trasmettere il rifiuto alla reiterazione delle incursioni, per essere presenti nei luoghi degli eventi. La strategìa adottata pertanto è quella dell&#39;azione diretta e non violenta pensata attraverso procedure decisionali in grado di rappresentare il consenso democratico. A fine dicembre 2000, Ta&#39;ayush ha anche redatto una carta di posizionamento politico, ma la sua elaborazione ha richiesto troppo tempo ed energia. Si è così deciso di abbandonare questo percorso, puntando invece al coivolgimento di chiunque si identifichi con i nostri interventi, ideati per esprimere delle posizioni chiare. Proteste fatte di azioni concrete, per opporsi alla segregazione quotidiana tra arabi ed ebrei in Israele, all&#39;occupazione, agli stenti, alla chiusura, alle limitazioni di movimento e alle incursioni militari di Israele nei Territori Occupati.</p>
<p>Come cittadino israeliano-americano, che segue con interesse il conflitto e si oppone all&#39;occupazione, ciò che mi ha colpito di Ta&#39;ayush è stata la sua eterogeneità in termini di voci e punti di vista. Gran parte delle organizzazioni e dei gruppi simili sono in realtà profondamente ispirati da rigide prospettive ideologiche. Ta&#39;ayush, nonostante l&#39;oppozione radicale all&#39;occupazione, non applica gli assunti fondamentali di alcuna idelogia e non si pone obiettivi a lungo termine. Si concentra sull&#39;azione diretta settimana dopo settimana. Come ebreo israeliano, poi, credo sia importante lavorare con i miei compatrioti che vogliono abbattere le barriere tra palestinesi e israeliani, ma senza far ricorso alla solita retorica anti-israeliana come fanno altri gruppi.</p>
</blockquote>
<p><center>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/rEkvWFXvRfY&#038;hl=en&#038;fs=1&#038;rel=0"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/rEkvWFXvRfY&#038;hl=en&#038;fs=1&#038;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344" title="Video originale in inglese" alt="Video originale in inglese" ></embed></object></p>
<p></center></p>
<p><strong>Il tuo lavoro sostiene i palestinesi, li aiuti a resistere alle azioni di <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Insediamenti_israeliani">colòni</a> [it], esercito e polizia, ma i tuoi video sembrano parlare dell&#39;attivismo in sé, non della causa palestinese in particolare. Lo fai perché il tuo è un pubblico israeliano?</strong></p>
<blockquote><p>Molto spesso siamo noi a interagire direttamente con colòni e soldati. In queste occasioni, i palestinesi tendono comprensibilmente a stare in disparte perché a loro si applicano procedure giuridiche diverse. Tanto per essere chiari, se un israeliano viene arrestato ha il diritto di vedere un giudice entro 24 ore mentre un palestinese può restare in cella anche per tre giorni. Per questo motivo i palestinesi preferiscono lasciare che siano gli attivisti israeliani a interagire con soldati e colòni. </p>
<p>Un altro aspetto importante delle nostre iniziative è quello di mostrare, nello stato di diritto, l&#39;interazione tra israeliani e soldati/colòni all&#39;opinione pubblica israeliana e alla comunità ebraica americana (il sito web è in inglese proprio perché il mio pubblico di riferimento è americano). Voglio sottolineare il quadro per cui gli israeliani che aiutano i palestinesi perdono alcuni diritti e sono per questo in grado di comprendere la sofferenza dei palestinesi, che vedono negati i loro diritti ogni giorno. L&#39;obiettivo è raccontare questo fenomeno e mostrarlo alle comunità ebraiche in tutto il mondo.</p>
</blockquote>
<p><strong>Pensi che l&#39;attivismo contro l&#39;occupazione sia diminuito o cresciuto in Israele ultimamente? In generale, come sono percepiti gli attivisti israeliani? Le grandi testate israeliane danno spazio alle iniziative di protesta?</strong></p>
<blockquote><p>Negli ultimi dieci anni Israele si è spostato sensibilmente verso destra poiché la società ha ampiamente accettato la linea dell&#39;occupazione e la tesi dell&#39;assenza di un interlocutore palestinese. La linea dei governi di &#8220;sinistra&#8221; sugli insediamenti successivi al <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_dei_sei_giorni">conflitto del &#8216;67</a> [it] e l&#39;offensiva a Gaza hanno esposto la debolezza dei partiti tradizionali di sinistra come il <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Partito_Laburista_%28Israele%29">Labor</a> [it] e <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/New_Movement-Meretz">Meretz</a> [in]. Per questo è come se la sinistra israeliana fosse morta. Al suo posto, però, si sta formando una nuova sinistra. Un movimento concentrato sull&#39;azione diretta contro l&#39;occupazione e altamente critico nei confronti di servizi militari e di sicurezza israeliani.</p>
<p>Questo fronte sta guadagnando consensi e visibilità, sebbene sia ancora una minoranza, ma gran parte degli israeliani lo considera un movimento radicale e discutibile. Di conseguenza gli attivisti sono spesso marginalizzati in ambito pubblico. Per correttezza, però, devo dire che le organizzazioni che seguono l&#39;occupazione, Peace Now, <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/B%27Tselem">B&#39;tselem</a> [it] e <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Yesh_Din">Yesh Din</a> [in] su tutte, godono di un certo rispetto e stanno diventando importanti risorse di informazione. </p>
<p>Per quanto riguarda la copertura mediatica delle nostre iniziative, le grandi testate si limitano a trasmettere i filmati delle violenze dei colòni. Quello che non fanno è mandare in onda storie o filmati in cui <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tzva_HaHagana_LeYisra%27el">l&#39;IDF</a> [it] usa la violenza contro i pacifisti israeliani. Questa linea non è stata ancora oltrepassata in Israele poiché l&#39;opinione pubblica non mette in dubbio l&#39;autorevolezza dell&#39;IDF.  </p>
<p>Ho sfruttato moltissimo i mezzi di comunicazione digitale per far conoscere le iniziative di Ta&#39;ayush e ci sto riuscendo bene. Il mio <a title="Visita il sito in inglese" href="http://josephdana.com/">sito</a> [in] è ormai una fonte preziosa di filmati e commenti sulla realtà dell&#39;occupazione a sud della Striscia di Gaza. Gli aggiornamenti live su Twitter (<a title="Leggi il profilo in inglese" href="http://twitter.com/ibnezra">@ibnezra</a> [in]) pubblicati direttamente dalla Striscia hanno raggiunto il pubblico internazionale, spero solo che questa ondata possa crescere mentre l&#39;opposizione degli israeliani contro l&#39;occupazione continua trovare maggiore spazio.
</p>
</blockquote>
<p><a title="Leggi il tweet in inglese" alt="Leggi il tweet in inglese" href="http://twitter.com/ibnezra/status/2703472683"><img src="http://tweetshots.com/tweetstock/wt4a672ea318da3.png" width="100%" border="0" /></a></p>
<p><em></em><br />
[Proprio adesso l&#39;esercito si accinge ad arrestare dei pacifisti a Safa &#8230;]</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Israele: riflessioni su rischi ed effetti del &#8220;cessate il fuoco&#8221; unilaterale.</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/01/israele-riflessioni-su-rischi-ed-effetti-del-cessate-il-fuoco-unilaterale/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/01/israele-riflessioni-su-rischi-ed-effetti-del-cessate-il-fuoco-unilaterale/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 21 Jan 2009 03:42:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo d&#39;Urbano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ebraico]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra & conflitti]]></category>
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		<description><![CDATA[Nonostante il cessate il fuoco unilaterale e il ritiro di Israele, la tregua è stata già violata e il futuro rimane ambiguo. Diversi blogger ebraici propongono riflessioni, articolate e di segno diverso, sugli sviluppi della situazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/gilad-lotan/">Gilad Lotan</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/paolo/'>Paolo d&#39;Urbano</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/01/18/israel-unilateral-ceasefire-goes-into-and-out-of-effect/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Israele ha dichiarato l&#39;operazione ‘piombo fuso&#39; un successo, annunciando che il gabinetto di sicurezza ha <a title="Leggi la notizia in inglese" href="http://haaretz.com/hasen/spages/1056246.html">votato a favore di un cessate il fuoco unilaterale</a> [in] nella Striscia di Gaza, <a title="Leggi il post in ebraico" href="http://arbnews.wordpress.com/2009/01/18/%D7%94%D7%A4%D7%A1%D7%A7%D7%AA-%D7%94%D7%90%D7%A9-%D7%94%D7%97%D7%93-%D7%A6%D7%93%D7%93%D7%99%D7%AA-%D7%A0%D7%9B%D7%A0%D7%A1%D7%94-%D7%9C%D7%AA%D7%95%D7%A7%D7%A3/">entrato in vigore alle 2 di notte ora locale di domenica scorsa</a> [eb]. La decisione significa che Israele ha deciso di porre fine all&#39;operazione Piombo Fuso senza trovare un accordo con Hamas, confidando invece nell&#39;appoggio di Stati Uniti e Egitto per contrastare <a title="Leggi la notizia in inglese" href="http://www.haaretz.com/hasen/spages/1056173.html">l&#39;afflusso clandestino di armi</a> [in] a Gaza. Mentre <a title="Visita il sito in inglese" href="http://www3.signonsandiego.com/stories/2009/jan/17/mideast-us-011709/?politics">l&#39;America ha accolto positivamente la decisione israeliana</a> [in], Hamas ha dichiarato che <a title="Visita il sito in inglese" href="http://www.alertnet.org/thenews/newsdesk/LH56924.htm">continuerà a combattere</a> [in]. Fawzi Barhoum, portavoce di Hamas, ha criticato Israele per aver scelto un approccio unilaterale invece di cercare un&#39;intesa con i mediatori egiziani: “ si tenta di annullare gli sforzi egiziani e di altri interlocutori che cercano di ottenere il ritiro delle forze di occupazione, la fine dell&#39;assedio e il cessate il fuoco.” <a title="Leggi l'articolo in inglese" href="http://www.haaretz.co.il/hasite/spages/1056429.html">La notte è trascorsa alquanto calma</a> [in] a Gaza, mentre gli israeliani si sono svegliati in un&#39;altra <a title="Leggi la notizia in inglese" href="http://www.nrg.co.il/online/1/ART1/841/614.html?hp=0&amp;loc=1&amp;tmp=4603">mattinata piena di razzi</a> [in].</p>
