<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Global Voices in Italiano &#187; Bengalese</title>
	<atom:link href="http://it.globalvoicesonline.org/-/languages/bangla/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://it.globalvoicesonline.org</link>
	<description>Il mondo ti parla. Stai ascoltando?</description>
	<lastBuildDate>Fri, 04 Dec 2009 04:39:50 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.4</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>India e Bangladesh: no alla diga di Tipaimukh</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/05/india-e-bangladesh-no-alla-diga-di-tipaimukh/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/05/india-e-bangladesh-no-alla-diga-di-tipaimukh/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 29 May 2009 05:36:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Ignone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Asia meridionale]]></category>
		<category><![CDATA[Bangladesh]]></category>
		<category><![CDATA[Bengalese]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Disastri]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Etnie]]></category>
		<category><![CDATA[Governance]]></category>
		<category><![CDATA[India]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Legge]]></category>
		<category><![CDATA[Protesta]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.globalvoicesonline.org/?p=4956</guid>
		<description><![CDATA[Nello Stato del Manipur, è in costruzione un progetto idroelettrico a meno di 100 chilometri dal confine con il Bangladesh: la diga, alta 164 metri, avrà una capacità produttiva di 401.25 megawatt - progetto accolto fin dall'inizio dalle proteste dei locali per le pesanti conseguenze sull'habitat. Dibattito e iniziative s'intensificano online. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/rezwan/">Rezwan</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/stefano-ignone/'>Stefano Ignone</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/05/27/bangladesh-india-no-to-tipaimukh-dam/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><div id="attachment_76897" class="wp-caption alignleft" style="width: 204px;"><a href="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/05/abid_jaljala_map.jpg"><img class="size-full wp-image-76897" title="Mappa dell'area dove viene costruita la diga" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/05/abid_jaljala_map.jpg" alt="Mappa dell'area dove viene costruita la diga" width="194" height="202" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">Mappa per gentile concessione di www.somewhereinblog.net</p>
</div>
<p>Nello Stato del Manipur, in India, alla confluenza dei fiumi Barak e Tuivai, è in costruzione <a title="Leggi la notizia del progetto dal sito dell'impresa costruttrice in inglese" href="http://www.neepco.gov.in/TpmHEP.html">il progetto idroelettrico di Tipaimukh</a> [in], a meno di 100 chilometri dal confine con il Bangladesh. Con una spesa prevista di 6.351 crore di rupie (pari a un miliardo di euro), la diga, alta 164 metri, avrà una capacità produttiva di 401.25 megawatt di elettricità.</p>
<p>Anche se generalmente i progetti idroelettrici sono considerati più sostenibili di altre opzioni energetiche di breve periodo, questi <a title="Leggi un articolo sull'impatto delle dighe sull'ambiente dal sito di FWEE.org in inglese" href="http://www.fwee.org/hpar.html">hanno impatti di lungo termine sull&#39;ambiente</a> [in] che modificano l&#39;ecosistema, distruggono ogni insediamento nell&#39;area e alterano l&#39;habitat della gente, dei pesci, della flora e della fauna locali. In particolare, in zone densamente popolate come India e Bangladesh, dove la vita si sviluppa intorno ai fiumi, progetti come quello di Tipaimukh possono produrre effetti deleteri a un gran numero di persone e ai loro habitat.</p>
<p>Non c&#39;è da meravigliarsi, dunque, se fin dall&#39;inizio questo progetto è stato accolto dalle proteste delle persone che potrebbero subire le conseguenze della sua costruzione in India e nei pressi della foce, nel vicino <a title="Leggi la notizia in inglese dal sito dell'Asian Tribune" href="http://www.asiantribune.com/oldsite/show_news.php?id=16912">Bangladesh</a> [in]. Gli abitanti del Manipur <a title="Leggi la notizia in inglese dal sito di KanglaOnline" href="http://www.kanglaonline.com/index.php?template=kshow&amp;kid=1168">hanno adito vie legali</a> [in] per impedire la costruzione della diga, ma finora senza successo. Il Governo indiano non ha intenzione di  recedere. La Sinlung Indigenous People Human Rights Organisation (SIPHRO) <a title="Leggi la notizia dal sito di Intercultural Resources in inglese" href="http://www.icrindia.org/?p=226">ha affermato che</a> [in] “Nel processo di individuazione (della sede della diga) sono state ignorate tanto le <a title="Leggi la notizia in inglese dal sito di Burma Today" href="http://www.burmatoday.net/mizzima2003/mizzima/2003/10/031030_border_mizzima.htm">popolazioni indigene</a> [in] quanto le raccomandazioni della .</p>
<p>Dal Bangladesh, il giornalista e blogger <a title="Blog originale in bengalese" href="http://www.somewhereinblog.net/blog/tirondaz/28950554">Dhibor</a> [beng]:</p>
<blockquote><p>È stato detto che questa diga viene costruita a vantaggio della gente dell&#39;India nordorientale: attraverso il controllo del corso dei fiumi, sarà possibile impedire le esondazioni nello Stato dell&#39;<a title="Leggi la voce wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Assam">Assam</a> [it], e generare elettricità. Avviso ai lettori: secondo il diritto internazionale, nessun Paese può controllare il corso di un fiume che scorre in più Stati e senza il consenso delle popolazioni che abitano lungo il corso del fiume, e senza provocare danni ambientali. La triste verità è però che a nessuno importa di queste norme [&#8230;], perchè il Bangladesh non è certo potente quanto l&#39;India in termini economici e militari, e così veniamo sempre ignorati.<br />
