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	<title>Global Voices in Italiano &#187; Francese</title>
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	<description>Il mondo ti parla. Stai ascoltando?</description>
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		<title>&#8220;10 tattiche&#8221; di cyber-attivismo a tutela dei diritti umani nel mondo</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 04:46:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tindaro Cicero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cyber-attivismo]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
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		<description><![CDATA[Il video raccoglie interviste a 25 difensori dei diritti umani in 24 Paesi che dettagliano i successi di altrettanti casi grazie all'uso accorto delle tecnologie digitali. Sono previste proiezioni durante il mese di dicembre in 30 città diverse - oltre che al meeting dei blogger arabi in programma a Beirut il 12 dicembre. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://advocacy.globalvoicesonline.org/author/faith-bosworth/">Faith Bosworth</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/tinoc/'>Tindaro Cicero</a> &middot;  <a href='http://advocacy.globalvoicesonline.org/2009/11/17/global-voices-to-screen-10-tactics-for-turning-information-into-action-in-beirut/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p><center><object title="Video su blip.tv" alt="Video su blip.tv" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="300" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://blip.tv/play/AYGkpX8C" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="300" src="http://blip.tv/play/AYGkpX8C" allowfullscreen="true"></embed></object></center></p>
<p><a title="Sito originale in inglese" href="http://www.informationactivism.org/">10 tattiche per trasformare l&#39;informazione in azione</a> [in] è un film documentario, sulla difesa dei diritti umani, con un caratteristico approccio molto diretto. Il film dà risalto ad interviste con 25 difensori di tali diritti in 24 Paesi che hanno utilizzato con successo le tecnologie digitali per avviare un cambiamento positivo.</p>
<p>Il film include la storia di Noha Atef il cui blog, <a title="Sito originale in arabo" href="http://www.tortureinegypt.net/">TortureinEgypt.net</a> [ar], ha portato al rilascio di prigionieri detenuti illegalmente in Egitto. <a title="Blog originale in francese" href="http://samibengharbia.com/">Sami Ben Gharbia</a> [fr], redattore di <a title="Global Voices Advocacy in inglese" href="http://advocacy.globalvoicesonline.org/">Global Voices</a> [in], spiega come gli attivisti abbiano preso in contropiede il governo tunisino usando <a title="Blog originale in inglese" href="http://www.nawaat.org/portail/2008/05/22/human-rights-videos-besiege-the-tunisian-presidential-palace/">Google Earth</a> [in] e Google Maps per evidenziare casi di violazione dei diritti umani. <a title="Blog originale in inglese" href="http://dinamehta.com/">Dina Mehta</a> [in], dall&#39;India, illustra l&#39;attivismo online basatosi su Twitter per trovare donatori di sangue e altri aiuti indispensabili per gli ospedali durante gli attacchi terroristici a Mumbai.</p>
<p>ll <a title="Sito originale in inglese" href="http://www.informationactivism.org/">film</a> [in] si divide in dieci capitoli e ciascuno esamina una diversa tattica di info-attivismo per: mobilitare la gente, presentare dati complessi, dare risalto a casi personali, usare brevi video e umorismo per comunicare un certo messaggio. Ogni capitolo del film è accompagnato da una scheda che fornisce una visione completa di ogni tattica. Tale scheda evidenzia brevi esempi tratti dal film, dettaglia dei casi di studio, oltre a strumenti e suggerimenti da parte di quanti sono ricorsi a queste tattiche in contesti diversi.</p>
<p>Spiega Tanya Notley, coordinatrice del progetto: “<em>Il video e le schede forniscono quel tipo di informazione approfondita a cui in genere non si ha accesso. Gli intervistati hanno illustrato i costi della loro azione di info-attivismo, quali gli strumenti utilizzati, quali le capacità richieste, quale il contesto locale e hanno spiegato esattamente come sono andate le cose. Tutte queste informazioni possono essere usate da altri per sviluppare proprie idee e azioni</em>.”</p>
<p>Il progetto è emerso dal raduno <a title="Sito originale in inglese" href="http://www.informationactivism.org/">Tactical Tech</a> [in] tenutosi in India all&#39;inizio di quest&#39;anno. Oltre 100 difensori dei diritti umani, tecnologi e designer da ogni parte del mondo, tutti con delle storie da raccontare, hanno partecipato a questo evento. Stephanie Hankey, co-fondatrice di Tactical Tech, sostiene che essi sanno che le esperienze di info-attivismo dei singoli hanno il potenziale di ispirare ed educare gli altri. E aggiunge: “<em>Abbiamo deciso di documentare ed analizzare le storie della gente in questo convegno. Alla fine ci siamo accorti come quanto avevamo raccolto fosse davvero notevole. Molte gli episodi che hanno messo in luce l&#39;uso innovativo di internet e delle tecnologie digitali. Rivelano come oggi sia possibile, per chi difende i diritti delle persone, ottenere dei risultati anche con poche risorse.</em>”</p>
<p>Il film-progetto <em>10 tattiche per trasformare l&#39;informazione in azione</em> sarà lanciato in tutto il mondo a dicembre. Le proiezioni si svolgeranno per tutto il mese in 30 città diverse. Global Voices proietterà le dieci tattiche il 12 dicembre 2009, durante il <a title="Sito originale in inglese" href="http://www.arabloggers.com/">meeting dei blogger arabi</a> [in] a Beirut e ai partecipanti verrà offerta una copia gratuita del pacchetto &#8220;10 tattiche&#8221; che comprende il DVD e le schede.</p>
<p>Per maggiori informazioni sul progetto, si può visitare il <a title="Sito originale in inglese" href="http://www.informationactivism.org/">sito &#8220;10 tattiche&#8221;</a> [in].</div>
]]></content:encoded>
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		<title>Francia: prestigioso premio letterario comporta l&#039;“obbligo alla riservatezza”?</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 05:14:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Galati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Europa occidentale]]></category>
		<category><![CDATA[Francese]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Premio Goncourt è stato assegnato alla scrittrice e commediografa franco-senegalese Marie NDiaye, da tempo però trasferitasi a Berlino principalmente per le scelte politiche del presidente Sarkozy. Tale posizione suscita le polemiche di un parlamentare, prontamente rintuzzate dalle repliche di blogger e intellettuali francesi. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/suzanne-lehn/">Suzanne Lehn</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/davideg/'>Davide Galati</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/11/15/france-does-prestigious-literary-award-entail-a-duty-of-restraint/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>In Francia l’avvio della stagione letteraria di quest’anno ha visto la scrittrice e commediografa franco-senegalese <a title="Pagina originale di Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Marie_NDiaye">Marie NDiaye</a> [in] vincere il <a title="Pagina originale di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Premio_Goncourt">Premio Goncourt</a> [it] da tempo atteso [come prima scrittrice di colore e, più in generale, prima donna dal 1998]. Tuttavia da due anni la Ndiaye e famiglia si sono trasferiti a Berlino, soprattutto per le scelte politiche del presidente Nicolas Sarkozy. L’anno scorso, la giuria di questo prestigioso premio ha suscitato clamore selezionando come vincitore lo scrittore afgano <a title="Pagina originale di Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Atiq_Rahimi">Atiq Rahimi</a> [in] per il suo romanzo in lingua francese <em>Syngué Sabour</em> [La pietra della pazienza]. La scelta di oggi sarà un’ulteriore opportunità per celebrare le differenze in una società francese in mutamento? O questo momento verrà invece rovinato dalle polemiche?</p>
<p>DW-World <a title="Articolo originale in inglese" href="http://www.dw-world.de/dw/article/0,,4884146,00.html">spiega</a> [in] :</p>
<blockquote><p>In un’intervista concessa alla rivista “Inrockuptibles” l’estate scorsa, la Ndiaye ha dichiarato come la decisione di lasciare la Francia per trasferirsi a Berlino fosse dovuta “principalmente a causa di Sarkozy”.</p>
<p>La polemica è cominciata quando Eric Raoult, parlamentare e membro del partito di governo UMP del presidente Sarkozy, ha presentato un’interrogazione al Ministro della cultura rispetto a tali dichiarazioni della NDiaye sul presidente, raccomandando di ricordare alla scrittrice l&#39;“obbligo alla riservatezza” che compete ai vincitori del Premio Goncourt.</p>
<p>Come risposta, l’establishment culturale francese è intervenuto nel dibattito accusandolo di atteggiamenti censori. Bernard Pivot, un membro della giuria del Goncourt, ha accusato Raoult di non saper nulla della scena letteraria.</p></blockquote>
<p>La NDiaye, nata nel 1967 da madre francese e padre senegalese, ha vinto il premio Goncourt con il romanzo “Trois femmes puissantes” (“Tre donne potenti”), la storia di tre donne che fanno la spola tra la Francia e il Senegal e sulle esperienze infernali dell’emigrazione dall’Africa.</p>
<p>“La storia di questi migranti è stata già raccontata molte volte, ma sarei felice di poter contribuire a farne comprendere meglio il destino,” ha spiegato la Ndiaye.</p>
<p>Cos’ha scatenato le ire di Eric Raoult? Niente meno che un intervista della scrittrice, quando in risposta alla domanda della <a title="Articolo originale in francese" href="http://www.lesinrocks.com/actualite/actu-article/t/1257862620/article/raoultndiaye-on-nest-plus-en-1942/">rivista <em>Les Inrocks</em></a> [fr]: “Sta bene nella Francia di Sarkozy?”, ha dichiarato:</p>
<blockquote><p>« Je trouve cette France-là monstrueuse. Le fait que nous (avec son compagnon l’écrivain Jean-Yves Cendrey, et leurs trois enfants – ndlr) ayons choisi de vivre à Berlin n’est pas étranger à ça. (…) Je trouve détestable cette atmosphère de flicage, de vulgarité… »</p></blockquote>