<p>Israele sostiene di aver <a title="Leggi la notizia in inglese" href="http://news.yahoo.com/s/ap/20090117/ap_on_re_mi_ea/ml_israel_palestinians">distrutto il 60%</a> [in] delle centinaia di tunnel tra Gaza e l&#39;Egitto, e di aver indebolito in maniera significativa Hamas. “La nostra battaglia non è contro la gente di Gaza,” ha dichiarato Olmert alla conferenza stampa di Tel Aviv dopo la riunione di gabinetto. “Abbiamo lasciato Gaza nel 2005 con l&#39;intenzione di non tornarci mai più,” ha detto, riferendosi al ritiro unilaterale di Israele di truppe e coloni dal territorio all&#39;epoca sotto l&#39;ex-primo ministro Ariel Sharon. Uno stralcio della dichiarazione compare nel video che segue,  tradotta da <a title="Vai al canale di Tytandra007 su YouTube n inglese" href="http://www.youtube.com/user/Tytandra007">Tytandra007</a> [in]:</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/H02deH_QLz8&amp;hl=en&amp;fs=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/H02deH_QLz8&amp;hl=en&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<blockquote><p>“Se Hamas blocca completamente il lancio di razzi su Israele, questo  prenderà in considerazione il ritiro delle truppe dalla Striscia di Gaza. Qualora ciò non dovesse accadere, l&#39;esercito israeliano continuerà a operare per proteggere i nostri cittadini.”</p>
<p>“I leader di Hamas si nascondono, molti suoi membri sono stati uccisi, i centri di produzione dei razzi sono stati distrutti, le vie del contrabbando attraverso i tunnel sono state fatte esplodere, la sua capacità di spostare armi nella Striscia di Gaza è stata ridotta e i luoghi da dove vengono lanciati i razzi sono sotto il controllo militare israeliano.”</p></blockquote>
<p>Mentre gli ufficiali israeliani dichiarano <a title="Leggi la notizia in inglese" href="http://features.csmonitor.com/breaking/2009/01/17/israel-declares-gaza-cease-fire-will-hamas-accept/">di aver raggiunto gli obiettivi principali della guerra</a> [in], alcuni blogger israeliani, <a title="Leggi il post in ebraico" href="http://israblog.nana10.co.il/blogread.asp?blog=597554&amp;blogcode=10408437">come quello che vi proponiamo qui di seguito</a> [eb], sostengono che sia importante considerare il rilascio del soldato israeliano rapito, Gilad Shalit, come un pre-requisito per qualsiasi accordo con Hamas:</p>
<blockquote><p>Solo con un cessate il fuoco (o con un accordo di pace, facendo una previsione utopica) i combattimenti potranno finire. Questa è la realtà. Non possiamo cancellare un&#39;organizzazione terroristica in un sol colpo. Non è possibile cambiare totalmente senza procedere per gradi. Non dobbiamo aspettarci nulla di più. Se così fosse, quali risultati può aver ottenuto Israele dal conflitto a Gaza?</p>
<p>Distruggere le infrastrutture di Hamas è forse un successo? Non ne sarei così sicuro. Spazzare via Hamas e le altre organizzazioni terroristiche? Chiunque conosca qualcosa della storia delle organizzazioni terroristiche sa che non è possibile. Impedire il contrabbando di armi attraverso l&#39;asse Philadelphi (Egitto)? Può essere considerato un successo, ma facile da annullare subito (i razzi qassam possono essere facilmente assemblati in casa).</p>
<p>Il rilascio di Gilad Shalit è l&#39;unico successo che Israele sia in grado di ottenere con la fine dei combattimenti a Gaza. Gilad Shalit, sequestrato da Hamas, è l&#39;unico elemento che può essere percepito da Israele e dal resto del mondo come un eccellente risultato militare. Israele deve porre il suo rilascio come pre-requisito per il cessate il fuoco con Hamas.</p></blockquote>
<p>Una prospettiva comune e pessimista riguardo al cessate il fuoco è rappresentata dall&#39;<a title="Leggi il post in ebraico" href="http://israblog.nana10.co.il/blogread.asp?blog=264661&amp;blogcode=10386404">opinione di Rafi Glick</a> [eb] - secondo cui l&#39;accordo sul cessate il fuoco non eliminerà la minaccia dei razzi di Hamas nel sud di Israele:</p>
<blockquote><p>Il cessate il fuoco potrebbe portare un periodo di calma temporaneo, ma non eliminerà la minaccia dei razzi. Sono stati i governi di Sharon e Olmert a far crescere il sostegno ad Hamas nella Striscia di Gaza, mentre minacciavano il cuore del Paese con missili a lunga gittata. [Israele] ha deciso il ritiro in maniera unilaterale, senza un&#39;intesa, continuando quando Hamas è stato accettato come partito legittimo nelle elezioni, proseguendo la politica di ritiro anche durante il lancio dei razzi qassam e il costante armamento di Hamas con missili a lunga gittata.</p>
<p>I missili di Hamas e Hizbollah si sono già incontrati sopra le teste dei residenti di Gush Dan. In una guerra sulla rispettiva capacità di essere pericolosi, l&#39;Iran e i suoi alleati, Hamas e Hizbollah, hanno già vinto. Le bombe fatte a mano prodotte da Hamas paralizzano un milione di civili. Circa 250.000 bambini e 20.000 studenti. Circa il 40% della forza lavoro del sud [di Israele] è paralizzato.</p>
<p>Il cessate il fuoco, persino alle condizioni dettate da Israele, manterrà intatta la minaccia dei missili nel cuore del Paese, così come la tregua e gli accordi che hanno messo fine alla guerra in Libano non hanno liberato Israele dalla minaccia dei missili di Hizbollah, portandolo persino a partecipare alla formazione del governo libanese.</p>
<p>Il collasso del dominio di Hamas su Gaza è l&#39;unica soluzione alla minaccia dei razzi, sebbene io dubiti che il governo di Olmert (Livni e Barak) sia pronto a pagare il prezzo necessario per raggiungere questo obiettivo. Ovviamente ci sono entità internazionali che ci obbligheranno a fermare i combattimenti prima di riuscirci.</p>
<p>Non credete a quelli che dicono che questa guerra è stata fatta per porre fine alla minaccia dei razzi. Coloro che ignorano il tumore cancerogeno di Hamas non saranno in grado di eliminare la minaccia dei razzi. Il cessate il fuoco potrà portare la calma, ma la minaccia dei missili rimarrà immutata.</p></blockquote>
<p>Carl <a title="Leggi il post in inglese" href="http://israelmatzav.blogspot.com/2009/01/did-israel-cave-to-mubarak.html">si domanda</a> [in] se Israele abbia scelto il cessate il fuoco unilaterale in seguito al  discorso pronunciato sabato scorso da Mubarak:</p>
<blockquote><p>“Chiedo a Israele di porre immediatamente fine alle operazioni militari,” ha dichiarato Mubarak in un discorso sulla televisione di stato durante il 22mo giorno di una guerra che ha ucciso oltre 1.200 palestinesi riducendo in macerie molte zone di Gaza.<br />
“Invito i leader israeliani a un cessate il fuoco immediato, incondizionato e al ritiro completo delle sue truppe dalla Striscia di Gaza,” ha dichiarato, mentre il gabinetto di sicurezza israeliano si preparava a discutere l&#39;eventualità di fermare l&#39;offensiva.</p>
<p>Nel suo intervento,  Mubarak ha invitato i leader israeliani e palestinesi ad “ascoltare la ragione e la coscienza” per porre fine al bagno di sangue di Gaza.<br />
Mubarak ha ribadito che l&#39;Egitto sta lavorando per controllare le proprie frontiere con la Striscia di Gaza e il ministro degli esteri egiziano, Ahmed Abul Gheit, ha dichiarato che il Paese non si limiterà alle condizioni dell&#39;accordo appena ratificato tra Stati Uniti e Israele per fermare l&#39;afflusso di armi a Gaza.</p></blockquote>
<p>Tuttavia, nella stessa giornata dell&#39;entrata in vigore del cosiddetto cessate il fuoco, a Gaza è già stato <a title="Leggi la notizia in inglese" href="http://www.nrg.co.il/online/1/ART1/841/595.html">registrato</a> [in] uno scambio a fuoco tra l&#39;esercito israeliano e Hamas. Mentre scrivo questo post, arriva la notizia secondo cui <a title="Leggi l'articolo in inglese" href="http://www.nrg.co.il/online/1/ART1/841/614.html?hp=0&amp;loc=1&amp;tmp=4603">sei razzi qassam hanno colpito la città di Sderot</a> [in]. Quali sono le vostre opinioni su questo cessate il fuoco unilaterale? Può funzionare e, se così fosse, quanto durerà? Noi di Global Voices Online faremo del nostro meglio per seguire da vicino l&#39;evolversi del conflitto.</p>