I residenti delle regioni nordorientali dell&#39;India sono stati tentati con i molti vantaggi millantati dal progetto della diga di Tipaimukh, ma non si sono scomposti: circa venti organizzazioni socio-politiche del Manipur, assai influenti, si sono unite sotto la bandiera dello &#8220;<a title="Leggi la notiza dal sito di Down to Earth in inglese" href="http://www.downtoearth.org.in/cover.asp?foldername=20061015&amp;filename=news&amp;sec_id=9&amp;sid=52">Action Committee against Tipaimukh Project</a>” [in], e protestano contro la diga. Il motivo è che la diga porterà a questa gente molte più miserie  dei vantaggi promessi. E i danni, per l&#39;ambiente, saranno devastanti”.</p></blockquote>
<p>Dall&#39;India, <em>Namdingpou Kamei</em> del sito <em>E-Pao</em> <a title="Leggi il post dal blog originale in inglese" href="http://www.e-pao.net/epSubPageExtractor.asp?src=news_section.opinions.Opinion_on_Building_of_Tipaimukh_Dam.Controversial_Hydro_Electric_Multi_Purpose_Project">elenca tutti gli svantaggi</a> [in] e i danni che la diga provocherà alle popolazioni locali.</p>
<blockquote><p># Verrà allagata per sempre un&#39;area pari a 286.20 chilometri quadrati.</p>
<p># Le cascate di Barak e il lago di Zeilad, che fanno parte della storia del popolo Zeliangrong, verranno sommerse per sempre, e tutte le leggende e le tradizioni [locali] perderanno i loro monumenti di riferimento: per le generazioni successive, non saranno che semplici favole.</p>
<p># Più di 40.000 persone perderanno le proprie terre.</p>
<p># Otto villaggi della Valle del Barak rimarranno completamente sommersi.</p>
<p># Più di novanta villaggi, in gran parte del distretto Tamenglong, subiranno ripercussioni negative.</p>
<p># Verranno perduti per sempre circa 27.242 ettari di terra coltivabile. [..]</p></blockquote>
<p>In cambio di tutto questo, il Governo indiano ha offerto allo Stato del Manipur <a title="Leggi la notizia in inglese dal blog di Banglapraxis" href="http://banglapraxis.wordpress.com/2009/05/23/tipaimukh-damcachar-plain-irrigation-project-complicated-int%E2%80%99l-disaster-scenario-for-bangladesh/">il 10% di elettricità gratuita</a> [in] (più o meno 40 megawatt) da quella ricavata dalla diga.</p>
<p>Il popolo indigeno degli <a title="Leggi la storia della popolazione indigena da un blog in inglese" href="http://sawlakia.blogspot.com/2008/12/hmar-history-hmar-tribals-of-northeast.html">Hmar</a> [in], dell&#39;India nordorientale, <a title="Leggi la notizia in inglese dal sito di citizen journalism di Nowpublic.com" href="http://www.nowpublic.com/tipaimukh_hydro_project_environmentalists_cry_foul_play_common_man_clueless">teme</a> [in] che:</p>
<blockquote><p>se il Governo intende proseguire con il progetto di questa diga, &#8220;migliaia di forestieri&#8221; verranno ad abitare in quest&#39;area: il risultato sarà che gli Hmars dovranno affrontare cambiamenti enormi per la loro cultura e i sistemi economici e politici.</p></blockquote>
<p>Il dottor Soibam Ibotombi, del Department of Earth Sciences, all&#39;Università di Manipur, <a title="Leggi la notizia in inglese dal sito di Kangla Online" href="http://www.kanglaonline.com/index.php?template=kshow&amp;kid=691">ritiene</a> [in] che la diga rappresenti una svista geo-tettonica di proporzioni internazionali:</p>
<blockquote><p>Il sito individuato per il progetto Tipaimukh è uno dei più sismici del mondo: ha fatto registrare due terremoti di magnitudo superiore a 8 sulla scala Reichter negli ultimi cinquant&#39;anni. Il progetto idroelettico di Tipaimukh è stato pensato in una delle regioni geologicamente più instabili, e l&#39;asse stesso della diga andrebbe a insistere su una faglia potenzialmente attiva, che potrebbe diventare l&#39;epicentro di grandi fenomeni sismici.</p></blockquote>
<p>Anche sul sito <em>BanglaPraxis</em> <a title="Leggi il post dal blog originale in inglese" href="http://banglapraxis.wordpress.com/2009/05/23/tipaimukh-damcachar-plain-irrigation-project-complicated-int%E2%80%99l-disaster-scenario-for-bangladesh/">si è discusso</a> [in] delle ripercussioni che la diga di Tipaimukh avrà sul Bangladesh.</p>
<p><em>Paribartan Bangla</em> <a title="Leggi il post in bengalese dal blog originale" href="http://www.somewhereinblog.net/blog/poribattan/28948765">racconta</a> [beng] delle molte proteste in corso nel Sylhet, in Bangladesh, per contestare la costruzione della diga:</p>
<blockquote><p>Se la diga verrà costruita allora l&#39;intero Bangladesh nordorientale, e specialmentele i distretti Sylhet, Sunamganj, Moulavibazar, Habiganj, Bramhonbaria, Kishoreganj, Netrokona, Norshingdi e Narayanganj andranno incontro a conseguenze conomiche e ambientali molto serie. L&#39;agricoltura, la pesca e la fauna saranno minacciate: aumenteranno gli allagamenti nella stagione delle pioggie, e la siccità nelle stagioni aride.</p></blockquote>
<div id="attachment_76883" class="wp-caption alignnone" style="width: 245px;"><a href="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/05/tirondaz_tipaimukhi.jpg"><img class="size-full wp-image-76883" title="&quot;no alla diga di Tipaimukh&quot;" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/05/tirondaz_tipaimukhi.jpg" alt="No alla diga Tipaimukh" width="235" height="200" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">&#8220;No alla diga Tipaimukh&#8221;</p>
</div>
<p>Il blogger <em>Agami</em> <a title="Leggi il post in bengalese dal blog originale" href="http://www.somewhereinblog.net/blog/agamee/28951167">lancia un appello agli altri blogger</a> [beng], invitandoli a mobilitarsi non solo su internet per impedire la costruzione della diga. I blogger hanno già creato un <a title="Vai al gruppo facebook in inglese" href="http://www.facebook.com/group.php?gid=79502032842">gruppo su Facebook</a> [in], e lo &#8220;Action Committee against Tipaimukh Project&#8221; ha già dato il via a una <a title="Leggi la petizione online in inglese" href="http://www.petitiononline.com/ACTIPdoa/petition.html">petizione online</a> [in].</p>
<p><em>Anandomoye</em> <a title="Leggi il post in bengalese dal blog originale" href="http://prothom-aloblog.com/users/base/anandomoye/130">scrive</a> [beng]:</p>