<div class="translation">“Trovo questa Francia mostruosa. Il fatto che noi (la Ndiaye, il suo compagno, lo scrittore Jean-Yves Cendrey, e i loro tre figli) abbiamo deciso  di trasferirci a Berlino non è estraneo a questo motivo. (…) Trovo odiosa questa atmosfera piena di volgarità, di atteggiamenti polizieschi…”</div>
<p>Il noto blogger e avvocato <a title="Post originale in francese" href="http://www.maitre-eolas.fr/post/2009/11/12/Prix-Busiris-pour-Éric-Raoult"><em>Maître Eolas</em></a> [fr] demolisce l’affermazione di Eric Raoult in un post ironico e ben argomentato, assegnandogli alla fine il “Premio Busiris” (“buse” può essere tradotto con “zuccone”).</p>
<p>Innanzitutto corregge un errore grammaticale:</p>
<blockquote><p>Tout d’abord, et le ministre de la culture et de la communication aura rectifié de lui-même, le devoir de réserve ne peut en tout état de cause être dû aux lauréats mais dû par les lauréats : cette erreur de préposition fait du lauréat le créancier alors que dans <del datetime="2009-11-13T17:48:02+00:00">l’esprit</del> la tête du député, il en serait évidemment le débiteur.</p></blockquote>
<div class="translation">Tanto per cominciare, e il Ministro della Cultura e della Comunicazione l&#39;avrà già corretto da sé, l’obbligo di riservatezza non è dovuto <em>ai</em> vincitori del premio, ma piuttosto dovuto <em>da</em> vincitori del premio: questa preposizione sbagliata fa del vincitore un creditore mentre <del datetime="2009-11-13T21:16:34+00:00">nello spirito</del> nella testa del deputato diventa invece un debitore.</div>
<p>E dal punto di vista giuridico? Tra i testi citati, il blogger richiama naturalmente la <a title="Pagina originale di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dichiarazione_dei_diritti_dell%27uomo_e_del_cittadino">Dichiarazione dei Diritti Umani e del Cittadino del 1789</a> [it] insieme alla <a title="Pagina originale di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Convenzione_europea_per_la_salvaguardia_dei_diritti_dell%27uomo_e_delle_libert%C3%A0_fondamentali">Convenzione Europea per la salvaguardia dei Diritti Umani</a> [it]. E l’”obbligo di riservatezza” viene tradizionalmente richiesto ai servitori dello Stato?</p>
<blockquote><p>Le devoir de réserve est souvent invoqué à tort et à travers par des gens qui n’y ont rien compris comme interdisant à un fonctionnaire de s’exprimer, y compris parfois sur des affaires purement privées.</p></blockquote>
<div class="translation">L’obbligo di riservatezza è spesso invocato a vanvera da persone che non capendone nulla lo utilizzano per proibire a funzionari dello Stato di esprimersi, a volte persino su affari puramente privati.</div>
<p>L’avvocato conclude la sua argomentazione sulla disonestà del deputato, prima di assestargli il colpo di grazia:</p>
<blockquote><p>Ajoutons à cela qu’en 2005, en tant que maire du Raincy, lors des émeutes de l’automne, il fut le premier à proclamer l’état d’urgence dans sa commune pourtant épargnée par les actes de violence afin de griller la politesse au premier ministre, ce qui montre une certaine tendance à la gesticulation inutile pour attirer l’attention sur lui.</p>
<p>Ce qui établit en même temps le mobile d’opportunité politique, et emporte la décision.</p></blockquote>
<div class="translation">Aggiungiamo a tutto questo il fatto che nel 2005, quand’era sindaco di Le Raincy, durante le rivolte autunnali nelle banlieues, [Raoult] fu il primo a proclamare lo stato d’emergenza nel suo comune, sebbene risparmiato dalle violenze, pur di anticipare il primo ministro, il che dimostra una certa tendenza ad agitarsi inutilmente pur di attirare l’attenzione su di sé.<br />
Ciò chiarisce al contempo il movente dell’opportunismo politico, e ne spiega la decisione.</div>
<p>Altri blogger hanno usato toni altrettanto aspri.</p>
<p>Su <em>Art contemporain, la peau de l&#39;ours</em>, Philippe Rillon <a title="Post originale in francese" href="http://rillon.blog.lemonde.fr/2009/11/10/marie-ndiaye-eric-raoult-et-le-devoir-de-reserve/">scrive</a> [fr]:</p>
<blockquote><p>Nous comprenons fort bien que le devoir de réserve s’impose à tout serviteur de l’Etat; mais depuis quand la littérature et les auteurs sont ils assimilés aux fonctionnaires avec leurs droits et devoirs?</p>
<p>Nous avions déjà une “Culture administrée”, nous voici maintenant “artistes fonctionnaires” comme si Paris était Berlin-est d’avant la chute du mur…</p>
<p>(…)</p>
<p>Il serait quand même étonnant qu’au lendemain d’une hyper-médiatique commémoration de la chute du mur, ce godillot vienne gâcher le spectacle idylique des dominos qui tombent.</p></blockquote>
<div class="translation">Comprendiamo bene l’obbligo di riservatezza come regola da imporre a tutti i servitori dello Stato; ma da quand&#39;è che la letteratura e gli scrittori sono assimilati ai funzionari pubblici con gli stessi diritti e doveri?</p>
<p>Abbiamo già avuto una “Cultura amministrata”, eccoci ora agli “artisti di Stato” come se Parigi fosse la Berlino Est prima della caduta del muro…</p>
<p>(…)</p>
<p>Non sarebbe stupefacente se all’indomani dell’ipermediatica commemorazione della caduta del muro questo suo convinto sostenitore rovinasse la visione idilliaca del domino in rovina?</p></div>
<p>Nel frattempo Marie Ndiaye, dopo un tentativo di smorzare i toni in un’<a title="Pagina originale in francese" href="http://www.europe1.fr/Culture/Ndiaye-revient-sur-ses-propos-excessifs-sur-Sarkozy/%28gid%29/253818">intervista a Radio Europe 1</a> [fr], che nel trambusto è passata inosservata, ha fatto appello al Ministro francese della Cultura Frédéric Mitterand. Quest’ultimo <a title="Articolo originale in francese" href="http://www.leparisien.fr/flash-actualite-culture/marie-ndiaye-persiste-et-signe-frederic-mitterrand-juge-la-polemique-anecdotique-et-ridicule-12-11-2009-708919.php">giudica</a> [fr] la polemica “banale” e “ridicola”, e i <a title="Articolo originale in francese" href="http://www.lefigaro.fr/flash-actu/2009/11/13/01011-20091113FILWWW00566-ndiaye-raoult-ne-regrette-rien.php">protagonisti</a> [fr] continuano a restare fermi sulle <a title="Articolo originale in francese" href="http://www.marianne2.fr/Marie-NDiaye-ou-la-fable-de-l-ecrivain-rebelle_a182772.html?com">rispettive posizioni</a> [fr].</p>
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		<title>Reporters sans frontières: la libertà di fare informazione è il prezzo della democrazia</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 05:12:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beatrice Borgato</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<em>Reporters sans frontières</em> ha diffuso il rapporto annuale <em>Worldwide Press Freedom Index</em>, dove misura il grado di libertà dei giornalisti in 175 nazioni: attualmente oltre 200 reporter e operatori mediatici sono incarcerati in qualche parte del mondo, mentre 91 cyberdissidenti sono detenuti a causa del lavoro svolto online. 
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://advocacy.globalvoicesonline.org/author/sami-ben-gharbia/">Sami Ben Gharbia</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/beatriceborgato/'>Beatrice Borgato</a> &middot;  <a href='http://advocacy.globalvoicesonline.org/2009/11/07/for-reporter-without-borders-%E2%80%9Cpress-freedom-is-the-price-for-democracy/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>“<em>A te basta appena un clic per accedere all&#39;informazione. Costerebbe sette anni di prigione ad un giornalista in Cina.</em>” Questo è il messaggio che circola in questi giorni nei siti web delle note testate statunitensi <a title="Sito del NYT in inglese" href="http://www.nytimes.com/">New York Times</a> [in] e <a title="Sito di UsaToday in inglese" href="http://www.usatoday.com/">UsaToday</a> [in].</p>
<p><a title="Sito web dell'organizzazone" href="http://www.rsf.org/">Reporters sans frontières</a> [fr] è un&#39;organizzazione internazionale che difende la libertà di fare informazione, sostiene i giornalisti incarcerati o perseguitati a causa del proprio lavoro e denuncia i maltrattamenti e le torture inflitte loro in numerosi Paesi del mondo. Recentemente l&#39;organizzazione ha lanciato negli Stati Uniti una campagna intitolata: &#8220;La libertà è il prezzo della democrazia.”</p>
<p>La campagna lanciata da <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Reporter_Senza_Frontiere">RSF</a> [it] ha come obiettivo quello d&#39;informare il pubblico americano sulle ingiustizie commesse quotidianamente ai danni di chi fa informazione. Il messaggio è chiaro: ogni qual volta un giornalista viene ucciso o censurato, i cittadini vengono privati di informazioni importanti. Negli ultimi quindici anni, la libera circolazione dell&#39;informazione è costata la vita di almeno 850 reporter.</p>
<p><center>
<p><object title="Video su YouTube" alt="Video su YouTube" width="480" height="295"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/E_VgQacMtKw&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;hd=1"><param name="allowFullScreen" value="true"><param name="allowscriptaccess" value="always"><embed src="http://www.youtube.com/v/E_VgQacMtKw&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;hd=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="295"></object></p>
<p></center></p>
<p>Anche il video “<a title="Vedi video su YouTube in inglese" href="http://www.youtube.com/watch?v=E_VgQacMtKw&amp;feature=player_embedded">Shot for News?!</a>” [in] caricato su YouTube fa parte della campagna di RSF. Viene ripresa una giovane donna in una strada di New York, dove un secondo dopo un uomo in piedi vicino allo stand dei giornali viene ucciso da alcuni colpi di pistola. Il messaggio del video è questo: a differenza di molti altri Paesi del mondo, qui andare a comprare il giornale non costerà mai una vita umana.</p>
<p>Recentemente <em>Reporters sans frontières</em> ha diffuso il rapporto annuale <a title="Rapporto di RSF" href="http://www.rsf.org/en-classement1003-2009.html">Worldwide Press Freedom Index </a> [in], dove misura il grado di libertà dei giornalisti in 175 nazioni. Attualmente nel mondo ci sono più di 200 reporter e operatori mediatici in prigione. 91 cyberdissidenti sono detenuti a causa del lavoro svolto online. </p>
<p>Per vedere la posizione del proprio Paese in questa &#8220;classifica&#8221; sulla libertà di fare informazione, basta cliccare qui:<br /><a title="Rapporto di RSF"  href="http://www.rsf.org/en-classement1003-2009.html">http://www.rsf.org/en-classement1003-2009.html</a> [L&#39;Italia è al 49.mo posto, appena prima di Romania e subito dopo Hong-Kong, nel 2008 era al 44.mo]. </p>