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		<title>Gaza/Sderot: Israele e Palestina insieme in un video</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2008/12/gazasderot-israele-e-palestina-insieme-in-un-video/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2008/12/gazasderot-israele-e-palestina-insieme-in-un-video/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 27 Dec 2008 06:22:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Ignone</dc:creator>
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		<guid isPermaLink="false">http://it.globalvoicesonline.org/?p=541</guid>
		<description><![CDATA[Il progetto "Gaza/Sderot: Life in Spite of Everything" non è che uno degli esempi di come i media online possano gettare un ponte tra differenti culture e visioni del mondo. Il progetto segue e ripropone sul web la vita quotidiana di dodici persone, residenti da entrambe le parti di un confine segnato dalla violenza. Tutte persone che condividono preoccupazioni, sogni, speranze - e un forte desiderio di pace.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/juliana-rincon-parra/">Juliana Rincon Parra</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/stefano-ignone/'>Stefano Ignone</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2008/12/24/gazasderot-israel-and-palestine-together-on-video/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Il progetto <a title="Vai alla pagina del progetto in inglese" href="http://gaza-sderot.arte.tv">Gaza/Sderot: Life in Spite of Everything</a> [in] [Gaza/Sderot: vivere a dispetto di tutto] non è che uno dei principali esempi di come i media online possano gettare un ponte tra differenti culture e visioni del mondo. Il progetto, realizzata da <a title="Vai alla pagina di ARTE.tv in francese" href="http://www.arte.tv/fr/70.html">ARTE.tv</a> [fr], stazione televisiva culturale franco-tedesca, ha seguito la vita quotidana di dodici persone residenti da entrambe le parti di un confine segnato dalla violenza, riproponendole su un sito web per dieci settimane fino al 23 dicembre scorso. I video, della durata di due minuti ciascuno, raccontano alcuni momenti della vita di sei abitanti di Gaza, in Palestina, e di sei residenti di Sderot, in Israele, dall&#39;altro lato del confine, nell&#39;arco di due mesi.</p>
<p>Uno dei grandi vantaggi dei media online è l&#39;interattività: parecchi i modi con cui è possibile vedere gli ottanta video disponibili. Possiamo scorrerli tutti in ordine cronologico, con un video palesinese sulla destra e uno israeliano sulla sinistra. Si può seguire la vicenda di un singolo personaggio nel corso dei due mesi di riprese, e guardare tutti i cortometraggi in questo modo. Ancora, è possibile scegliere i video da una mappa, in base al luogo dove sono state effettuate le riprese, o selezionarli rispetto a determinati argomenti. Si può anche indicare la lingua preferita: il contenuto è stato tradotto in arabo, ebraico, inglese, francese e tedesco. Il sito permette sempre di controllare ciò che accade nello stesso momento dall&#39;altra parte, dando così agli spettatori l&#39;opportunità unica di rendersi conto di come la vita, dalle due parti del confine, sia in realtà ben più simile di quanto non si creda: la gente, continua ad avere preoccupazioni, sogni e speranze.</p>
<p>Heba Safi, per esempio, appartiene allo Young Journalist Club di Gaza e in diversi video racconta della propria vita e di quella dei concittadini: ci parla del sistema sanitario, della vita dei giovani palestinesi, dell&#39;essere donna, dell&#39;amicizia, dello shopping, degli sport, della sua carriera, e delle speranze per un futuro migliore. In <a title="Guarda il video in arabo con sottotitoli in inglese" href="http://gaza-sderot.arte.tv/en/11_04_2008_gaza_heba-at-coffee-shop">questo video</a> [ar/in], Heba racconta della sua vita come donna e dell&#39;ambizione di diventare giornalista.</p>
<p><script title="Life in Spite of Everything: video in arabo con sottotitoli in inglese"  alt="Life in Spite of Everything: video in arabo con sottotitoli in inglese" src="http://gaza-sderot.arte.tv/en/11_04_2008_gaza_heba-at-coffee-shop/share/450" type="text/javascript"></script> </p>
<p>Daniele Mordechai racconta la vita di una sedicenne a Sderot, che cerca di conciliare gli obblighi scolastici con la recitazione e la sopravvivenza. Nel <a title="Guarda il video in ebraico con sottotitoli in inglese" href="http://gaza-sderot.arte.tv/en/12_02_2008_sderot_let-play-red-alert">video seguente</a> [eb/in], in quello che probabilmente è l&#39;unico parco giochi-bunker del mondo, la ragazza gioca con i bambini cui fa da baby-sitter per prepararli all&#39;allarme rosso [che scatta quando partono i razzi qassam].<script src="http://gaza-sderot.arte.tv/en/12_02_2008_sderot_let-play-red-alert/share/450" type="text/javascript"></script></p>
<p>Le diverse conclusioni cui giungono i personaggi palestinesi sono riassunte nel <a title="Guarda il video in arabo con sottotitoli in inglese" href="http://gaza-sderot.arte.tv/en/12_23_2008_gaza_conclusion">video che segue</a> [ar/in]:</p>
<p><script src="http://gaza-sderot.arte.tv/en/12_23_2008_gaza_conclusion/share/450" type="text/javascript"></script> E le conclusioni dei residenti di Sderot, invece, <a title="Guarda il video in ebraico con sottotitoli in inglese" href="http://gaza-sderot.arte.tv/en/12_23_2008_sderot_assessments">sono qui</a> [eb/in]:  <script src="http://gaza-sderot.arte.tv/en/12_23_2008_sderot_assessments/share/450" type="text/javascript"></script></p>
<p>È possibile seguire  <a title="Vai alla pagina di selezione dei video" href="http://gaza-sderot.arte.tv/en/faces/">molte altre storie</a> [ar/eb/in] raccontate da studenti, musicisti, casalinghe, artisti, pescatori, autistio d&#39;ambulanza, insegnanti di arti marziali, contadini, dottori, proprietari di mini-market, parrucchieri e pugili: tutte persone che condividono un forte desiderio di pace.</p>
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		<title>Mumbai: cronaca dell&#039;irruzione al centro Chabad</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2008/11/mumbai-cronaca-dellirruzione-al-centro-chabad/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2008/11/mumbai-cronaca-dellirruzione-al-centro-chabad/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 29 Nov 2008 02:04:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Ignone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia meridionale]]></category>
		<category><![CDATA[Disastri]]></category>
		<category><![CDATA[Ebraico]]></category>
		<category><![CDATA[India]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente & Nord Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Recupero e soccorso]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[Ultimora]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

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		<description><![CDATA[Mentre si svolgeva il blitz dei commando allo Chabad Jewish Center di Mumbai, si sapeva ancora ben poco sulle condizioni degli ostaggi. Da un sito ebraico attivo nonostante lo Shabbat, i lanci di cronaca sulla lunga operazione fino al tragico esito finale. Prosegue lo <a href="http://globalvoicesonline.org/specialcoverage/mumbai-india-blasts-2008/">Speciale di Global Voices su Mumbai</a>.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/gilad-lotan/">Gilad Lotan</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/stefano-ignone/'>Stefano Ignone</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2008/11/28/israel-updates-on-the-chabad-home-hostage-operation-in-mumbai/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Mentre si svolgeva il blitz dei reparti speciali di polizia al Chabad Jewish Center di Mumbai, si sapeva ancora ben poco sulle condizioni degli ostaggi. <a title="Leggi l'articolo wikipedia sullo Chabad" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Chabad">Chabad</a> [in] è uno dei maggiori movimenti <a title="Leggi l'articolo su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Hassidismo">hassidisti</a> [it] del Giudaismo ortodosso. Il movimento gestisce migliaia di centri in tutto il mondo, fornendo agli ebrei centri d&#39;incontro, sinagoghe e scuole; in una parola, offrendo servizi educativi per gli ebrei della diaspora. Sono molto noti presso i viaggiatori israeliani, che frequentano i centri durante il consueto viaggio dopo il servizio militare.</p>