<blockquote><p>[&#8230;] i paesi sviluppati [stanno rinunciando] a controllare la natura attraverso infrastrutture come le dighe, perchè ben conoscono gli effetti di lungo periodo sull&#39;ambiente: la decisione dell&#39;India di realizzare questo progetto richiede maggiore riflessione.</p></blockquote>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.globalvoicesonline.org/2009/05/india-e-bangladesh-no-alla-diga-di-tipaimukh/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Bangladesh: l&#039;ammutinamento si è concluso, ma le domande rimangono</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/03/bangladesh-lammutinamento-si-e-concluso-ma-le-domande-rimangono/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/03/bangladesh-lammutinamento-si-e-concluso-ma-le-domande-rimangono/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 01 Mar 2009 06:42:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Squarotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia meridionale]]></category>
		<category><![CDATA[Bangladesh]]></category>
		<category><![CDATA[Bengalese]]></category>
		<category><![CDATA[Disastri]]></category>
		<category><![CDATA[Governance]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra & conflitti]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Legge]]></category>
		<category><![CDATA[Ultimora]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.globalvoicesonline.org/?p=1011</guid>
		<description><![CDATA[La drammatica giornata di tensione a Dacca, per l'ammutinamento e l'assedio dei soldati del BDR, si è conclusa con parecchi morti e feriti, civili inclusi - oltre agli interrogativi sui responsabili e sulla posizione governativa. Non mancano resoconti e commenti dai citizen media locali. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/rezwan/">Rezwan</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/marios/'>Mario Squarotti</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/02/27/bangladesh-mutiny-is-over-but-question-remains/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Giovedì scorso è stata una giornata di tensione a Dacca, la capitale del Bangladesh. L&#39;<a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/02/25/bangladesh-citizen-journalists-covering-bdr-mutiny/">ammutinamento e l&#39;assedio</a> [in] durato 33 ore da parte degli ufficiali irritati del rango più basso delle forze paramilitari del Bangladesh Rifles (BDR) è poi <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://www.thedailystar.net/newDesign/news-details.php?nid=77643">terminato nel pomeriggio con la deposizione delle armi</a> [in] nel quartier generale del BDR. Secondo <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://www.thedailystar.net/newDesign/news-details.php?nid=77643">i resoconti dei quotidiani</a> [in] sarebbero stati uccisi diciassette membri del BDR (soprattutto ufficiali al comando delle forze dell&#39;esercito) e quattro civili. Gli ostaggi sono stati liberati, ma <a title="Leggi il post originale in bengali" href="http://www.prothom-alo.com/index.news.details.php?nid=MjIyMTk=">65-100 ufficiali dell&#39;esercito e jawans (soldati delle forze armate indiane) del rango più basso </a> [ben] sono ancora dispersi e si teme che la maggior parte di essi siano morti.</p>
<p>Si sono avuti molti repentini cambiamenti negli eventi della giornata, quando le forze armate hanno preparato un&#39;offensiva per reprimere l&#39;ammutinamento. I carri armati sono arrivati nella città di Dacca e quanti vivevano vicino alla sede del BDR sono stati evacuati. Ma dopo l&#39;intervento televisivo del Primo Ministro, i ribelli si sono infine arresi evitando altro spargimento di sangue. Come di consueto, molte le voci incontrollate, mentre i blog e i messaggi su Twitter hanno giocato un ruolo cruciale nella diffusione delle informazioni.</p>
<p>Ecco alcuni messaggi Twitter che mostrano l&#39;evoversi della situazione nel corso della giornata:</p>
<blockquote><p><a title="Leggi il twitter originale in inglese" href="http://twitter.com/PurpleRome">PurpleRome</a> [in] Tutto è iniziato a Dacca ma adesso si sta allargando al resto del Paese. Il Primo Ministro Sheikh Hasina tra poco parlerà alla nazione.</p>
</blockquote>
<blockquote><p><a title="Leggi il twitter originale in inglese" href="http://twitter.com/phpfour">phpfour</a> [in] la folla è rimasta sconcertata nel quartiere di shahbag &#8230; spari continui sentiti vicino all&#39;università di Dacca</p>
</blockquote>
<blockquote><p><a title="Leggi il twitter originale in inglese" href="http://twitter.com/mahmudur">mahmudur</a> [in] #bdr alti ufficiali dell&#39;esercito hanno detto ai medici dell&#39;istituto medico di Dacca di prepararsi per incidenti in massa che sarebbero avvenuti a breve</p>
</blockquote>
<blockquote><p><a title="Leggi il twitter originale in inglese" href="http://twitter.com/seoexpertbd">seoexpertbd</a>[in]: il panico #BDR è ancora vivo e stouscendo prima dall&#39;ufficio oggi.</p>
</blockquote>
<blockquote><p><a title="Leggi il twitter originale in inglese" href="http://twitter.com/rajputro">rajputro:</a>  [in] trovati altri 9 corpi neella sede del #bdr, uno era quello di una ragazzina:( </p>
</blockquote>
<p>Qui si trovano altri messaggi diffusi via Twitter:<br />
<a href="http://twitterfall.com/dhaka">http://twitterfall.com/dhaka</a> [in] <br />
<a href="http://twitterfall.com/BDR ">http://twitterfall.com/BDR </a> [in] </p>
<p>Blogger come <em>BDfact</em> hanno preso a <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://bdfact.blogspot.com/">commentare in tempo reale</a> [in] il discorso del Primo MInistro. <em>Unheard Voice Blog</em> ha postato <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://unheardvoice.net/blog/2009/02/26/the-day-after-2/">aggiornamenti costanti</a> [in] per l&#39;intera giornata. <em>Joruri Khobor</em> <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://jorurikhobor.blogspot.com/2009/02/sepoy-mutiny.html">ha sintetizzato</a> [in] lo stato dei messaggi di Facebook che descrivevano la situazione. </p>
<p><em>Jessica Lim</em> <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://panaphobia.blogspot.com/2009/02/its-not-over-yet.html">ha diffuso</a> [in] alcune foto sul suo blog e su <a href="http://www.flickr.com/photos/elsija/tags/bdr/">Flickr</a> [in], mostrando gli orrori che si trovava ad affrontare la gente. Altre foto sono presenti su <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://dhakadailyphoto.blogspot.com/2009/02/mutiny-halts-city-life-25-feb-2009.html">Dhaka Daily Photo</a> [in]. </p>