<p>È stato chiesto ai quotidiani di varie nazioni di offrire spazio gratuito per annunciare l&#39;iniziativa sulla carta stampata e/o online così da far arrivare il messaggio al grande pubblico.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Marocco: si parte con l&#039;energia solare</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/11/marocco-si-parte-con-lenergia-solare/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/11/marocco-si-parte-con-lenergia-solare/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 05:24:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tindaro Cicero</dc:creator>
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		<guid isPermaLink="false">http://it.globalvoicesonline.org/?p=9688</guid>
		<description><![CDATA[L'annuncio di un ampio progetto basato sull'energia solare, con un costo stimato di 9 miliardi di dollari, risveglia il dibattito nell'ambito online. Pur se con posizioni in maggioranza favorevoli, non mancano però critiche e preoccupazioni - incluse quelle di natura "imperialista".]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/hisham/">Hisham</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/tinoc/'>Tindaro Cicero</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/11/05/morocco-here-comes-the-sun/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Il Marocco ha annunciato questa settimana il lancio di un progetto di energia solare, con un costo stimato di 9 miliardi di dollari, e mira ad innalzare la quota di fonti rinnovabili nella produzione energetica del Paese. I blogger sono apparsi prevalentemente favorevoli nel commentare la notizia.</p>
<div id="attachment_104810" class="wp-caption aligncenter" style="width: 235px;"><a href="http://www.flickr.com/photos/sidavid/"><img class="size-medium wp-image-104810" title="Energia solare per il Marocco" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/11/I-See-the-Light-225x300.jpg" alt="'I See the Light' di si David su Flickr" width="225" height="300" /></a></p>
<p class="wp-caption-text"><em>I See the Light</em> di <em>si David</em> su Flickr</p>
</div>
<p>Il programma, annunciato nella città di Ouarzazate, nel sud del Marocco, durante una cerimonia a cui hanno partecipato il Re Mohammed VI e il Segretario di Stato americano Hillary Clinton, consentirà al Paese, secondo <a title="Sito originale in inglese" href="http://www.map.ma/eng/sections/economy/morocco_seeks_to_ach/view">la locale agenzia di stampa</a> [in], di suddividere la produzione di energia da fonti rinnovabili in modo uniforme tra solare, eolica e idroelettrica entro il 2020. Per quella data, le energie rinnovabili costituiranno il 38% della produzione energetica complessiva del Paese, secondo la stessa fonte.</p>
<p>Intervenendo su <em>Vue du Maroc</em>, <em>Taha Balafrej</em>  <a title="Blog originale in francese" href="http://www.tahabalafrej.org/green-morocco.html">spiega</a> [fr] che  il nuovo piano energetico del Paese potrebbe portare a un concreto rilancio economico. E scrive:</p>
<blockquote><p>Dans le milieu des affaires, un intérêt grandissant est perceptible. Il faut reconnaître que l’effet Obama n’est pas étranger à cette prise de conscience animée par les opportunités économiques qu’elle engendre. Un pays comme le Maroc qui dépend presque entièrement des importations pour son énergie, et dont les ressources en eau se raréfient, a tout intérêt à rejoindre les pays qui y croient et y investissent.</p></blockquote>
<div class="translation">Il settore imprenditoriale sembra mostrare ovvio interesse. E bisogna riconoscere che l&#39;“Effetto Obama” non è estraneo a questa situazione, animata dalle opportunità economiche che può generare. Un Paese come il Marocco, quasi interamente dipendente dalle importazioni per il fabbisogno energitico e con scarsità di risorse idriche scarseggiano, ha tutto l&#39;interesse a unirsi ai Paesi che credono e investono in energia pulita.</div>
<p>Il progetto solare, realizzato con finanziamenti sia pubblici che privati, beneficierà della tecnologia americana per il solare e il vapore, che sembra aver conquistato il mercato rispetto agli investitori tradizionali, soprattutto francesi – posizione questa inequivocabilmente <a title="Post originale in inglese" href="http://genesismorocco.blogspot.com/search/label/Hillary%20Rodham%20Clinton">sostenuta </a> [in] da <em>thestrategist</em> su <em>Genesis Morocco</em>:</p>
<blockquote><p>Sembra che gli Europei siano tagliati fuori. Un punto a favore degli investitori americani. Sono d&#39;accordo, gli Europei non possono competere con le capacità degli Americani nel gestire programmi su vasta scala…</p></blockquote>
<p><em>thestrategist</em> pubblica poi una lettera aperta al re del Marocco, e rivelando ancora <a title="Post originale in francese" href="http://genesismorocco.blogspot.com/">più entusiasmo</a> [fr], scrive:</p>
<blockquote><p>[Cette technologie pourrait] nous libérer des aléas de la pluviométrie en utilisant l&#39;énergie abondante et renouvelable […], afin de dessaler l&#39;eau de mer et approvisionner outre les besoins de l&#39;industrie et des ménages, un système d&#39;irrigation nationale en appoint, voire en remplacement, de la stratégie des barrages…</p></blockquote>
<div class="translation">[Questa tecnologia potrebbe] liberarci dalla dipendenza dalla pluviometria,  utilizzando un&#39;energia abbondante e rinnovabile […], per desalinizzare l&#39;acqua di mare e provvedere alle altre necessità dell&#39;industria e delle famiglie, un sistema di irrigazione nazionale di integrazione in sostituzione della strategia basata sulle dighe…</div>
<p>Mentre la maggior parte [dei blogger] sembra sostenere il piano, non tutti ne sembrano impressionati. <em>Jebli</em>, <a title="Post originale in francese" href="http://www.hespress.com/?browser=view&amp;EgyxpID=16344">commentando </a> [fr] su un post pubblicato dalla testata online  <em><a title="Sito originale in arabo" href="http://www.hespress.com/">Hesspress</a></em> [ar], ritiene troppo elevati i costi. Scrive:</p>
<blockquote><p>[C]e projet solaire va produire 2000Mega Watt/h, pour un cout de 9 milliards de dollars, ce qui est TROP TROP TROP cher.<br />
Une centrale nucléaire, sa construction de bout en bout coute 1,5 milliard de dollars et produit 1000Mega watt/heure.<br />
Ainsi, avec 9 milliards de dollars le Maroc aurait pu créer 6 centrales nucléaires, et aurait produit 6000Mega watt/heure.<br />
Franchement, je ne comprend pas le choix de nos dirigeants, ils choisissent des téchnologies au hasard, sans réflichir, vraiment ils gaspillent l&#39;argent public.</p></blockquote>
<div class="translation">Questo progetto solare produrrà 2000 MWh/ora per la cifra di 9 miliardi di dollari, che è TROPPO costoso. Una centrale nucleare sarebbe costata 1,5 miliardi di dollari e avrebbe prodotto 1000 MWh/ora. Con 9 miliardi di dollari il Marocco avrebbe potuto costruire 6 centrali nucleari producendo 6000 MWh/ora. Francamente, non capisco le scelte dei nostri leader. Scelgono tecnologie a caso, senza pianificarle. Stanno davvero sperperando il denaro pubblico.</div>
<p>Commentando sullo stesso post, <em>Hay Bin Yaqdan</em> <a title="Commento originale in arabo" href="http://www.hespress.com/?browser=view&amp;EgyxpID=16344">considera</a> [ar] il progetto un&#39;altra stretta mortale delle potenze straniere sulle risorse locali. E scrive:</p>
<div class="arabic">
<blockquote><p>نرجو أن لا يخصخص هذا المشروع و نصبح في رحمة شركة ما (في الغالب فرنسية).</p>
<p>لمذا انتظر الملك حتى زيارة كلنتون للإفتتاح صحبتها؟ نظرتي نحو هذا المشروع هو تكريس هيمنة الدول المتقدمة “أمريكا” مثلا</p></blockquote>
</div>
<div class="translation">Spero che questo progetto non venga eccessivamente privatizzato, in modo da non cadere in balia delle grandi multinazionali (quasi del tutto francesi). Perché il re ha aspettato la visita di Clinton? Secondo me questo progetto è un omaggio al dominio dei Paesi sviluppati, come l&#39;America.</div>
</div>
]]></content:encoded>
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		<title>Guadalupa: i giorni dell&#039;acqua</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/guadalupa-i-giorni-dellacqua/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/guadalupa-i-giorni-dellacqua/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 05:12:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Adamo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Francese]]></category>
		<category><![CDATA[Guadalupa]]></category>
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		<description><![CDATA[Nelle Antille Francesi l’acqua è di vitale importanza, e il recente convegno-evento svoltosi a Guadalupa ne ha rimarcato la centralità, ben al di là della regione stessa e inclusi problemi d'inquinamento. Ne discutono variamente blogger ed esperti. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/fabienne-flessel/">Fabienne Flessel</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/antonellaa/'>Antonella Adamo</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/10/19/guadeloupe-the-water-days/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p><center><img title="Il mondo dell'acqua" src="http://farm1.static.flickr.com/196/484776493_411825502f.jpg" alt="Foto di Snap, ripresa con licenza Creative Commons" width="500" height="375" /></center></p>
<p>In <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Guadalupa">Guadalupa</a> [it], isola delle Antille Francesi soprannominata anche “l’isola dall’acqua buona”, l’acqua è di vitale importanza. È fondamentale poiché definisce le due stagioni climatiche in Guadalupa, in quanto scarsa o abbondante: “Carême” è la stagione secca di 6 mesi e “Hivernage” è la stagione delle piogge e uragani che dura 4 mesi. Senza dubbio, i guadalupesi non dipendono soltanto dalla disponibilità delle risorse idriche ma anche dalla qualità di questo prezioso liquido.</p>
<p>Questo è il motivo per cui 46 anni fa, il  <a title="Sito del Consorzio in francese" href="http://web.lerelaisinternet.com/www.siaeag.fr//index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=20&amp;Itemid=2">Syndicat Intercommunal de l&#39;Alimentation en Eau et d&#39;Assainissement de la Guadeloupe </a> [fr] (Consorzio Intercomunale per l&#39;acqua potabile e le condizioni igienico-sanitarie) è fa parte delle istituzioni locali. Inizialmente forniva acqua a tre città e ad oggi offre servizi a tredici dei trentasei comuni esistenti. Ma ora il Sindacato deve affrontare parecchi problemi che vanno dalle difficoltà tecniche alle questioni ambientali e ha organizzato, negli ultimi otto anni, <em>Les Journées de l&#39;eau en Guadalupe</em> (I giorni dell&#39;acqua in Guadalupa) in modo da condividere riflessioni e progetti con i professionisti e il pubblico. Il blog <a title="Post originale in francese" href="http://www.jarrycafe.com/les-journees-de-leau-en-guadeloupe-du-13-au-17-octobre-2009">JarryCafé</a> [fr] incentrato sulla vita quotidiana di Jarry, centro economico della Guadalupa, promuove questo convegno di 5 giorni:</p>