<p>Il sito del <a title="Visita il sito del Chabad italiano" href="chabadinfo.com">Chabad</a> [it] è bloccato, al momento, perchè è in corso l&#39;installazione del software <a title="Leggi il post originale da Gilad in inglese" href="http://giladlotan.com/blog/?p=335">Saturday Guard</a> [in],  che impedisce agli utenti di accedervi durante il Sabbath. Nonostante l&#39;implementazione del nuovo sistema di filtraggio, la maggior parte degli aggiornamenti viene pubblicato su di un <a title="Visita il sito in inglese" href="http://www.shturem.net/index.php?section=news&amp;id=31546">sito gemello</a> [ebr]. Gli aggiornamenti più recenti sostengono che i cinque ebrei in ostaggio sarebbero stati trovati morti:</p>
<blockquote><p>aggiornamento delle 06:22 - Un commando militare si è avvicinato al centro Chabad. Un terrorista ucciso.</p>
<p>aggiornamento delle 07:01 - Il Chabad è ancora sotto assedio.</p>
<p>aggiornamento delle 07:17 - CNN riferisce che una madre e suo figlio, in lacrime, sarebbero stati lasciati uscire dall&#39;edificio. Non è ancora chiaro se si trattasse dei familiari del Rabbino Holtzberg.<br />
aggiornamento delle 07:43 - Le forze di sicurezza riferiscono che all&#39;interno della Casa Chabad ci sarebbero cinque terroristi.<br />
aggiornamento delle 08:05 - Il portavoce del Chabad, il rabbino Menahem Brod, dichiara: l&#39;Emissario e suo figlio sono riusciti a fuggire dalla casa Habad.<br />
aggiornamento delle 08:19 - La donna fuggita dal centro ebraico è una tutrice, fuggita insieme al figlio degli Emissari. Si trovano ancora nell&#39;edificio.<br />
aggiornamento delle 08:24 - Viene chiesto agli Hassid del movimento Chabad di recarsi al Muro del Pianto, a Gerusalemme, a pregare per la salvezza degli Emissari.<br />
aggiornamento delle 08:34 - Alcuni testimoni affermano che i terroristi avrebbero lasciato andare il figlio dell&#39;Emissario e la sua tutrice. Ma sono ancora trattenuti nell&#39;edificio.<br />
update 08:36 - La radio israeliana afferma: la tutrice rilasciata racconta che l&#39;Emissario e la moglie erano svenuti.<br />
aggiornamento delle 08:55 - La radio israeliana afferma: Il figlio dell&#39;Emissario rilasciato è stato condotto alla stazione di polizia assieme alla tutrice. Le condizioni dei suoi genitori non sono ancora chiare.<br />
aggiornamento delle 09:03 - La madre dell&#39;Emissario, su vnet: &#8220;Sento che sono vivi&#8221;<br />
aggiornamento delle 09:23 - Le forze indiane di sicurezza: è possibile che i terroristi abbiano esaurito le munizioni.<br />
aggiornamento delle 11:23 - Udita una serie di esplosioni alcuni minuti fa provenire dall&#39;interno del centro Chabad. Si ritiene che siano le forze di sicurezza che irrompono nell&#39;edificio.<br />
aggiornamento delle 12:03 - Alle 15.00 del pomeriggio è prevista una preghiera di massa al Muro del Pianto per la salvezza degli ostaggi.<br />
aggiornamento delle 13:51 - Il centro giovanile Chabad si appella alla preghiera in tutto il Paese.<br />
aggiornamento delle 14:31 - I rapitori chiedono la riapertura delle trattative per la liberazione degli ostaggi del centro Chabad.<br />
aggiornamento delle 17:31 - Il Ministro degli esteri israeliano: siamo molto preoccupati per le vite degli ostaggi nel centro Chabad.<br />
aggiornamento delle 19:44 - Fonti della stampa diffondono la notizia non confermata che alcuni degli ostaggi del centro sarebbero stati rilasciati.<br />
aggiornamento delle 20:11 - Il Ministro degli Esteri israeliano: “non c&#39;è alcun fondamento nella notizia che alcuni ostaggi sarebbero stati rilasciati. Abbiamo poche notizie, cosa che dà adito a molta preoccupazione&#8221;.<br />
aggiornamento delle 21:41 - La tutrice fuggita con il figlio dell&#39;Emissario dice in un&#39;intervista esclusiva: “Continua a chiedere dei suoi genitori”.<br />
aggiornamento delle 23:00 - CNN-IBN: fortissima esplosione dall&#39;interno del centro Chabad a Mumbai.<br />
aggiornamento delle 23:51 - il Ministero degli Esteri israeliano afferma che nonostante quanto suggerito da diverse fonti, non è stato rilasciato ancora nessun ostaggio dal centro Chabad a Mumbai. L&#39;ufficio del Ministro sta contattando la polizia di Mumbai per avere dettagli sulla forte esplosione. Alcune notizie precedenti affermavano che otto persone erano state viste lasciare il centro Chabad, anche se una fonte diplomatica sostiene che sarebbero stati visti uscire da un edificio adiacente.<br />
aggiornamento delle 01:35 - Il rabbino Nachman Holzberg e la moglie hanno lasciato la casa di Crown Heights alla volta di Israele. La famiglia afferma: continuiamo a ricevere informazioni contrastanti.<br />
aggiornamento delle 02:44 - CNN: terza esplosione stasera al centro Chabad, causata da una bomba a mano lanciata dall&#39;interno dell&#39;edificio contro le forze di sicurezza indiane che circondano l&#39;edificio.<br />
aggiornamento delle 02:46 - Una delegazione israeliana si sta dirigendo sul posto per aiutare nelle operazioni di soccorso degli ostaggi.<br />
aggiornamento delle 03:47 - Le forze di sicurezza indiane hanno aperto il fuoco sul centro Chabad. Non è ancora chiaro se stanno per irrompere nell&#39;edificio.<br />
aggiornamento delle 03:50 - Corrispondente politico: quattro morti presso il centro Chabad; Livni: la situazione appare tragica.<br />
aggiornamento delle 04:20 - Forti sparatorie al centro ebraico.<br />
aggiornamento delle 05:05 - Una bandiera bianca viene esposta da una finestra del quarto piano dell&#39;edificio.<br />
aggiornamento delle 06:46 - Un reporter di NDTV, di fronte al centro, riferisce che l&#39;operazione starebbe prendendo più tempo del previsto perchè il rabbino e la moglie sono ancora vivi.<br />
aggiornamento delle 07:12 - Il rabbino Grossman al canale israeliano Channel 2: i familiari dell&#39;Emissario sono arrivati a Mumbai e hanno preso in custodia il nipote, che oggi festeggia il suo secondo compleanno.<br />
aggiornamento delle 08:05 - Agente di polizia a Sky News: Ci sono cinque o sei ostaggi ancora prigionieri nel centro ebraico.<br />
aggiornamento delle 08:41 - Forti sparatorie al centro. Il commando militare è penetrato nell&#39;edificio passando dal tetto.<br />
aggiornamento delle 08:52 - Rapporto da Mumbai: 3 esplosioni udite nei pressi dell&#39;edificio.<br />
aggiornamento delle 09:25 - Stima di alti ufficiali dell&#39;esercito: l&#39;operazione andrà avanti diverse ore.<br />
aggiornamento delle 10:25 - Ufficiale di sicurezza israeliano: le forze d sicurezza si stanno avvicinando al piano dove sono tenuti gli Emissari.<br />
aggiornamento delle 10:51 - Il canale British Sky riferisce: udite esplosioni e sparatorie provenire dai pressi del centro Chabad a Mumbai.<br />
aggiornamento delle 10:52 - CNN India riferisce che il quarto e il quinto piano dell&#39;edificio sono stati evacuati.<br />
aggiornamento delle 11:33 - Il commando militare controlla la maggior parte dell&#39;edificio. Si odono in continuazione gli eco delle esplosioni.<br />
aggiornamento delle 12:10 - La radio israeliana: i media indiani affermano che gli Emissari dello Chabad sarebbero trattenuti ancora vivi, e quindi il commando adotta la massima cautela.<br />
aggiornamento delle 14:01 - Il rabbino afferma ai volontari: potete lavorare anche iurante il Sabbath, che in India comincerà fra quindici minuti.<br />
aggiornamento delle 14:44 - Udite forti esplosioni nel centro, che hanno distrutto parte della struttura. La polizia afferma: ci sono ancora tre terroristi.<br />
aggiornamento delle 14:55 - Buone notizie dal centro: La CNN afferma che il commando avrebbe soverchiato i terroristi. Non si hanno ancora notizie sulle condizioni dell&#39;Emissario e della moglie.<br />
aggiornamento delle 15:48 - cinque ebrei trovati morti nel centro Chabad.</p></blockquote>
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		<title>Israele interrompe il cessate-il-fuoco con Hamas</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2008/11/israele-interrompe-il-cessate-il-fuoco-con-hamas/</link>
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		<pubDate>Mon, 24 Nov 2008 05:46:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Ignone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Casi umanitari]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Ebraico]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra & conflitti]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

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		<description><![CDATA[L'accordo temporaneo per il cessate-il-fuoco tra Israele e Hamas ha avuto brusca fine a inizio novembre, con un'escalation di violenza e la reintroduzione dell'embargo a Gaza. Gilad Lotan offre un'articolata panoramica sulla fine della fragile tregua e sull'incerto futuro in vista delle elezioni (sia in Israele che in Palestina).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/gilad-lotan/">Gilad Lotan</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/stefano-ignone/'>Stefano Ignone</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2008/11/19/israel-end-of-the-ceasefire-with-hamas/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>L&#39;accordo temporaneo per il cessate-il-fuoco (<em>tahdiya</em>) tra Israele e Hamas ha avuto fine a inizio novembre, quando si è avuta un&#39;escalation di violenza nella regione e la reintroduzione dell&#39;embargo a Gaza. Le Forze Israeliane di Difesa (IDF), che avevano raccolto informazioni su un piano di Hamas volto al rapimento di alcuni suoi soldati, sono intervenute nei pressi del confine con Gaza. L&#39;operazione avrebbe sventato il piano e ucciso sette agenti di Hamas. Come rappresaglia, Hamas ha lanciato un pesante attacco con razzi e colpi di mortaio nella regione meridionale di Israele.</p>