<p>Alcuni video sono stati diffusi su internet non appena i carri armati hanno preso a girare per la città. Eccone uno:</p>
<div><embed width="440" height="420" type="application/x-shockwave-flash"src="http://v5.tinypic.com/player.swf?file=5anak0&#038;s=5" FlashVars="gig_lt=1235699832398&#038;gig_pt=1235699836063&#038;gig_g=3&#038;gig_s=blogger"></embed><br /><font size="1"><a href="http://tinypic.com/player.php?v=5anak0&#038;s=5">Original Video</a>- Altri video su <a href="http://tinypic.com">TinyPic</a></font><img style="visibility:hidden;width:0px;height:0px;" border=0 width=0 height=0 src="http://counters.gigya.com/wildfire/IMP/CXNID=2000002.0NXC/bT*xJmx*PTEyMzU2OTk4MzIzOTgmcHQ9MTIzNTY5OTgzNjA2MyZwPTIzNDQ3MSZkPSZnPTMmdD*mbz1mODhmY2VmMzY3YmE*YzA5ODBiNWVlOGRkNjY2MjAyNCZzPWJsb2dnZXI=.gif" /></div>
<p>Shahnaz su <em>Dhaka Dweller</em> <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://dhakadweller.blogspot.com/2009/02/oppression-violence-and-deaths-what.html">fornisce</a> [in] alcuni retroscena sulla ribellione dei membri del BDR e si pone alcune domande:</p>
<blockquote><p>Ed è così che sono stati seminati inizialmente i semi del malcontento. I padroni si sono ritenuti una classe elitara, ben al di sopra degli umili servi. C&#39;era una grande disparità di stipendio, di benefici, di condizioni di lavoro e di avanzamento di carriera fra gli ufficiali e la truppa, e casi di corruzione praticata dai funzionari anziani. [&#8230;] I soldati hanno presentato più e più volte le loro rimostranze ai diretti superiori, ma invano. Il loro Direttore Generale aveva promesso di portare le richieste dei soldati al Primo Ministro Sheikh Hasina per l&#39;inaugurazione della settimana del BDR. Ma deve essersi dimenticato la promessa, dato che nella solenne occasione ufficiale ha parlato soltanto a nome dei suoi ufficiali. I soldati contrariati se la sono rimuginata tutta la notte.</p>
<p>Tutti i comandanti di settore sono stati riuniti nella Darbar Hall la mattina successiva quando, nel corso di una discussione fra soldati e ufficiali, sono state estratte le armi e si è sparato. Non sappiamo chi ha sparato per primo, ma il risultato non cambia. Soldati e ufficiali sono morti. E civili innocenti sono stati uccisi e feriti. Si sono sentiti spari di fucile e di mortaio. Spirali di fumo si sono viste salire dalle strutture del BDR.</p>
<p>In una democrazia, in un repubblica del popolo, le rimostranze non dovrebbe essere lasciate esplodere in questo modo. Questa situazione ha colto il governo impreparato, ma davvero il governo (pur se appena eletto) non aveva assolutamente idea che cosa stesse bollendo in pentola? Non poteva essere evitato?</p>
</blockquote>
<p>I blogger stanno discutendo sul perché i membri del BDR siano ricorsi all&#39;uccisione degli ufficiali, e in particolare sulla controversia di  &#8216;chi ha sparato per primo&#39;. Citando un ufficiale dell&#39;esercito presente sul luogo, i media <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://prothom-alo.com/index.news.details.php?nid=MjIyMTg=">riportano</a> [ben] che le forze armate del BDR hanno sparato per prime sugli ufficiali. Ma questo blogger <a title="Leggi il post originale in bengali" href="http://www.somewhereinblog.net/blog/Imrozblog/28917046">citando zio anch&#39;esso presente</a> [ben] rivela che un ufficiale del BDR ha preso a sparare contro un soldato mentre litigavano, e ciò ha fatto precipitare la situazione. Rimane la domanda di chi stia  dicendo la verità.</p>
<p><em>Atiqul Haque</em> <a title="Leggi il post originale in bengali" href="http://www.somewhereinblog.net/blog/mahaque/28917287">sintetizza</a> [ben] i resoconti dei sopravvissuti sui quotidiani e sui citizen media. Alcuni degli ufficiali tenuti in ostaggio hanno rivelato storie sconvolgenti di brutalità commesse nei loro confronti. La simpatia del pubblico si è spostata dagli ammutinati del BDR alle vittime delle forze armate brutalmente uccise. Blogger come <a title="Leggi il post originale in bengali" href="http://www.sachalayatan.com/dhrubo/22127">Dhrubo Hasan</a> [ben] hanno compianto i morti. Un commento di <em>Nighat Tithi</em> recita:</p>
<blockquote><p>Mi fa male sapere che i soldati del BDR abbiano mentito per ottenere la compassione della gente. Inizialmente un soldato ha detto che un solo ufficiale era stato ucciso, non diremo il suo nome. Ma sono circa 70 gli ufficiali (secondo i rapporti dei media)uccisi all&#39;inizio dell&#39;ammutinamento. Sono stati infilzati con le baionette oltre che fucilati. È così che un fratello tratta il proprio fratello in un Paese indipendente? Questi fatti sono stati mantenuti nascosti. Ah.. solo 17 corpi sono stati trovati. Che ne è stato degli altri corpi? Non saranno sepolti secondo il rituale?</p></blockquote>
<p>Il governo si è piegato alle richieste del BDR concedendo loro l&#39;amnistia per l&#39;ammutinamento. <em>Kamaluddin</em> <a title="Leggi il post originale in bengali" href="http://prothom-aloblog.com/users/base/kamaluddin/306">chiede</a> [ben] a chi è stata concessa l&#39;amnistia? A coloro che hanno ucciso brutalmente ufficiali e civili innocenti? </p>
<p><em>Unheard Voice Blog</em> <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://unheardvoice.net/blog/2009/02/26/the-list-of-the-dead/">si appella</a> [in] al governo affinché dichiari sabato 28 febbraio  giornata di lutto nazionale per onorare i combattenti defunti e i civili innocenti, e per esigere giustizia per le vittime.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.globalvoicesonline.org/2009/03/bangladesh-lammutinamento-si-e-concluso-ma-le-domande-rimangono/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Bangladesh: i blogger protestano e auspicano la pace a Gaza</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/01/bangladesh-i-blogger-protestano-e-auspicano-la-pace-a-gaza/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/01/bangladesh-i-blogger-protestano-e-auspicano-la-pace-a-gaza/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 27 Jan 2009 06:07:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara Foppa Pedretti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Asia meridionale]]></category>