<blockquote><p>Du 13 au 17 octobre venez vous informer au WTC de Jarry sur les problématiques environnementales de l’eau et ses enjeux dans les années à venir.</p></blockquote>
<div class="translation">Dal 13 al 17 ottobre venite a informarvi al WTC di Jarry sui problemi ambientali riguardanti l&#39;acqua e la posta in gioco per gli anni a venire.</div>
<p>La posta in gioco è davvero alta e il blog locale <em><a title="Post originale in francese" href="http://indiscretions.over-blog.fr/article-interview-amelius-hernandez-siaeag-14-10-09-37580154.html">Indiscrétions</a></em> [fr] riporta diversi temi discussi dal Presidente del Sindacato, quali il deterioramanto dei corsi d&#39;acqua e gli impianti di depurazione, l&#39;enorme spreco di acqua e la possibilità di avere delle scorte in caso di siccità. Oltre simili preoccupazioni, sembra che già da anni un&#39;enorme catastrofe ambientale abbia catturato l&#39;attenzione della popolazione guadalupeana, ovvero i problemi dovuti all&#39;uso del <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Chlordecone#Kepone_in_the_French_Antilles">pesticida Kepone</a> [in], e <em>Indiscrétions </em> riporta la cauta dichiarazione del Presidente al riguardo:</p>
<blockquote><p>l y a eu des générations d&#39;agriculteurs qui ont utilisé des produits phytosanitaires qui ont pollué les nappes d&#39;eau, surtout en Basse-Terre. On dit qu&#39;il y a des eaux polluées…</p></blockquote>
<div class="translation">Ci sono state generazioni di agricoltori che hanno utilizzato prodotti fitosanitari che hanno inquinato le falde acquifere, soprattutto a Basse-Terre. Si dice che le acque siano contaminate&#8230;</div>
<p> Anche <a title="Post originale in francese" href="http://www.gaiasoleil.fr/welcome/index.php"><em>GaïaSoleil</em></a> [fr] spiega che l&#39;inquinamento da Kepone nelle acque guadalupeane, insieme ad altri argomenti, verrà affrontato durante la conferenza:</p>
<blockquote><p>Le problème de la pollution de rivières à la chlordécone est certes dans toutes les têtes lors de ces journées. Cette catastrophe écologique n’est qu’un aspect de la pollution générale des milieux aquatiques : d’autres produits phytosanitaires et d’autres pollutions, dont celles pouvant être occasionnés par les déchets ou les vidanges sauvages sont en cause.</p></blockquote>
<div class="translation">Il problema dell&#39;inquinamento da Kepone nei fiumi sarà di sicuro nella testa di ognuno di noi durante questi giorni. Questa catastrofe ecologica è solo un aspetto dell&#39;inquinamento globale  degli ambienti acquiferi: sono in gioco altri prodotti fitosanitari e altri tipi d&#39;inquinamento, come quello da rifiuto e da evacuazione.</div>
<p>Anche <a title="Post originale in francese" href="http://www.domactu.com/actualite/910911381764054/guadeloupe-eaux-necessite-verites-et-solidarites-dans-la-caraibe/">Domactu</a> [fr] ha parlato dell&#39;evento e ha sottolineato la cooperazione regionale sottintesa dal tema della conferenza: “eaux: nécessité, vérités et solidarités dans la Caraïbe” (acqua: necessità, verità e solidarietà nei Caraibi.) Anche <em>GaïaSoleil</em> insiste su questa caratteristica presentando gli ospiti stranieri e il loro contributo  al convegno:</p>
<blockquote><p>…les intervenants de Cuba, de République Dominicaine, d’Haïti ont eu l’occasion d’exposer les problématiques de l’eau sur leurs territoires et les solutions qu’ils ont choisies.</p></blockquote>
<div class="translation">&#8230;i partecipanti da Cuba, Repubblica Dominicana, e Haiti hanno avuto l&#39;occasione di esporre le problematiche dell&#39;acqua nei propri territori e le soluzioni che hanno deciso di adottare.</div>
<p>Quest&#39;ultima citazione da <em>Indiscretion </em> è altrettanto importante poiché va al di là della preoccupazione della Guadalupa per le sue acque e riflette un sentimento diffuso tra gli abitanti dei Caraibi: quello dell&#39;isolamento e dell&#39;assenza di cooperazione regionale:</p>
<blockquote><p>…Je vous parlais de l&#39;eau de la Dominique pour irriguer Marie-Galante. J&#39;ai vu, à Santo Domingo, une station d&#39;épuration qui fonctionne parfaitement, qui coûte moins cher à la construction que tout ce que nous avons. Il faut regarder ce qui se fait autour de nous. Nous avons beaucoup à donner, beaucoup à apprendre.</p></blockquote>
<div class="translation">&#8230;Vi parlavo dell&#39;acqua della Dominica per irrigare Marie-Galante. A Santo Domingo, ho visto un impianto di depurazione che funziona perfettamente, ed è meno costoso da costruire di tutto ciò che abbiamo. Bisogna guardare ciò che ci circonda. Abbiamo molto da dare, parecchio da imparare.</div>
<p><small>La foto iniziale del post, “<a title="Foto su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/snapr/484776585/in/set-72157600178893935/">The World of Water</a>”, è di<a title="foto-stream di Snap® su Flickr href="http://www.flickr.com/photos/snapr/"> Snap®</a>, ripresa da Flickr con licenza <a title="Testo inglese della licenza Creative Commons" href="http://creativecommons.org/licenses/by/2.0/deed.en">Creative Commons</a> [in].</small></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Marocco: sentenza per un caso di lavoro minorile suscita reazioni controverse</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/morocco-una-sentenza-clemente/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/morocco-una-sentenza-clemente/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 05:22:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo d&#39;Urbano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arabo]]></category>
		<category><![CDATA[Bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Francese]]></category>
		<category><![CDATA[Genere]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Governance]]></category>
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		<category><![CDATA[Medio Oriente & Nord Africa]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

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		<description><![CDATA[Torniamo sul caso di Zineb Chtit, la ragazza marocchina assunta come donna delle pulizie e brutalmente picchiata da Nawal Houmin, moglie del giudice presso cui lavorava. Quest'ultima è stata ora condannata a tre anni di prigione e una multa di 13.000 dollari. Panoramica sulle variegate reazioni in loco.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/jillian-york/">Jillian C. York</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/paolo/'>Paolo d&#39;Urbano</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/10/25/morocco-a-lenient-sentence/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><div id="attachment_103018" class="wp-caption alignleft" style="width: 256px"><img class="size-medium wp-image-103018" title="zineb" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/10/zineb-300x199.jpg" alt="zineb" width="246" height="163" />
<p class="wp-caption-text">Zineb Chtit durante il processo (fonte: Oujdacity)</p>
</div>
<p>Il mese scorso Global Voices ha raccontato la storia di <a title="Post in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2009/09/marocco-portare-allo-scoperto-la-piaga-del-lavoro-minorile/">Zineb Chtit</a> [it], la giovane ragazza marocchina assunta come donna delle pulizie e brutalmente picchiata dai membri della famiglia presso cui lavorava. La scorsa settimana è stato annunciato che Nawal Houmin, moglie del giudice che l&#39;aveva assunta e colei che aveva picchiato Zineb, verrà punita con <a title="Articolo in francese" href="http://www.lematin.ma/Actualite/Express/Article.asp?id=121072">tre anni di prigione</a> [fr] e una sanzione pecuniaria pari a 13.000 dollari Usa. Numerosi gruppi per i diritti umani hanno definito la sentenza troppo clemente. <br />
Questa <a title="Post in inglese" href="http://crazymoor.wordpress.com/2009/10/15/moroccan-woman-jailed-3-years/">l&#39;opinione</a> [in] del blogger <em>Crazy Moor</em>:</p>
<blockquote><p>Precchi gruppi di attivisti marocchini hanno detto che ricorreranno in appello in nome di quei 60-80.000 bambini marocchini costretti a lavorare.</p>
<p>Secondo Najia Adib, Presidente dell&#39;Associazione “Don’t Touch My Children” [Non toccare i miei figli], la sentenza non è commisurata al grado di atrocità raggiunto, poiché la ragazzina è stata tenuta in una cella.</p>
</blockquote>
<p>La vicenda è accaduta in una città nella zona orientale del Marocco, <a title="Voce di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Oujda">Oujda</a> [it]. Un sito web assai popolare, <em>Oujdacity.net</em>, che si definisce &#8220;il principale portale del Marocco orientale,&#8221; ha commentato la vicenda <a title="Articolo in arabo" href="http://www.oujdacity.net/oujda-article-22698-fr.html">come segue</a> [ar]:</p>
<div class="arabic">حكمت المحكمة الابتدائية بوجدة يوم الأثنين 12 أكتوبر 2009  بثلاث سنوات ونصف سجنا نافذا وتعويض مالي قدره 100 ألف درهم  على زوجة القاضي  مشغلة الطفلة زينب ، الحكم اعتبره عدة محامين  بوجدة انه  كان قاسيا ، ولم يأخذ بعين الاعتباراي ظرف من ظروف التخفيف &#8230; وهو حكم فاجأ الجميع لأنه جاء خلافا لما كان يردده الرأي العام الذي كان يتوقع ان يكون الحكم لا يتجاوز بضعة اشهر</div>
<div class="translation">Lunedì 12 ottobre 2009, il Tribunale di Primo Grado di Oujda ha comminato tre anni e mezzo di prigione [senza libertà vigilata] e una multa di 100.000 dirham (13.000 dollari Usa) alla moglie del giudice che aveva assunto Zeineb, una giovane donna delle pulizie. Parecchi avvocati a Oujda ritengono la sentenza troppo dura, poiché il tribunale non avrebbe tenuto conto di alcune circostanze attenuanti&#8230; La sentenza ha colto di sorpresa tutti perché contraria alle aspettative dell&#39;opinione pubblica: una pena non superiore a pochi mesi di detenzione.</div>
<p><em>Solidarité Maroc</em> <a title="Post in francese" href="http://solidmar.blogspot.com/2009/10/le-juge-qui-torture-sa-bonne-de-11-ans.html">ha commentato</a> [fr] sarcastico:</p>
