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altri articoli: mini-profilo di Francese
17 agosto 2011
Madagascar: crisi politica e sanzioni economiche, il Paese resta in ginocchio
Negli ultimi anni, il Madagascar ha sperimentato un lento declino della propria economia: dopo due anni e mezzo di Governo di transizione, e a seguito dell'imposizione delle sanzioni economiche, l'economia del Paese è stata classificata dalla rivista Forbes come la peggiore del mondo. I cittadini discutono sulla situazione.
Ambiente
«Dopo aver praticamente esaurito le riserve ittiche dei loro mari, i pescherecci europei puntano agli oceani» afferma Greenpeace nel progetto SOS Océans che analizza la situazione attuale del settore e segnala l’allarmante presenza di navi da pesca europee che battono le acque dell'Africa occidentale con metodi distruttivi e non selettivi. Il documento auspica una revisione della politica comune della pesca e una tutela degli ecosistemi applicata su scala mondiale «perché i problemi ambientali non hanno frontiere».
11 agosto 2011
Togo: giornalisti scendono in piazza a difesa della libertà di parola
I giornalisti locali denunciano la campagna di intimidazione (incluse dirette minacce di morte) lanciata dall'intelligence all'interno di un piano che mira a "minacciare l'integrità fisica dei giornalisti attraverso omicidi camuffati da incidenti, avvelenamenti e falsi scandali". Partono appelli e manifestazioni pubbliche.
20 luglio 2011
Tunisia: La polizia reprime brutalmente una manifestazione pacifica
La polizia tunisina ha represso brutalmente la manifestazione organizzata il 15 luglio davanti la sede del Governo. I manifestanti chiedevano riforme e stavano organizzando un terzo sit-in nella Piazza della Kasbah, epicentro delle proteste nella capitale Tunisi.
5 luglio 2011
Libertà d'espressione
Da ieri 4 luglio è sotto l'esame della Corte d'appello di Tunisi la richiesta del blocco dei siti a carattere pornografico presentata dal Tribunale di primo grado di Tunisi all'Agence Tunisienne d’Internet (ATI), fornitore dell'accesso a Internet del Paese. L'iniziativa, lanciata lo scorso maggio da tre avvocati (secondo i quali i siti porno rappresenterebbero un pericolo per i minori e non sarebbero conformi ai valori religiosi tunisini), aveva già incontrato l'opposizione dell'ATI, ma senza alcun successo.
Secondo quanto espresso in un comunicato [fr] apparso sul sito dell'organizzazione Reporter Senza Frontiere (RSF), “come molti netizen tunisini, RSF è preoccupata per il ritorno a pratiche dell'era Ben Ali e teme che il blocco, del quale tuttora manca una definizione, non sia che il preludio della censura di altri tipi di contenuti”.
E mentre la lista dei siti che verrebbero sottoposti a oscuramento rimane sconosciuta, l'ATI ha comunicato che il provvedimento di filtraggio potrebbe portare a un peggioramento della qualità del servizio e comporterebbe ulteriori costi. L'agenzia si è inoltre detta scettica circa una reale efficacia del blocco, suggerendo al Tribunale di prendere in considerazione l'adozione di misure alternative.
RSF, da parte sua, ricorda infine come il filtraggio generalizzato dei contenuti online sia in contraddizione con la neutralità della Rete e con la libertà di espressione sostenuta dalla Commissione per la realizzazione degli obiettivi della rivoluzione e della transizione democratica tunisina.
28 giugno 2011
Senegal: manifestazioni contro la riforma elettorale proposta da Wade
In vista delle elezioni presidenziali del 2012, il progetto del Presidente senegalese Wade di introdurre emendamenti alla Costituzione che avrebbero consentito il suo terzo mandato e imposto suo figlio Karim come successore, ha fatto infuriare molti senegalesi. Le manifestazioni che hanno avuto luogo nel Paese hanno infine indotto a Wade a ritirare la proposta.
11 giugno 2011
Africa: La Cina è tallonata dall'India
Mentre cresce a vari livelli la presenza cinese nel continente nero, si è tenuto in Etiopia il secondo incontro tra India e Paesi africani. Il Piano di cooperazione proposto dall'India, basato su un modello diverso rispetto a quello cinese, fa discutere la blogosfera francofona.
7 giugno 2011
Marocco: i movimenti per la democrazia contro la repressione di Stato
All'inizio di quest'anno nessuno avrebbe potuto prevedere che l'appello lanciato da un piccolo gruppo di attivisti si sarebbe trasformato in un movimento nazionale per il cambiamento. Tre mesi e una dozzina tra marce, sit-in e raduni dopo, la blogosfera marocchina si chiede che strada dovrebbe prendere ora il movimento, e quali nuove strategie adottare di fronte alla crescente repressione della polizia.
5 giugno 2011
Tunisia: il rinvio delle elezioni del 24 luglio è inevitabile?
Due mesi dopo la caduta di Ben Ali, il governo provvisorio tunisino aveva fissato al 24 luglio la data delle elezioni per l'Assemblea costituente. Ora, però, il rinvio a ottobre appare sempre più probabile, e lo scontento dei netizen potrebbe tradursi in una nuova chiamata alla piazza.
30 maggio 2011
Sénégal: monta la contestazione giovanile, dal web alle strade alle presidenziali 2012
Sotto l'influenza delle rivolte arabe, si moltiplicano le iniziative di giovani senegalesi 'arrabbiati'. Dall'inizio di marzo la mobilitazione è uscita dal web e dai social media grazie soprattutto al collettivo "Y'en a marre", tra musica rap e linguaggio creativo. Si lotta contro le endemiche interruzioni di corrente elettrica e si prepara la campagna nazionale per incoraggiare i giovani a votare alle prossime elezioni.
25 maggio 2011
Tunisia
Lo scorso 23 maggio, il blogger tunisino Slim Amamou ha annunciato via Twitter [fr] le sue dimissioni dall'incarico di sottosegretario per la Gioventù e lo Sport. Amamou, trentatreenne cyber-attivista incarcerato durante la rivoluzione tunisina, era entrato a far parte del governo di transizione il 17 gennaio 2011 e aveva l'abitudine di commentare in diretta sul suo account Twitter (@slim4040) le riunioni ministeriali.
“Ho portato a termine il mio compito nell'esecutivo”, ha dichiarato [fr] il blogger all'emittente radiofonica tunisina Express Fm, descrivendo la sua esperienza come importante ma faticosa. Intervistato da un'altra radio, Amamou ha poi spiegato [fr] di volersi dimettere a causa del disaccordo coi colleghi su alcune modifiche al Codice elettorale da lui proposte e per potersi presentare alle prossime elezioni come candidato indipendente dal governo. All'origine della sua decisione ci sarebbe inoltre il disappunto, condiviso da molti netizen tunisini, per la censura [it] di quattro pagine Facebook in seguito a un mandato del Tribunale Militare Permanente di Tunisi.
18 maggio 2011
Tunisia: torna la censura su Internet
Dopo la caduta di Ben Ali, i netizen tunisini hanno beneficiato di un libero accesso alla Rete senza precedenti nel Paese. Ma nei giorni scrosi, dopo una richiesta del Tribunale Militare di Tunisi, alcune pagine Facebook sono state oscurate. Blogger e utenti Twitter temono il prepotente ritorno della censura.






























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penso che devono farsi avanti tutte le donne, devono mostrare a tutti come vengono trattate....