		<category><![CDATA[Bangladesh]]></category>
		<category><![CDATA[Bengalese]]></category>
		<category><![CDATA[Casi umanitari]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra & conflitti]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente & Nord Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
		<category><![CDATA[U.S.A.]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.globalvoicesonline.org/?p=614</guid>
		<description><![CDATA[La blogosfera bengalese attacca duramente Israele e gli Stati Uniti per quella che, agli occhi di molti, appare come "l'aggressione israeliana ai danni della popolazione civile palestinese". Online si rilanciano proteste, solidarietà e appelli alla pace.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/aparna-ray/">Aparna Ray</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/chiaraf/'>Chiara Foppa Pedretti</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/01/07/bangla-blogs-praying-for-peace-in-gaza/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p><em>&#8220;Quanto sta accadendo a Gaza non può essere tollerato&#8221;,</em> <a title="Leggi il post originale in bengalese" href="http://www.sachalayatan.com/aprio/20913" target="_blank">scrive</a> [bn] il blogger <em>Aprio</em>, sintetizzando perfettamente i sentimenti della blogosfera bengalese nei confronti di quella che, agli occhi di molti, appare come &#8220;l&#39;aggressione di Israele ai danni della popolazione civile palestinese&#8221;. <a title="Leggi il post originale in bengalese" href="http://www.somewhereinblog.net/blog/rakibkhanblog/28894192" target="_blank"><em>Rakib</em> osserva</a> [bn] che la situazione attuale a Gaza rappresenta una <em>terribile crisi umanitaria</em> .</p>
<p><a title="Leggi il post originale in bengalese" href="http://www.nirmaaan.com/blog/ahmedmunir/2544" target="_blank">Ahmed Munir scrive</a> [bn]:</p>
<blockquote><p>Decisa ad annientare la razza palestinese, Israele ha attaccato la regione di Gaza. Divenuti profughi nella loro stessa patria, i palestinesi possono solo guardare con occhi impotenti gli incessanti attacchi israeliani a Gaza, che solo settimana scorsa hanno ucciso centinaia di loro connazionali&#8230; Dietro la motivazione ufficiale di voler tenere a freno Hamas, si nasconde un preciso programma di pulizia etnica a spese della popolazione palestinese. Si tratta del più iniquo e violento dei conflitti.</p></blockquote>
<p><a title="Leggi il post originale in bengalese" href="http://www.somewhereinblog.net/blog/farukwasifblog/28893827"><em>Farukh Wasif</em> sostiene</a> [bn] che quello di Israele sia un programma attentamente pianificato e lanciato con l&#39;obiettivo di cacciare i palestinesi dalla Striscia di Gaza. E scrive:</p>
<blockquote><p>Questa volta l&#39;attacco non è contro Hamas o contro la resistenza palestinese, ma contro l&#39;intera popolazione, per annullarne la forza mentale e il coraggio, così da ridurli in ginocchio a pregare di avere salva la vita. Distruggendone le proprietà e i centri culturali, rendendo loro la vita intollerabile, l&#39;obiettivo è  costringerli a lasciare la loro terra in massa. Ecco perché gli attacchi miravano ad abitazioni, scuole e ospedali.</p></blockquote>
<p>Ma qual è, allora, il ruolo di Hamas nel conflitto in corso? Possiamo imputare loro delle colpe, e se sì, quali? Alcuni blogger, pur non sostenendo attivamente la filosofia o gli ideali di questo movimento, esprimono appoggio alla loro &#8220;ribellione contro l&#39;oppressione&#8221;. <a title="Leggi il post originale in bengalese" href="http://www.sachalayatan.com/aprio/20913"><em>Aprio</em> [bn] spiega</a> :</p>
<blockquote><p>Non sono un sostenitore di Hamas, ma, secondo me, Hamas non è tanto un male quanto piuttosto il sintomo di un male; qualsiasi nazione o popolo che fosse oppresso per lungo tempo, continuamente sotto la minaccia di essere ucciso da un potere militare, in quella situazione potrebbe dar vita primo o poi a un &#8220;Hamas&#8221;.</p></blockquote>
<p><em>Ahmed Munir</em> non può fare a meno di notare l&#39;ironia del ruolo di &#8220;aggressore&#8221; assunto da Israele. <a title="Leggi il post originale in bengalese" href="http://www.nirmaaan.com/blog/ahmedmunir/2544">E aggiunge</a> [bn]:</p>
<blockquote><p>La cosa buffa è che gli israeliani hanno dimenticato la storia. Avrebbero dovuto essere l&#39;ultimo popolo a scordare l&#39;olocausto, i tentativi di annientare la loro razza da parte dei Nazisti, durante la Seconda Guerra Mondiale. Il potente Stato israeliano in quanto tale è la prova che è impossibile annullare una razza con omicidi di massa. Perciò, è la storia a insegnarci che i palestinesi torneranno a rispondere alla morte dei loro compatrioti con forza rinnovata. L&#39;eco di quelle morti risuonerà in tutto il Medio Oriente e nel mondo. Quello di cui c&#39;è un bisogno urgente ora è la pace, e solo la pace.</p></blockquote>
<p>C&#39;è anche qualcuno che ribolle di rabbia perché in fondo ritiene Bush e la sua politica di appoggio a Israele il vero responsabile del protrarsi della crisi a Gaza. <a title="Leggi il post originale in bengalese" href="http://sawkat.blogspot.com/2009/01/blog-post_8414.html"><em>Sawkat Ali</em> spiega</a> [bn]:</p>
<blockquote><p>Nella stessa Israele, migliaia di cittadini stanno protestando contro gli attacchi su Gaza. Perfino dopo che l&#39;America ha cercato di giustificarli e difenderli. Osama e Bush sembrano percorrere la stessa identica strada.</p></blockquote>
<p>Anche il blogger <em>Satyanneshi</em> <a title="Leggi il post originale in bengalese" href="http://www.somewhereinblog.net/blog/nasiruk/28890507">commenta aspramente</a> [bn] il ruolo degli Stati Uniti nella crisi:</p>
<blockquote><p>L&#39;America, custode delle coscienze di tutta la Terra, &#8220;Dio del mondo&#8221;, afferma che questo genocidio è necessario. Tuttavia, lo stesso &#8220;Dio&#8221; non si è fatto scrupoli a utilizzare l&#39;espediente dei &#8220;crimini contro l&#39;umanità&#8221; contro Saddam, per invadere e conquistare l&#39;Iraq.</p></blockquote>