<blockquote><p>Malgré les dénonciations concernant les deux époux, seule l&#39;épouse a été inculpée, alors que le juge a été innocenté. Encore une illustration de la justice, au Maroc.</p>
</blockquote>
<div class="translation">Nonostante le accuse nei confronti della coppia, solo la moglie è stata condannata, mentre il giudice è stato assolto. Un&#39;altra chiara immagine della giustizia marocchina.</div>
<p>Moustapha Mouden del blog collettivo <em>SidiSlimane</em>, commentando un programma di 2M sul lavoro minorile, <a title="Post in arabo" href="http://zide.maktoobblog.com/1619647/%D8%A7%D9%84%D8%AE%D8%A7%D8%AF%D9%85%D8%A7%D8%AA-%D9%81%D9%8A-%D8%A7%D9%84%D9%82%D9%86%D8%A7%D8%A9-%D8%A7%D9%84%D8%AB%D8%A7%D9%86%D9%8A%D8%A9/">scrive</a> [ar] quanto segue:</p>
<div class="arabic">يجب الآن الانتقال إلى المرحلة الثانية، وهي التحسيس ومواجهة الظاهرةومحاربتها في العمق<br />
أي أن المشكل في فقر الأسر التي تبعث بناتها للاشتغال..<br />
. لكن هناك كذلك مشكل الوعي بخطورة القضية، وبالتالي لا تكفي القوان</div>
<div class="translation">Dovremmo passare alla seconda fase della campagna e affrontare il problema [il lavoro minorile] alle radici. E cioè lo stato di degrado che costringe moltissime famiglie a far lavorare i propri figli.</p>
<p>Ma c&#39;è anche un problema di sensibilizzazione, che le leggi non riescono ad affrontare adeguatamente.</p>
</div>
<p>A tal proposito, Il blogger sostiene che ci sia qualcosa impossibile da modificare da parte della legge:</p>
<div class="arabic">
<p>يجب التركيز على مسألة الوعي، والتحسيس بمختلف عواقب تشغيل الفتيات… وهو ما يتطلب كذلك إعمال النصوص القانوينة الخاصة بالموضوع، وإشعار السلطات المعنية بضرورة القيام بواجبها، ومن ذلك اتفاقية حقوق الطفل التي صادق عليها المغرب، ومدونة الشغل التي تجرم تشغيل من هو/هي في أقل من 15 سنة، وكذلك قانون إجبارية تدريس الأطفال</p>
</div>
<div class="translation">Dobbiamo concentrarci nel fornire maggiore attenzione e informazione sui vari effetti di un tale fenomeno sulle ragazze&#8230; C&#39;è bisogno di una riforma legislativa, le autorità devono assumersi le responsabilità previste dalla Convenzione dei Diritti del Minore, ratificata dal Marocco, e dal Codice del Lavoro, secondo cui il lavoro minorile è un reato, quello cioè imposto ai minori di 15 anni, e infine rendere obbligatoria l&#39;educazione per tutti i bambini del Paese.</div>
<p><small>
<p>Un ringraziamento speciale a <a title="Profilo in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/author/hisham/">Hisham</a> [in] per aver contribuito a questo post.</p>
<p></small></p>
]]></content:encoded>
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		<title>India: blogger-giornalista facilita il rilascio di un poliziotto in ostaggio dei Maoisti</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/9268/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/9268/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 05:00:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberta Sichera</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia meridionale]]></category>
		<category><![CDATA[Francese]]></category>
		<category><![CDATA[Governance]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra & conflitti]]></category>
		<category><![CDATA[India]]></category>
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		<category><![CDATA[weblog]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.globalvoicesonline.org/?p=9268</guid>
		<description><![CDATA[Nei continui scontri armati tra i ribelli maoisti e il Governo bengalese, un ufficiale sequestrato dai ribelli è stato rilasciato dopo il diretto intervento di due giornalisti della BBC, una delle quali nota blogger - dando vita a diversificati commenti online. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/rezwan/">Rezwan</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/robertas/'>Roberta Sichera</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/10/23/india-blogger-journalist-mediates-cops-release/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Nello Stato indiano del Bengala Occidentale proseguono gli scontri armati tra i ribelli maoisti (<a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Naxaliti">Naxaliti</a>) [it] e le forze nazionali e paramilitari. Nel giugno scorso il governo indiano aveva dichiarato fuorilegge il <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Communist_Party_of_India_%28Maoist%29">Partito Comunista indiano (Maoista)</a> [in], partito politico clandestino e fuori dal parlamento in base alla Legge sulla (prevenzione delle) attività illegali, dichiarandolo <a title="Post originale in inglese" href="http://www.hindu.com/2009/06/23/stories/2009062358320100.htm">organizzazione terroristica</a> [in].</p>
<p><em>Aradhana Jhunjhunwala</em> su <em>OpenIndia</em> <a title="Post originale in inglese" href="http://www.opendemocracy.net/article/email/india-s-maoist-dilemma-the-case-of-lalgarh">spiega i retroscena del conflitto</a> [in].</p>
<p>Il 20 ottobre <a title="Post originale in inglese" href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/8266550.stm">decine di maoisti hanno attaccato</a> [in] la stazione di polizia di Sankrail nel distretto di Midnapore Occidentale e hanno portato via tutte le dieci pistole e le munizioni dal deposito. Due poliziotti sono stati uccisi ed è stato sequestrato l&#39;ufficiale responsabile, l&#39;ispettore Atindranath Dutta.</p>
<p><em>India sotto attacco ed altre riflessioni!!</em> <a title="Post originale in inglese" href="http://bengalunderattack.blogspot.com/2009/10/india-can-implode-from-within.html">descrive</a> [in] le circostanze in cui gli aggressori hanno avuto successo:</p>
<blockquote><p>C&#39;erano 13 poliziotti, 5 guardie locali, 3 membri delle forze nazionali di volontariato e 3 vice ispettori presso la stazione di polizia, quando i ribelli Maoisti hanno colpito. Nessun poliziotto era armato. Infatti, la regola qui è di tenere le armi chiuse a chiave dentro casse di legno.[..]</p>
<p>Perchè? I poliziotti spiegano che un motivo è che le armi non sono all&#39;altezza di quelle usate dai Naxaliti — così tenerle sotto chiave è più &#8220;sicuro.”</p></blockquote>
<p>I Maoisti hanno tenuto in ostaggio il pubblico ufficiale e hanno chiesto in scambio il rilascio di 14 donne della loro comunità, che erano state arrestate dalla polizia come sospette Maoiste.</p>
<p><em>Sans Serif</em> <a title="Post originale in inglese" href="http://wearethebest.wordpress.com/2009/10/23/bbc-journalists-secure-abducted-cops-release/">rende noto</a> [in] che poi due giornalisti della BBC, inclusa la blogger <a title="Post originale in inglese" href="http://subirbhowmikscolumn.blogspot.com/">Subir Bhowmik</a> [in], “hanno contribuito a risolvere la trattativa tra il governo e i Maoisti, portando al sicuro rilascio” del signor Dutta. La decisione faceva seguito all&#39;ordine del tribunale di rilasciare le 14 donne della comunità su cauzione.</p>
<blockquote><p>Secondo un servizio del <a title="Post originale in inglese" href="http://timesofindia.indiatimes.com/india/West-Bengal-Journos-brokered-cops-release-/articleshow/5151181.cms">The Times of India</a> [in], i giornalisti della BBC sono intervenuti e hanno agito come “mediatori tra i ribelli e il governo” quando il capo dei Maoisti <a title="Post originale in inglese" href="http://www.rediff.com/news/2009/oct/22exclusive-maoist-leader-kishenji-speaks-out.htm">Koteshwara Rao</a> [in], conosciuto come Kishenji, ha rifiutato di trattare direttamente con i funzionari statali.</p></blockquote>
<p>Il blogger confronta questo incidente con altri casi in cui giornalisti impegnati nel proprio dovere hanno giocato un ruolo nello sviluppo degli eventi.</p>
<p><em>Dr. Ujjal K. Pal</em> <a title="Post originale in inglese" href="http://ukpkolkata.blogspot.com/2009/10/glaring-contrast.html">ci ricorda</a> [in]:</p>
<blockquote><p>L&#39;episodio del rapimento si è concluso con una nota felice.</p>
<p>Tuttavia, in evidente contrasto, due altri poliziotti del distretto del Bengala Occidentale, Kanchan Garai e Sabir Ali, sequestrati 3 mesi prima non sono stati fortunati come Sankrail OC . Nessuno sa dove si trovino o neppure se siano vivi. Forse l&#39;amministrazione non è interessata a ritrovarli.</p></blockquote>
<p><em>Nirmalya Nag</em> da Kolkata <a title="Post originale in inglese" href="http://fullymad.blogspot.com/2009/10/thank-you-everybody.html">affronta il cuore del problema</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Grazie Governo per consentire ciecamente alla polizia di arrestare chiunque come ribelle Maoista e mantenere ridotta la sicurezza dei poliziotti, grazie Opposizione per non condannare gli omicidi da parte dei Maoisti, grazie attivisti per i diritti umani per condannare la repressione proposta contro i Maoisti senza dir nulla quando la gente viene uccisa da costoto.<br />
Adesso non ci resta che aspettare il prossimo rapimento.</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Guinea: indignazione e dolore dopo il massacro compiuto dai militari a Conakry</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/guinea-indignazione-e-dolore-dopo-il-massacro-compiuto-dai-militari-a-conakry/</link>
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		<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 05:28:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Grazia Pozzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa sub-sahariana]]></category>
		<category><![CDATA[Diaspora]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