<p>L&#39;accordo per il cessate-il-fuoco, firmato con la mediazione del Governo egiziano a inizio giugno, prevedeva le seguenti condizioni: 1) fine di ogni ostilità tra Gaza e Israele, e alleggerimento dell&#39;embargo [su Gaza]; 2) maggior elasticità nelle limitazioni israeliane al passaggio delle merci; 3) l&#39;inizio di trattative sulla riapertura dell&#39;attraversamento di Rafah tra Gaza e l&#39;Egitto e sullo scambio di prigionieri per ottenere la liberazione del soldato israeliano Gilad Shalit.</p>
<p>Israele aveva assicurato che si sarebbe astenuta da operazioni militari di grande portata, pur riservandosi il diritto di condurre attacchi mirati su bersagli specifici qualora se ne fosse manifestata la necessità. D&#39;altro canto, Hamas ha sempre considerato l&#39;accordo temporaneo di cessate-il-fuoco come una &#8220;tahdiya&#8221;, e non una &#8220;hudna&#8221;. <a title="Leggi l'articolo in inglese dal Jerusalem Centre for Public Affairs" href="http://www.jcpa.org/JCPA/Templates/ShowPage.asp?DBID=1&amp;LNGID=1&amp;TMID=111&amp;FID=582&amp;PID=0&amp;IID=2224">Jonathan Dahoah Halevi</a> [in] spiega la differenza:</p>
<blockquote><p>La differenza tra i due termini arabi è sostanziale. &#8220;Hudna&#8221; significa &#8220;tregua&#8221;, ed è ben più concreta della &#8220;tahdiya&#8221; - &#8220;un periodo di calma&#8221; - che è il termine spesso utilizzato da Hamas per descrivere un semplice cessate-il-fuoco. Ad ogni modo, nel pensiero tradizionale islamico una &#8220;hudna&#8221; indica un accordo negoziato tra un&#39;entità islamica e una non islamica che può essere ritrattato nel momento in cui la fazione islamica recupera la forza necessaria per riprendere il combattimento. Nondimeno, una &#8220;hudna&#8221; implica il riconoscimento dell&#39;esistenza della controparte, ma non l&#39;accettazione della sua legittimità.</p>
<p>Una &#8220;tahdiya&#8221; è meno solida di una hudna. Negli scorsi mesi il leader di Hamas, Khaled Mashaal, e il suo vice, Musa Abu Marzouq, hanno proposto la loro interpretazione del concetto. In un&#39;intervista rilasciata ad Al-Jazeera (il 26 aprile 2008), Mashaal ha spiegato che per Hamas una thadiya è &#8220;una tattica usata nella gestione di un conflitto, una fase nel quadro della resistenza [termine che indica ogni forma di lotta]&#8221;. Ha inoltre aggiunto che &#8220;Non è inusuale per un gruppo impegnato nella resistenza (&#8230;) lanciare un&#39;escalation, per ritirarsi subito dopo, proprio come una marea  (&#8230;) La <em>tahdiya </em>permette una trattativa che costringerà Israele (&#8230;) a rimuovere l&#39;assedio (&#8230;) e se ciò accadrà, vorrà dire che abbiamo ottenuto un risultato notevole (&#8230;) Parliamo qui di una <em>tahdiya </em> tattica (&#8230;) Finchè persisterà l&#39;Occupazione, non ci saranno alternative alla resistenza.</p></blockquote>
<p>Questo cessate-il-fuoco ha permesso ad Hamas di espendare la capacità militare in vista della prossima ondata di terrore e violenza. Il blogger <a title="Leggi l'articolo in inglese dal blog originale" href="http://soccerdad.baltiblogs.com/archives/2008_07.html">soccer dad</a> [in] discute quest&#39;aspetto:</p>
<blockquote><p>Ciò significa semplicemente che Israele tollererà un certo livello di violazioni prima di essere costretta ad agire. Il circolo vizioso continuerà a ripetersi finchè Israele non deciderà di intraprendere un&#39;azione decisiva nei confronti di Hamas, e spazzarne via le capacità terroristiche proprio come fece contro Fatah nel corso dell&#39;operazione <em>Defensive Shield</em>.</p>
<p>Il punto principale di una <em>tahadiyeh</em>è, per Hamas, che le permette di riarmarsi e organizzare la prossima campagna contro Israele.</p>
<p>È inoltre plausibile immaginare che Hamas non abbia alcuna intenzione di rilasciare Gilad Shalit in tempi brevi. Nonostante i benefici politico-militari derivategli dalla <em>tahadiyeh</em>, se Hamas è tanto impudente da permettersi di accusare Israele di non rispettare i doveri imposti dalla tregua, mentre li vìola apertamente (continuando il riarmo), questo significa che cercherà di ottenere molto di più per il rilascio di Shalit.</p></blockquote>
<p>Il fragile accordo raggiunto tra Israele e Hamas è soggetto alla promessa egiziana di fare il possibile per impedire il contrabbando di armi nella Striscia di Gaza (&#8230;)</p>
<p>Gli eventi del 4 novembre hanno riportato la violenza nella regione, e posto di fatto fine al cessate-il-fuoco. Il blog Doc&#39;s Talk <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://docstalk.blogspot.com/2008/11/significant-erosion-of-lull-arrangement.html">ha descritto gli eventi</a> [in] nel loro sviluppo:</p>
<blockquote><p>Le Forze Israeliane di Difesa (IDF), che avevano raccolto informazioni su un piano di Hamas volto al rapimento di alcuni soldati, sono intervenute nei pressi del confine gazano. L&#39;operazione avrebbe sventato il piano, e ucciso sette agenti di Hamas. Come rappresaglia, Hamas ha lanciato un pesante attacco con razzi e colpi di mortaio, il primo dopo l&#39;entrata in vigore del fragile accordo. Dopo i primi lanci, razzi e colpi di mortaio sono proseguiti sporadicamente (a opera di organizzazioni terroristiche minori). Israele ha reagito chiudendo l&#39;accesso alla Striscia di Gaza (&#8230;).</p>
<p>Il 12 novembre c&#39;era stato un altro episodio, quando l&#39;IDF aveva ucciso quattro terroristi di Hamas  che stavano piazzando un ordigno esplosivo improvvisato lungo la recinzione di sicurezza del confine. Le organizzazioni terroristiche palestinesi, capeggiate da Hamas, avevano reagito con il lancio di razzi e colpi di mortaio sui centri abitati del Negev occidentale, tra cui Sderot e Ashqelon. La pioggia di razzi, lanciati con varia intensità, è proseguita per ben quattro giorni senza sosta.</p>
<p>(…) Vista la scarsità di beni di prima necessità nella Striscia, e a seguto degli appelli rivolti dalla comunità internazionale, l&#39;11 novembre Israele aveva deciso di rifornire la centrale elettrica di Gaza  con una ridotta quantità di carburante, interrompendo la fornitura il giorno successivo per la ripresa dell&#39;offensiva missilistica di Hamas.</p>
<p>(…) In realtà la chiusura della centrale ha provocato malfunzionamenti nell&#39;erogazione di energia elettrica nell&#39;area di Gaza City. Tuttavia l&#39;interruzione non è stata totale, poiché la centrale di Gaza è responsabile soltanto del 30% dell&#39;energia erogata nella zona. Come al solito Hamas ha avviato una campagna propagandistica in cui enfatizzava la portata delle sofferenze subite dalla popolazione locale, tralasciando volontariamente ogni riferimento agli attacchi terroristici e al lancio di razzi che avevano causato la chiusura dell&#39;attraversamento. L&#39;obiettivo della campagna era quello di esercitare pressione su Israele tramite la comunità internazionale, i Paesi arabi e l&#39;opinione pubblica israeliana; in questo modo, Israele ha dovuto riaprire i passaggi per Gaza nonostante le organizzazioni terroristiche palestinesi stessero continuando a sferrare attacchi.</p></blockquote>
<p>Mentre la posizione israeliana ufficiale suggerisce che i continui blackout sarebbero una messinscena di Hamas, (<a title="Leggi l'articolo in inglese dal Jerusalem Post" href="http://www.jpost.com/servlet/Satellite?cid=1201070777685&amp;pagename=JPost%2FJPArticle%2FShowFull">non è la prima volta</a> [in] che lo Stato ebraico solleva tale questione), la situazione a Gaza è disperata.  Amira Hass <a title="Leggi il reportage in inglese dal sito di Haaretz" href="http://www.haaretz.com/hasen/spages/1037857.html">propone</a> [in] una descrizione più personale delle condizioni di vita a Gaza:</p>
<blockquote><p>Uffici, studi medici, residenze private: tutti al buio per i continui cali di tensione, che possono verificarsi a qualunque ora del giorno. Ogni telefonata ha inizio chiedendo all&#39;interlocutore se ha l&#39;elettricità, se è riuscito a lavare i figli prima che finisse l&#39;acqua calda, se la lavatrice era in funzione quando è andata via la luce.</p>
<p>I frigoriferi sono particolarmente soggetti a rompersi per le continue interruzioni di corrente; anche la rete di telefonia mobile è vulnerabile, e a volte finisce per collassare. Non sono tanti quelli che possono permettersi un gruppo elettrogeno per la casa o per l&#39;ufficio, o il carburante necessario a farli funzionare. Si cerca di risparmiare ogni centesimo.</p>