<p><em>Ahmed Munir</em> concorda nel ritenere che siano gli USA a mantenere vivo il conflitto. Secondo lui, la futura reazione americana al conflitto di Gaza dimostrerà al mondo se l&#39;amministrazione Obama intenda realmente risolvere il problema dei conflitti in Medio Oriente. Scrive:</p>
<blockquote><p>Solo il tempo ci dirà se il nuovo Governo USA guidato da Obama sia in qualche modo diverso dal Governo Bush. Se la nuova amministrazione non sarà in grado di guardare all&#39;Iraq e alla Palestina con occhi nuovi, le promesse di cambiamento avanzate da Obama resteranno soltanto belle parole.</p></blockquote>
<p>Blogger come <em>Aprio</em> invitano la gente a unirsi e dare appoggio alle vittime di Gaza. Altri, come <a title="Guarda il blog in bengalese" href="http://www.somewhereinblog.net/blog/trivuzblog"><em>Trivuz</em></a> [bn], hanno aperto un <a title="Guarda la pagina del gruppo" href="http://www.facebook.com/group.php?gid=47593971119">gruppo di protesta su Facebook</a> [in]. <em>Trivuz</em>, infine, esorta a mostrare sostegno alle vittime di Gaza <a title="Leggi il post originale in bengalese" href="http://www.somewhereinblog.net/blog/trivuzblog/28894301" target="_blank">boicottando</a> [bn] prodotti e marche israeliane.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.globalvoicesonline.org/2009/01/bangladesh-i-blogger-protestano-e-auspicano-la-pace-a-gaza/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Bangladesh: i blogger sugli attentati di Mumbai</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2008/11/bangladesh-le-reazioni-dei-blogger-agli-attentati-di-mumbai/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2008/11/bangladesh-le-reazioni-dei-blogger-agli-attentati-di-mumbai/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 30 Nov 2008 20:37:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Annalisa Del Greco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia meridionale]]></category>
		<category><![CDATA[Bangladesh]]></category>
		<category><![CDATA[Bengalese]]></category>
		<category><![CDATA[Casi umanitari]]></category>
		<category><![CDATA[Disastri]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra & conflitti]]></category>
		<category><![CDATA[India]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Protesta]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.globalvoicesonline.org/?p=480</guid>
		<description><![CDATA[La blogosfera del Bangladesh ha reagito con preoccupazione agli attentati terroristici di Mumbai. Oltre a messaggi di condoglianze, i blogger locali esprimono timori sulle ricadute per Paese, soprattutto nell'imminenza delle nuove elezioni politiche. Prosegue lo <a title= "Vai allo Speciale in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/specialcoverage/mumbai-india-blasts-2008/">Speciale di Global Voices sugli eventi Mumbai</a>.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/aparna-ray/">Aparna Ray</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/annalisa/'>Annalisa Del Greco</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2008/11/27/bangladesh-bangla-blogs-react-to-the-mumbai-terror-attacks/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p><small>Questo post è parte dello <a title= "Vai allo Speciale in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/specialcoverage/mumbai-india-blasts-2008/">Speciale in corso di Global Voices sugli eventi Mumbai, India</a> [in]. </small></p>
<p>La blogosfera del Bangladesh ha reagito con preoccupazione agli attentati terroristici di Mumbai. I messaggi di condoglianze sono arrivati copiosi da blogger come, per esempio, <a title="Vai al post originale in bangla" href="http://www.sachalayatan.com/hzbrl/20076">hzbrl</a> [bangla] che dichiara:</p>
<div class="translation">Posso esprimere soltanto la mia solidarietà e dire agli abitanti di Mumbai che siamo tutti con loro in queste ore di crisi.</div>
<p>Emozioni analoghe hanno trovato eco in molti altri interventi. <em>Ahmed Akhtar</em> commenta così in coda allo <a title="Vai al post originale in bangla" href="http://www.sachalayatan.com/hzbrl/20076"> stesso post</a> [bangla]:</p>
<div class="translation">All&#39;arrivo delle notizie, l&#39;immagine di tutte quelle povere vittime innocenti ha continuato a tornarmi in mente. Dove stiamo andando in nome della civilizzazione?</div>
<p>Dopo aver sentito la notizia, alcuni blogger si sono preoccupati per il possibile coinvolgimento del Bangladesh, Paese confinante. Un timore espresso nella sezione dei commenti <a title="Vai al post originale in bangla" href="http://www.somewhereinblog.net/blog/aahsan_habib/28874699">a questo post</a>, dove Hasib chiede [bangla]:</p>
<div class="translation">Hasib: Non hanno ancora emesso alcun comunicato in cui ritiengono il Bangladesh responsabile di questi attacchi?…</div>
<p><em>BDIdol</em> espone un&#39;altra teoria nello <a title="Vai al post originale in bangla" href="http://www.somewhereinblog.net/blog/aahsan_habib/28874699">stesso post:</a> [bangla]</p>
<div class="translation">Di recente, l&#39;America ha avviato il dialogo diplomatico con tre Paesi, India-Pakistan-Afghanistan, in cui McCain presto si recherà in visita. Non appena Obama diventerà Presidente, si ventila la possibilità che l&#39;America attacchi il confine pakistano-afghano. Forse questo è solo un assaggio di qunto sta per accadere. E come sempre, saranno gi astanti innocenti a rimanere vittime di questo tipo di drammi.</div>
<p>Ma una preoccupazione ancora maggiore che circola tra i blogger locali riguarda le possibili ripercussioni sulle imminenti elezioni in Bangladesh. <em>Shamima Sumi</em> pone in prospettiva simili timori con <a title="Vai al post originale in bangla" href="http://prothom-aloblog.com/users/base/shamimasumi/2">queste parole</a> [bangla]: </p>
<div class="translation">Se questo tipo di cose dovessero continuare, allora è chiaro che avranno un impatto sul Bangladesh, dove le elezioni sono dietro l&#39;angolo. Aspettiamo con ansia queste elezioni, nella speranza che possano ripristinare il processo democratico. Democrazia o meno, almeno avremo a che fare con un governo eletto e nessuno potrà metterne in discussione la posizione legale. Ma guardando la situazione in India, temo che ciò possa impedire questo processo. Oh, tutto ciò è insopportabile! Che cosa vogliono questi terroristi che hanno attaccato l&#39;hotel Taj?</div>