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		<category><![CDATA[Guinea]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo le giornate di lutto ufficiale decise dalla dittatura per la brutale azione repressiva dei militari che ha portato alla strage di almeno 157 dimostranti disarmati e sostenitori dell’opposizione, lunedì scorso a Conakry, il Paese si trova ancora sotto lo stretto controllo delle forze dell’ordine. Preoccupanti commenti anche da forum online tedeschi e francesi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/claire-ulrich/">Claire Ulrich</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/mgpozzi/'>Maria Grazia Pozzi</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/10/02/guinea-outrage-grief-after-brutal-massacre/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Ancora sotto lo stretto controllo della polizia, la <a title="Voce su Wikipedia in Italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Guinea">Guinea</a> [it] si è lasciata alle spalle il lutto nazionale per la strage dei civili massacrati la scorsa settimana dai militari durante <a title="Articolo della BBC in inglese" href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/africa/8280603.stm">la manifestazione</a> [in] di lunedì 28 settembre contro l’opposizione. Si stima che 157 dimostranti disarmati (probabilmente molti di più) siano stati uccisi con armi da fuoco, accoltellati o bastonati a morte dai soldati dentro e fuori lo &#8220;Stadio del 28 settembre&#8221; dove la coalizione delle forze di opposizione &#8220;Forces vives&#8221; aveva indetto una dimostrazione contro il Capo di Stato, il militare <a title="Voce su Wikipedia in Italiano" href= http://it.wikipedia.org/wiki/Moussa_Dadis_Camara>Dadis Camara</a> [it], che punta a candidarsi alle elezioni presidenziali nel gennaio 2010. Coincidenza tragica, lo stadio prende il nome del giorno in cui la Guinea ha ottenuto l’indipendenza dalla Francia, il 28 settembre 1958. D’ora in poi verrà ricordato come il secondo monumento commemorativo per le torture e le uccisioni di massa dopo il famigerato <a title = "Post di GV in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2009/04/guinea-un-memoriale-per-le-vittime-di-camp-boiro/">Camp Boiro</a> [it].</p>
<p><center><object title="Video su YouTube" alt="Video su YouTube" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="356" height="288" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/TFx6Hmz2iOo&amp;hl=fr&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="356" height="288" src="http://www.youtube.com/v/TFx6Hmz2iOo&amp;hl=fr&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object><br /><small>Il filmato mostra i soldati guineani che sparano sui dimostranti a Conakry,<br />
lunedì 28 settembre (ANSA, su YouTube)</small></center></p>
<p>Quello stesso giorno, in Europa, il blogger <em>Konngol Afirik</em> <a title="Post originale in francese" href="http://konngolafirik.maneno.org/fra/articles/eyf1254167219/">esprimeva così la propria rabbia</a> [fr] :</p>
<blockquote><p>Les responsables du carnage de cette journée noire ont pour nom Capitaine Moussa Dadis Camara, chef de la junte et président de la République autoproclamé, Capitaine Tiegboro Camara secrétaire d’État chargé de la lutte anti-drogue et du grand banditisme, Général Sékouba Konaté ministre de la Défense, Jean Claude Pivi ministre chargé de la sécurité présidentielle. Encore une fois, l&#39;Union Africaine et la CÉDÉAO et les partenaires internationaux se sont révélés ineffectifs devant un officier putschiste prêt à marcher sur des cadavres pour conserver le pouvoir.</p>
</blockquote>
<div class="translation">I responsabili della carneficina in questa tragica giornata sono il Cap. Moussa Dadis Camara, capo della giunta militare e presidente dell&#39;autoproclamata repubblica, il Cap. Tiegboro Camara, Segretario di Stato responsabile degli interventi antidroga e contro il banditismo, il Gen. Sekouba Konaté, Ministro della Difesa e Jean Claude Pivi, ministro responsabile della sicurezza del presidente. Ancora una volta l’Unione Africana, <a title="Voce su Wikipedia in Italiano" href ="http://it.wikipedia.org/wiki/Ecowas">l’ECOWAS</a> [it] e i partner internazionali hanno dimostrato la propria incapacità davanti all&#39;ufficiale golpista che non esita a camminare sui morti per mantenere il potere.</div>
<p>Il cap. Moussa Dadis Camara, salito al potere con un colpo di stato senza spargimento di sangue nove mesi fa, subito dopo la morte del dittatore <a title="Post di GV inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2008/12/24/all-quiet-in-guinea-after-coup-say-bloggers/">Lansana Conté</a> [in], inizialmente aveva alimentato grandi speranze nei guineani. Ciò perchè era giovane, aveva ricevuto addestramento militare all&#39;estero (in Germania) e non era coinvolto nella precedente dittatura. Come <a title="Articolo su France24" href="http://observers.france24.com/fr/content/20090930-capitaine-dadis-camara-sombrer-guinee-chaos-conakry">ricorda</a> [fr] Noël Etienne Gnimassou, tecnico in una fabbrica di alluminio a Conakry, sul web del canale TV di France24, <em>”Les observateurs”</em>, tale speranza è durata tre mesi:</p>
<blockquote><p>Le capitaine Camara est incompétent pour le poste. Il s&#39;est contenté de travailler pendant les trois mois qui ont suivi sa prise de pouvoir : il a lutté contre la corruption, il a mis à la retraite les vieux généraux fidèles au président Conté et il s&#39;est attaqué au trafic de drogue. Mais passé cette période, il a commencé à se sentir à l&#39;aise dans le fauteuil de président.</p>
</blockquote>
<div class="translation">Il cap. Camara è inadatto a quel ruolo. Si è dato da fare nei tre mesi successivi alla sua ascesa al potere: ha combattuto la corruzione, il traffico di droga e ha mandato in pensione i vecchi generali fedeli al presidente Conté. Poi ha iniziato a star comodo nella poltrona presidenziale.</div>
<p>Su YouTube, l’acconto anonimo <a title="Video su YouTube in francese" href="http://www.youtube.com/watch?v=gzYpeeqmuGA">”Dadis Show”</a> [fr] ha documentato il rapido cambiamento verso la brutalità della dittatura con una serie di discorsi ampollosi che hanno alimentato dubbi su un leader che la rivista <em>Jeune Afrique</em> ha soprannominato <a title="Articolo in francese" href="http://www.jeuneafrique.com/Article/ARTJAJA2541p020-026.xml0/-arrestation-justice-gouvernance-greve-Docteur-Dadis-et-Mister-Camara.html"><em>il Capitano Dadis e il Signor Camara</em></a> [fr].</p>
<p><center>
<p><object title="Video su YouTube in francese" alt="Video su YouTube in francese" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/GGgAj1C7YvM&amp;hl=fr&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/GGgAj1C7YvM&amp;hl=fr&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p></center></p>
<p>Lentamente, nei forum dei residenti, dei medici e dei corrispondenti esteri, sono poi filtrate notizie di stupri brutali, di soldati che cercavano di nascondere la reale portata del massacro rubando i cadaveri dalle camere mortuarie degli ospedali o seppellendoli in tutta fretta sul posto.</p>
<blockquote><p>Anonymous: J&#39;ai une collègue qui a perdu son neveu, mais d&#39;apres les militaires qui ont répondu a son téléphone portable, la famille ne récupérera  pas le corps. On est confine dans les maisons. C&#39;est vraiment terrifiant.</p>
</blockquote>
<div class="translation">Anonimo: una mia collega ha perso la nipote ma stando ai soldati che hanno risposto al cellulare la famiglia non potrà reclamarne il corpo. La gente è confinata in casa. È davvero terribile.</div>
<p>Giovedì le voci sono state confermate dall’agghiacciante testimonianza resa all’emittente radiofonica francese RFI da un <a title="Articolo su RFI in francese" href="http://www.rfi.fr/actufr/articles/118/article_85209.asp">soldato coinvolto nel bagno di sangue</a> [fr] per obbedire all&#39;ordine ricevuto.</p>
<p>In un <a title="Comunicato stampa in francese" href="http://www.guineenews.org/articles/article_tempo.asp?num=200992983648">comunicato stampa</a> [fr] il Cap. Dadis Camara nega qualsiasi responsabilità, scaricando le accuse sull’opposizione e sui soldati: “Neppure il Capo di Stato è in grado di fermare questo movimento”. Resta da vedere chi guida effettivamente l&#39;esercito, chi ha ordinato di dare la caccia a due corrispondenti di testate estere che <a title="Articolo su RSF in inglese" href="http://www.rsf.org/Two-reporters-for-foreign-media-go.html">“hanno diffuso un’immagine negativa della Guinea”</a> [in]. La maggioranza di quanti hanno commentato l’evento nei <a title="Sito originale in francese" href="http://www.guineenews.org/">siti web sulla diaspora</a> [fr] e nei <a title="Forum in francese" href="http://www.guinea-forum.org/">forum guineani</a> [fr] inorridisce di fronte a queste &#8220;lacrime di coccodrillo&#8221; e considera l’appello &#8220;all’indagine internazionale” e al “governo di coalizione” un altro espediente.</p>
<p>Oumar, un guineano residente all’estero, esorta i connazionali a non aver paura e non smettere mai di volere la pace per <a title="Post in francese" href="htttp://konngolafirik.maneno.org/fra/articles/upd1254359233/">non cadere in trappola</a> [fr]:</p>
<blockquote><p>Son dernier subterfuge est le gouvernement d’union nationale. Le dictateur sait que si l’opposition accepte de faire partie d’un pareil gouvernement, la communauté internationale serait embarrassée dans l’application des sanctions. Comment punir des bourreaux si leurs victimes collaborent avec eux dans un même gouvernement ?Autre idée du chef de la junte pour échapper à la justice internationale : une commission d’enquête internationale avec à sa tête un « sage africain ». À qui pense t-il quand il parle de ce fameux « sage africain » ? Certainement à son mentor Abdoulaye Wade président du Sénégal voisin qui l’appelle affectueusement « mon fils » et qui est avec Kadhafi le seul Chef d’État africain à l’avoir ouvertement soutenu depuis le début.</p>
</blockquote>
<div class="translation">L’ultimo pretesto è un governo di unità nazionale. Il dittatore sa bene che qualora l’opposizione accettasse di far parte di quel governo la comunità internazionale sarebbe perlomeno imbarazzata nell&#39;applicare le sanzioni. Come si fa a punire i responsabili quando proprio le loro vittime collaborano nello stesso governo? Un’altra trovata del capo della giunta per sfuggire alla giustizia internazionale: una commissione d’inchiesta internazionale presieduta da un “africano saggio”. Ma a chi pensa quando parla di questo famoso &#8220;saggio africano?&#8221; Sicuramente al suo mentore Abdoulaye Wade, Presidente del vicino Senegal, che gli si rivolge chiamandolo affettuosamente “figlio mio” e che, insieme a Gheddafi, è l’unico capo di stato africano ad aver sostenuto apertamente Camara fin dall’inizio.</div>
<p>Quando finirà questa vicenda? Nell&#39;ambito di un&#39;indagine svolta dalla BBC, l’analista Paul Melly <a title="Articolo sulla BBC in inglese" href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/africa/8280603.stm">spiega una delle ragioni</a> [in] per cui la Guinea si è trovata per cinquant’anni stretta nella morsa di una serie di dittature:</p>
<blockquote><p>Il Paese è ricco di risorse naturali. Non è facile forzare la caduta di un regime solo con le pressioni esterne. Il [precedente] regime di Lasana Conté è sopravvissuto ad anni di sospensioni degli aiuti europei senza mai cedere di fronte alle richieste dell’Unione Europea di una riforma politica.</p>