<p>La carenza di carburante e di bombole a gas per cucinare comincia a preoccupare molte persone. Al momento, pur essendo novembre, il clima è ancora relativamente mite, ma la gente pensa a quello che succederà se Israele continuerà a impedire il passaggio di gas per cucinare o diesel per il riscaldamento anche quando arriverà l&#39;inverno.</p></blockquote>
<p>A spulciare la stampa e la blogosfera israeliane, sembrerebbe non fossero in molti a credere che la tregua sarebbe durata fino a novembre. In un post intitolato <a title="Leggi l'articolo in inglese dal sito di Haaretz" href="http://www.haaretz.co.il/hasen/spages/1037571.html">Crushing the tahadiyeh</a> Zvi Bar&#39;el scrive:</p>
<blockquote><p>Un tunnel qui, una bomba sul ciglio della strada lì, colpi di mortaio, razzi qassam, chiusure dei confini, riaperture dei confini, invasioni dell&#39;esercito israeliano, &#8220;operazioni veloci ed efficaci&#8221;, quattro assassinati, altri sei morti. I puntelli che finora mantenevano in piedi la fragile tregua nella Striscia di Gaza, che le impedivano di crollare, cominciano a rompersi con velocità e rumore crescenti. Ciascuna fazione sta ben attenta a non proclamare la fine del cessate-il-fuoco, ben sapendo che chi lo farà verrà immediatamente indicato come responsabile del crollo di quella fragile proposizione. Non sono passati nemmeno cinque mesi &#8220;tranquilli&#8221; dalla stipula della tregua, ottenuta con la mediazione dell&#39;Egitto, che è già ora di prepararsi alla fase successiva.<br />
(…)<br />
Dall&#39;entrata in vigore del cessate-il-fuoco, Israele ha addotto diverse ragioni per sospendere l&#39;accordo e lanciare un attacco su Gaza. Le armi e gli esplosivi sono arrivati nella Striscia senza essere quasi notati, si è continuato a scavare tunnel e a installare ordigni esplosivi su tutto il territorio per respingere un&#39;eventuale invasione israeliana via terra. Il &#8220;tunnel a orologeria&#8221; della scorsa settimana, presumibilmente realizzato allo scopo di rapire alcuni soldati israeliani, non poteva essere certo classificabile come &#8220;pericolo imminente ed effettivo&#8221;; la sua esistenza era nota, e le autorità israeliane avrebbero potuto impedirne l&#39;utilizzo, o perlomeno si potevano trasferire i soldati stazionati lungo il percorso.</p>
<p>È impossibile sostenere che chi ha deciso di farlo saltare in aria abbia agito con avventatezza.<br />
 L&#39;establishment militare era a conoscenza delle immediate conseguenze di una simile contromisura, così come sapeva bene che istituire una politica di &#8220;ingresso controllato&#8221; nell&#39;angusta area della Striscia avrebbe condotto in una sola direzione: alla fine della tregua. Si è quindi trattato di una mossa dettata da ragioni politiche, non di una decisione tattica presa da un comandante militare dell&#39;area.</p></blockquote>
<p>Recentemente, L&#39;Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani ha criticato Israele. Barak Ravid e Amos Harel <a title="Guarda il video in ebraico (con sottotitoli in inglese) con il commento" href="http://www.haaretz.com/hasen/spages/1038499.html">commentano</a> [ebr] la reazione israeliana alle sue osservazioni:</p>
<blockquote><p>Israele ha reagito duramente a commenti rilasciati da Navi Pillay, Alto Commisario per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, che richiedeva la fine immediata del blocco imposto sulla Striscia, fatto che secondo lei costituiva una violazione del diritto internazionale e umanitario.</p>
<p>Nella dichiarazione rilasciata dal suo ufficio di Ginevra, la Pillay aveva richiamato con fermezza Israele a consentire il transito di aiuti, cibo, medicinali e del carburante necessario a permettere il ripristino della rete elettrica e dei servizi idrici nel territorio controllato da Hamas.</p>
<p>Secondo alcune fonti, la Pillay avrebbe inoltre affermato che per mesi un milione e mezzo di uomini, donne e bambini palestinesi sono stati deprivati dei più essenziali diritti umani. Ha quindi rivolto un appello a Israele affinchè ponga fine ai raid aerei e alle incursioni su Gaza, oltre che anche ai militanti palestinesi perché cessino il lancio di razzi sul territorio israeliano.</p>
<p>Israele aveva imposto il blocco di Gaza dopo che il gruppo islamico di Hamas aveva preso con la forza il controllo del territorio nel 2006. Più recentemente, vista la recrudescenza negli attacchi missilistici sulle città israeliane, lo Stato ebraico aveva inasprito l&#39;embargo.</p>
<p>Le richieste della Pillay hanno provocato la piccata risposta dell&#39;ambasciatore israeliano alle Nazioni Unite a Ginevra, Aharon Leshno-Yaar. Costui l&#39;ha accusata di essere poco lungimirante e di ripetere informazioni palesemente errate.</p>
<p>“La responsabilità totale di quanto sta accadendo nella Striscia di Gaza va attribuita ad Hamas, che investe le sue risorse negli armamenti e nella pianificazione di attentati terroristici, invece di occuparsi della popolazione su cui esercita un controllo brutale&#8221;, ha detto Aharon Leshno-Yaar, aggiungendo che negli ultimi dieci giorni le organizzazioni palestinesi paramilitari avrebbero lanciato contro Israele oltre 170 tra razzi e colpi di mortaio.</p>
<p>Leshno-Yaar ha anche respinto al mittente l&#39;accusa della Pillay, secondo cui Israele avrebbe interrotto il rifornimento delle risorse essenziali a Gaza.</p>
<p>“Acqua ed energia elettrica continuano a passare da Israele a Gaza; ieri 33 camion carichi di rifornimenti sono stati fatti entrare nella Striscia, e molti altri continueranno ad arrivare non appena Hamas porrà fine ai violenti attacchi&#8221;, ha continuato Leshno-Yaar.</p></blockquote>
<p>Infine, un&#39;opinione personale: dopo aver seguito vari blog e siti di informazione, devo ammettere che anche per me è difficile mantenere una posizione chiara, via via che la situazione lungo il confine va facendosi sempre più complessa. Una cosa è chiara: a entrambe le parti manca una leadership solida, cosa che diffonde un senso d&#39;impotenza. Anche se presto Israele e Palestina andranno a nuove elezioni, la speranza che i nuovi leader potranno mettere fine alle violenze pare ridotta al lumicino. Voi cosa ne pensate? Credete che le prossime elezioni influiranno sulla situazione? Se sì, in che modo?</p>
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		<title>Israele: verso le elezioni generali</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Nov 2008 08:39:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo d&#39;Urbano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ebraico]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

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		<description><![CDATA[Tzipi Livni, leader del partito di maggioranza israeliano, ha rinunciato a formare una coalizione governativa dopo aver sostituito il Primo Ministro uscente Ehud Olmert. Le elezioni sono previste per il 10 febbraio. Gilad Lotan rilancia le variegate reazioni della blogosfera israeliana.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/gilad-lotan/">Gilad Lotan</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/paolo/'>Paolo d&#39;Urbano</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2008/10/28/israel-heading-towards-general-elections/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Il leader del partito di maggioranza israeliano, Tzipi Livni, <a title="Leggi l'articolo da Trend News" href="http://news.trendaz.com/index.shtml?show=news&amp;newsid=1330977&amp;lang=EN">ha accantonato</a> [in] il progetto di formare una coalizione governativa. La Livni aveva cercato di mettere insieme un governo sin dal mese scorso, quando ha sostituito il Primo Ministro Ehud Olmert alla guida del <a title="Leggi l'articolo su Wikipedia italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Kadima">Kadima</a> [it]. Durante una trasmissione in diretta con il presidente Shimon Peres, la Livni ha affermato di non volere cedere a quelli che definiva ricatti politici, molto probabilmente ad opera del partito religioso, lo <a title="Leggi l'articolo su Wikipedia italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Shas">Shas</a> [it].</p>
<p><a title="Leggi il post originale" href="http://scoop.co.il/article.html?id=20502">Liron Tamam</a> [eb] scrive:</p>
<blockquote><p>La decisione della Livni di interrompere le consultazioni e andare alle elezioni generali sembra necessaria. Anche se fosse riuscita a costruire una coalizione, avrebbe con tutta probabilità rappresentato terreno fertile per ricatti politici e crisi di governo. La Livni ce lo ha voluto risparmiare.</p>