<p>Il blogger <em>Z Zaman</em> <a title="Vai al post originale in bangla" href="http://www.somewhereinblog.net/blog/zzamanblog/28874845">esprime la speranza</a> [bangla] che le elezioni segnino l&#39;inizio di una nuova epoca e che spingano per una forte presa di posizione contro il terrorismo.</p>
<div class="translation">Non vogliamo più andare in prigione per via di questo circolo vizioso di terrorismo e corruzione. Con le elezioni del 2008 vogliamo l&#39;inizio di un nuovo capitolo. In queste elezioni voteremo contro la corruzione e il terrorismo.</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.globalvoicesonline.org/2008/11/bangladesh-le-reazioni-dei-blogger-agli-attentati-di-mumbai/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Bangladesh: il significato dell&#039;Eid ul Fitr</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2008/10/bangladesh-il-significato-delleid-ul-fitr/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2008/10/bangladesh-il-significato-delleid-ul-fitr/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 02 Oct 2008 08:43:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tamara Nigi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Asia meridionale]]></category>
		<category><![CDATA[Bangladesh]]></category>
		<category><![CDATA[Bengalese]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[in breve]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.globalvoicesonline.org/?p=356</guid>
		<description><![CDATA[articolo originale diRezwan  &#183; tradotto da Tamara Nigi &#183;  vai all&#39;articolo originale 
Martedì 30 settembre (oppure il 1. ottobre secondo le diverse collocazioni geografiche) i mussulmani di tutto il mondo hanno celebrato la festa del Eid ul Fitr [it], che ha chiuso il mese del Ramadan [it]. Inspirations and Creative Thoughts, un blog [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/rezwan/">Rezwan</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/tamara-nigi/'>Tamara Nigi</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2008/09/30/bangladesh-significance-of-eid-ul-fitr/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Martedì 30 settembre (oppure il 1. ottobre secondo le diverse collocazioni geografiche) i mussulmani di tutto il mondo hanno celebrato la festa del <a title="Leggi articolo su Asia News" href="http://www.asianews.it/view.php?l=it&amp;art=107">Eid ul Fitr</a> [it], che ha chiuso il mese del <a title="Leggi la definizione su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ramadan">Ramadan</a> [it]. <em>Inspirations and Creative Thoughts</em>, un blog del Bangladesh, <a title="Vai al post in inglese" href="http://mysticsaint.blogspot.com/2008/09/ramadan-departs-eid-mubarak.html">propone alcune riflessioni</a> [in] sul significato di questa giornata.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.globalvoicesonline.org/2008/10/bangladesh-il-significato-delleid-ul-fitr/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Bangladesh: compromessa la libertà di informazione</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2008/06/bangladesh-compromessa-la-liberta-di-informazione/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2008/06/bangladesh-compromessa-la-liberta-di-informazione/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 10 Jun 2008 19:05:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppina Manfredi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia meridionale]]></category>
		<category><![CDATA[Bangladesh]]></category>
		<category><![CDATA[Bengalese]]></category>
		<category><![CDATA[Governance]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Legge]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà d'espressione]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.globalvoicesonline.org/?p=44</guid>
		<description><![CDATA[Da quando il governo ad interim del Bangladesh ha proclamato lo stato di emergenza con l'appoggio dell'esercito, i media nazionali sono stati messi a dura prova. Un reportage esclusivo apparso sull'Himal South Asian Magazine nel giugno 2007 spiegava come in Bangladesh gli organi di stampa in bengali e inglese avessero perso di credibilità. Un anno dopo, non è cambiato nulla, anzi: le cose vanno di male in peggio. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/rezwan/">Rezwan</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/giuseppina-manfredi/'>Giuseppina Manfredi</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2008/05/30/bangladesh-compromised-media/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Da quando il governo ad interim ha proclamato lo stato di emergenza con l&#39;appoggio dell&#39;esercito, i media del Bangladesh sono stati messi a dura prova.  Su un <a href="http://www.himalmag.com/2007/june/cover_feature_bangladesh_media.htm">reportage esclusivo apparso sull&#39;Himal South Asian Magazine</a> nel giugno 2007 si apprende come in Bangladesh gli organi di stampa in bengali e inglese abbiano perso di credibilità:</p>
<blockquote><p>In tempi di governo militare, è proprio sulla stampa che i bangladesi contano per la leadership, ma i giornalisti si sono fatti soggiogare dal populismo e intimidire dalle autorità. </p></blockquote>
<p>Un anno dopo, non è cambiato nulla, anzi, le cose vanno di male in peggio.  </p>
<p>Il blog <em>Unheard Voices</em> <a href="http://www.drishtipat.org/blog/2008/05/15/media-in-bangladesh-an-unsettling-scene/"> riporta un elenco delle circostanze</a> che hanno portato scompiglio nei media bangladesi, incluse alcune recenti provocazioni:</p>
<blockquote><p><strong>2 maggio 2008:</strong> Shafiq Rehman, opinionista di <em>Al Jai Jai Din</em>, quotidiano bangladese online, rassegna ex abrupto le dimissioni per essere rimpiazzato da un individuo alquanto sconosciuto, Shahidul Huq Khan. Il cui primo articolo è di impronta filogovernativa, imprimendo così una svolta radicale alla linea editoriale del giornale.</p>
<p><strong>12 maggio:</strong> Tutti i maggiori redattori (della carta stampata) pubblicano una <a href="http://www.drishtipat.org/blog/2008/05/12/the-speech/#comment-152062">dichiarazione congiunta</a> in cui si legge fra l&#39;altro:</p>