</blockquote>
<p><strong>Le proteste in Germania</strong></p>
<p>Intanto, le difficili condizioni della Guinea hanno sollevato un’altra polemica. Quando si è saputo in Germania, dove Dadis Camara ha seguito l&#39;addestramento militare, che parla tedesco e che <a title="Articolo in tedesco" href="http://www.welt.de/politik/ausland/article4684280/Bundeswehr-bildete-brutalen-Junta-Chef-aus.html">sfoggia sempre il distintivo dei paracadutisti tedeschi </a> [ted] sul berretto rosso dell’esercito, il ministero della difesa ha dichiarato che la formazione di ufficiali stranieri in Germania viene promossa dal <a title="Articolo in inglese" href="http://www.earthtimes.org/articles/show/287918,defence-ministry-guineas-military-ruler-was-trained-in-germany.html">governo per diffondere la democrazia all&#39;estero</a> [in] e che &#8220;non è colpa di Berlino se gli ufficiali prendono un’altra direzione quando tornano a casa”. L’indignazione si è riversata in dieci pagine e più di commenti sul sito del <a title="Post in tedesco" href="http://www.welt.de/politik/ausland/article4684280/Bundeswehr-bildete-brutalen-Junta-Chef-aus.html">quotidiano tedesco Die Welt</a> [ted]:</p>
<blockquote><p>Angelina: Diesem Schwein sollten alle Titel und Ränge der Deutschen Bundeswehr aberkannt werden,das Fallschirmspringerabzeichen müßte ihm Frau Merkel persönlich vom Barrett reißen!</p>
</blockquote>
<div class="translation">A quel maiale bisognerebbe strappare i titoli e i gradi della Bundeswehr tedesca e il distintivo dei paracadutisti, e dovrebbe farlo personalmente la Sig.ra Merkel!</div>
<p class="notes"><em>Jennifer Brea ha contribuito alla stesura e alla traduzione di quest&#39;articolo.</em></p>
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		<title>Mondo arabo: verginità artificiale &#8220;made in China&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 05:41:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beatrice Borgato</dc:creator>
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		<description><![CDATA[articolo originale diHisham  &#183; tradotto da Beatrice Borgato &#183;  vai all&#39;articolo originale 
Il blogger marocchino Mounir scrive [fr] sul blog Des maux à dire [Dei mali da raccontare] dei nuovi imene artificiali pronti per l&#39;uso &#8220;made in China&#8221;, apparentemente assai apprezzati da una fetta sempre maggiore di clienti arabi. Il blogger afferma: “Nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/hisham/">Hisham</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/beatriceborgato/'>Beatrice Borgato</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/09/27/arab-world-artificial-virginity-made-in-china/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Il blogger marocchino <em>Mounir</em> <a title="Post originale in francese"href="http://mounirbensalah.org/2009/09/25/virginite-a-la-sauche-chinoise/">scrive</a> [fr] sul blog <em>Des maux à dire</em> [Dei mali da raccontare] dei nuovi imene artificiali pronti per l&#39;uso &#8220;made in China&#8221;, apparentemente assai apprezzati da una fetta sempre maggiore di clienti arabi. Il blogger afferma: “Nel mondo arabo i siriani hanno visto arrivare questo &#8216;prodotto&#39; rivoluzionario sul mercato nero. In Egitto gli investitori ne stanno seriamente considerando la sua introduzione a livello commerciale”. L&#39;invenzione è stata molto apprezzata nei forum on-line e commentata come la più bella di tutti i tempi: alcuni hanno definito i cinesi &#8220;i salvatori dell&#39;onore di tutte le donne musulmane!&#8221; Il tutto al fantastico prezzo di nemmeno 15 dollari. Altri blogger si chiedono invece se i cinesi non potranno mettere a punto anche il rivelatore della vera verginità!! Oltre al danno anche la beffa!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Riusciranno i social media a far decollare la microfinanza globale?</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/09/7954/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/09/7954/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 05:55:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Galati</dc:creator>
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		<category><![CDATA[The Future of ICT for Development]]></category>
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		<description><![CDATA[Gli esperimenti di microfinanza (prestiti ridotti a piccoli imprenditori locali che non rientrano negli stretti parametri creditizi delle comuni banche) vanno ampliandosi sull'onda del social networking online. Resta tuttavia la domanda: saranno in grado i social media di creare un mercato davvero sostenibile per la microfinanza globale?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/john-liebhardt/">John Liebhardt</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/davideg/'>Davide Galati</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/09/21/can-social-media-help-make-microfinance-sustainable/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Le istituzioni di microfinanza concedono prestiti ai piccoli imprenditori che spesso non rientrano negli stretti parametri creditizi delle banche, perché privi di adeguato patrimonio o non generano reddito sufficiente a ripagare il debito. O anche perchè, agli occhi delle banche tradizionali, le loro necessità creditizie sono troppo modeste.</p>
<p>Con le banche fuori dal gioco, le agenzie di microcredito si inseriscono nel ruolo abitualmente assegnato all&#39;intrusione imperfetta dei parenti o a prestasoldi che spesso si rivelano degli sfruttatori. Il microcredito viene abitualmente associato ai Paesi in via di sviluppo, ma tali agenzie sono state avviate nei Paesi industrializzati.</p>
<p>La <a title="Voce di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Grameen_Bank">Grameen Bank</a> [it], prima istituzione di microfinanza al mondo, è nata in Bangladesh nel 1983 grazie a <a title="Voce di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Muhammad_Yunus">Muhammad Yunus</a> [it], docente di economia che la fondò per contribuire alla riduzione della povertà tramite prestiti più che necessari a imprenditori che volevano avviare qualche attività. Non solo la povera gente ripagherà questi prestiti, sosteneva Yunus, ma lo stile creditizio della Grameen Bank diventerà un investimento sicuro. Nel 2006 Yunus ha ottenuto il Nobel per la Pace come riconoscimento del suo impegno. Tra l’anno del suo avvio e il 2008 la Grameen Bank ha erogato 7,6 miliardi di dollari.</p>
<p>Nell’era di Internet, i microcreditori hanno cominciato a esplorare nuove strade per replicare online il successo della Grameen Bank. Con l’emergere del social networking, in particolare delle reti peer-to-peer, questi prestatori hanno trovato la loro risposta. Resta valida tuttavia la domanda: potranno contribuire i social media a creare un mercato sostenibile per la microfinanza?</p>
<p>Questa è solo una delle questioni affrontate dutante <a title="Pagina originale in inglese" href="http://www.idrc.ca/en/ev-140355-201-1-DO_TOPIC.html">un convegno</a> [in] appena svoltosi presso l&#39;Università di Harvard, dal titolo “Le tecnologie possono contribuire a ridurre la povertà nei Paesi in via di sviluppo?”</p>
<p>Una delle prime istituzioni di microcredito che hanno avuto successo via Internet è la statunitense Kiva, lanciata qualche  anno fa dopo il viaggio di una coppia in Africa Orientale nel 2004. Kiva sostiene di essere il primo “<a title="Pagina originale in inglese" href="http://www.kiva.org/about">portale di microcredito sociale</a>)&#8221; [in].</p>
<p>Ecco una buona descrizione di come funziona Kiva, da <em>Tales From Beyond the Glimpse</em>, un <a title="Post originale in inglese" href="http://talesfrombeyondtheglimpse.blogspot.com/2009/09/kiva.html">blog</a> [in] austriaco.</p>
<blockquote><p>Nel sito di Kiva puoi prestare denaro a chiunque ne abbia bisogno nel mondo per avviare un&#39;attività in proprio – del tipo, allevare capre, vendere frutta e verdura al mercato o produrre mattoni. Ogni richiesta di prestito è accompagnata dalla foto dell’imprenditore, una descrizione dell’attività e dalal spiegazione sull’utilizzo del finanziamento, in modo che tu sappia esattamente come verrà utilizzata la somma concessa – riceverai poi aggiornamenti onde sapere come sta andando l’attività.</p>
<p>L’aspetto migliore è che quando l’imprenditore ti ha restituito il prestito, puoi riprenderti i soldi oppure usarli per un altro finanziamento (mi piace quest’idea perché puoi concedere un piccolo prestito la prima volta e poi usare la stessa somma più è più volte ancora) – e i prestiti di Kiva sono gestiti da istituzioni di microfinanza che operano sul campo con molta esperienza in questo settore, per cui credo ti possa fidare che i tuoi soldi verranno utilizzati in maniera responsabile.</p>
<p>Ho fatto un prestito a Adjo Solomé, del Togo. Mi è piaciuta immediatamente perché lavora con una macchina da cucire!</p>
<p>Internet mi appassiona perchè ti permette di fare cose come questa in maniera così diretta.</p></blockquote>
<p>Kiva permette ai potenziali finanziatori di scorrere i profili delle persone che chiedono un prestito. Quando se ne seleziona una e gli si concede il prestito, Kiva assegna il denaro a uno dei suoi partner di microfinanza, un’agenzia che opera sul campo. Il beneficiario dovrà quindi ripagare il prestito, in genere con gli interessi. (L’applicazione degli interessi è materia controversa, ma comune, nel microcredito.) Il sito di Kiva consente ai prestatori di monitorare il processo creditizio mediante controllandone i pagamenti e altri aggiornamenti personali. Tutto questo va diffondendosi ad altri portali di microcredito.</p>
<p>Ciò che dà impulso a questi siti non sono soltanto i prestiti, ma i metodi utilizzati per rendere disponibili i finanziamenti. “I social network sono importanti”, <a title="Post originale in inglese" href="http://joncamfield.com/blog/2009/07/social_networks_not_facebook.html">scrive</a> [in] Jon Camfield nell’omonimo blog. “La fiducia – definita più comunemente capitale sociale in questo contesto – è la forza e il numero di connessioni interpersonali. Facebook, Twitter, MySpace e simili sono un modo comodo per tracciare questi legami (all’interno di un gruppo di persone connesse), ma è difficile che possano rimpiazzarli.&#8221;</p>
<blockquote><p>Ciò è senza dubbio una novità nelle teorie sullo sviluppo, e viene spesso descritto come la chiave di volta per uno sviluppo riuscito, ma anche una falsa pista (e per essere onesti, probabilmente è entrambe le cose).<br />