<p>Cosa succederà adesso? Una volte concluse le elezioni amministrative andremo subito a quelle nazionali. Nel bel mezzo del gelido inverno, pioveranno dal cielo diverse campagne elettorali, inondandoci di promesse. Si dice che per il Likud le elezioni saranno una passeggiata: tutto ciò che deve fare è mettere in mostra i successi del governo Kadima: la guerra in Libano, la corruzione, il rapimento di <a title="Leggi l'articolo wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gilad_Shalit">Gilad Shalit</a> [it], il disastro del sistema giudiziario, la divisione di Gerusalemme, e poi presentare la Livni come una replica di Olmert. Il Kadima, d&#39;altro canto, dirà a tutti quel che Bibi [soprannome di <a title="Leggi l'articolo su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Benjamin_Netanyahu">Benjamin Netanyahu</a> [it], leader del Likud]  vuole farci dimenticare - l&#39;economia. Kadima ci ricorderà sicuramente che rappresenta la maggioranza dei cittadini, che richiede la restituzione di tutti i territori occupati. E il Partito Laburista? Se ne rimarrà qualcosa, presenterà Ehud Barak come candidato ideale al Ministero della difesa. Chissà, forse è solo a questo che aspira, niente più.<br />
…Il Partito Laburista scaricherà Ehud Barak? Quanto ci vorrà prima che Kadima si auto-distrugga? Haim Oron riuscirà finalmente a motivare Meretz?</p></blockquote>
<p>Questa settimana la Livni aveva due di fronte due scelte: 1) diventare il Primo Ministro di un governo debole, con l&#39;appoggio di Shas dopo averne accettato le richieste, oppure 2) creare una coalizione di minoranza che poteva anche durare a lungo. Il rifiuto di Tzipi Livni di negoziare la separazione di Gerusalemme è la ragione principale del suo <a title="Leggi la notizia da Ha'aretz" href="http://www.haaretz.co.il/hasite/pages/ShArt.jhtml?itemNo=1031890&amp;contrassID=1&amp;subContrassID=0&amp;sbSubContrassID=0">disaccordo con Shas</a> [eb].</p>
<p>Durante un&#39;intervista con TV channel 1, il parlamentare dello Shas Ariel Atias ha rivelato che Tzipi Livni avrebbe accettato la richiesta del suo partito di stanziare <a title="Forum in ebraico" href="http://rotter.net/forum/scoops1/17302.shtml">1 miliardo di shequel</a> [eb], a condizione che 600 milioni venissero destinati alle famiglie con più di un figlio, mentre il resto a diverse istituzioni collegate allo Shas.</p>
<p>Qualche ora dopo, Eli Yishai, presidente dello Shas, si produce in un <a title="Sito in ebraico" href="http://www.haaretz.co.il/hasite/spages/1031854.html">attacco senza precendenti</a> [eb] contro il gruppo di Kadima che aveva condotto le trattative -</p>
<blockquote><p>“Ipocriti, razzisti e arroganti, hanno riportato alla luce lo spettro etnico”. Yishai ha attaccato i membri di Kadima dopo che questi avevano accusato lo Shas di esercitare pressioni indebite. Il politico trova interessante che &#8220;il partito laburista, che ha ricevuto 1.5 miliardi di shequel per entrare nella coalizione, non sia stato accusato di ricatto…”</p></blockquote>
<p>Attualmente le elezioni sono programmate per il 10 febbraio. Faremo il possibile per parlarne in modo dettagliato su Global Voices, man mano che emergeranno nuovi sviluppi.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Israele: Forti reazioni allo scambio di prigionieri con Hezbollah</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2008/07/israele-forti-reazioni-allo-scambio-di-prigionieri-con-hezbollah/</link>
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		<pubDate>Mon, 21 Jul 2008 07:26:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Ignone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Casi umanitari]]></category>
		<category><![CDATA[Ebraico]]></category>
		<category><![CDATA[Governance]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra & conflitti]]></category>
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		<category><![CDATA[Relazioni internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Ultimora]]></category>

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		<description><![CDATA[Mercoledì 16 luglio è stata una giornata di lutto in tutta Israele. Le poche speranze che lo scambio di prigionieri deciso con Hezbollah riportasse a casa sani e salvi i due soldati rapiti, Ehud Goldwasser ed Eldad Regev, si sono frantumate alla vista delle loro bare trasportate lungo il confine. In cambio, Israele ha rilasciato diversi terroristi libanesi, incluso Samir Kuntar, condannato a quattro ergastoli per l'assassinio di quattro israeliani a Nahariya nel 1979. Il suo rilascio ha suscitato molte polemiche, e il dibattito sull'intera questione si è esteso online, con toni forti e confronti accesi. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/gilad-lotan/">Gilad Lotan</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/stefano-ignone/'>Stefano Ignone</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2008/07/17/israel-intense-emotions-over-the-hizbollah-prisoner-exchange/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Mercoledì 16 luglio è stata una giornata di lutto in tutta Israele. Le poche speranze che lo scambio di prigionieri deciso con Hezbollah riportasse a casa sani e salvi i due soldati rapiti, Ehud Goldwasser ed Eldad Regev, si sono frantumate alla vista delle loro bare trasportate lungo il confine. In cambio, Israele ha rilasciato diversi terroristi libanesi, incluso Samir Kuntar, condannato a quattro ergastoli per l&#39;assassinio di quattro israeliani a Nahariya nel 1979. Il suo rilascio ha suscitato molte polemiche, vista la natura particolarmente spietata del suo crimine, descritto con completezza da Smadar Haran in un post intitolato <a href="http://www.washingtonpost.com/ac2/wp-dyn?pagename=article&amp;contentId=A2740-2003May17">Il mondo deve sapere cosa ha fatto alla mia famiglia quest&#39;uomo </a>.</p>
<p>Anche se Smadar Haran concorda sullo <a href="http://www.haaretz.com/hasite/spages/997242.html?more=1">scambio di prigionieri</a>, con la motivazione che né la giustizia né la sofferenza sono sue prerogative, è interessante <a href="http://www.ynet.co.il/home/0,7340,L-6627,00.html">seguire la diversità</a> di opinioni e punti di vista su un argomento così complesso. La resa dei soldati, indipendentemente dalle loro condizioni, adempie a un valore centrale nella società israeliana - vale a dire, che lo Stato di Israele è disposto a tutto pur di recuperare i soldati rimasti oltre le linee nemiche - nonostante sollevi domande molto serie sul fatto di aver offerto alle organizzazioni terroristiche un incentivo per ripetere simili operazioni. Il <a href="http://www.jpost.com/servlet/Satellite?apage=3&amp;cid=1215330981073&amp;pagename=JPost%2FJPArticle%2FShowFull">Jerusalem Post</a>, infatti, riporta delle statistiche assai preoccupanti che rivelano gli effetti a lungo termine di simili scambi:</p>
<blockquote><p>Secondo l&#39;Associazione delle vittime del terrorismo Almagor, 854 dei 6912 terroristi palestinesi rilasciati nel quadro di misure per la &#8220;confidence-building&#8221; [misure di cooperazione internazionale volte a favorire la fiducia tra Paesi con rapporti conflittuali] tra il 1993 ed il 1999 sarebbero stati arrestati sempre in connessione a reati di omicidio e terrorismo (statistica aggiornata all&#39;Agosto 2003). Di fatti, l&#39;80 per cento dei terroristi rilasciati ha commesso reati riconducibili al terrorismo &#8220;in qualità di mandanti, organizzatori o esecutori&#8221;. Dal 2000 sono stati 180 gli israeliani uccisi da terroristi rilasciati dalle celle israeliane. Queste statistiche non tengono in considerazione le centinaia di persone ferite nei medesimi attentati.</p></blockquote>
<p>Rispetto a questa vicenda, l&#39;operato del governo negli ultimi due anni è stato oggetto di forti critiche. Da un lato, il governo aveva annunciato che avrebbe &#8220;fatto qualunque cosa&#8221; in suo potere per riportare a casa i soldati rapiti. Ma, dall&#39;altro, aveva anche annunciato che non sarebbe scesa a patti con i terroristi.</p>
<p><a href="http://nadav.blogdebate.org/archives/">Nadav Peretz</a> scrive un post molto ponderato sull&#39;atteggiamento controproducente tenuto dai media e dall&#39;opinione pubblica negli ultimi mesi di negoziati:</p>
<blockquote><p>I media si sono uniformati alla narrativa popolare del &#8220;riportiamo i nostri ragazzi a casa&#8221;. Che fosse il presentatore radiofonico che dedicava loro ogni canzone trasmessa, o il giornale che ne pubblicava quotidianamente le foto - tutti hanno fatto passare il messaggio per cui Israele avesse un unico obiettivo: riportare a casa Regev, Goldwasser e Shalit.</p>
<p>Eppure, tutti erano pressochè certi che fossero morti ormai da molti mesi. Non servivano certo particolari conoscenze nei servizi di sicurezza per aver sentito simili indiscrezioni. Inoltre, ciò veniva ribadito dagli organi d&#39;informazione, pur se senza particolare convinzione. Ad ogni modo, per non urtare la sensibilità dei familiari, e a causa delle pressioni esercitate dai media, dei soldati non è mai stata dichiarata la morte.</p>
<p>Dal momento in cui i media hanno preso a sostenere quei due presupposti alla base della questione - la necessità di riportare i soldati a casa, e l&#39;impossibilità di dichiararli morti con certezza - era ovvio che questa storia sarebbe finita male,  specialmente per via dell&#39;attuale debolezza del governo.</p>