<p> “È stata riscontrata <strong>l&#39;ingerenza, da parte di varie agenzie—civili e militari—nell&#39;attività dei mezzi di comunicazione</strong>.<br />
<br />In uno stato di emergenza, i media non godono della libertà di espressione. <strong>La costante ingerenza nelle attività quotidiane dei media è deprecabile</strong></p></blockquote>
<p><em>Rumi Ahmed</em> della testata <a href="http://rumiahmed.wordpress.com/2008/05/17/the-foolish-friend-and-media-situation-in-bangladesh/">In the Middle of Nowhere</a> scava ancora più a fondo:</p>
<blockquote><p>Un <a href="http://www.jaijaidin.com/archive/2008-05-14/details.php?nid=69702">editoriale del Jai Jai Din</a> [in bengali] cita le dichiarazioni di Ataus Samad e Nurul Kabir sul licenziamento coatto di Shafik Rehman da parte del proprietario della testata, dietro coercizione della Intelligence militare (DGFI, Defense Forces Intelligence). Lo stesso editoriale informa che ad alcuni direttori di media online la DGFI ha fatto espressa richiesta di non comparire in un simile consorzio (di editori). </p>
</blockquote>
<p>Ancora, Rumi Ahmed si chiede:</p>
<blockquote><p>Siamo forse tornati all&#39;era della gestapo?</p>
</blockquote>
<p>Un altro cambiamento in tal senso è ravvisabile nel <em>Daily Star</em>, il quotidiano in lingua inglese di ampia diffusione. Uno degli <a href="http://www.thedailystar.net/story.php?nid=23609">editoriali pubblicati lo scorso febbraio</a>, si vantava di aver compiuto il 17° anno di attività giornalistica senza mai cedere alla paura e alla logica dei favoritismi&#39;. Solo qualche giorno dopo, invece, quando <em>Human Rights Watch</em> ha pubblicato <a href="http://hrw.org/reports/2008/bangladesh0208/index.htm">un reportage esclusivo sulle torture in Bangladesh</a>, dando rilievo alla testimonianza di <em>Tasneem Khalil</em>, giornalista del Daily Star (nonché inviato della CNN e rappresentante di Human Rights Watch in Bangladesh), lo stesso giornale ha fatto passare la cosa sotto silenzio. Un altro giornalista del Daily Star ha poi ribattuto al reportage, <a href="http://www.e-bangladesh.org/2008/02/21/how-the-bangladesh-military-abuses-its-power-under-the-state-of-emergency/#comment-3724">sulla testata E-Bangladesh</a>:</p>
<blockquote><p>La stampa è tuttora sotto stretta censura. Ci è fatto ancora divieto di scrivere articoli che mettano in cattiva luce l&#39;esercito. Questa situazione si trascina da più di un anno. L&#39;arresto di Tasneem Khalil e Arifur Rahman non è stato affatto casuale.  </p>
</blockquote>
<p>Va notato che il vignettista <em>Arifur Rahman</em>, accusato dal governo di attacco alla sensibilità religiosa per via di una <a href="http://www.globalvoicesonline.org/2007/09/18/bangladesh-yet-another-muhammed-cartoon-controversy/">innocente vignetta</a> (in cui si citava il profeta Muhammad), collaborava con l&#39;affiliata della testata Daily Star, il supplemento del Prothom Alo in bengali. È stato inoltre incriminato con l&#39;accusa di sedizione, ma poi rilasciato dal carcere dopo sei mesi di reclusione. Mentre nessuno, tra le testate dell&#39;ampia compagine mediatica del Bangladesh, si è mai preso il disturbo di ascoltare e pubblicare la versione di Arif, un blogger-giornalista, Omi Rahman Pial, è stato il primo a rintracciarlo qualche mese dopo il suo rilascio e a difofnderne l&#39;intervista sul suo <a href="http://www.somewhereinblog.net/blog/omipialblog/28803654">Bangla blog</a> (inutile dire che i media tradizionali non avevano nessuna intenzione di pubblicarla). Il post ha attirato centinaia di commenti, e non sono mancate le parole forti contro i grandi media per il ruolo giocato in questa vicenda. È disponibile la versione inglese <a href="http://www.e-bangladesh.org/2008/05/27/arif-is-free-is-he/">dell&#39;intervista, apparsa su E-Bangladesh</a>.</p>
<p>Ultimo elemento, ma non per importanza, <a href="http://dhakashohor.blogspot.com/2008/05/daily-stars-lowest-point-error-ridden.html">la replica al ruolo svolto dal Daily Star</a> secondo <em>Dhaka Shohor</em> ha destato particolare interesse quando un redattore del Daily Star è intervenuto nei commenti per difendere le azioni della testata. Il post analizza attentamente <a href="http://www.thedailystar.net/story.php?nid=37697">un editoriale</a> pubblicato dal giornale che, fra tante concessioni, nega il bavaglio alla libertà di stampa in Bangladesh, dichiarando quanto segue:</p>
<blockquote><p>&#8220;È la prima volta che i giornalisti in Bangladesh non sono oggetto di raggiri, vessazioni o molestie. Per un paese in cui vige lo stato di emergenza, questo è un fatto senza precedenti &#8220;.</p>
</blockquote>
<p><em>Dhaka Shohor</em> fa notare:</p>
<blockquote><p>Tuttavia i redattori di questo giornale sono di certo al corrente di quanto accaduto lo scorso maggio al loro collega (Tasneem Khalil)!</p></blockquote>
<p>Il dibatitto si e&#39; fatto acceso nei commenti, allorché l&#39;opinionista del Daily Star che firmava quell&#39;editoriale ha spiegato che la divulgazione della notizia era stata una mossa sbagliata e che, per via della carenza di personale, non era stato possibile valutarne l&#39;attendibilità. </p>
<p>Un commentatore anonimo <a href="http://dhakashohor.blogspot.com/2008/05/daily-stars-lowest-point-error-ridden.html?showComment=1211835540000#c921445230768372834">si è così espresso</a>:</p>
<blockquote><p>Nella fattispecie, l&#39;editoriale era fondato su palesi smentite, e chiunque in Bangladesh si occupi di giornalismo deve essere molto incompetente per non averlo capito. </p>
</blockquote>
<p>Qual&#39;è allora la motivazione di questi comportamenti dei media: le  limitazioni e le pressioni di cui sono succubi o l&#39;interesse economico degli editori a non ritrovarsi in acque agitate?  La domanda da un milione di dollari è: in che modo i media del Bangladesh possono risalire dal baratro dell&#39;autocensura e dell&#39;arrendevolezza, per ritrovare il coraggio di raccontare la verità?   </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.globalvoicesonline.org/2008/06/bangladesh-compromessa-la-liberta-di-informazione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