I social network giocano anche un altro ruolo importante. Oltre ad accrescere la fiducia, che permette di realizzare tutte queste transazioni, e al fornire dei canali di ritorno che le facilitano, contribuiscono anche (forse in realtà ne sono la causa diretta) alla diffusione della tecnologia. Disseminati attraverso i network si troveranno innovatori, sperimentatori e utenti della prima ora che creeranno, metteranno a punto e proveranno nuove idee, per poi diffonderle sia con il passaparola sia tramite le implementazioni più riuscite.</p></blockquote>
<p>Il matrimonio tra microcredito e social media opera in due modi. Primo, consente a un gruppo variegato di individui, ad esempio gli imprenditori, di comunicare e organizzarsi tra loro. Secondo, permette loro di entrare in contatto con il resto del mondo e comunicare il proprio messaggio. Le agenzie di microcredito vi si sono aggrappate, sfruttando la tecnologia per fare in modo che i potenziali finanziatori potessero dare un volto ai beneficiari. Forse questi legami interpersonali hanno origine nella stessa Grameen Bank, che cominciò a prestare denaro sulla base della fiducia e usando la pressione di altri microimprenditori per assicurarsi che i prestiti fossero ripagati. O, forse, i microcreditori online utilizzano le connessioni interpersonali come una difesa contro lo “stress da compassione”.</p>
<p>Ecco un esempio delle implicazioni personali da un&#39;<a title="Post originale in inglese" href="http://chinaphilanthropy.typepad.com/svg/2009/06/i-start-an-interview-with-wokais-casey-wilson.html">intervista</a> [in] pubblicata sul blog <em>China Philanthropy</em> a Casey Wilson, cofondatrice di <a title="Pagina originale in inglese" href="http://wokai.org/">Wokai</a> [in], un sito di micro finanza che è stato definito il <a title="Post originale in inglese" href="http://eapblog.worldbank.org/content/facebook-for-farmers-brings-microloans-to-people-in-rural-china">Facebook degli agricoltori</a> [in]. Qui la Wilson riporta un’esperienza positiva della microfinanza di cui è stata testimone.</p>
<blockquote><p>A livello microeconomico, una delle mie migliori esperienze è stata quella di una donna di Sichuan di 24 anni. Quando ne aveva 18 lei e il marito si sposarono e vennero assunti sostanzialmente come servi a contratto. La famiglia di lui li costrinse a indebitarsi perché viveva con loro e la coppia dovette andare a lavorare in città per quattro anni onde restituire il debito; lei riuscì anche a mettere da parte un po’ di soldi, così quando tornarono a Sichuan potè avviare un allevamento di anatre.</p>
<p>Comprò una certa quantità di anatre. Avviò l’attività, e tre mesi dopo tutte le anatre morirono. Pare che nello stesso periodo abbia scoperto l’esistenza di un nostro partner sul campo. Si recò da loro e ottenne sostegno e denaro per far ripartire l’attività con le anatre. Sono rimasta particolarmente impressionata perché: A- pur essendo così giovane è stata molto perseverante di fronte alle avversità e B– nel vedere dove sia riuscita ad arrivare grazie alla microfinanza e dove sarebbe ora senza di essa. Se il nostro partner non fosse stato lì per aiutarla, lei sarebbe rimasta con niente in mano, con l&#39;unica alternativa di tornarsene in città, e non avrebbe mai avuto gli strumenti per sollevarsi dalla povertà. Storie come questa mi danno davvero coraggio.</p></blockquote>
<p>Il nuovo sito francese <a title="Pagina originale in francese" href="http://www.babyloan.org/fr/accueil.html">Babyloan</a>[fr] opera in modo molto simile a Kiva e Wokai, collegando i donatori agli imprenditori. Ma questo è il primo sito che ha per obiettivo specifico i donatori europei. Punta anche a creare una comunità sociale. <em>The Traveling Spouse,</em> un blogger residente principalmente in Francia, <a title="Post originale in inglese" href="http://travellingspouse.blogspot.com/2008/08/babyloan.html">riporta:</a> [in]</p>
<blockquote><p>Babyloan spera di far diventare il sito una comunità sociale, in modo che i prestatori possano incontrarsi e condividere esperienze, e persino eleggere i rappresentanti nel consiglio di amministrazione.</p></blockquote>
<p>A giudicare dalle reazioni, questo sito ha attirato l&#39;attenzione di numerosi blogger.</p>
<p>Da Parigi, Emmanuel Brunet, che vive e <a title="Post originale in francese" href="http://emmanuelbrunet.free.fr/conseils-marketing/index.php?2008/10/20/270-babyloan-des-micro-credits-pour-de-grands-projets">scrive</a> [fr]:</p>
<blockquote><p>Moi j&#39;ai sélectionné Asfandiyor, Nishon, Gulchehra et Oygul, mes nouveaux amis du Tadjikistan.</p>
<p>Ils cherchaient 810 euros sur 9 mois pour acheter du bétail et ainsi produire du fromage, de la viande et probablement faciliter les activités agricoles. Dans 9 mois, ils nous remboursent les sommes données, sans taux d&#39;intêret. C&#39;est simple, ce n&#39;est pas contraignant puisque l&#39;argent n&#39;est jamais perdu et ça donne un vrai coup de pouce.</p>
<p>L&#39;argent remboursé pourra alors être injecté dans d&#39;autres projets ou vous être rendu directement.</p>
<p>En quelques jours, les amis du Tadjikistan ont trouvé les 810 euros nécessaires à l&#39;achat de bétail, grâce à d&#39;autres participants de France et de Suisse.</p>
<p>C&#39;est peut-être ça le développement (monétaire) durable… !</p></blockquote>
<div class="translation">Io ho scelto Asfandiyor, Nishon, Gulchehra e Oygul, i miei nuovi amici del Tagikistan. Avevano bisogno di 810 euro per comprare del bestiame per produrre formaggio, carne e probabilmente per usarli nelle attività agricole. In 9 mesi restituiranno la somma senza interessi. È semplice, non è vincolante perché i soldi non vanno mai persi e danno la spinta fondamentale. Il denaro ripagato sarà poi investito in altri progetti o ti verrà restituito direttamente.<br />
In pochi giorni i miei amici del Tagikistan hanno trovato gli 810 euro necessari per l’acquisto degli animali, grazie anche ad altri partecipanti dalla Francia e dalla Svizzera.</div>
<p>Forse è questo lo sviluppo (monetariamente) sostenibile…!</p>
<p>Dal <a title="Post originale in francese" href="http://lesenfantsduweb.blogspirit.com/archive/2008/11/30/un-peu-de-finesse-dans-un-monde-de-brut-babyloan-et-kiva.html">blog</a> [fr] <em>Les Enfants du Web</em>:</p>
<blockquote><p>L’intérêt est bien évidemment de suivre l’avancée du projet. Et on se dit qu’avec se genre de service notre argent arrive effectivement au destinataire…</p>
<p>J’ai donc décidé d’aider le projet de Chanthol Vorn, une cambodgienne qui veut développer sa petite épicerie ! Je contribue à hauteur de 20€ sur les 210€ nécessaire.</p>
<p>Je trouve le concept hyper intéressant mais le site en lui-même mériterait une interface un peu plus sympa. Que se soit au niveau des graphismes et de l’ergonomie, une version 2 n’est vraiment pas du luxe.</p></blockquote>
<div class="translation">L’interesse è ovviamente quello di seguire i progressi del progetto. E dicono che con questo genere di servizi il nostro denaro arrivi effettivamente al destinatario…<br />
Così ho deciso di contribuire al progetto di Chantol Vorn, un cambogiano che vuole ingrandire la sua piccola drogheria! Ho finanziato 20 euro sui 210 necessari.<br />
Trovo il concetto super-interessante ma il sito in sé stesso meriterebbe un interfaccia un po’ più carina. Sia a livello di grafica che di funzionalità, la versione 2 non è certo lussosa.</div>
<p>Da Domi, che <a title="Post originale in francese" href="http://www.mood-for.fr/babyloan-du-credit-pour-lutile-et-pas-pour-le-futile/">scrive</a> su <em>Mood-for</em>:</p>
<blockquote><p>Mmes Houessou et Gandaho veulent monter une petite boutique à Cotonou au Bénin pour nourrir leurs 4 enfants correctement. Elles ont déjà 340 euros sur les 460 dont elles ont besoin pour l’ouverture de la boutique. Je leur en ai prêté 30 et elles me le rendront dans 10 mois car, le saviez vous, les utilisateurs du micro-crédit remboursent mieux que la plupart des emprunteurs… Mes 30 euros, je pourrai ainsi les prêter à d’autres bientôt. C’est simple et efficace, c’est le micro-crédit à portée de chacun d’entre nous. Ca nous permet d’être utile.</p></blockquote>
<div class="translation">Le signore Houessou e Gandaho volevano aprire un piccolo negozio a Cotonou, nel Benin, per riuscire a dar da mangiare come si deve ai loro 4 bambini. Dispongono già di 340 euro sui 460 di cui hanno bisogno per l’apertura del negozio. Io ho prestato loro 30 euro che mi restituiranno in 10 mesi perché, sappiatelo, i destinatari del microcredito rimborsano meglio della gran parte degli altri debitori…I miei 30 euro li potrò così prestare subito a qualcun altro. È semplice ed efficace, è il microcredito alla portata di ciascuno di noi. Così possiamo essere utili a qualcuno.</div>
<p>I siti di Kiva, Wokai e Babyloan sono ricchi di funzionalità, ottima grafica e foto che scaldano il cuore. Chi partecipa a questi progetti non può fare a meno di sentirsi parte di una comunità. Le interfacce fanno inoltre sì che il processo del prestito sia trasparente. Con tutta la tecnologia che sostiene questi siti, tuttavia, un blogger si chiede se questi schemi supereranno il test di sostenibilità che spesso separa gli efficaci progetti di sviluppo da semplici buone idee.</p>
<p>David Costa, che <a title="Post" href="http://microfinance.fm/microcredit-online/not-enough-loans-on-kiva/comment-page-1#comment-8">scrive</a> [in] su <em>Microfinance.fm</em> a Zurigo, in Svizzera:</p>
<blockquote><p>Il mio interesse primario è guardare alla microfinanza come un’opportunità d&#39;investimento piuttosto che una donazione.<br />
Anche nel caso di Kiva chi prende a prestito deve pagare gli interessi ma, almeno, a parte i casi di fallimento, l’investitore può riutilizzare il proprio capitale o riprenderselo.<br />
Sono convinto che le donazioni e i sussidi a istituzioni non-profit come Wokai siano importanti, ma dal punto di vista di un investimento non hanno altrettanto potenziale di crescita.<br />
Nel caso di Kiva ci sono diverse opzioni: puoi prestare 4.000 dollari e vederti restituito, se necessario, tutto o parte dell’investimento. Nel caso di Wokai posso solo donare all&#39;omonima organizzazione – come utilizzano il denaro non è realmente importante in un’ottica di investimento. In realtà non è neppure un investimento.</p></blockquote>
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