<p>I politici, che sapevano di essere in trattative per la riconsegna dei cadaveri, sono stati costretti a comportarsi come se i rapiti fossero ancora vivi - ben sapendo di non potersi permettere errori in una trattativa del genere. A causa di ciò, Israele è stata costretta a soddisfare la principale richiesta di Hezbollah: la consegna di Samir Kuntar in cambio dei cadaveri dei soldati.</p>
<p>Non dobbiamo prendercela soltanto con le testate d&#39;informazione,  ma anche con tutti quelli che hanno attaccato l&#39;adesivo con le foto dei soldati sul loro paraurti, e con tutti i blogger che hanno scritto &#8220;è assurdo che non siamo ancora riusciti ad ottenere la loro liberazione&#8221; - insomma, con quanti tra voi hanno preso parte alla campagna d&#39;opinione che ci ha portati alla situazione di oggi.</p></blockquote>
<p>Anche Yonatan <a href="http://www.2jk.org/praxis/?p=1294">critica le autorità  per aver mentito</a> sulle condizioni dei soldati, suggerendo che con ogni probabilità sapessero della loro morte da molto tempo. Secondo lui, invece di mentire nel tentativo di risollevare il morale della nazione, il Governo israeliano avrebbe dovuto dire, semplicemente, &#8220;Goldwasser e Regev sono morti&#8221;.</p>
<p>Altri ancora criticano i media israeliani, che avrebbero strumentalizzato una tragedia molto seria e una crisi strategica, trasformandola in una &#8220;soap opera&#8221;.</p>
<p>Nei giorni scorsi, i mezzi di comunicazione israeliani hanno seguito gli emozionanti funerali dei due soldati. Hanno inoltre riportato le immagini dei <a href="http://www.nrg.co.il/online/1/ART1/760/856.html">festeggiamenti nei territori palestinesi</a> per la liberazione di Kuntar, il quale è stato <a href="http://news.sky.com/skynews/Home/World-News/Lebanon-Prisoner-Swap-Samir-Kuntar-Set-Free-In-Exchange-For-Bodies-Of-Ehud-Goldwasser-Eldad-Regev/Article/200807315036384?lpos=World%2BNews_0&amp;lid=ARTICLE_15036384_Lebanon%2BPrisoner%2BSwap%253A%2BSamir%2BKuntar%2BSet%2BFree%2BIn%2BExchange%2BFor%2BBodies%2BOf%2BEhud%2BGoldwasser%252C%2BEldad%2BRegev">accolto in Libano</a> come un vero e proprio eroe. In questi giorni la blogosfera israelita è in ebollizione, divisa tra sostenitori e oppositori dello scambio. Ecco la traduzione di alcuni post sul tema:</p>
<p><a href="http://israblog.nana10.co.il/blogread.asp?blog=461510&amp;blogcode=9589698">prospettiva 1:</a></p>
<blockquote><p>Lo Stato di Israele ha subito un gran numero di rapimenti, e ogni volta è stata sollevato lo stesso dilemma morale: &#8220;Pagare il riscatto o meno?&#8221;<br />
Entrambe le posizioni presentano giustificazioni e soluzioni proprie. Finora non sapevo da che parte stare.<br />
Fino ad oggi.<br />
Oggi ho capito.<br />
Dopo l&#39;avvenuta riconsegna dei soldati nelle bare (purtroppo), la sensazione di sollievo diffusasi in Israele era quasi palpabile. Per quanti avevano a cuore la situazione, è stato come liberarsi di un grosso peso.<br />
Così, oggi ho capito: è necessario essere disposti a pagare ogni prezzo. Persino il più doloroso.<br />
Lo so, è difficile starsene a guardare quel mostro, Samir Kuntar, mentre entra in Libano accompagnato da canti e balli, ma la sensazione che si prova a sapere che &#8220;i nostri figlioli sono tornati a casa&#8221; è insostituibile.</p>
<p>…</p>
<p>Dopo la musica sacra trasmessa dalla radio, dopo che avremo tutti trascorso una giornata di lutto, torneremo alla nostra vita di sempre.<br />
Cattureranno un altro soldato, cambieremo un altro Primo Ministro, ci sarà un&#39;altra guerra, altri bombardamenti&#8230; sì, la nostra routine.<br />
E finiremo col dimenticare persino chi fossero Udi ed Eldad.<br />
È triste, ma è così che vanno le cose.</p></blockquote>
<p><a href="http://israblog.nana10.co.il/blogread.asp?blog=565393&amp;blogcode=9588368">prospettiva 2:</a></p>
<blockquote>
<div class="hebrew" lang="he">אתה חופשי, סמיר קונטאר, חופשי לרצוח, לחזור הביתה ולחייך אך תיזכור את התינוקת הקטנה של גרמה שום נזק לך או למשפחתך.</p>
<p>נתתם לו עשרות מאסרי עולם אך שיחררתם אותו ביום אחד…</p>
<p>רק אחדים יודעים למה עשית את זה אולמרט…</p>
<p>בך ראש ממשלה המכובד הוא לא יפגע אך האזרחים הפשוטים יסבלו בגלל מעשייך.</p>
</div>
</blockquote>
<div class="translation">Sei libero, Samir Kuntar - libero di ammazzare, di tornartene a casa soddisfatto. Ricordati soltanto di quel bambino che non aveva fatto alcun male né a te, né alla tua famiglia. Tu hai emesso numerose condanne capitali nei suoi confronti, ma l&#39;hai liberato in un giorno solo&#8230; Non sono molti a sapere perchè hai fatto una cosa del genere, Olmert&#8230; tanto lui non farà del male a te, onorevole Primo Ministro. Piuttosto, saranno normali cittadini a soffrire le conseguenze delle tue azioni.</div>
<p><a href="http://israblog.nana10.co.il/blogread.asp?blog=257179&amp;blogcode=9588415">prospettiva 3:</a></p>
<blockquote>
<div class="hebrew" lang="he">זה פשוט לא יוצא לי מהראש</p>
<p>“דמעות של עצב בישראל, דמעות שמחה בלבנון”</p>
<p>יבוא יום, והם ייתבישו בהתנהגות שלהם</p>
<p>היום הזה פתח את פצע המלחמה מחדש, לפחות אצלי</p>
<p>הדבר היחיד שיכול “לסגור” את הפצע הזה</p>
<p>זה החזרתו של גלעד שליט</p>
</div>
</blockquote>
<div class="translation">Non riesco proprio a togliermelo dalla testa. Lacrime di dolore in Israele - Lacrime di gioia in Libano.<br />
Verrà il giorno in cui si pentiranno del loro comportamento.<br />
Questa giornata ha riaperto ancora una volta la ferita della guerra, almeno per me. L&#39;unica cosa che può alleviarla è il ritorno di Gilad Shalit.</div>
<p><a href="http://israblog.nana10.co.il/blogread.asp?blog=536987&amp;blogcode=9586870">prospettiva 4:</a></p>
<blockquote>
<div class="hebrew" lang="he">גם אני האמנתי שהם בחיים.</p>
<p>התפללתי בשבילם.</p>
<p>חיכיתי כל כך שיחזרו הביתה, ושכולם ישמחו…</p>
<p>שירדו דמעות של אושר.</p>
<p>ושבו בנים לגבולם.</p>
<p>מתים.</p>
<p>מי יודע כמה זמן, מי יודע איך, מי יודע למה ?</p>
<p>מי יודע כמה הם סבלו שם, מי יודע כמה התעללו בהם ?</p>
<p>ומי יידע לספר ?</p>
<p>עכשיו, כשבלבנון החגיגות, כאן בישראל..</p>
<p>מחפשים אשמים.</p>
</div>
</blockquote>
<div class="translation">Anch&#39;io ero tra quanti credevano che fossero ancora vivi. Ho pregato per loro, e non vedevo l&#39;ora di vederli tornare a casa&#8230; per piangere di gioia.<br />
Questi figli sono tornati alla loro terra.<br />
Morti.<br />
Chissà come sono morti, da quanto, o perchè?<br />
Quanto hanno sofferto, laggiù, o quanto a lungo sono stati torturati?<br />
E chi potrà mai dircelo?<br />
Mentre in Libano si festeggia, qui in Israele&#8230; cerchiamo qualcuno cui dare la colpa.</div>
<p><a href="http://israblog.nana10.co.il/blogread.asp?blog=566714&amp;blogcode=9589704">Litalush, 17 anni,</a> scrive:</p>
<blockquote>
<div class="hebrew" lang="he">החטופים מתים-כל תקווה שהייתה בליבי התפוצצה כאילו לא הייתה.</p>
<p>ישבתי שעות מול הטלוויזיה והדמעות לא הפסיקו לצאת .</p>
<p>לא הפסיקו לצאת למראה השמחה של החיסבאללה הנבלות האלה החסרות לב.</p>
<p>והדמעות המשיכו לפרוץ לנוכח הארונות השחורים….</p>
<p>אני יסכם את היום הזה ויגיד שוב.שהיום היה כואב וקשה .</p>
<p>אך עכשיו יש לי בטחון במדינה שכאשר אני יהיה חיילת תהיה לי מדינה שתעמוד מאחורי.</p>
</div>
</blockquote>
<div class="translation">I rapiti sono morti. Tutta la speranza che avevo in cuore è esplosa come non fosse mai esistita.<br />
Seduta davanti alla televisione, non riuscivo a fermare le lacrime&#8230; né si sono fermate davanti alle immagini dei festeggiamenti di Hezbollah.<br />
E le lacrime hanno continuato a sgorgare, mentre guardavo quelle bare nere&#8230;<br />
Per farvi capire la mia giornata, scriverò in continuazione quanto sia stata difficile e dolorosa per me.<br />
Ma ora ho fiducia nel mio Paese: quando sarò un soldato, so che il mio Paese farà di tutto per sostenermi.</div>
<p><a href="http://habanim.bon.co.il" target="_blank"><img src="http://img515.imageshack.us/img515/7369/eldaduq7.png" border="0" alt=" - הדלקו נר לזכרם" /></a></p>
<p>Dal gruppo di Facebook <a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=2223404054">Free Ehud Goldwasser, Gilad Shalit and Eldad Regev</a></p>
<blockquote><p>Dopo che gli ultimi familiari avevano lasciato l&#39;ufficio di Olmert, Karnit Goldwasser, la moglie di Ehud, è rimasta indietro. Poi si è avvicinata a Olmert, gli ha stretto la mano, e con gli occhi arrossati dal pianto ha detto: &#8220;Sono due anni che combatto, e sento che in fin dei conti, nella migliore delle ipotesi, per cosa l&#39;avrei dovuto fare? Per poter gridare &#8216;Evviva, sono vedova?&#39; &#8220;</p>
<p>Olmert è rimasto ad ascoltare, le lacrime che gli solcavano il volto.</p></blockquote>
<p>Il dibattito in Israele è ancora molto intenso - è giusto rilasciare prigionieri che <a href="http://globalvoicesonline.org/2008/01/04/israel-gilad-shalit-for-prisoners-with-blood-on-their-hands/">hanno le mani sporche di sangue,</a> sopratutto in cambio di cadaveri? Come descritto sopra, non esiste una posizione unitaria nè nell&#39;opinione pubblica, nè nel governo.</p>
<p>E tu cosa ne pensi?</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.globalvoicesonline.org/2008/07/israele-forti-reazioni-allo-scambio-di-prigionieri-con-hezbollah/feed/</wfw:commentRss>
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